Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 201 CPI – Rappresentanza

    Art. 201 CPI – Rappresentanza

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Nessuno è tenuto a farsi rappresentare da un mandatario abilitato nelle procedure di fronte all’Ufficio italiano brevetti e marchi; le persone fisiche e giuridiche possono agire per mezzo di un loro dipendente anche se non abilitato o per mezzo di un dipendente di altra società collegata ai sensi dell’articolo 205, comma

    3. 2. La nomina di uno o più mandatari, qualora non sia fatta nella domanda, oppure con separato atto, autentico o autenticato, può farsi con apposita lettera d’incarico, soggetta al pagamento della tassa prescritta.

    3. L’atto di nomina o la lettera d’incarico può riguardare una o più domande o in generale la rappresentanza professionale per ogni procedura di fronte all’Ufficio italiano brevetti e marchi ed alla commissione dei ricorsi. In tale caso, in ogni successiva domanda, istanza e ricorso, il mandatario dovrà fare riferimento alla procura o lettera d’incarico.

    4. Il mandato può essere conferito soltanto a mandatari iscritti in un albo all’uopo istituito presso il Consiglio dell’ordine dei consulenti in proprietà industriale.

    4-bis. I cittadini dell’Unione europea abilitati all’esercizio della medesima professione in un altro Stato membro possono essere iscritti all’albo secondo le procedure di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 .

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 NOVEMBRE 2007, N. 206 .

    6. Il mandato può essere anche conferito ad un avvocato iscritto nel suo albo professionale.

  • Premi e straordinari nel pubblico impiego 2026: la tassazione agevolata al 15%, esempio

    In sintesi

    • Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali regionali e comunali del 15% sul trattamento economico accessorio entro il limite di 800 euro.
    • Agevolazione riservata al personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, c. 2, D.Lgs. 165/2001, incluso il personale in regime di diritto pubblico.
    • Requisito reddituale: reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro nell’anno.
    • Sono esclusi Forze di polizia e Forze armate, che beneficiano di altra agevolazione (art. 45, c. 2, D.Lgs. 95/2017).
    • Per il personale SSN il beneficio del comma 237 si aggiunge – senza sostituirlo – alle misure speciali già vigenti (art. 7, c. 2, D.L. 73/2024 e art. 1, c. 354, L. 207/2024).

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 237 L. 199/2025 introduce, per il solo anno 2026, un’imposta sostitutiva IRPEF e addizionali pari al 15% sui compensi per trattamento economico accessorio (incluse le indennità fisse e continuative) erogati al personale non dirigenziale PA, entro il limite di 800 euro, per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro. Sono esclusi Forze di polizia e Forze armate. Per il personale SSN il beneficio si aggiunge alle misure già vigenti.

    Approfondimento normativo completo: Comma 237 LB 2026: imposta sostitutiva 15% trattamento accessorio PA.

    Chi beneficia della sostitutiva del 15% sul trattamento accessorio

    Il comma 237 della Legge di Bilancio 2026 introduce, per l’anno 2026 soltanto, un regime fiscale agevolato per una componente specifica della retribuzione pubblica: il trattamento economico accessorio. Si tratta di tutti quei compensi che si aggiungono allo stipendio base – premi di produttività, indennità specifiche, compensi per prestazioni straordinarie, indennità di turno e simili – che normalmente concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e vengono tassati con le aliquote IRPEF progressive.

    La norma si applica esclusivamente al personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni rientranti nell’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 (il testo unico del pubblico impiego), nonché al personale in regime di diritto pubblico. Il limite reddituale è fissato in 50.000 euro di reddito da lavoro dipendente: chi supera questa soglia non può beneficiare della sostitutiva. Il beneficio è quantitativamente limitato: la sostitutiva del 15% si applica solo ai primi 800 euro di accessorio erogati nell’anno.

    Due precisazioni rilevanti emergono dalla norma. In primo luogo, Forze di polizia e Forze armate sono espressamente escluse perché fruiscono di un’altra agevolazione specifica (art. 45, c. 2, D.Lgs. 95/2017). In secondo luogo, per il personale del Servizio Sanitario Nazionale la sostitutiva del comma 237 non sostituisce le misure già vigenti (art. 7, c. 2, D.L. 73/2024 e art. 1, c. 354, L. 207/2024), bensì si aggiunge a esse, producendo un beneficio cumulativo.

    Checklist: chi può beneficiare del comma 237

    • Verificare di appartenere al personale non dirigenziale di un’amministrazione pubblica di cui all’art. 1, c. 2, D.Lgs. 165/2001, oppure al personale non dirigenziale in regime di diritto pubblico.
    • Accertare che il reddito da lavoro dipendente complessivo non superi 50.000 euro nell’anno 2026: oltre questa soglia la sostitutiva non si applica.
    • Identificare i compensi per trattamento economico accessorio erogati dall’amministrazione nel 2026: la sostitutiva si applica entro il limite di 800 euro.
    • Verificare di non appartenere alle Forze di polizia o alle Forze armate (questi comparti hanno un’agevolazione distinta e sono espressamente esclusi dal comma 237).
    • Per il personale SSN: verificare le misure speciali già applicabili (D.L. 73/2024 e L. 207/2024) e sommare il beneficio del comma 237, senza sostituirlo.

    Caso Tizio: impiegato ministeriale con premi di produttività

    Scenario. Tizio è un impiegato di categoria C presso un Ministero, con un reddito da lavoro dipendente complessivo di 32.000 euro nel 2026. Nel corso dell’anno percepisce 1.200 euro di trattamento accessorio (premi di risultato e indennità di amministrazione).

    Come si legge in pratica. Tizio soddisfa tutti i requisiti: personale non dirigenziale PA, reddito inferiore a 50.000 euro. La sostitutiva del 15% si applica ai primi 800 euro di accessorio. L’imposta sostitutiva è 120 euro (15% × 800). I restanti 400 euro di accessorio (1.200 – 800) rientrano nella tassazione IRPEF ordinaria con le aliquote progressive. Rispetto alla tassazione ordinaria al 27% (aliquota marginale di Tizio), il risparmio sulla quota agevolata è di 96 euro (27% – 15% = 12% su 800 euro).

    Riepilogo Tizio

    • Reddito lavoro dipendente 2026: 32.000 euro (sotto la soglia 50.000)
    • Accessorio totale percepito: 1.200 euro
    • Accessorio soggetto a sostitutiva (limite): 800 euro
    • Imposta sostitutiva (15% × 800): 120 euro
    • Accessorio eccedente il limite (400 euro): tassato IRPEF ordinaria

    Caso Caia: infermiera SSN con doppio beneficio

    Scenario. Caia è un’infermiera del SSN, personale non dirigenziale, con reddito da lavoro dipendente di 29.000 euro nel 2026. Percepisce compensi accessori (indennità di turno e produttività) per complessivi 1.000 euro. Beneficia già delle misure speciali del D.L. 73/2024.

    Come si legge in pratica. Caia rientra nel personale SSN destinatario delle misure speciali già vigenti. Per lei, il comma 237 si aggiunge a quelle misure, senza sostituirle. La sostitutiva del 15% si applica ai primi 800 euro di accessorio: imposta 120 euro. Il beneficio delle misure D.L. 73/2024 rimane intatto. I restanti 200 euro (1.000 – 800) sono tassati ordinariamente.

    Riepilogo Caia

    • Qualifica: infermiera SSN non dirigenziale – rientra nel comma 237
    • Reddito: 29.000 euro (sotto soglia 50.000)
    • Accessorio soggetto a sostitutiva: 800 euro (imposta: 120 euro al 15%)
    • Misure speciali D.L. 73/2024: si aggiungono, non vengono sostituite
    • Accessorio eccedente (200 euro): tassazione IRPEF ordinaria

    Caso Sempronio: dirigente PA – escluso dalla norma

    Scenario. Sempronio è un dirigente di prima fascia presso un ente pubblico, con un reddito da lavoro dipendente di 95.000 euro. Percepisce una retribuzione di risultato di 8.000 euro.

    Come si legge in pratica. Sempronio è escluso dall’agevolazione per due ragioni distinte: (1) è personale dirigenziale, categoria espressamente esclusa dal comma 237 che si applica solo al personale non dirigenziale; (2) il suo reddito supera 50.000 euro, superando ulteriormente il limite reddituale. La retribuzione di risultato è interamente tassata con le aliquote IRPEF progressive ordinarie. Nessuna sostitutiva applicabile.

    Riepilogo Sempronio

    • Qualifica: dirigente PA – ESCLUSO (la norma riguarda solo il personale non dirigenziale)
    • Reddito: 95.000 euro – supera il limite di 50.000 euro
    • Accessorio (retribuzione di risultato): tassazione IRPEF ordinaria
    • Nessuna sostitutiva applicabile
    • Doppia causa di esclusione: qualifica dirigenziale + superamento soglia reddituale

    Quando conviene una verifica

    L’applicazione della sostitutiva al 15% dipende dalla qualifica, dal reddito complessivo e dall’ente di appartenenza. Un consulente del lavoro o un CAF può verificare l’esatto importo dell’agevolazione spettante e coordinare il beneficio con le altre misure vigenti. Verifica la tua posizione con un consulente del lavoro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    La sostitutiva del 15% si applica automaticamente in busta paga o serve una richiesta del lavoratore?

    Il comma 237 prevede che la sostitutiva si applichi salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro. Quindi l’applicazione è automatica da parte del sostituto d’imposta (l’amministrazione datrice di lavoro), che applicherà la ritenuta del 15% sull’accessorio entro il limite di 800 euro, a meno che il dipendente non presenti formalmente rinuncia scritta. La rinuncia può convenire se il lavoratore ha molte detrazioni o carichi di famiglia che renderebbero la tassazione ordinaria inferiore al 15%.

    Cosa si intende per trattamento economico accessorio ai fini del comma 237?

    Il comma 237 richiama i compensi per trattamento economico accessorio, comprensivi delle indennità di natura fissa e continuativa. Vi rientrano tipicamente: premi di produttività e risultato, indennità di amministrazione, indennità di turno, compensi per prestazioni straordinarie, indennità specifiche di comparto. Non vi rientra lo stipendio tabellare di base, che continua a essere tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.

    Il limite di 800 euro è per singolo compenso o per il totale dell'accessorio annuo?

    Il limite di 800 euro è riferito al totale dell’accessorio assoggettato a sostitutiva nel corso dell’anno 2026. Se il lavoratore percepisce più voci di accessorio (es. premio di produttività + indennità di turno + straordinari), la sostitutiva del 15% si applica complessivamente fino a 800 euro. L’eccedenza rispetto agli 800 euro è tassata con le aliquote IRPEF ordinarie.

    Un dipendente della Polizia di Stato o dell'Esercito può beneficiare del comma 237?

    No. Il comma 237 esclude espressamente il personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, in quanto questo comparto beneficia di una specifica agevolazione fiscale prevista dall’art. 45, comma 2, del D.Lgs. 95/2017. I due regimi sono alternativi: il personale delle Forze di polizia e delle Forze armate continua ad applicare il proprio regime agevolativo specifico e non può accedere alla sostitutiva del 15% del comma 237.

    La misura è strutturale o limitata all'anno 2026?

    Il comma 237 si applica esplicitamente solo per l’anno 2026, come indicato nell’incipit della norma: ‘Per l’anno 2026’. Non si tratta di una misura strutturale: salvo rinnovo da parte di una futura legge di bilancio, l’agevolazione cesserà al 31 dicembre 2026. I dipendenti PA interessati devono quindi tener presente il carattere temporaneo del beneficio nella propria pianificazione finanziaria.

  • Art. 190 TUEL – Residui passivi

    Art. 190 TUEL – Articolo 190

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. Costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate entro il termine dell’esercizio.

    2. È vietata la conservazione nel conto dei residui di somme non impegnate ai sensi dell’articolo 183.

    3. Le somme non impegnate entro il termine dell’esercizio costituiscono economia di spesa e, a tale titolo, concorrono a determinare i risultati finali della gestione.

  • Art. 219 bis Cod. Amb. – Sistema di riutilizzo di specifiche tipologie di imballaggi

    Art. 219 Bis Cod. Amb. – Sistema di riutilizzo di specifiche tipologie di imballaggi

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Al fine di aumentare la percentuale degli imballaggi riutilizzabili immessi sul mercato per contribuire alla transizione verso un’economia circolare, gli operatori economici, in forma individuale o in forma collettiva, adottano sistemi di restituzione con cauzione nonché sistemi per il riutilizzo degli imballaggi senza causare pregiudizio alla salute umana e nel rispetto della normativa europea, senza compromettere l’igiene degli alimenti né la sicurezza dei consumatori, nel rispetto della normativa nazionale in materia. Al fine di perseguire le predette finalità, gli operatori economici possono stipulare appositi accordi e contratti di programma ai sensi dell’articolo 206 del presente decreto. 1-bis. I sistemi di cui al comma 1 si applicano agli imballaggi in plastica, in vetro e in metallo utilizzati per acqua e per altre bevande 2. Con regolamento adottato mediante decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previa consultazione delle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative sul piano nazionale, sono stabiliti i tempi e le modalità di attuazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo. Con il medesimo regolamento sono, inoltre, previsti: a) gli obiettivi annuali qualitativi e quantitativi da raggiungere; b) i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggio fissati in modo da evitare ostacoli al commercio o distorsioni della concorrenza; c) i termini di pagamento e le modalità di restituzione della cauzione da versare al consumatore che restituisce l’imballaggio; d) le premialità e gli incentivi economici da riconoscere agli esercenti che adottano sistemi di restituzione con cauzione; e) l’eventuale estensione delle disposizioni del presente articolo ad altre tipologie di imballaggio; f) la percentuale minima di imballaggi riutilizzabili immessi sul mercato ogni anno per ciascun flusso di imballaggi; g) la promozione di campagne di sensibilizzazione rivolte ai consumatori

  • Art. 97 D.Lgs. 209/2005 – Esonero dall’obbligo di redazione

    Art. 97 D.Lgs. 209/2005 – Esonero dall’obbligo di redazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'obbligo di redazione del bilancio consolidato non sussiste nei confronti delle imprese di cui all'articolo 95, commi 1 e 2, a loro volta controllate direttamente o indirettamente da altra impresa tenuta alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del presente titolo ovvero da un'impresa di assicurazione o riassicurazione costituita in un altro Stato membro.

    2. 2. L'esonero è subordinato alle seguenti circostanze: a) che l'impresa controllata non abbia emesso titoli quotati in mercati regolamentati; b) che la controllante sia titolare di oltre il novantacinque per cento delle azioni o quote dell'impresa controllata ovvero, in difetto di tale condizione, che la redazione del bilancio consolidato non sia richiesta almeno sei mesi prima della fine dell'esercizio da tanti soci che rappresentino almeno il cinque per cento del capitale; c) che l'impresa controllata e le imprese da questa controllate da includere nel consolidamento ai sensi del presente titolo siano incluse nel bilancio consolidato della controllante; d) che l'impresa controllante, soggetta al diritto di uno Stato membro, rediga e sottoponga a controllo il bilancio consolidato conformemente alle disposizioni dell'ordinamento comunitario.

    3. Le ragioni dell'esonero sono indicate nella nota integrativa al bilancio di esercizio. La nota integrativa indica altresì la denominazione e la sede dell'impresa che redige il bilancio consolidato ai sensi del presente articolo. Una copia del bilancio della controllante, della relazione sulla gestione e di quella dell'organo di controllo, redatti in lingua italiana, è depositata presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo ove è la sede dell'impresa controllata.

  • Art. 95 D.Lgs. 209/2005 – Imprese obbligate

    Art. 95 D.Lgs. 209/2005 – Imprese obbligate

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione aventi sede legale nel territorio della Repubblica … che controllano una o più società, redigono il bilancio consolidato conformemente ai principi contabili internazionali.

    2. Allo stesso obbligo sono soggette le imprese di partecipazione assicurativa con sede legale in Italia, che detengono il controllo di una o più imprese di assicurazione o di riassicurazione ovunque costituite.

    2-bis. Al medesimo obbligo sono soggette anche le imprese di partecipazione finanziaria mista con sede legale in Italia, che detengono il controllo di una o più imprese di assicurazione o di riassicurazione ovunque costituite, qualora il settore di maggiori dimensioni all'interno del conglomerato finanziario sia quello assicurativo, determinato ai sensi del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 142 .

    3. Ai soli fini dell'obbligo di redazione del bilancio consolidato sono considerate imprese controllate quelle indicate nell' articolo 26 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127 .

  • Art. 94 D.Lgs. 209/2005 – Relazione sulla gestione

    Art. 94 D.Lgs. 209/2005 – Relazione sulla gestione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. 1. Il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori contenente un'analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione dell'impresa e dell'andamento e del risultato della gestione nel suo complesso, nonché una descrizione dei principali rischi e incertezze cui l'impresa è esposta. Dalla relazione risultano in ogni caso le informazioni che riguardano: a) l'evoluzione del portafoglio assicurativo; b) l'andamento dei sinistri nei principali rami esercitati; c) le forme riassicurative maggiormente significative adottate nei principali rami esercitati; d) le attività di ricerca e di sviluppo e i nuovi prodotti immessi sul mercato; e) le linee essenziali seguite nella politica degli investimenti; e-bis) gli obiettivi e le politiche di gestione del rischio finanziario e la politica di copertura per principali categorie di operazioni coperte e l'esposizione dell'impresa ai rischi di prezzo, di credito, di liquidità e di variazione dei flussi; f) notizie in merito al contenzioso, se significativo; g) il numero e il valore nominale delle azioni o quote proprie, delle azioni o quote dell'impresa controllante detenute in portafoglio, di quelle acquistate e di quelle alienate nel corso dell'esercizio, le corrispondenti quote di capitale sottoscritto, dei corrispettivi ed i motivi degli acquisti e delle alienazioni; h) i rapporti con le imprese del gruppo distinguendo fra imprese controllanti, controllate e consociate, nonché i rapporti con imprese collegate; i) l'evoluzione prevedibile della gestione, con particolare riguardo allo sviluppo del portafoglio assicurativo, all'andamento dei sinistri e alle eventuali modifiche alle forme riassicurative adottate; l) i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio.

    1-bis. L'analisi di cui al comma 1 è coerente con l'entità e la complessità degli affari dell'impresa e contiene, nella misura necessaria alla comprensione della situazione dell'impresa e dell'andamento e del risultato della sua gestione, gli indicatori di risultato finanziari e, se del caso, quelli non finanziari pertinenti all'attività specifica dell'impresa, comprese le informazioni attinenti all'ambiente e al personale. L'analisi contiene, ove opportuno, riferimenti agli importi riportati nel bilancio dell'impresa e chiarimenti aggiuntivi su di essi. Per le imprese di grandi dimensioni e per le piccole e medie imprese, a eccezione delle micro-imprese, i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati, l'analisi di cui al comma 1 è, altresì, corredata delle informazioni sulle risorse immateriali essenziali e spiega in che modo il modello aziendale dell'impresa dipende fondamentalmente da tali risorse e come tali risorse costituiscono una fonte di creazione del valore per l'impresa. Tali ultime informazioni sono inserite in una sezione apposita della relazione sulla gestione. (74) 79

    2. Le disposizioni del comma 1, lettera g), si applicano anche alle azioni o quote detenute, acquistate o alienate per il tramite di società fiduciaria o per interposta persona. (5)

  • Art. 93 D.Lgs. 209/2005 – Deposito e pubblicazione

    Art. 93 D.Lgs. 209/2005 – Deposito e pubblicazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione di cui all'articolo 88, comma 1, … sono tenute al deposito e alla pubblicazione del bilancio ai sensi dell' articolo 2435 del codice civile .

    2. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione sono soggette all'obbligo di revisione del bilancio e depositano la relazione della società di revisione … .

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 74 .

    4. Le imprese di assicurazione che esercitano il ramo assistenza depositano, in allegato al bilancio, una relazione dalla quale risultino il personale e le attrezzature di cui l'impresa dispone per far fronte agli impegni assunti.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 74 .

  • Art. 92 D.Lgs. 209/2005 – Esercizio sociale e termine per l’approvazione

    Art. 92 D.Lgs. 209/2005 – Esercizio sociale e termine per l’approvazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'esercizio sociale ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

    2. Ove previsto dallo statuto, il termine di cui all' articolo 2364, secondo comma, del codice civile può essere prorogato dall'impresa di assicurazione sino al 30 giugno quando particolari esigenze lo richiedano ovvero quando sia autorizzata anche all'attività riassicurativa e la eserciti in misura rilevante ovvero nel caso di imprese tenute alla redazione del bilancio consolidato.

    3. Le imprese che esercitano la sola riassicurazione approvano il bilancio di esercizio entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferisce il bilancio stesso. Ove previsto dallo statuto, il termine può essere prorogato dall'impresa di riassicurazione sino al 30 settembre quando particolari esigenze lo richiedano.

    4. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione, che si avvalgono della facoltà prevista dai commi 2 e 3, ne danno evidenza nella nota integrativa e ne fanno oggetto di preventiva comunicazione all' IVASS , specificando le ragioni della proroga.

  • Art. 91 D.Lgs. 209/2005 – Principi di redazione

    Art. 91 D.Lgs. 209/2005 – Principi di redazione

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione di cui all'articolo 88, comma 1, che emettono strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati di qualsiasi Stato membro dell'Unione europea e che non redigono il bilancio consolidato, redigono il bilancio di esercizio in conformità ai principi contabili internazionali.

    2. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione di cui all'articolo 88, comma 1, … che non utilizzano i principi contabili internazionali, redigono il bilancio in conformità al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173 . Per ciascun patrimonio destinato costituito ai sensi dell' articolo 2447-bis, primo comma, lettera a), del codice civile , va allegato al bilancio di esercizio un separato rendiconto redatto secondo le disposizioni previste dall'articolo 89.

  • Art. 90 D.Lgs. 209/2005 – Schemi

    Art. 90 D.Lgs. 209/2005 – Schemi

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    2. L' IVASS , con regolamento, può emanare istruzioni esplicative ed applicative, prescrivere informazioni integrative o più dettagliate, anche in materia di operazioni con parti correlate e di accordi non risultanti dallo stato patrimoniale di cui all'articolo 2427, primo comma, numeri 22-bis) e 22-ter), del codice civile e all'articolo 38, comma 1, lettere o-quinquies) e o-sexies) , del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127 . L' IVASS può altresì stabilire la documentazione necessaria all'espletamento delle funzioni di vigilanza ai fini delle verifiche sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. (11)

    3. Le modalità di tenuta del sistema contabile devono consentire il raccordo con i conti di bilancio secondo quanto disposto dall' IVASS con regolamento.

    4. I poteri dell' IVASS sono esercitati nel rispetto dei principi contabili internazionali nei confronti dei soggetti che redigono il bilancio di esercizio o il bilancio consolidato in conformità ai principi contabili internazionali. Al fine di verificare l'esattezza dei dati del bilancio consolidato, l' IVASS può richiedere dati, notizie ed informazioni alle società ed agli enti controllati da imprese di assicurazione e di riassicurazione ovvero eseguire ispezioni presso i medesimi enti e società. Nel caso in cui la società o l'ente sia sottoposto alla vigilanza di un'altra autorità, l' IVASS ne richiede la collaborazione.

  • Art. 89 D.Lgs. 209/2005 – Disposizioni particolari

    Art. 89 D.Lgs. 209/2005 – Disposizioni particolari

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Per quanto non previsto dal presente titolo e dai provvedimenti di attuazione, si applicano le disposizioni del codice civile e quelle di cui al decreto legislativo 9 aprile 1991 n. 127 , al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173 , ed al decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38 .

    2. È consentita la tenuta di una contabilità plurimonetaria. In deroga a quanto previsto dall'articolo 2423, ultimo comma, del codice civile , l' IVASS , con regolamento, può prescrivere o consentire che la nota integrativa sia redatta in migliaia di euro oppure prescrivere o consentire un grado di sintesi maggiore delle migliaia, sentita la CONSOB per le società quotate.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.