Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Bancari: tredicesima, PAI e VAP

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Il CCNL ABI prevede 13 mensilità: la gratificazione di Natale si paga entro il 20 dicembre. La parte variabile non è fissata a livello nazionale: il premio aziendale (spesso chiamato VAP) è definito dalla contrattazione di secondo livello (art. 52), i premi incentivanti li stabilisce l’impresa (art. 55) e possono essere sostituiti da un unico premio variabile di risultato (art. 56). Nel 2026 e nel 2027 i premi di risultato hanno l’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 €.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima e premi – CCNL ABI 23 novembre 2023
    Voce Chi la fissa Quando
    Tredicesima (gratificazione di Natale) CCNL, art. 51: voci pagate per 13 mensilità Entro il 20 dicembre
    Premio aziendale (VAP) Contrattazione di secondo livello, art. 52 Accordo entro aprile dell’anno di riferimento
    Sistema incentivante Impresa, previa informativa ai sindacati, art. 55 Tempi fissati dall’impresa
    Premio variabile di risultato Accordo aziendale o di gruppo, art. 56 (sostituisce i due precedenti) Secondo l’accordo

    Il CCNL non fissa importi nazionali per i premi: li definiscono gli accordi di ogni banca o gruppo. La quattordicesima non c’è: le tabelle del CCNL sono per 13 mensilità.

    13ª e composizione

    La gratificazione di Natale si paga entro il 20 dicembre e comprende le voci del trattamento economico previste per tredici mensilità. Chi entra o esce in corso d’anno la riceve in proporzione ai mesi di servizio, contando come mese intero la frazione; nei periodi di assenza senza retribuzione spetta un dodicesimo in meno per ogni mese non pagato (art. 51).

    Premio aziendale (VAP)

    Il premio aziendale è legato a programmi concordati per aumentare produttività, qualità e risultati economici, ed è parametrato all’inquadramento. Lo definisce la contrattazione di secondo livello di ciascuna banca, con un accordo da raggiungere entro aprile. Gli indicatori possibili sono di redditività, efficienza, produttività (fra cui il VAP, valore aggiunto pro capite, da cui il nome con cui il premio è spesso conosciuto), qualità, rischiosità e struttura (art. 52).

    Premi incentivanti e premio variabile di risultato

    La parte individuale, quella che in molte banche è chiamata premio individuale o MBO, nel CCNL è il sistema incentivante: l’impresa ne stabilisce l’ammontare globale, i criteri e i tempi per gruppi omogenei di posizioni, dopo un’informativa ai sindacati aziendali, con obiettivi diversi da quelli del premio aziendale (art. 55). L’accordo aziendale o di gruppo può sostituire premio aziendale e sistema incentivante con un unico premio variabile di risultato (art. 56).

    Detassazione e welfare

    Nel 2026 e nel 2027 i premi di risultato scontano un’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno complessivi (non per ciascun premio), per chi nell’anno precedente ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 €. Oppure convertiti in welfare aziendale (no tasse): rimborso spese sanitarie, scolastiche, abbonamenti trasporti, voucher carburante, mutui.

    Casi pratici

    Tizio – assunto ad aprile
    Tizio è assunto il 10 aprile. A dicembre riceve 9/12 della gratificazione di Natale: aprile conta come mese intero perché la frazione di mese vale un mese.
    Caia – premio aziendale di 6.000 euro
    Nel 2026 Caia riceve un premio di risultato di 6.000 € previsto dall’accordo aziendale e ha un reddito di lavoro dipendente inferiore a 80.000 €. Sui primi 5.000 € paga l’imposta sostitutiva dell’1% (50 €); i restanti 1.000 € sono tassati con l’IRPEF ordinaria. Sull’intero premio in denaro restano dovuti i contributi.
    Sempronio – premio convertito in welfare
    L’accordo della banca di Sempronio permette di convertire il premio di risultato in servizi di welfare. Se sceglie servizi che rientrano nell’art. 51 del TUIR, quella parte del premio non è tassata entro i limiti fissati dalla legge.

    Domande frequenti

    Quando si paga la 13ª in banca?
    Entro il 20 dicembre. Chi ha lavorato solo una parte dell’anno la riceve in proporzione ai mesi di servizio (art. 51 CCNL ABI).
    Cos’è il VAP dei bancari?
    È il nome con cui è spesso chiamato il premio aziendale dell’art. 52: lo fissa l’accordo di secondo livello di ogni banca in base a indicatori di redditività, produttività e qualità, parametrato all’inquadramento.
    Il CCNL fissa l’importo dei premi?
    No. Gli importi del premio aziendale e dei premi incentivanti dipendono dagli accordi e dalle scelte di ogni banca o gruppo.
    Esiste la 14ª in banca?
    No: il CCNL ABI prevede 13 mensilità.
    Come sono tassati i premi?
    Nel 2026 e nel 2027 i premi di risultato previsti da accordi aziendali o territoriali scontano un’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 € l’anno per lavoratore, se il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non supera 80.000 €.

    Fonti: CCNL ABI 23 novembre 2023, testo coordinato (FABI), artt. 51, 52, 55 e 56 · Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e smart working, malattia, infortunio e comporto e periodo di prova per area e Quadro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Spettacoli e intrattenimenti: i regimi IVA speciali

    In sintesi

    • Regime speciale: spettacoli e intrattenimenti non seguono le regole IVA ordinarie ma un sistema con basi imponibili forfettarie.
    • Norma di riferimento: art. 74, comma 6, e art. 74-quater del DPR 633/1972.
    • Detrazione forfetizzata: l’IVA sugli acquisti non si detrae analiticamente ma in misura fissa, stabilita dalla norma.
    • Attività diverse, regole distinte: intrattenimento (ballo, giochi, attrazioni) e spettacolo (teatro, cinema, concerti) hanno trattamenti differenziati.
    • Adempimenti semplificati: il regime riduce gli obblighi contabili rispetto al regime ordinario.

    Come funziona il regime IVA per spettacoli e intrattenimenti

    Organizzare un concerto, gestire una sala da ballo o allestire uno spettacolo teatrale non significa applicare l’IVA come un normale negozio. Il legislatore ha creato regimi speciali – previsti dall’art. 74, comma 6, e dall’art. 74-quater del DPR 633/1972 – che semplificano il calcolo dell’imposta attraverso basi imponibili forfettarie e una detrazione anch’essa forfetizzata.

    Il meccanismo di fondo è questo: invece di calcolare l’IVA sull’esatto corrispettivo incassato e di detrarre puntualmente tutta l’IVA sugli acquisti (come avviene nel regime ordinario), chi opera in questo settore usa percentuali fisse stabilite dalla norma. Questo riduce la complessità contabile ma, allo stesso tempo, significa che la detrazione dell’IVA a credito è limitata a quanto la legge prevede, indipendentemente da quanto si sia effettivamente speso.

    La distinzione rilevante è tra attività di intrattenimento (ad esempio balli, giochi, attrazioni in parchi) e attività di spettacolo (teatro, cinema, concerti, circhi). Entrambe rientrano in regimi speciali, ma le modalità applicative possono differire: è essenziale verificare a quale categoria appartiene la specifica attività svolta, consultando la tabella allegata al DPR 633/1972.

    Quadro normativo: regime speciale spettacoli e intrattenimenti
    Elemento Descrizione
    Norma principale (intrattenimento) Art. 74, comma 6, DPR 633/1972
    Norma principale (spettacolo) Art. 74-quater DPR 633/1972
    Base imponibile Forfettaria (percentuale del corrispettivo, stabilita dalla norma)
    Detrazione IVA acquisti Forfetizzata (misura fissa, non analitica)
    Adempimenti contabili Semplificati rispetto al regime ordinario

    Esempio pratico

    • Tizio gestisce una sala da ballo. Incassa corrispettivi per biglietti e consumazioni. Nel regime ordinario dovrebbe detrarre analiticamente tutta l’IVA sulle spese sostenute (personale tecnico, attrezzatura, affitto impianti). Nel regime speciale dell’art. 74, comma 6, applica invece una detrazione forfetizzata: la percentuale di detrazione è fissa e stabilita dalla norma, indipendentemente dall’IVA effettivamente pagata sui suoi acquisti. Questo semplifica la liquidazione periodica ma può risultare più o meno conveniente del regime ordinario a seconda della struttura di costo dell’attività.

    Documenti necessari

    • Contratto o atto costitutivo che documenta l’attività svolta (intrattenimento o spettacolo)
    • Registro dei corrispettivi o registratore telematico
    • Fatture di acquisto per le spese inerenti all’attività
    • Documentazione delle liquidazioni periodiche IVA
    • Eventuale comunicazione di opzione per il regime ordinario (se applicabile)

    Tizio organizza concerti: regime IVA applicabile

    Scenario. Tizio è un promoter che organizza concerti di musica dal vivo. Vende biglietti al pubblico e sostiene costi per artisti, noleggio impianti e affitto venue.

    Come si applica. L’attività di spettacolo rientra nell’ambito dell’art. 74-quater DPR 633/1972. La base imponibile IVA è determinata in modo forfettario secondo le disposizioni della norma. La detrazione dell’IVA sugli acquisti (impianti audio, noleggi) non avviene analiticamente ma è forfetizzata nella misura prevista. Tizio non può semplicemente portare in detrazione tutta l’IVA delle fatture ricevute: deve applicare la percentuale forfettaria di detrazione stabilita dalla norma, anche se l’IVA effettivamente pagata fosse superiore.

    In pratica

    • Verificare che l’attività di spettacolo rientri nelle categorie previste dall’art. 74-quater.
    • Applicare la base imponibile forfettaria al corrispettivo incassato, non il corrispettivo pieno.
    • La detrazione IVA sugli acquisti è forfetizzata: non si porta in detrazione l’IVA analitica delle fatture.
    • Conservare comunque tutte le fatture di acquisto per eventuali controlli.

    Caio gestisce un parco giochi: intrattenimento e regime art. 74 c. 6

    Scenario. Caio è titolare di un parco giochi con attrazioni meccaniche e aree di svago. Incassa biglietti di ingresso e corrispettivi per singole attrazioni.

    Come si applica. L’attività di intrattenimento rientra nell’ambito dell’art. 74, comma 6, DPR 633/1972. Anche qui la base imponibile è forfettaria e la detrazione dell’IVA sugli acquisti è forfetizzata. Caio deve verificare nella tabella allegata al DPR 633 se le sue attrazioni rientrano nell’elenco delle attività di intrattenimento che godono del regime speciale. Se alcune attività non rientrano nel regime speciale, a quelle si applica il regime IVA ordinario, con la necessità di tenere contabilità separate.

    In pratica

    • Controllare la tabella allegata al DPR 633/1972 per verificare quali attrazioni rientrano nel regime speciale.
    • Per le attività fuori dal regime speciale applicare il regime IVA ordinario con contabilità separata.
    • Il regime speciale semplifica gli adempimenti ma la detrazione è limitata alla misura forfettaria.
    • In caso di dubbio sulla classificazione dell’attività, è opportuno consultare un professionista o chiedere un interpello all’Agenzia delle Entrate.

    Quando rivolgersi a un professionista

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    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Bancari: TFR e Previcredit previdenza complementare

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Il TFR dei bancari si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua (art. 2120 c.c.) e si rivaluta dell’1,5% più il 75% dell’indice ISTAT. L’anticipo è possibile dopo 8 anni, fino al 70%. Per la previdenza complementare il CCNL ABI del 31 marzo 2015 individua Previbank come fondo di previdenza complementare residuale di settore, a cui possono aderire i lavoratori privi di una forma di previdenza complementare aziendale; contributi e rendimenti dipendono dal fondo o dall’accordo aziendale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Voce Valore
    Quota TFR annua Retribuzione annua / 13,5
    Rivalutazione 1,5% + 75% indice ISTAT
    Fondo pensione residuale di settore Previbank (CCNL ABI 31/3/2015)
    Anticipo 70% (dopo 8 anni)

    Calcolo TFR

    Quota annua = retribuzione utile annua / 13,5. Esempio con una retribuzione utile di 31.200 € (cifra di fantasia): 31.200 / 13,5 = 2.311,11 € di TFR l’anno. Sul TFR già maturato si aggiunge ogni anno la rivalutazione dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT.

    Previdenza complementare

    Per la previdenza complementare il CCNL ABI del 31 marzo 2015 individua Previbank come fondo di previdenza complementare residuale di settore, a cui possono aderire i lavoratori privi di una forma di previdenza complementare aziendale. Contributi aziendali, comparti e rendimenti dipendono dal fondo o dall’accordo aziendale applicato: non esiste una percentuale unica di settore, e il testo coordinato più recente del CCNL non è tra quelli aperti che abbiamo consultato.

    Anticipi e tutele

    Anticipo TFR dopo 8 anni: fino al 70% per spese mediche, prima casa, formazione, congedo parentale.

    Tassazione

    Il TFR lasciato in azienda ha una tassazione separata; le prestazioni dei fondi pensione hanno un regime di favore (art. 11 D.Lgs. 252/2005). Per l’aliquota dei due casi serve il proprio dato storico e il consulente del lavoro.

    Casi pratici

    Tizio – TFR maturato in 10 anni
    Tizio ha una retribuzione utile di 31.200 € l’anno (cifra di fantasia): accantona 31.200 / 13,5 = 2.311,11 € l’anno, cioè 23.111,11 € in 10 anni, più la rivalutazione annua di legge.
    Caia – Adesione al fondo pensione
    Caia, neoassunta, può conferire il TFR a un fondo pensione: quanto versano lei e l’azienda dipende dal regolamento del fondo o dall’accordo aziendale, non da una percentuale fissata dal CCNL.
    Sempronio – Anticipo TFR
    Sempronio ha 10 anni di anzianità e chiede un anticipo per spese sanitarie o per la prima casa: può avere fino al 70% del TFR maturato, una sola volta.

    Domande frequenti

    Come si calcola il TFR di un bancario?
    Retribuzione utile annua / 13,5, più la rivalutazione annua dell’1,5% e del 75% dell’indice ISTAT. Esempio di fantasia: 31.200 / 13,5 = 2.311,11 € l’anno.
    Qual è il fondo pensione dei bancari?
    Il CCNL ABI del 31 marzo 2015 individua Previbank come fondo di previdenza complementare residuale di settore; contributi e rendimenti dipendono dal fondo o dall’accordo aziendale applicato.
    Posso chiedere anticipo del TFR?
    Sì, dopo 8 anni di anzianità, fino al 70% del TFR maturato, per spese mediche, prima casa, formazione o congedo parentale.
    Il TFR in azienda è tassato più delle prestazioni del fondo?
    Hanno regimi diversi: il TFR in azienda ha una tassazione separata, le prestazioni dei fondi pensione un regime di favore (art. 11 D.Lgs. 252/2005).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e smart working, tredicesima, PAI e VAP e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Bancari: preavviso, dimissioni e licenziamento

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Nel CCNL del credito chi si dimette deve dare un mese di preavviso, qualunque sia l’inquadramento. Il preavviso di licenziamento è molto più lungo e cresce con l’anzianità: per il giustificato motivo va da 3 a 6 mensilità nella 3ª area professionale e da 5 a 8 mensilità per i quadri direttivi (allegato n. 6 del contratto).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Preavviso di licenziamento per giustificato motivo (allegato n. 6, lett. c)
    Categoria Fino a 5 anni Da 5 a 10 anni Da 10 a 15 anni Oltre 15 anni
    Quadri direttivi 5 mensilità 6 mensilità 7 mensilità 8 mensilità
    3ª e 2ª area professionale, 3° livello 3 mensilità 4 mensilità 5 mensilità 6 mensilità
    2ª area professionale, 1° e 2° livello 2 mensilità 2 e 1/4 mensilità 3 mensilità 4 mensilità
    1ª area professionale e addetti a mansioni operaie 1 e 1/2 mensilità 2 mensilità 2 e 1/2 mensilità 3 mensilità

    L’allegato n. 6 usa ancora le vecchie denominazioni: la 1ª e la 2ª area sono confluite dal 2020 nell’area unificata. Il preavviso può essere sostituito dalla corrispondente indennità. Durante il preavviso lavorato, salvo il caso di dimissioni, la banca deve concedere permessi di almeno due ore al giorno per cercare un altro lavoro (art. 87).

    Dimissioni: un mese per tutti

    Chi si dimette deve dare un mese di preavviso, salvo un diverso termine concordato con la banca, qualunque sia l’area o il livello. La banca può far cessare il servizio prima, anche il giorno stesso delle dimissioni, ma deve pagare la retribuzione fino alla scadenza del mese.

    Modalità

    Il licenziamento va comunicato per iscritto e motivato. Le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del Lavoro: senza, non sono efficaci.

    NASpI e tutele

    La NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente, compreso il licenziamento disciplinare o per giusta causa. Dura la metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, al massimo 24 mesi. Tutele crescenti Jobs Act per assunti post-2015.

    Casi pratici

    Tizio – Licenziamento cassiere con 8 anni
    Tizio è impiegato della 3ª area con 8 anni di anzianità, licenziato per giustificato motivo oggettivo: il preavviso è di 4 mensilità. Ha diritto alla NASpI: con 8 anni di contributi la durata è quella massima, 24 mesi; l’importo è entro il massimo mensile fissato dall’INPS.
    Caia – Dimissioni QD3 con 12 anni
    Caia è quadro direttivo con 12 anni e si dimette: deve un mese di preavviso. Se non lo lavora, la banca può trattenerle l’indennità corrispondente a un mese di retribuzione.
    Sempronio – Giusta causa furto
    Sempronio (3° liv) sorpreso a sottrarre denaro dalla cassa. Licenziamento giusta causa immediato. Gli spettano comunque TFR, ferie non godute e ratei di 13ª. Ha diritto anche alla NASpI: il licenziamento disciplinare è disoccupazione involontaria (INPS, circolare 142/2015).

    Domande frequenti

    Quanto preavviso devo dare se mi dimetto?
    Un mese, per tutti gli inquadramenti, salvo diverso accordo con la banca. I termini lunghi della tabella valgono solo per il licenziamento.
    Posso dimettermi via PEC?
    No, serve la procedura telematica del Ministero del Lavoro (con SPID o tramite patronato). Senza procedura le dimissioni non sono efficaci e il rapporto continua.
    Cos'è la NASpI?
    È l’indennità INPS per chi perde il lavoro involontariamente (anche per dimissioni per giusta causa). Dura al massimo 24 mesi. Vale il 75% della retribuzione media fino a una soglia rivalutata ogni anno, più il 25% della parte eccedente, entro un massimo mensile fissato dall’INPS: per uno stipendio bancario si arriva in genere al massimo, a prescindere dall’inquadramento.
    Posso essere licenziato senza giusta causa?
    Dipende dal tipo di tutela: per assunti post-2015 in aziende >15 dipendenti si applicano le tutele crescenti (6-36 mensilità). Per pre-2015: art. 18 (reintegra possibile).
    Le tutele Jobs Act si applicano in banca?
    Sì, per assunzioni post-7 marzo 2015 in aziende >15 dipendenti (tutte le banche). Indennizzo 6-36 mensilità in base ad anzianità. Reintegra possibile solo per licenziamenti discriminatori o disciplinari nulli.
    Cos'è il licenziamento per giusta causa?
    Licenziamento immediato senza preavviso per fatti gravi (es. furto, violenza, gravi inadempienze). Frequente in banca per appropriazione indebita. Senza preavviso; la NASpI invece spetta, perché la perdita del lavoro resta involontaria.

    Fonti: CCNL ABI 23 novembre 2023, testo coordinato (FABI), artt. 86-88 e allegato n. 6 · dimissioni con un mese di preavviso. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e smart working, tredicesima, PAI e VAP, malattia, infortunio e comporto e periodo di prova per area e Quadro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TARI: riduzioni e agevolazioni, quando spettano

    In sintesi

    • Le riduzioni TARI non sono uguali dappertutto: ogni Comune le delibera ogni anno nel proprio regolamento.
    • Compostaggio domestico: chi smaltisce da sé i rifiuti organici ha diritto a una riduzione sulla quota variabile.
    • Unico occupante: se vivi solo, la tariffa si calcola su un solo componente e molti Comuni aggiungono una riduzione ulteriore.
    • Uso stagionale o discontinuo: se il locale è usato solo parte dell’anno, la tariffa può essere ridotta proporzionalmente.
    • Distanza dai contenitori e mancato servizio: se il punto di raccolta è lontano o il servizio non viene erogato, il Comune deve riconoscere una riduzione.
    • Come ottenerle: di solito bisogna presentare una dichiarazione al Comune; la riduzione non è automatica.

    Come funzionano le riduzioni sulla TARI

    La TARI è la tassa che copre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La paga chi occupa o detiene a qualsiasi titolo un locale, e si calcola sulla superficie calpestabile in metri quadri. Per le abitazioni conta anche il numero delle persone che ci vivono.

    La tariffa si compone di due parti: una quota fissa (per i costi strutturali del servizio) e una quota variabile (legata alla quantità di rifiuti prodotta). Entrambe vengono deliberate ogni anno dal Comune, che può anche prevedere riduzioni e agevolazioni per determinate situazioni.

    Le riduzioni non scattano in automatico: quasi sempre devi presentare una dichiarazione al tuo Comune per ottenerle. Se non lo fai, continui a ricevere l’avviso di pagamento senza sconto. Vale la pena verificare ogni anno cosa prevede il regolamento locale.

    Riduzioni TARI tipiche deliberate dai Comuni
    Situazione Tipo di riduzione
    Compostaggio domestico Riduzione sulla quota variabile (misura deliberata dal Comune)
    Unico occupante Tariffa calcolata su 1 componente + eventuale ulteriore riduzione
    Uso stagionale o discontinuo Riduzione proporzionale ai mesi di effettivo utilizzo
    Distanza elevata dai contenitori Riduzione deliberata dal Comune in base ai propri criteri
    Mancato svolgimento del servizio Riduzione obbligatoria per i periodi di mancata erogazione

    Esempio pratico

    • Esempio indicativo. Tizio vive da solo in un appartamento di 80 mq nel Comune X. La tariffa ordinaria per un nucleo di 1 persona prevede una quota fissa e una quota variabile, entrambe determinate dalla delibera comunale. Se Tizio pratica il compostaggio domestico e presenta la dichiarazione al Comune, ha diritto alla riduzione sulla quota variabile nella misura stabilita dal regolamento locale, che può essere ad esempio del 20-30% di quella voce (il valore esatto dipende dal Comune). Se invece il cassonetto più vicino dista oltre la soglia prevista dal regolamento, può chiedere anche la riduzione per distanza, cumulabile con la prima se il regolamento lo consente.

    Documenti necessari

    • Regolamento TARI del Comune di residenza (disponibile sul sito istituzionale)
    • Delibera tariffaria annuale del Consiglio o della Giunta comunale
    • Modulo di dichiarazione TARI per la riduzione richiesta (da ritirare allo sportello o scaricare online)
    • Attestazione o autocertificazione per il compostaggio domestico
    • Documento d’identità del richiedente

    Tizio abita da solo e fa il compostaggio

    Scenario. Tizio è un pensionato che vive da solo in un appartamento di 70 mq. Composta i rifiuti organici nel giardino condominiale grazie a un accordo con l’amministratore. Vuole sapere se può pagare meno.

    Come si applica. Tizio ha diritto a due vantaggi distinti. Il primo è automatico: la tariffa si calcola su un solo occupante, quindi la quota variabile è già quella minima della categoria. Il secondo dipende dal regolamento del suo Comune: se è prevista la riduzione per compostaggio domestico, Tizio deve presentare la dichiarazione all’ufficio tributi allegando l’attestazione (o autocertificazione, se accettata) del compostaggio. La riduzione si applica di norma sulla quota variabile e vale per l’anno in cui viene presentata la richiesta, spesso con conferma annuale.

    In pratica

    • Verificare sul sito del Comune se il regolamento TARI prevede la riduzione per compostaggio.
    • Presentare la dichiarazione entro i termini indicati dal Comune (di solito entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento o entro la prima rata).
    • Conservare la ricevuta della dichiarazione presentata.

    Caio ha una casa al mare usata solo d'estate

    Scenario. Caio è proprietario di un appartamento di 60 mq in una località balneare. Lo usa soltanto nei mesi estivi e nei fine settimana; per il resto dell’anno è chiuso e non vi risiede.

    Come si applica. L’uso stagionale o discontinuo è una delle riduzioni tipiche che molti Comuni costieri prevedono nel regolamento TARI. Caio deve presentare una dichiarazione in cui attesta la destinazione stagionale del locale e i periodi di effettivo utilizzo. Il Comune potrà applicare una riduzione sulla tariffa in proporzione ai mesi di utilizzo, nella misura deliberata. Senza la dichiarazione, l’avviso di pagamento uscirà per l’intera annualità. Caio deve verificare anche se il Comune prevede specifiche franchigie di giorni minimi.

    In pratica

    • Scaricare dal sito del Comune il modulo per la dichiarazione di uso stagionale.
    • Indicare i periodi di effettivo utilizzo e allegare l’eventuale documentazione richiesta (es. utenze attive solo in certi mesi).
    • Ripresentare la dichiarazione ogni anno se il regolamento lo richiede, o aggiornare quella precedente in caso di variazioni.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Bancari: periodo di prova per area e Quadro

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Il CCNL Bancari prevede periodo di prova da 2 a 6 mesi: 2 mesi per 1ª Area, 3-4 mesi per 3ª Area, 6 mesi per Quadri Direttivi. Recesso libero senza preavviso. Va indicato per iscritto.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Categoria/Livello Durata prova
    Quadri Direttivi (QD1-QD4) 6 mesi
    3ª Area 4° livello 5 mesi
    3ª Area 3° livello 4 mesi
    3ª Area 2° livello 3 mesi
    3ª Area 1° livello 3 mesi
    2ª Area 2-3 mesi
    1ª Area 2 mesi

    Durata graduata

    Da 2 mesi (1ª Area) a 6 mesi (Quadri Direttivi). Massimo legale 6 mesi.

    Forma scritta obbligatoria

    La lettera di assunzione deve indicare la prova in mesi. Senza clausola: prova non pattuita, rapporto definitivo.

    Recesso libero

    Entrambe le parti recedono liberamente, senza preavviso. Non può essere discriminatorio.

    Sospensione

    Si sospende per malattia, infortunio, ferie, maternità. I giorni sospesi NON contano.

    Casi pratici

    Tizio – Cassiere 2° liv in prova 3 mesi
    Tizio è 2° liv 3ª Area in prova 3 mesi. Dopo 2 mesi conferma. Anzianità decorre dal 1° giorno.
    Caia – QD1 gestrice in prova 6 mesi
    Caia è QD1 in prova 6 mesi (massimo legale). Periodo per valutare competenze gestione clienti e team.
    Sempronio – Recesso in prova
    Sempronio (3° liv) recede dopo 2 mesi (nuova offerta). Riceve giorni lavorati + 13ª + ferie maturate.

    Domande frequenti

    Quanto dura la prova in banca?
    Da 2 mesi (1ª Area) a 6 mesi (Quadri Direttivi). Per 3ª Area cassiere: 3 mesi. Per 3° livello consulente: 4 mesi. Per Quadro Direttivo: 6 mesi.
    La prova deve essere scritta?
    Sì, obbligatoriamente nella lettera di assunzione. Senza clausola: prova non pattuita, rapporto definitivo dall’inizio con tutte le tutele.
    Posso essere licenziato durante la prova?
    Sì, liberamente e senza preavviso. Riceverai giorni lavorati + quota 13ª + ferie maturate non godute.
    La malattia sospende la prova?
    Sì, i giorni di malattia, infortunio, ferie e maternità NON contano. La prova si sospende e riprende al rientro.
    I mesi di prova contano per anzianità?
    Sì, l’anzianità decorre dal PRIMO giorno di lavoro. I mesi di prova contano per ferie, 13ª, TFR, scatti, premi.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e smart working, tredicesima, PAI e VAP e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Credito d’imposta sisma Abruzzo nel 730/2026: come funziona

    In sintesi

    • Chi ne ha diritto: i contribuenti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo ai quali il comune ha riconosciuto un contributo per la riparazione o la ricostruzione dell’immobile.
    • Per l’abitazione principale: il credito si usa in 20 rate annuali di pari importo.
    • Per altri immobili: il credito si usa in 5 o 10 rate annuali a scelta del contribuente, con un limite complessivo di 80.000 euro.
    • Come funziona: in ciascun anno si usa la quota di rata spettante, fino a concorrenza dell’IRPEF netta. La parte non assorbita si riporta all’anno successivo.
    • Dove si indica nel 730: rigo G5 per l’abitazione principale, rigo G6 per gli altri immobili, Sezione IV del Quadro G.
    • Attenzione: se il contributo riguarda sia l’abitazione principale sia le parti comuni del condominio, si compilano due righi distinti.

    A chi spetta il credito d'imposta per la ricostruzione post-sisma

    Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009 ha distrutto o danneggiato migliaia di abitazioni. Per aiutare le persone a ricostruire, lo Stato ha riconosciuto contributi in forma di credito d’imposta: in pratica, le spese sostenute per riparare o ricostruire l’immobile (oppure per acquistare una nuova abitazione equivalente a quella distrutta) vengono coperte dallo Stato attraverso uno sconto sull’IRPEF, distribuito su più anni.

    Per ottenerlo era necessario presentare apposita domanda al comune dove si trova l’immobile. Non si tratta quindi di un credito che si può richiedere oggi per la prima volta: chi lo indica nel 730/2026 sta usando una rata di un contributo già riconosciuto in anni passati. Il meccanismo di rateizzazione fa sì che il beneficio si spalmi nel tempo, anno dopo anno.

    Le regole cambiano a seconda che si tratti dell’abitazione principale o di un altro immobile (per esempio una seconda casa o un immobile usato per attività professionali). Per la casa in cui si vive abitualmente la rateizzazione è in 20 anni; per gli altri immobili si sceglie tra 5 e 10 anni, con un tetto complessivo di 80.000 euro.

    Regole del credito d'imposta sisma Abruzzo 2009
    Tipo di immobile Numero di rate Limite
    Abitazione principale (rigo G5) 20 rate annuali di pari importo Nessun limite specifico di importo totale
    Altri immobili (rigo G6) 5 o 10 rate annuali (a scelta) 80.000 euro complessivi
    Quota annuale non assorbita Si riporta all'anno successivo Non può superare l'imposta netta dell'anno

    Esempio pratico

    • Tizio aveva ricevuto un contributo di 60.000 euro per la ricostruzione della propria abitazione principale distrutta dal sisma. Il credito si ripartisce in 20 rate uguali da 3.000 euro ciascuna. Nel 730/2026 Tizio usa la rata spettante per il 2025 (la diciassettesima, se il contributo era stato riconosciuto nell’anno 2009 e le rate partono dall’anno di sostenimento della spesa): indica nel rigo G5 il numero della rata (colonna 2) e l’importo totale del credito riconosciuto (colonna 3). Chi presta l’assistenza fiscale calcola la quota di 3.000 euro da detrarre dall’IRPEF netta.

    Documenti necessari

    • Provvedimento del comune che attesta il riconoscimento del contributo e il suo importo totale
    • 730-3 degli anni precedenti che mostra il credito residuo non ancora utilizzato (rigo 133 del Mod. 730-3/2025)
    • Eventuale codice fiscale del condominio se il contributo riguarda le parti comuni
    • Documentazione delle spese sostenute per la riparazione, la ricostruzione o l’acquisto

    Caso 1: abitazione principale, uso di una rata intermedia

    Scenario. Caio, residente a L’Aquila, aveva subito danni all’abitazione principale nel sisma del 2009. Il comune gli ha riconosciuto un contributo di 40.000 euro per le spese di riparazione. Il credito è suddiviso in 20 rate da 2.000 euro ciascuna.

    Come si applica. Nel 730/2026 Caio compila il rigo G5. Nella colonna 2 indica il numero della rata relativa al 2025. Nella colonna 3 riporta il totale del credito riconosciuto (40.000 euro). Nella colonna 4 riporta il residuo dell’anno precedente indicato nel rigo 133 del 730-3/2025. Chi presta l’assistenza fiscale riconosce la quota annuale di 2.000 euro e la scala dall’IRPEF netta. Se l’IRPEF non è sufficiente, la parte eccedente si riporta nel rigo 133 del 730-3 per l’anno successivo.

    In pratica

    • Recupera il 730-3 dell’anno scorso: il residuo è nel rigo 133.
    • Indica sempre il numero di rata corretto: è fondamentale per il calcolo.
    • Se il contributo riguarda anche le parti comuni del condominio, serve un rigo separato.

    Caso 2: immobile diverso dall'abitazione principale, rateizzazione in 10 anni

    Scenario. Sempronio aveva un appartamento a uso investimento ad Onna (AQ), distrutto dal sisma. Il comune gli ha riconosciuto un contributo di 30.000 euro (nei limiti degli 80.000 euro previsti). Ha scelto di ripartirlo in 10 rate da 3.000 euro ciascuna.

    Come si applica. Sempronio compila il rigo G6. Nella colonna 1 non barra nulla (l’immobile non è usato per impresa o professione). Nella colonna 3 indica il numero della rata. Nella colonna 4 indica 10 (la rateazione scelta). Nella colonna 5 indica il totale del credito riconosciuto (30.000 euro). Chi presta l’assistenza fiscale riconosce la quota di 3.000 euro, nei limiti dell’imposta netta dell’anno.

    In pratica

    • Per gli immobili diversi dalla prima casa il limite complessivo è 80.000 euro.
    • La scelta tra 5 e 10 rate andava fatta all’inizio: non si può cambiare.
    • La quota annuale non può superare l’imposta netta: l’eccedenza si perde per quell’anno.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • TFS dipendenti pubblici 2026: quando si riceve la liquidazione? esempio

    In sintesi

    • Il comma 198 riduce l’attesa per il TFS da 12 a 9 mesi a partire dal 1° gennaio 2027.
    • La riduzione si applica solo a chi matura i requisiti per il pensionamento dal 1° gennaio 2027 in poi.
    • Chi è già in pensione o matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026 rimane soggetto alle regole vigenti (12 mesi).
    • Sono attesi decreti attuativi per l’adeguamento delle tariffe attuariali (comma 196): fino all’emanazione, la disciplina previgente resta valida.
    • I commi 204-205 sull’estensione dei fondi pensione negoziali a lavoratori autonomi entrano in vigore dopo 60 giorni dalla pubblicazione della legge.

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 198 della L. 199/2025 riduce da dodici a nove mesi l’attesa per il pagamento del TFS (Trattamento di Fine Servizio) ai dipendenti pubblici. La modifica, che interviene sull’art. 3, comma 2, del D.L. 79/1997, si applica ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2027. Fino a tale data resta in vigore la disciplina precedente.

    Approfondimento normativo completo: Commi 196-207 LB 2026: pensioni, TFS pubblici e fondi pensione.

    TFS pubblici: la riduzione dei tempi di attesa dal 2027

    Il Trattamento di Fine Servizio (TFS) è l’equivalente, per i dipendenti pubblici, del TFR del settore privato. A differenza del TFR, che viene erogato generalmente entro pochi mesi dalla cessazione del rapporto, il TFS ha storicamente richiesto tempi molto più lunghi, in alcuni casi superiori all’anno. Questo ritardo ha rappresentato per molti lavoratori una difficoltà finanziaria significativa nel momento del pensionamento.

    La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una misura attesa da tempo: il comma 198 riduce da dodici a nove mesi il periodo massimo di attesa per l’erogazione del TFS. La modifica opera direttamente sull’art. 3, comma 2, del decreto-legge n. 79 del 1997, convertito dalla L. 140/1997, sostituendo le parole «dodici mesi» con «nove mesi». La decorrenza è fissata al 1° gennaio 2027 e riguarda i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a partire da quella data.

    È importante segnalare che il quadro normativo è parzialmente in attesa di completamento: il comma 196 prevede un decreto del Ministro del lavoro – da adottare entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge, quindi indicativamente entro fine marzo 2026 – per l’adeguamento delle tariffe attuariali relative alle rivalutazioni del TFS. Fino all’emanazione di tale decreto, la disciplina previgente resta in vigore. Chi matura i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2026 non beneficia della riduzione a nove mesi.

    Checklist: cosa verificare per il TFS 2027

    • Verifico se maturerò i requisiti per il pensionamento prima o dopo il 1° gennaio 2027 (solo dopo si applica la riduzione a 9 mesi).
    • Controllo con l’amministrazione di appartenenza il tipo di trattamento di fine servizio spettante (TFS, indennità di buonuscita, ecc.).
    • Verifico se sono stati emanati i decreti attuativi previsti dal comma 196 (tariffe attuariali) e dal comma 199 (fondi pensione).
    • Valuto se conviene posticipare la domanda di pensionamento per rientrare nella finestra post-1° gennaio 2027.
    • Consulto un esperto previdenziale o un patronato per un calcolo personalizzato dei tempi e degli importi.

    Tizio: dipendente ministeriale che va in pensione a giugno 2026

    Scenario. Tizio lavora in un ministero e matura i requisiti per la pensione di vecchiaia a giugno 2026. Si chiede quando riceverà il TFS e se la nuova norma si applica al suo caso.

    Come si legge in pratica. Poiché Tizio matura i requisiti per il pensionamento nel giugno 2026, ovvero prima del 1° gennaio 2027, la riduzione a nove mesi non si applica al suo caso. Resterà soggetto alla disciplina previgente dei dodici mesi. Il suo TFS potrà quindi essere erogato fino a dodici mesi dopo la cessazione dal servizio, nel rispetto delle regole attualmente vigenti.

    Passaggi chiave per Tizio

    • Confermare con l’amministrazione la data esatta di cessazione dal servizio.
    • Verificare se esistono anticipazioni del TFS tramite accordi con istituti di credito convenzionati INPS.
    • Controllare la correttezza del calcolo del TFS nella documentazione fornita dall’ente previdenziale.
    • Presentare domanda di pensionamento nei termini previsti per non perdere la decorrenza.
    • Pianificare le esigenze finanziarie del primo anno di pensione tenendo conto dell’attesa di 12 mesi.

    Caia: insegnante che matura i requisiti a febbraio 2027

    Scenario. Caia è un’insegnante di scuola statale e maturerà i requisiti per la pensione a febbraio 2027. Vuole sapere se potrà beneficiare della riduzione dei tempi di attesa per il TFS.

    Come si legge in pratica. Sì. Poiché Caia matura i requisiti per il pensionamento dopo il 1° gennaio 2027, si applica il nuovo comma 198: l’attesa massima per l’erogazione del TFS scende da dodici a nove mesi dalla cessazione del rapporto. Caia dovrà comunque verificare che il decreto attuativo sulle tariffe attuariali (comma 196) sia stato nel frattempo emanato.

    Passaggi chiave per Caia

    • Verificare la data esatta di maturazione dei requisiti con il proprio ufficio scolastico.
    • Monitorare l’emanazione del decreto attuativo del Ministro del lavoro (atteso entro fine marzo 2026).
    • Richiedere il cedolino simulato del TFS con la decorrenza aggiornata a 9 mesi.
    • Confrontare le condizioni degli istituti convenzionati per l’anticipo del TFS, qualora necessario.
    • Presentare domanda di pensionamento con sufficiente anticipo rispetto alle finestre previste.

    Sempronio: funzionario comunale che valuta se anticipare il pensionamento

    Scenario. Sempronio potrebbe andare in pensione sia nel settembre 2026 che nel marzo 2027. Sta valutando se posticipare per ridurre i tempi di attesa del TFS.

    Come si legge in pratica. La scelta non è banale. Se Sempronio va in pensione nel settembre 2026, attende dodici mesi per il TFS, ricevendolo intorno all’autunno 2027. Se posticipa al marzo 2027, attende nove mesi, ricevendolo intorno a dicembre 2027. La differenza nei tempi è di circa tre mesi, ma occorre valutare anche l’impatto sui contributi aggiuntivi, sull’importo pensionistico e sulle esigenze finanziarie personali.

    Passaggi chiave per Sempronio

    • Calcolare l’importo del TFS nelle due ipotesi per verificare se il posticipo incide anche sull’ammontare.
    • Valutare l’effetto dei contributi aggiuntivi sull’importo mensile della pensione definitiva.
    • Confrontare le esigenze di liquidità personale con i tempi di erogazione nelle due ipotesi.
    • Verificare con un consulente se il posticipo comporta variazioni nell’aliquota IRPEF sul TFS.
    • Considerare eventuali accordi sindacali o clausole del CCNL di riferimento che possano influire sulla scelta.

    Quando conviene una verifica

    La scelta della data di pensionamento incide direttamente sui tempi di erogazione del TFS e sull’importo complessivo. Un esperto previdenziale può elaborare la simulazione più conveniente per la tua situazione. Consulta un esperto previdenziale.

    Norme e fonti collegate

  • CCNL Bancari: maternità, paternità e smart working

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Il CCNL Bancari applica il Testo Unico Maternità con integrazione 100%. Paternità 10gg al 100%. Smart working post-maternità ampiamente diffuso (fino a 3 anni del bambino, 3-4 gg/sett). Divieto licenziamento fino al 1° anno del bambino.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Tutela Durata Indennità
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%
    Paternità obbligatoria 10 giorni 100% INPS
    Congedo parentale 6 mesi/genitore 30%
    Riposi giornalieri 2h (1° anno) 100% INPS
    Smart working post-mat Fino 3 anni bambino Stessa retribuzione

    Maternità 5 mesi al 100%

    Congedo obbligatorio 5 mesi (2+3 o 1+4). INPS 80% + integrazione 20% = 100%. Tutele rafforzate.

    Smart working incentivato

    Settore all’avanguardia su rientro post-maternità: smart working 3-4 gg/sett per 1-3 anni del bambino. Conciliazione lavoro-famiglia. Diritto al disconnessione.

    Paternità e congedo parentale

    10gg paternità obbligatoria al 100% + congedo parentale 6 mesi al 30% (primi 9 mesi). Bonus famiglia: padre che prende 3+ mesi = totale familiare 11 mesi.

    Divieto turno e tutele

    Vietato lavoro non standard fino al 1° anno bambino. Riorganizzazione mansioni o smart working. Divieto licenziamento dalla comunicazione gravidanza al 1° anno bambino.

    Casi pratici

    Tizio – Padre QD1 paternità 10gg + parental
    Tizio (QD1) prende 10gg paternità al 100% + 3 mesi parental al 30% (€960/mese × 3 = €2.880). Bonus famiglia: totale fam 11 mesi.
    Caia – 3° liv rientro con smart working
    Caia rientra dopo maternità con 4 gg smart working + 1 in ufficio per 2 anni. Riposi allattamento gestiti in remote.
    Sempronio – Padre con riposi allattamento
    Sempronio (cassiere) e moglie (entrambi lavoratori). 2h di riposo allattamento trasferite a Sempronio (lavoro 7h30 invece di 7h30+2h). Soluzione frequente.

    Domande frequenti

    Quanti mesi di maternità ha una bancaria?
    5 mesi obbligatori al 100% (INPS 80% + integrazione 20%). Più smart working incentivato al rientro fino a 3 anni del bambino.
    Smart working in maternità?
    Sì, ampiamente diffuso. Quasi tutte le banche offrono smart working 3-4 gg/sett per 1-3 anni del bambino. Conciliazione lavoro-famiglia.
    I padri hanno tutele specifiche?
    10gg paternità obbligatoria al 100% + congedo parentale 6 mesi al 30%. Bonus famiglia: se il padre prende almeno 3 mesi di parental, il totale familiare aumenta a 11 mesi.
    Posso essere licenziata in gravidanza?
    NO, è vietato dalla comunicazione gravidanza al compimento 1° anno bambino. Anche le dimissioni vanno convalidate dall’ITL.
    I riposi allattamento sono trasferibili?
    Sì, le 2 ore di riposo giornaliero (fino al 1° anno bambino) sono trasferibili al padre se entrambi lavorano. Frequente nel settore bancario.
    Le ferie maturano in maternità?
    Sì, durante la maternità obbligatoria (5 mesi) maturano ferie, 13ª, TFR e scatti di anzianità. Per congedo parentale (oltre i 5 mesi): solo ferie e TFR.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, tredicesima, PAI e VAP, malattia, infortunio e comporto e periodo di prova per area e Quadro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • TARI non pagata: avviso del Comune e ravvedimento

    In sintesi

    • Avviso di accertamento: se non paghi la TARI, il Comune ti notifica un atto formale con la somma dovuta, la sanzione e gli interessi maturati.
    • Ravvedimento operoso: puoi regolarizzarti spontaneamente prima di ricevere l’avviso, pagando la tassa con una sanzione ridotta rispetto a quella piena.
    • Sanzione ridotta a 1/10: se paghi entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a 1/10 del minimo (ravvedimento breve).
    • Riduzioni crescenti: più si aspetta, minore è la riduzione – da 1/10 (entro 30 giorni) fino a 1/6 (oltre un anno, prima dell’avviso).
    • Interessi legali: oltre alla sanzione ridotta si versano gli interessi al tasso legale, calcolati giorno per giorno.
    • Rateazione: se non riesci a pagare in un’unica soluzione, puoi chiedere al Comune di rateizzare il debito secondo le regole del regolamento comunale.

    Cosa succede se non si paga la TARI

    La TARI si versa nelle rate stabilite dal Comune, di solito due o tre nell’anno, tramite avviso di pagamento con modello F24 o bollettino pagoPA. Se si dimentica di pagare o si è in difficoltà economica e la rata scade senza essere versata, il Comune non resta in silenzio: prima o poi notifica un avviso di accertamento, cioè un atto ufficiale che quantifica il debito, aggiunge una sanzione per omesso o tardivo pagamento e calcola gli interessi maturati.

    La sanzione ordinaria per omesso pagamento di un tributo locale può essere significativa. Per questo conviene agire prima che arrivi l’atto: il ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, consente di regolarizzarsi spontaneamente pagando una sanzione molto più bassa rispetto a quella che troveresti nell’avviso di accertamento. La riduzione dipende da quanto in fretta ti muovi: prima intervieni, meno paghi.

    Se invece l’avviso è già arrivato, non tutto è perduto: puoi ancora chiedere la rateazione, verificare se l’importo contestato è corretto e, nei casi previsti, presentare un’istanza in autotutela se ritieni ci sia un errore. Vediamo nel dettaglio le opzioni disponibili.

    Ravvedimento operoso TARI: frazioni di sanzione per tempo di intervento
    Quando ci si ravvede Riduzione sanzione Riferimento normativo
    Entro 30 giorni dalla scadenza (ravvedimento breve) 1/10 del minimo Art. 13 D.Lgs. 472/1997
    Da 31 a 90 giorni dalla scadenza 1/9 del minimo Art. 13 D.Lgs. 472/1997
    Entro 1 anno dalla scadenza (o termine dichiarazione anno in corso) 1/8 del minimo Art. 13 D.Lgs. 472/1997
    Entro 2 anni (o termine dichiarazione anno successivo) 1/7 del minimo Art. 13 D.Lgs. 472/1997
    Oltre 2 anni, prima della notifica dell'avviso 1/6 del minimo Art. 13 D.Lgs. 472/1997

    Esempio pratico

    • Tizio doveva versare la seconda rata TARI entro il 31 ottobre, ma se ne accorge solo il 20 novembre: sono trascorsi 20 giorni. Può ravvedersi entro il 30 novembre (cioè entro i 30 giorni dalla scadenza) pagando la tassa dovuta, gli interessi al tasso legale calcolati sui 20 giorni di ritardo e la sanzione ridotta a 1/10. Se aspettasse fino al 15 gennaio, avrebbe superato i 30 giorni ma sarebbe ancora entro i 90: la sanzione sarebbe 1/9. In ogni caso il ravvedimento va fatto prima che il Comune gli notifichi l’avviso di accertamento, pena la perdita del beneficio.

    Documenti necessari

    • Avviso di pagamento TARI originale (per verificare la rata e la scadenza omessa)
    • Modello F24 per il versamento di imposta, sanzione e interessi (con i codici tributo specifici del Comune)
    • Eventuale avviso di accertamento ricevuto dal Comune (se già notificato)
    • Modulo di richiesta di rateazione (disponibile presso l’ufficio tributi del Comune)
    • Documentazione a supporto di eventuali istanze in autotutela (es. ricevuta di pagamento dimenticata, errore di importo)

    Caso 1 – Tizio dimentica la rata TARI e si ravvede in tempo

    Scenario. Tizio ha dimenticato di pagare la prima rata TARI scaduta il 30 giugno. Se ne accorge il 25 luglio, quando mancano ancora cinque giorni alla fine del periodo di ravvedimento breve (30 giorni dalla scadenza).

    Come si applica. Tizio si trova ancora nel periodo del ravvedimento breve: può regolarizzarsi pagando la rata originale, gli interessi al tasso legale calcolati sui 25 giorni di ritardo e la sanzione ridotta a 1/10 del minimo. Il versamento va fatto con il modello F24, indicando separatamente i codici tributo per l’imposta, per la sanzione e per gli interessi secondo le istruzioni del Comune. Dopo il pagamento, Tizio conserva la ricevuta come prova della regolarizzazione. Nessun avviso di accertamento sarà emesso per quella rata.

    In pratica

    • Conta i giorni dalla scadenza della rata dimenticata: entro 30 giorni hai diritto alla sanzione ridotta a 1/10.
    • Chiedi all’ufficio tributi del Comune i codici F24 specifici per ravvedimento TARI (imposta + sanzione 1/10 + interessi legali).
    • Conserva la ricevuta di pagamento: è la prova che hai regolarizzato spontaneamente prima di qualsiasi atto del Comune.

    Caso 2 – Caio riceve l'avviso di accertamento e chiede la rateazione

    Scenario. Caio non ha pagato nessuna delle rate TARI dell’anno. Due anni dopo riceve un avviso di accertamento del Comune con l’importo dovuto, una sanzione piena e gli interessi. L’importo totale è elevato e non riesce a pagarlo in un’unica soluzione.

    Come si applica. A questo punto il ravvedimento operoso non è più possibile, perché l’avviso è già stato notificato. Caio ha però due strade: contestare l’atto entro i termini previsti se ritiene ci siano errori (ad esempio se aveva già pagato e la ricevuta non è stata registrata), oppure accettare il debito e chiedere la rateazione al Comune. La rateazione consente di spalmare l’importo in più rate secondo le regole del regolamento comunale. Caio deve presentare la richiesta all’ufficio tributi, di solito allegando la documentazione sulla propria situazione economica se richiesta. Se invece Caio ritiene che l’importo sia sbagliato, può presentare un’istanza in autotutela entro i termini indicati nell’avviso.

    In pratica

    • Leggi attentamente l’avviso di accertamento: verifica scadenza per pagamento, importo, periodo di riferimento e le istruzioni per l’eventuale ricorso o istanza in autotutela.
    • Se vuoi rateizzare, rivolgiti all’ufficio tributi del Comune con una richiesta scritta: i Comuni hanno regolamenti propri con condizioni di accesso e numero massimo di rate.
    • Se ritieni l’importo errato (ad esempio hai già pagato), raccogli le ricevute e presenta un’istanza in autotutela prima che scadano i termini indicati nell’avviso.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

  • CCNL Bancari: malattia, infortunio e comporto

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Il CCNL Bancari prevede comporto da 8 a 24 mesi in base all’anzianità, tra i più favorevoli dei CCNL. Retribuzione integrata al 100% durante la malattia (INPS 50-66,66% + integrazione azienda). Per gravi patologie: comporto raddoppiato. Tutela tra le più rafforzate.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Anzianità Comporto
    Fino a 1 anno 8 mesi
    1-5 anni 12 mesi
    5-10 anni 18 mesi
    Oltre 10 anni 24 mesi
    Gravi patologie Raddoppio

    Comporto generoso

    Il CCNL Bancari ha uno dei comporti più favorevoli: da 8 mesi (1° anno) a 24 mesi (oltre 10 anni). Per gravi patologie certificate: raddoppio (fino a 48 mesi).

    Retribuzione 100%

    Azienda integra al 100% l’indennità INPS (50-66,66%) per tutto il comporto. Anticipo retribuzione + rimborso INPS.

    Stress lavoro-correlato

    Settore con alto stress (pressione vendite, target). Tutele: valutazione rischio stress, supporto psicologico aziendale, possibile spostamento mansione su valutazione medico competente.

    Infortunio sul lavoro

    Coperto INAIL. Rischi specifici: rapine in filiale (frequenti in passato, in calo), aggressioni clienti, sindrome tunnel carpale (uso PC). Per rapine: supporto psicologico obbligatorio.

    Casi pratici

    Tizio – Influenza 7 giorni con tutele
    Tizio (2° liv, 6 anni anzianità, comporto 18 mesi). Influenza 7gg: stipendio pieno (INPS+azienda 100%). Comporto residuo: 18m-7gg = quasi intatto.
    Caia – Convalescenza post-operatoria 4 mesi
    Caia (QD1, 8 anni, comporto 18 mesi). Intervento + convalescenza 4 mesi. Tutto coperto al 100%. Stipendio normale durante l’assenza.
    Sempronio – Stress post-rapina
    Sempronio (cassiere) vittima di rapina. Sindrome post-traumatica: 2 mesi di malattia + supporto psicologico aziendale (gratuito). Spostamento temporaneo a back office al rientro.

    Domande frequenti

    Quanto dura il comporto in banca?
    Dipende dall’anzianità: 8 mesi fino a 1 anno, 12 mesi da 1 a 5 anni, 18 mesi da 5 a 10 anni, 24 mesi oltre 10 anni. Per gravi patologie: raddoppio (fino 48 mesi).
    La malattia è pagata al 100%?
    Sì, il CCNL Bancari integra al 100% l’indennità INPS per tutto il comporto. Tutele tra le più rafforzate dei CCNL italiani.
    Lo stress da lavoro è coperto?
    Sì, come malattia da stress lavoro-correlato. Il medico competente valuta e prescrive eventuale spostamento di mansione. Settore ad alto rischio per pressione vendite.
    Cosa succede dopo una rapina?
    Si attiva supporto psicologico aziendale gratuito (sindrome post-traumatica frequente). La malattia da stress post-rapina è coperta al 100%. Eventuale spostamento di mansione per protezione.
    Il tunnel carpale è infortunio?
    È malattia professionale se documentata da uso prolungato di mouse/PC. INAIL può riconoscerla con rendita di invalidità permanente per casi gravi.
    Posso essere licenziata per troppe malattie?
    Solo dopo superamento del comporto sommatorio (cumulativo in 3 anni mobili). Per anzianità >10 anni: 30-40+ mesi cumulati. Tutele tra le più favorevoli.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, maternità, paternità e smart working, tredicesima, PAI e VAP e periodo di prova per area e Quadro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • CCNL Bancari: ferie, festività e permessi

    CCNL Credito e Bancari (ABI)

    In sintesi

    Nel CCNL ABI le ferie delle aree professionali sono di 20 giorni lavorativi fino a 5 anni di anzianità (22 al 3° livello della 3ª area), 22 da 5 a 10 anni e 25 oltre 10 anni; i quadri direttivi hanno 26 giorni. Si aggiungono i permessi per le ex festività, una giornata annua di riduzione d’orario e, dal 1° luglio 2024, l’orario di 37 ore settimanali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ABI · FABI · First-CISL · Fisac-CGIL · Uilca · UniSin
    Ultimo rinnovo
    23 novembre 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2024)
    Vigenza
    Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
    Platea
    ~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)

    Tabella riepilogativa

    Ferie e permessi – CCNL ABI 23 novembre 2023 (artt. 60, 61, 64, 108)
    Voce Quantità
    Ferie aree professionali, fino a 5 anni 20 giorni lavorativi (22 per la 3ª area, 4° livello)
    Ferie aree professionali, da 5 a 10 anni 22 giorni lavorativi
    Ferie aree professionali, oltre 10 anni 25 giorni lavorativi
    Ferie quadri direttivi 26 giorni lavorativi
    Permessi per ex festività 1 giorno per ogni festività soppressa che cade in un giorno lavorativo (per i quadri direttivi una giornata in meno negli anni 2012-2026)
    Riduzione d’orario 1 giornata l’anno, frazionabile fino a un’ora
    Congedo matrimoniale 15 giorni consecutivi di calendario

    Le ferie si contano sui soli giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, anche per chi lavora su quattro o sei giorni (art. 60, comma 10).

    Quanti giorni di ferie ha un bancario

    Per le aree professionali le ferie crescono con l’anzianità: 20 giorni lavorativi dall’anno successivo all’assunzione fino a 5 anni (22 per la 3ª area, 4° livello retributivo), 22 giorni da oltre 5 a 10 anni, 25 giorni oltre 10 anni. Nell’anno di assunzione spettano 20 giorni in proporzione ai mesi di servizio. I quadri direttivi hanno 26 giorni l’anno (art. 60).

    I turni di ferie li fissa l’impresa in tempo utile; solo per particolari esigenze di servizio può dividerle in due periodi, uno dei quali di almeno 15 giorni lavorativi. La malattia o l’infortunio insorti durante le ferie e denunciati subito non si contano come ferie.

    Ex festività e riduzione d’orario

    Per ogni festività soppressa che cade in un giorno di lavoro ordinario spetta un permesso giornaliero retribuito, da usare tra il 16 gennaio e il 14 dicembre; i permessi non goduti sono pagati entro la fine di febbraio dell’anno dopo, a 1/360 della retribuzione annua per giornata (art. 61). Per i quadri direttivi, negli anni 2012-2026, i permessi sono ridotti di una giornata per finanziare il Fondo per l’occupazione.

    Dal 1° luglio 2024 l’orario settimanale è di 37 ore; ogni anno spetta inoltre una giornata di riduzione d’orario, da usare entro l’anno anche frazionata, con un minimo di un’ora (art. 108).

    Semifestività e lavoro festivo

    Il CCNL non prevede una festività di categoria. Considera semifestivi la vigilia di Ferragosto, la vigilia di Natale, il 31 dicembre e il Santo Patrono (per chi lavora il sabato anche la vigilia di Pasqua): in quei giorni la prestazione non supera le 5 ore e lo sportello le 4 ore e 30 minuti (artt. 59 e 115).

    Chi lavora in un festivo infrasettimanale riceve la paga oraria maggiorata del 30% oppure, se le esigenze di servizio lo consentono, un permesso corrispondente. Chi lavora nel giorno del riposo settimanale ha il riposo compensativo più la paga oraria maggiorata del 25%; la domenica che non coincide con il riposo settimanale vale il 20% in più (art. 115).

    Permessi personali e familiari

    Il matrimonio dà diritto a un congedo di 15 giorni consecutivi di calendario, che non si conta nelle ferie. I 3 giorni di permesso della legge 53/2000 spettano anche per il ricovero del figlio, del coniuge o del genitore, per i soli giorni di ricovero (art. 64). I permessi della legge 104/1992 per l’assistenza a familiari disabili si aggiungono alle ferie.

    Casi pratici

    Tizio – 3ª area con 12 anni di servizio
    Tizio è nella 3ª area professionale con 12 anni di anzianità: ha 25 giorni lavorativi di ferie. A questi si aggiungono i permessi per le ex festività che nell’anno cadono in giorni lavorativi e la giornata annua di riduzione d’orario.
    Caia – quadro direttivo
    Caia è quadro direttivo: le spettano 26 giorni di ferie l’anno, indipendentemente dall’anzianità. Fino al 2026 i suoi permessi per le ex festività sono ridotti di una giornata, destinata al Fondo per l’occupazione.
    Sempronio – ex festività non godute
    Sempronio non riesce a usare due permessi per le ex festività entro il 14 dicembre. Non li perde: la banca glieli paga entro la fine di febbraio dell’anno successivo, a 1/360 della retribuzione annua per ciascuna giornata.

    Domande frequenti

    Quanti giorni di ferie ha un bancario?
    Nelle aree professionali 20 giorni lavorativi fino a 5 anni di anzianità (22 al 3° livello della 3ª area), 22 da 5 a 10 anni e 25 oltre 10 anni. I quadri direttivi hanno 26 giorni.
    Esiste una festività di categoria per i bancari?
    No. Il CCNL prevede invece i semifestivi (vigilia di Ferragosto, vigilia di Natale, 31 dicembre e Santo Patrono), con una prestazione di non più di 5 ore.
    Cosa sono i permessi per ex festività?
    Un giorno di permesso retribuito per ogni festività soppressa che cade in un giorno lavorativo, da usare tra il 16 gennaio e il 14 dicembre. Quelli non usati sono pagati entro febbraio dell’anno dopo.
    Le ferie non godute si possono pagare?
    Alla cessazione del rapporto la banca liquida i dodicesimi di ferie maturati e non goduti, a 1/360 della retribuzione annua per giornata (art. 60, comma 12).
    Come è pagato il lavoro in un giorno festivo?
    Nel festivo infrasettimanale la paga oraria è maggiorata del 30%, oppure si chiede un permesso equivalente. Nel giorno di riposo settimanale spettano il riposo compensativo e una maggiorazione del 25%.
    Quante ore settimanali lavora un bancario?
    Dal 1° luglio 2024 l’orario è di 37 ore settimanali, di norma dal lunedì al venerdì (art. 108).

    Fonti: CCNL ABI 23 novembre 2023, testo coordinato (FABI), artt. 59, 60, 61, 64, 108 e 115. Dati verificati su questa fonte a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree e Quadri, preavviso, dimissioni e licenziamento, maternità, paternità e smart working, tredicesima, PAI e VAP, malattia, infortunio e comporto e periodo di prova per area e Quadro.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.