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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con l’ordinanza n. 77 del 2014 la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sull’art. 1385, secondo comma, del codice civile in materia di caparra confirmatoria, riproposta dal Tribunale di Tivoli in modo identico a una questione già respinta.

Di cosa si tratta

La caparra confirmatoria è la somma versata alla conclusione del contratto: se chi l’ha data è inadempiente, l’altra parte può trattenerla; se è inadempiente chi l’ha ricevuta, deve restituirne il doppio. Il giudice dubitava che questo meccanismo automatico fosse equo quando l’importo della caparra risulta sproporzionato.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Tivoli aveva sollevato, in riferimento all’art. 3, secondo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1385, secondo comma, cod. civ., per la sospetta intrinseca incoerenza della disciplina della caparra rispetto alla finalità perseguita dal legislatore.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità: una questione identica era già stata respinta con la sentenza n. 248 del 2013 per difetto di motivazione su rilevanza e non manifesta infondatezza. La Corte ha ricordato che il giudice dispone già di strumenti, come la nullità della clausola per contrasto con il dovere di solidarietà (art. 2 Cost.) e la buona fede, per riequilibrare una caparra manifestamente sproporzionata.

Il principio

Il meccanismo della caparra confirmatoria non opera in modo cieco: il giudice può rilevare d’ufficio la nullità, anche parziale, della clausola manifestamente sproporzionata, alla luce del dovere di solidarietà e della buona fede contrattuale, senza bisogno di un intervento della Corte.

Domande e risposte

Cos’è la caparra confirmatoria?

La somma versata alla stipula del contratto che, in caso di inadempimento, l’altra parte può trattenere o di cui può pretendere il doppio (art. 1385 c.c.).

Perché la questione è stata respinta?

Perché identica a una già dichiarata inammissibile (sentenza n. 248 del 2013) e priva di adeguata motivazione su rilevanza e infondatezza.

Cosa può fare il giudice di fronte a una caparra eccessiva?

Può rilevare d’ufficio la nullità della clausola sproporzionata in base al dovere di solidarietà e alla buona fede, riequilibrando il rapporto.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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