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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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Con l’ordinanza n. 93 del 2020 la Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione sull’azione diretta del vettore nell’autotrasporto, introdotta in sede di conversione del d.l. n. 103 del 2010. La norma non è «estranea» né «intrusa» rispetto al decreto originario.

Di cosa si tratta

Nell’autotrasporto di merci, quando un vettore esegue il trasporto su incarico di un altro vettore, la legge gli riconosce un’azione diretta per farsi pagare il corrispettivo da tutti coloro che hanno ordinato il trasporto. Questa regola fu inserita nel 2010 dalla legge di conversione di un decreto-legge nato per il trasporto marittimo: di qui il dubbio che fosse un corpo estraneo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Prato, il Giudice onorario di pace di Cagliari e la Corte d’appello di Cagliari hanno censurato l’art. 1-bis, comma 2, lettera e), del decreto-legge n. 103 del 2010 (che inserisce l’art. 7-ter del d.lgs. n. 286 del 2005), in riferimento all’art. 77, secondo comma, della Costituzione, per difetto di omogeneità della legge di conversione rispetto al decreto originario.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta infondatezza. La questione era già stata decisa, con identiche censure, dalla sentenza n. 226 del 2019. La disposizione riguarda la stessa «materia» del decreto — il trasporto — e condivide la sua natura di misura volta a risolvere una situazione di crisi del settore: non c’è quindi quella palese estraneità o carattere «intruso» che soli possono violare l’art. 77.

Il principio

Una disposizione aggiunta in sede di conversione viola l’art. 77, secondo comma, Cost. solo se totalmente estranea o addirittura intrusa, tale da interrompere ogni correlazione con il decreto-legge. La coerenza si valuta sia sul piano oggettivo (la materia) sia su quello funzionale (le finalità).

Domande e risposte

Che cos’è l’azione diretta del vettore?

È la facoltà del vettore che ha materialmente eseguito il trasporto di chiedere il pagamento a tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, non solo al proprio committente diretto.

Perché si discuteva dell’art. 77 della Costituzione?

Perché l’art. 77 impone che la legge di conversione abbia un contenuto omogeneo al decreto-legge: non vi si possono inserire norme del tutto estranee alle materie e alle finalità del decreto.

Perché la questione era «manifestamente» infondata?

Perché la Corte aveva già respinto identica questione con la sentenza n. 226 del 2019 e i giudici non avevano aggiunto argomenti nuovi.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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