Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 73 D.Lgs. 209/2005 – Partecipazioni indirette

    Art. 73 D.Lgs. 209/2005 – Partecipazioni indirette

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Ai fini dell'applicazione dei capi I e III del presente titolo, si considerano anche le partecipazioni acquisite o comunque possedute: a) per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per interposta persona; b) a titolo di deposito, garanzia pignoratizia o usufrutto, qualora il depositario, il creditore pignoratizio o l'usufruttuario possa esercitare discrezionalmente i diritti di voto ad esse inerenti; c) che sono oggetto di contratto di riporto o di contratti derivati, dei quali si tiene conto tanto nei confronti del riportato che del riportatore ovvero nei confronti di entrambe le parti dei contratti medesimi, salvo la prova dell'esclusiva attribuzione ad una sola parte del potere di influenzare la gestione dell'impresa.

  • Art. 72 D.Lgs. 209/2005 – Nozione di controllo

    Art. 72 D.Lgs. 209/2005 – Nozione di controllo

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Ai fini del presente titolo, il controllo sussiste anche con riferimento a soggetti diversi dalle società, nei casi previsti dall' articolo 2359, primo e secondo comma, del codice civile ed in presenza di contratti o di clausole statutarie che abbiano per oggetto o per effetto il potere di esercitare l'attività di direzione e coordinamento.

    2. 2. Il controllo si considera esistente nella forma dell'influenza dominante, salvo prova contraria, allorché ricorra una delle seguenti situazioni: a) esistenza di un soggetto che, sulla base di accordi, ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o del consiglio di sorveglianza ovvero dispone da solo della maggioranza dei voti ai fini delle deliberazioni relative alle materie di cui agli articoli 2364 e 2364-bis del codice civile ; b) possesso di partecipazioni idonee a consentire la nomina o la revoca della maggioranza dei componenti dell'organo che svolge funzioni di amministrazione o del consiglio di sorveglianza; c) sussistenza di rapporti, anche tra soci, di carattere assicurativo, riassicurativo, finanziario e organizzativo idonei a conseguire uno dei seguenti effetti: 1) la trasmissione degli utili o delle perdite; 2) il coordinamento della gestione dell'impresa con quella di altre imprese ai fini del perseguimento di uno scopo comune; 3) l'attribuzione di poteri maggiori rispetto a quelli derivanti dalle partecipazioni possedute; 4) l'attribuzione a soggetti diversi da quelli legittimati, in base alla titolarità delle partecipazioni, di poteri nella scelta degli amministratori o dei componenti del consiglio di sorveglianza o dei dirigenti delle imprese; d) l'assoggettamento a direzione comune, in base alla composizione degli organi amministrativi o per altri concordanti elementi quali, esemplificativamente, legami importanti e durevoli di riassicurazione.

  • Art. 107 D.Lgs. 209/2005 – (Ambito di applicazione)

    Art. 107 D.Lgs. 209/2005 – (Ambito di applicazione)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Fermo restando quanto previsto dai Titoli II, III e IV per le imprese di assicurazione e V e VI per le imprese di riassicurazione, le disposizioni del presente Titolo disciplinano le condizioni di accesso ed esercizio dell'attività di distribuzione assicurativa e riassicurativa nel territorio della Repubblica, ivi inclusa l'attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa a titolo oneroso svolta da persone fisiche o giuridiche con residenza o sede legale nel territorio della Repubblica e in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi nel territorio di altri Stati membri, nonché l'attività di distribuzione assicurativa e riassicurativa connessa con rischi e impegni situati al di fuori dell'Unione europea, quando è svolta da intermediari registrati in Italia.

    2. Le disposizioni del presente titolo disciplinano altresì l'attività di distribuzione assicurativa, anche a titolo accessorio, e riassicurativa da parte di persone fisiche o giuridiche con residenza o sede legale nel territorio di altri Stati membri dell'Unione europea, svolta nel territorio della Repubblica.

    3. 3. Non configurano attività di distribuzione assicurativa o riassicurativa, ai fini di cui al comma 1, le seguenti attività: a) la fornitura di informazioni a titolo accessorio ad un cliente nel contesto di un'altra attività professionale, sempre che il fornitore non intraprenda ulteriori iniziative di assistenza nella conclusione o nell'esecuzione di un contratto di assicurazione o riassicurazione e l'obiettivo di tale attività non sia quello di assistere il cliente nella conclusione o nell'esecuzione di un contratto di assicurazione o riassicurazione; b) la gestione di sinistri per un'impresa di assicurazione o riassicurazione su base professionale o le attività di liquidazione sinistri e di consulenza in materia di sinistri; c) la mera fornitura di dati e informazioni su potenziali assicurati a intermediari assicurativi o riassicurativi, o a imprese di assicurazione o di riassicurazione, se il fornitore non intraprende ulteriori iniziative di assistenza nella conclusione di un contratto di assicurazione o riassicurazione; d) la mera fornitura a potenziali assicurati di informazioni su prodotti assicurativi o riassicurativi, su un intermediario assicurativo o riassicurativo, su un'impresa di assicurazione o riassicurazione, se il fornitore non intraprende ulteriori iniziative di assistenza nella conclusione del contratto.

    4. 4. È esclusa dalla disciplina del presente Titolo l'attività di distribuzione assicurativa esercitata da intermediari assicurativi a titolo accessorio, laddove siano soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni: a) l'assicurazione è accessoria ad un prodotto o servizio e ne copre: 1) i rischi di perdita, deterioramento, danneggiamento del prodotto fornito o il mancato uso del servizio prestato dal fornitore; o 2) la perdita o il danneggiamento del bagaglio e altri rischi connessi con un viaggio prenotato presso tale fornitore; b) l'importo del premio versato per il contratto assicurativo, calcolato proporzionalmente su base annua, non è superiore a 600 euro; c) in deroga alla lettera b), qualora l'assicurazione sia complementare rispetto a un servizio di cui alla lettera a) e la durata di tale servizio sia pari o inferiore a tre mesi, l'importo del premio versato per persona non è superiore a 200 euro.

    5. 5. Nell'esercizio dell'attività di distribuzione attraverso un intermediario assicurativo a titolo accessorio esentato, di cui al comma 4, l'impresa di assicurazione o l'intermediario assicurativo che se ne avvale garantisce che: a) prima della conclusione del contratto, il contraente riceva informazioni riguardanti rispettivamente gli elementi di cui all'articolo 120, comma 2, lettere a) e c), se agisce su incarico dell'impresa, o di cui all'articolo 120, comma 1, lettere a) e c), se agisce su incarico di altro intermediario; b) siano predisposti rapporti contrattuali adeguati e proporzionati al fine di assicurare la conformità con quanto previsto dagli articoli 119-bis e 120-quinquies e tenere conto delle richieste ed esigenze del contraente prima di proporre il contratto; c) prima della conclusione del contratto, sia fornita al contraente la documentazione informativa relativa al prodotto assicurativo di cui all'articolo 185.

    6. Fatto salvo quanto previsto dal testo unico dell'intermediazione finanziaria, le persone giuridiche di cui all'articolo 109, comma 2, lettera d), sono sottoposte, limitatamente all'attività di distribuzione assicurativa, alla vigilanza dell'IVASS, che la esercita mediante i poteri previsti dall'articolo 5, comma 1, anche per quanto riguarda l'osservanza delle disposizioni sulle regole di comportamento di cui al Capo III, informando e collaborando con le altre autorità interessate.

    7. L'IVASS monitora il mercato, ivi incluso il mercato dei prodotti assicurativi commercializzati, distribuiti o venduti, a titolo accessorio, nel o dal territorio della Repubblica.

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  • Art. 102 D.Lgs. 209/2005 – Revisione legale del bilancio

    Art. 102 D.Lgs. 209/2005 – Revisione legale del bilancio

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Il bilancio delle imprese di assicurazione e di riassicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica è corredato dalla relazione di un revisore legale o di una società di revisione legale iscritti nell'apposito registro.

    2. La relazione del revisore legale o della società di revisione legale esprime anche un giudizio sulla sufficienza delle riserve tecniche dell'impresa, avuto riguardo alle disposizioni del presente codice e tenuto conto di corrette tecniche attuariali. A tal fine, l'IVASS individua con regolamento i criteri per la determinazione della sufficienza delle riserve tecniche e le corrette tecniche attuariali alla luce delle quali deve essere espresso il giudizio del revisore o della società di revisione legale, nonché le modalità e i termini di espressione del giudizio medesimo.

    3. Alle imprese di cui al comma 1 si applicano le disposizioni sulla revisione legale dei conti di cui alla sezione VI del capo II del titolo III del testo unico dell'intermediazione finanziaria, ad eccezione degli articoli 155, comma 2, 156, comma 4, 157, comma 2, e 159, comma 1.

    4. L'impugnazione della deliberazione assembleare che approva il bilancio delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, per mancata conformità alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, può essere proposta dall' IVASS nel termine di sei mesi dall'iscrizione della relativa deliberazione nel registro delle imprese.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

  • Art. 101 D.Lgs. 209/2005 – Libri e registri obbligatori

    Art. 101 D.Lgs. 209/2005 – Libri e registri obbligatori

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione con sede legale nel territorio della Repubblica … , ferme restando le altre disposizioni stabilite dalla legge, devono tenere i libri e i registri secondo quanto previsto ai commi 2 e 3.

    2. 2. Le imprese autorizzate all'esercizio dei rami vita, oltre al registro delle attività a copertura delle riserve tecniche, sono tenute alla compilazione dei registri su cui annotare: a) i contratti emessi; b) i contratti stornati per risoluzione ai sensi dell' articolo 1924, secondo comma, del codice civile , ovvero per mancato perfezionamento ovvero per i quali è stato esercitato il diritto di recesso di cui all'articolo 177; c) i contratti scaduti; d) i contratti per i quali è stato esercitato il diritto di riscatto di cui all' articolo 1924, secondo comma, del codice civile ; e) i contratti che sono stati oggetto di trasformazione; f) i sinistri denunciati; g) i sinistri pagati; h) i reclami ricevuti.

    3. 3. Le imprese autorizzate all'esercizio dei rami danni, oltre al registro delle attività a copertura delle riserve tecniche, sono tenute alla compilazione dei registri su cui annotare: a) i contratti emessi; b) i sinistri denunciati; c) i sinistri pagati; d) i sinistri eliminati senza pagamento di indennizzo; e) i sinistri ancora da pagare alla chiusura dell'esercizio; f) i sinistri già classificati alle lettere c) oppure d) per i quali sia stata riaperta la procedura di liquidazione; g) i reclami ricevuti.

    4. L' IVASS adotta, con regolamento, le disposizioni per la tenuta dei registri assicurativi previsti dai commi 2 e 3 e determina le informazioni, i termini e le modalità per la loro conservazione e compilazione nel rispetto delle prescrizioni dell'articolo 2421, ultimo comma, del codice civile .

    5. L' IVASS individua, con regolamento, i libri e i registri per l'attività delle imprese di riassicurazione, determinando le informazioni, i termini e le modalità per la loro conservazione e compilazione nel rispetto delle prescrizioni dell'articolo 2421, ultimo comma, del codice civile .

  • Fondo non autosufficienze 2026: a chi è destinato e cosa prevede, esempio

    In sintesi

    • Il Fondo per le non autosufficienze è incrementato di 30 milioni nel 2026 e di 27 milioni annui dal 2027.
    • L’incremento è finalizzato alla rideterminazione degli importi delle prestazioni del D.M. 19 novembre 2008.
    • La norma è in attesa di decreto interministeriale (lavoro, salute, economia): fino all’emanazione, le prestazioni restano negli importi attuali.
    • Il Fondo è istituito dall’art. 1, comma 1187, della L. 296/2006 e si rivolge alle persone non autosufficienti.
    • Le prestazioni finanziate riguardano interventi a favore di anziani e disabili gravi non autosufficienti.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 767 della L. 199/2025 incrementa il Fondo per le non autosufficienze di 30 milioni di euro per il 2026 e di 27 milioni annui dal 2027, al fine di rideterminare gli importi delle prestazioni stabilite dal D.M. 19 novembre 2008. La misura è attesa da decreto interministeriale: fino all’emanazione, le prestazioni continuano negli importi attualmente vigenti.

    Approfondimento normativo completo: Comma 767 LB 2026: rifinanziamento Fondo non autosufficienze 2026.

    Fondo non autosufficienze 2026: rifinanziamento e attesa del decreto

    Il Fondo per le non autosufficienze è lo strumento principale attraverso cui lo Stato finanzia gli interventi a sostegno delle persone anziane e disabili gravi che non sono in grado di compiere autonomamente gli atti essenziali della vita quotidiana. Le risorse sono destinate a servizi di assistenza domiciliare, voucher, contributi ai caregiver familiari e altre misure definite a livello nazionale e regionale.

    Con il comma 767 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il Fondo viene incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2026 e di 27 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. L’obiettivo dichiarato dalla norma è la rideterminazione degli importi delle prestazioni di cui all’art. 1, comma 1, del decreto interministeriale del 19 novembre 2008, che fissa i valori delle misure finanziabili attraverso il Fondo.

    La norma, tuttavia, è parzialmente in attesa di completamento: è necessario un decreto interministeriale (Ministero del lavoro, della salute e dell’economia) per la rideterminazione concreta degli importi delle prestazioni. Fino all’emanazione di tale decreto, le prestazioni continuano ad essere erogate negli importi attualmente vigenti. Non è possibile, allo stato, indicare con precisione le nuove somme che saranno riconosciute: occorre attendere il provvedimento attuativo.

    Checklist: la persona non autosufficiente può accedere alle prestazioni del Fondo?

    • La persona è in condizione di non autosufficienza riconosciuta (valutazione multidimensionale del bisogno assistenziale).
    • È stato attivato un progetto assistenziale individualizzato presso i servizi sociali del Comune o dell’ASL competente.
    • Sono stati verificati i requisiti ISEE previsti per l’accesso alle misure finanziate dal Fondo non autosufficienze.
    • È stato monitorato se il decreto interministeriale di rideterminazione degli importi è stato emanato.
    • Ci si è informati presso il Comune o il distretto socio-sanitario sulle modalità di accesso agli interventi nella propria Regione.

    Tizio: anziano con Alzheimer assistito da un badante

    Scenario. Tizio ha 82 anni e soffre di Alzheimer in fase avanzata. La famiglia lo assiste con il supporto di una badante. Il nucleo familiare si rivolge ai servizi sociali per accedere agli interventi finanziati dal Fondo non autosufficienze.

    Come si legge in pratica. Il Fondo non autosufficienze finanzia, tra le altre misure, interventi a sostegno di anziani con grave dipendenza. Il comma 767 incrementa le risorse disponibili ma non definisce direttamente l’importo spettante: questo dipenderà dal decreto interministeriale e dalla normativa regionale di attuazione. La famiglia di Tizio deve rivolgersi ai servizi sociali del Comune per la valutazione del bisogno e l’attivazione del progetto assistenziale.

    Passaggi chiave per la famiglia di Tizio

    • Richiedere una valutazione multidimensionale del bisogno assistenziale presso l’ASL o il Comune.
    • Presentare domanda di accesso alle misure del Fondo non autosufficienze attraverso i servizi sociali.
    • Preparare la documentazione sanitaria (diagnosi, certificati di invalidità, verbale di non autosufficienza).
    • Verificare l’ISEE del nucleo familiare per accedere alle misure con soglie reddituali.
    • Monitorare l’emanazione del decreto interministeriale per conoscere gli importi aggiornati delle prestazioni.

    Caia: disabile grave di 45 anni con necessità di assistenza domiciliare

    Scenario. Caia ha 45 anni e una disabilità grave riconosciuta ai sensi della L. 104/1992, art. 3, comma 3. Vive da sola e ha bisogno di assistenza domiciliare per le attività quotidiane. Si chiede se il rifinanziamento del Fondo la riguarda.

    Come si legge in pratica. Sì. Il Fondo non autosufficienze non è limitato agli anziani: riguarda tutte le persone non autosufficienti, incluse le persone con disabilità grave. L’incremento di 30 milioni nel 2026 è destinato, in generale, a sostenere le prestazioni previste dal D.M. 2008. Caia deve verificare con i servizi sociali del suo Comune le misure disponibili nella sua Regione e i requisiti specifici, in attesa del decreto attuativo.

    Passaggi chiave per Caia

    • Verificare che la condizione di non autosufficienza sia formalmente certificata.
    • Contattare i servizi sociali del Comune per l’attivazione del progetto di vita e di assistenza.
    • Verificare l’accesso all’assistenza domiciliare integrata (ADI) tramite l’ASL di riferimento.
    • Controllare la propria posizione ISEE per accedere alle misure con soglie reddituali.
    • Seguire l’iter del decreto interministeriale per l’aggiornamento degli importi delle prestazioni.

    Sempronio: figlio caregiver che assiste il genitore non autosufficiente

    Scenario. Sempronio, 50 anni, assiste a tempo pieno la madre non autosufficiente. Ha ridotto il proprio orario lavorativo per farlo. Si chiede se esistono contributi o misure a suo favore finanziate dal Fondo non autosufficienze.

    Come si legge in pratica. Il Fondo non autosufficienze prevede, tra le misure finanziabili, anche interventi a sostegno dei caregiver familiari e dei nuclei che assistono persone non autosufficienti a domicilio. Tuttavia, gli importi specifici e le modalità di accesso dipendono dalla normativa regionale e dal decreto interministeriale atteso. Sempronio dovrebbe rivolgersi ai servizi sociali per un’analisi complessiva delle misure disponibili nel suo territorio.

    Passaggi chiave per Sempronio

    • Richiedere ai servizi sociali del Comune un’analisi delle misure disponibili per i caregiver familiari.
    • Verificare se la madre ha già una valutazione formale di non autosufficienza.
    • Informarsi sull’esistenza di contributi regionali per i caregiver familiari che integrano il Fondo nazionale.
    • Valutare la possibilità di accedere ai congedi retribuiti per assistenza previsti dalla L. 104/1992.
    • Monitorare l’emanazione del decreto interministeriale che definirà gli importi aggiornati delle prestazioni.

    Quando conviene una verifica

    L’accesso alle misure del Fondo non autosufficienze dipende dalla condizione individuale, dalla normativa regionale e dai decreti attuativi. Un esperto può orientarti tra le misure disponibili e assisterti nella presentazione della domanda. Consulta un esperto di diritto previdenziale e assistenziale.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Gli importi delle prestazioni del Fondo non autosufficienze sono già stati aggiornati con la LB 2026?

    No. Il comma 767 incrementa le risorse del Fondo ma subordina la rideterminazione degli importi all’emanazione di un decreto interministeriale (lavoro, salute, economia). Fino all’adozione di tale provvedimento, le prestazioni continuano a essere erogate negli importi attualmente vigenti. Questa pagina sarà aggiornata non appena il decreto verrà pubblicato.

    Qual è la differenza tra il Fondo non autosufficienze e l'indennità di accompagnamento?

    Sono due misure distinte. L’indennità di accompagnamento è una prestazione INPS erogata direttamente al titolare, indipendentemente dal reddito. Il Fondo non autosufficienze finanzia interventi più articolati (assistenza domiciliare, voucher, sostegno ai caregiver) gestiti dai Comuni e dalle Regioni, spesso con criteri ISEE. Le due misure possono coesistere.

    Le Regioni hanno autonomia nell'utilizzo delle risorse del Fondo?

    Sì. Le risorse del Fondo sono ripartite tra le Regioni, che le utilizzano nell’ambito dei propri piani assistenziali e in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Per questo motivo le misure disponibili, gli importi e le procedure di accesso possono variare significativamente da Regione a Regione.

    Qual è la base giuridica del Fondo non autosufficienze?

    Il Fondo è istituito dall’art. 1, comma 1187, della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007). La sua base costituzionale è l’art. 38 della Costituzione (diritto al mantenimento per gli inabili) e l’art. 32 (tutela della salute). Il comma 767 della L. 199/2025 si innesta su questo quadro incrementando la dotazione del Fondo.

    Il rifinanziamento del Fondo non autosufficienze riguarda anche il sostegno alla disabilità?

    Sì. Il Fondo non autosufficienze non è limitato agli anziani: riguarda tutte le persone che, indipendentemente dall’età, non sono in grado di compiere autonomamente gli atti essenziali della vita quotidiana a causa di condizioni fisiche, psichiche o sensoriali. Le persone con disabilità grave possono quindi beneficiare delle misure finanziate, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla normativa regionale.

  • Art. 117 D.Lgs. 209/2005 – Separazione patrimoniale

    Art. 117 D.Lgs. 209/2005 – Separazione patrimoniale

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. I premi pagati all'intermediario e le somme destinate ai risarcimenti o ai pagamenti dovuti dalle imprese di assicurazione, se regolati per il tramite dell'intermediario, sono versati in un conto separato, del quale può essere titolare anche l'intermediario espressamente in tale qualità, e che costituiscono un patrimonio autonomo rispetto a quello dell'intermediario medesimo.

    2. Sul conto separato non sono ammesse azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione. Sono ammesse le azioni da parte dei loro creditori ma nei limiti della somma rispettivamente spettante al singolo assicurato o alla singola impresa di assicurazione.

    3. Sul conto separato non operano le compensazioni legale e giudiziale e non può essere pattuita la compensazione convenzionale rispetto ai crediti vantati dal depositario nei confronti dell'intermediario.

    3-bis. Sono esenti dagli obblighi previsti dal comma 1 gli intermediari di cui all'articolo 109, comma 2, lettere a), b) e d), che possano documentare in modo permanente con fideiussione bancaria una capacità finanziaria pari al 4 per cento dei premi incassati, con un minimo di euro 18.750. Il limite minimo è aggiornato mediante disposizioni dell'Unione europea direttamente applicabili per tener conto delle variazioni dell'indice europeo dei prezzi al consumo pubblicato da Eurostat.

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  • Art. 116-undecies D.Lgs. 209/2005 – (Pubblicazione delle norme di interesse generale)

    Art. 116-undecies D.Lgs. 209/2005 – (Pubblicazione delle norme di interesse generale)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS rende note le disposizioni che disciplinano lo svolgimento delle attività di distribuzione che, nell'interesse generale, devono essere osservate sul territorio italiano, ivi inclusa l'eventuale informativa riguardante l'imposizione di disposizioni più stringenti nei confronti dei distributori nell'esercizio dell'attività di distribuzione assicurativa e riassicurativa sul territorio della Repubblica.

  • Art. 116-decies D.Lgs. 209/2005 – (Poteri legati alle disposizioni nazionali di interesse generale)

    Art. 116-decies D.Lgs. 209/2005 – (Poteri legati alle disposizioni nazionali di interesse generale)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS, in qualità di autorità competente dello Stato membro ospitante, può adottare misure non discriminatorie idonee a sanzionare le irregolarità commesse nel territorio della Repubblica, in caso di mancata osservanza delle disposizioni di interesse generale di cui all'articolo 116-undecies, ivi inclusa l'adozione di misure che vietino all'intermediario assicurativo, anche a titolo accessorio, o riassicurativo di esercitare l'attività, in regime di stabilimento o libera prestazione dei servizi, nel territorio della Repubblica.

    2. L'IVASS, in qualità di autorità competente dello Stato membro ospitante, può adottare misure dirette a vietare l'esercizio da parte di un distributore di prodotti assicurativi con sede in altro Stato membro dell'attività sul territorio della Repubblica, in regime di libera prestazione di servizi o di stabilimento, qualora l'attività sia svolta completamente o prevalentemente nel territorio della Repubblica, al fine di sottrarsi all'applicazione delle disposizioni ivi vigenti per i distributori italiani e, laddove al contempo, tale attività pregiudichi l'efficace funzionamento dei mercati assicurativi o riassicurativi italiani con riguardo alla tutela degli assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative.

    3. Nell'ipotesi di cui al comma 2, l'IVASS, dopo aver informato l'autorità competente dello Stato membro d'origine, può adottare nei confronti del distributore di prodotti assicurativi misure idonee dirette alla tutela dei diritti degli assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative.

    4. L'IVASS può rinviare la questione all'AEAP e chiederne l'assistenza conformemente all' articolo 19 del regolamento (UE) n. 1094/2010.

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  • Art. 116-novies D.Lgs. 209/2005 – (Violazione degli obblighi nell’esercizio di libera prestazione di servizi o stabilimento da parte di intermediari italiani)

    Art. 116-novies D.Lgs. 209/2005 – (Violazione degli obblighi nell’esercizio di libera prestazione di servizi o stabilimento da parte di intermediari italiani)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS può adottare, nei confronti di intermediari con residenza o sede legale in Italia, anche su segnalazione dell'autorità competente dello stato membro ospitante, misure idonee a porre fine alle irregolarità commesse nell'esercizio dell'attività di libera prestazione di servizi o di stabilimento in altri Stati membri. Dell'adozione di tali misure l'IVASS informa l'autorità competente dello Stato membro ospitante.

  • Art. 116-octies D.Lgs. 209/2005 – (Violazione degli obblighi nell’esercizio della libertà di stabilimento)

    Art. 116-octies D.Lgs. 209/2005 – (Violazione degli obblighi nell’esercizio della libertà di stabilimento)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'IVASS qualora, in qualità di autorità competente dello Stato membro ospitante, accerta che un intermediario assicurativo, anche a titolo accessorio, o riassicurativo, che eserciti l'attività in regime di stabilimento sul territorio della Repubblica, violi le disposizioni di cui agli articoli 30-decies, ai Capi III, III-bis, III-ter del Titolo IX ed agli articoli 185, 185-bis e 185-ter e relative disposizioni di attuazione, può adottare misure idonee.

    2. Laddove l'IVASS abbia motivo di ritenere che un intermediario assicurativo, anche a titolo accessorio, o riassicurativo di altro Stato membro, operante nel territorio della Repubblica, attraverso una stabile organizzazione, violi le disposizioni in materia di distribuzione assicurativa o riassicurativa di cui al presente codice rispetto alle quali ai sensi del comma 1 l'IVASS, in qualità di Autorità dello Stato membro ospitante, non esercita la vigilanza, ne informa l'autorità competente dello Stato membro d'origine, ai fini dell'adozione di eventuali misure che pongano rimedio alle irregolarità commesse.

    3. Qualora, nonostante le misure adottate ai sensi del comma 2 o in ipotesi di mancata adozione delle misure necessarie o di inadeguatezza delle stesse, l'intermediario continui ad agire nel territorio della Repubblica in modo contrario all'interesse generale degli assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative o al corretto funzionamento del mercato assicurativo o riassicurativo italiano, l'IVASS può, dopo averne informato l'autorità competente dello Stato membro di origine, adottare adeguate misure preventive di nuove irregolarità, ivi inclusa l'adozione di un provvedimento motivato che vieti la continuazione dell'esercizio dell'attività sul territorio della Repubblica, in regime di stabilimento da parte di intermediario di altro Stato membro.

    4. L'IVASS può rinviare la questione all'AEAP e chiederne l'assistenza conformemente all' articolo 19 del regolamento (UE) n. 1094/2010.

    5. Nel caso in cui si renda strettamente necessaria un'azione immediata finalizzata a tutelare i diritti degli assicurati e altri aventi diritto a prestazioni assicurative e se i provvedimenti equivalenti adottati dallo Stato membro d'origine risultano inadeguati o in caso di mancata adozione di tali provvedimenti, fermo quanto previsto dai commi 2, 3 e 4, l'IVASS può adottare misure idonee non discriminatorie volte a prevenire o porre fine alle irregolarità commesse sul territorio italiano, ivi inclusa l'adozione nei confronti dell'intermediario, anche a titolo accessorio, di un provvedimento di divieto dell'esercizio dell'attività di intermediazione in regime di stabilimento nel territorio della Repubblica.

    6. Le misure adottate dall'IVASS in conformità al presente articolo, sono assunte con provvedimento motivato e comunicate all'intermediario interessato, nonché senza indugio all'autorità competente dello Stato membro d'origine, all'AEAP e alla Commissione europea

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  • Art. 116-sexies D.Lgs. 209/2005 – (Accordi per la ripartizione di competenze tra Stato membro d’origine e Stato membro ospitante)

    Art. 116-sexies D.Lgs. 209/2005 – (Accordi per la ripartizione di competenze tra Stato membro d’origine e Stato membro ospitante)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Nell'ipotesi in cui l'attività principale di un intermediario assicurativo, anche a titolo accessorio, o riassicurativo sia esercitata in uno Stato membro diverso da quello di origine, le autorità competenti dello Stato membro d'origine e dello Stato membro ospitante possono concludere un accordo in forza del quale l'esercizio delle funzioni di vigilanza sia rimesso all'autorità dello stato membro ospitante con riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 6, 7, 30-decies, 185, 185-bis, 185-ter, 187-ter e 205-ter, al Titolo IX, con esclusione delle disposizioni relative agli obblighi di registrazione, e al Titolo XVIII.

    2. Laddove ricorra l'ipotesi di accordo di cui al comma 1, l'IVASS, se agisce in qualità di autorità dello stato membro d'origine, informa tempestivamente l'intermediario interessato e l'AEAP

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