Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Il CCNL Bancari prevede orario di 37 ore e 30 minuti settimanali, distribuite su 5 giorni (lun-ven). Smart working diffuso (3-4 gg/sett per back office). Flessibilità oraria all’ingresso. Banca ore per straordinari. Sportello pomeridiano in molte banche.
Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
Platea
~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)
Tabella riepilogativa
Voce
Quantità
Orario settimanale
37h30 (37,5 ore)
Distribuzione
5 giorni × 7h30
Smart working
3-4 gg/sett (back office)
Sportello pomeridiano
1-2 pomeriggi/sett (variabile)
Straordinario
+25-50%
Flessibilità ingresso
±30-60 min
Pausa pranzo
30-60 min (non retribuita)
Orario 37h30: uno dei più bassi
Il CCNL Bancari fissa l’orario standard a 37 ore e 30 minuti settimanali, distribuite su 5 giorni (7h30 al giorno, lun-ven). È tra i più bassi tra i CCNL italiani (dopo Chimica 37h40).
Per gli sportelli al pubblico: orario tipico 8:30-13:30 + 14:45-17:00 (con 1h15 pausa pranzo).
Smart working diffuso
Il settore Bancario è all’avanguardia su smart working:
3-4 giorni/sett da remoto per impiegati back office, consulenti, gestori
1-2 giorni per sportellisti (per attività back office)
Strumenti aziendali forniti (PC, smartphone, VPN)
Diritto al disconnessione
Sportello pomeridiano
Molte banche hanno introdotto lo sportello pomeridiano (es. martedì o giovedì):
1-2 pomeriggi/sett aperti al pubblico (es. 14:45-16:45)
Personale a rotazione
Indennità pomeridiana €30-50/giorno
Banca ore e straordinario
Straordinario: +25% diurno, +50% notturno/festivo. Limite 250h/anno. Banca ore: fino 100h accumulabili come permessi.
Casi pratici
Tizio – Cassiere con sportello pomeridiano
Tizio è 2° liv, 1 pomeriggio/sett a sportello (martedì 14:45-16:45). Indennità €40/pomeriggio × 4,33 sett = €173/mese. Lordo totale: €2.373.
Caia – QD1 con 4 gg smart working
Caia (QD1) lavora 4 gg smart working + 1 in ufficio (lun riunione). Strumenti aziendali. Diritto disconnessione dopo 18:30.
Sempronio – Banca ore 30h
Sempronio (3° liv) ha accumulato 30h in banca ore (straordinari fine anno fiscale). Fruisce 4 gg di permesso retribuito a gennaio.
Domande frequenti
Quante ore alla settimana lavora un bancario?
37 ore e 30 minuti settimanali, distribuite su 5 giorni (7h30/giorno). È tra i più bassi tra i CCNL italiani. Per turnisti sportello pomeridiano: 1-2 pomeriggi extra/settimana con indennità.
Lo smart working è diffuso?
Sì, ampiamente: 3-4 gg/sett per back office, consulenti, gestori. 1-2 gg/sett per sportellisti. Settore all’avanguardia, anche grazie a digitalizzazione.
Devo fare lo sportello pomeridiano?
Dipende dall’accordo aziendale. Molte banche hanno introdotto 1-2 pomeriggi/sett di apertura al pubblico, con rotazione tra personale. Indennità €30-50/pomeriggio.
Cos'è il diritto al disconnessione?
Diritto del lavoratore in smart working di disconnettersi dagli strumenti di lavoro fuori dall’orario contrattuale. Tipico nel CCNL Bancari: no email/chat dopo 18:30 e weekend.
Posso rifiutare gli straordinari?
Sì, salvo emergenze documentate. Il consenso preventivo è normalmente necessario. Limite legale: 250h/anno di straordinario complessivo.
Lo smart working comporta rimborsi?
Variabile per banca. Alcune offrono rimborso utenze (€25-50/mese), altre forniscono PC e smartphone aziendali ma senza rimborsi utenze.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Dal 1° marzo 2026, ultima tranche del rinnovo del 23 novembre 2023, lo stipendio tabellare dei bancari va da 2.479,45 € (area unificata) a 5.160,06 € (quadro direttivo di 4° livello), su 13 mensilità. Il rinnovo ha dato 435 € a regime al 4° livello della 3ª area. Si aggiungono gli scatti di anzianità (triennali, il primo dopo 4 anni), il premio aziendale (VAP) e il welfare. Il contratto è scaduto il 31 marzo 2026: i sindacati chiedono 518 € e la settimana di 35 ore, e la trattativa con ABI è in corso.
Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
Platea
~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)
Minimi tabellari — in vigore dal 1° marzo 2026
Livello
Minimo mensile lordo
Quadri direttivi 4° liv.
5.160,06 €
Quadri direttivi 3° liv.
4.396,88 €
Quadri direttivi 2° liv.
3.965,48 €
Quadri direttivi 1° liv.
3.743,21 €
3ª Area prof. 4° liv.
3.341,90 €
3ª Area prof. 3° liv.
3.059,49 €
3ª Area prof. 2° liv.
2.890,41 €
3ª Area prof. 1° liv.
2.742,34 €
Area unificata (ex 1ª-2ª)
2.479,45 €
Importi = stipendio mensile (su 13 mensilità) del CCNL del credito, rinnovato il 23 novembre 2023 da ABI con FABI, First-CISL, Fisac-CGIL, UILCA e Unisin (vigenza 2023-2026, ~270.000 bancari). Aumento a regime di 435 € al 3ª area 4° livello (riparametrato: da 304,14 € dell’area unificata a 584,50 € dei QD4) in 4 tranche: 1/7/2023, 1/9/2024, 1/6/2025 e 1/3/2026 (quella in tabella, ultima). L’area unificata (ex 1ª e 2ª area professionale) esiste dal 1° gennaio 2020, per effetto del CCNL 19 dicembre 2019. Il rinnovo del 2023 ha previsto anche una tantum per gli inquadramenti superiori. Il livello d’ingresso è il più alto tra i grandi CCNL privati: 2.479,45 €. A questi importi si aggiungono scatti di anzianità (29,07-95,31 €), ex ristrutturazione tabellare, buono pasto e premi aziendali (VAP). Il contratto è scaduto il 31/3/2026, ma i termini sono sospesi fino al 31/12/2026 e la trattativa per il rinnovo è in corso (vedi sotto).
Fonte: tabelle 1/3/2026 verificate: banca dati professionale + tabella ufficiale UILCA degli incrementi per tranche (PDF sindacale, riscontro matematico esatto). Valori verificati il 3 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi. Riscontro: infografica First Cisl del 23/11/2023 e allegato 2 del testo coordinato del CCNL (Fabi).
Aumenti CCNL bancari 2023-2026: le quattro tranche per livello
Il rinnovo del 23 novembre 2023 ha portato a regime 435 € al mese per la 3ª area, 4° livello (+15%), in quattro tranche: 250 € dal 1° luglio 2023 (pagati con la busta paga di dicembre 2023, con 1.250 € di arretrati al 3A4L), 100 € da settembre 2024, 50 € da giugno 2025 e 35 € da marzo 2026. Gli importi per ogni livello:
Stipendio mensile CCNL Credito per livello e tranche di aumento (euro lordi, 13 mensilità)
Livello
Da luglio 2023
Settembre 2024
Giugno 2025
Marzo 2026
Da marzo 2026
Aumento totale
Quadri direttivi 4° livello
4.911,48 €
+134,37 €
+67,18 €
+47,03 €
5.160,06 €
584,50 €
Quadri direttivi 3° livello
4.180,89 €
+116,75 €
+58,38 €
+40,86 €
4.396,88 €
507,87 €
Quadri direttivi 2° livello
3.760,45 €
+110,83 €
+55,41 €
+38,79 €
3.965,48 €
482,10 €
Quadri direttivi 1° livello
3.547,80 €
+105,63 €
+52,81 €
+36,97 €
3.743,21 €
459,48 €
3ª area, 4° livello
3.156,90 €
+100,00 €
+50,00 €
+35,00 €
3.341,90 €
435,00 €
3ª area, 3° livello
2.899,88 €
+86,27 €
+43,14 €
+30,20 €
3.059,49 €
375,29 €
3ª area, 2° livello
2.739,63 €
+81,50 €
+40,75 €
+28,53 €
2.890,41 €
354,53 €
3ª area, 1° livello
2.599,29 €
+77,33 €
+38,66 €
+27,06 €
2.742,34 €
336,37 €
Area unificata (ex 1ª e 2ª)
2.350,10 €
+69,92 €
+34,96 €
+24,47 €
2.479,45 €
304,14 €
Fonte: First Cisl, infografica sul rinnovo del 23 novembre 2023. L’aumento totale comprende anche la prima tranche di luglio 2023. Il rinnovo ha portato inoltre il buono pasto minimo da 1,81 a 4 € e, dal 1° luglio 2024, l’orario settimanale a 37 ore (art. 108 del testo coordinato).
Scatti di anzianità
Gli scatti di anzianità sono triennali, ma il primo matura dopo 4 anni dall’assunzione (e dopo 4 anni dal passaggio al 3° o 4° livello dei quadri direttivi). Ogni scatto decorre dal primo giorno del mese in cui matura. Importi mensili dal rinnovo del 23 novembre 2023:
Area unificata (ex 1ª e 2ª area): 29,07 €
3ª area professionale e quadri direttivi di 1° e 2° livello: 41,55 €
Quadri direttivi di 3° e 4° livello: 95,31 €
Per chi è assunto dopo il 19 dicembre 1994 gli scatti sono al massimo 8 (7 per i quadri direttivi di 3° e 4° livello). La disciplina è negli artt. 94 (quadri direttivi) e 103 (aree professionali) del testo coordinato del contratto. Nel periodo dal 1° gennaio 2013 al 31 luglio 2014 l’anzianità non è maturata ai fini degli scatti.
Esempio: un impiegato della 3ª area assunto nel 2015 ha maturato il primo scatto nel 2019 e poi uno ogni tre anni (2022, 2025): con 3 scatti riceve 124,65 € al mese in più del tabellare.
Rinnovo contratto bancari 2026: a che punto è la trattativa
Il CCNL del 23 novembre 2023 è scaduto il 31 marzo 2026 (art. 6). Da allora le tappe sono queste:
2 aprile 2026: ABI e sindacati concordano una sospensione tecnica dei termini fino al 31 luglio 2026, per proseguire il confronto (Fisac-Cgil). Il periodo è stato poi esteso fino al 31 dicembre 2026; nel frattempo si applica il contratto del 2023.
3 aprile 2026: Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin approvano la piattaforma. Chiedono 518 € lordi al mese per la figura media (3ª area, 4° livello), calcolati sull’inflazione 2026-2028 e sulla produttività, e la settimana di 35 ore a parità di retribuzione, oltre alla rivalutazione di scatti e indennità.
4 maggio – 10 luglio 2026: assemblee nei luoghi di lavoro. La piattaforma è approvata con il 99,8% di voti favorevoli.
16 luglio 2026: la piattaforma è presentata ufficialmente ad ABI.
25 settembre 2026: nuovo incontro con ABI. I prossimi sono fissati per il 13 e il 26 ottobre 2026.
Finché non c’è un accordo restano in vigore gli stipendi della tabella sopra. Gli aumenti chiesti nella piattaforma non sono ancora dovuti, e importi e decorrenze del nuovo contratto li stabilirà l’accordo di rinnovo.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Le attività pagano la TARI come utenze non domestiche: la tariffa dipende dalla categoria di attività e dalla superficie in mq.
Ogni categoria ha il proprio coefficiente che riflette la potenzialità di produrre rifiuti (un ristorante produce più rifiuti di un ufficio).
Non conta il numero di addetti per il calcolo base, ma la superficie e la categoria di attività.
Rifiuti speciali avviati al recupero: se li smaltisci tramite soggetti autorizzati, puoi ottenere una riduzione sulla parte di superficie da cui originano.
La dichiarazione TARI va presentata all’inizio dell’attività e aggiornata in caso di variazioni (superficie, categoria, cessazione).
Il pagamento avviene in 2-3 rate su avviso del Comune, tramite F24 o pagoPA.
Come si calcola la TARI per le attività
La TARI si applica a chiunque occupi o detenga locali a qualsiasi titolo, quindi riguarda anche negozi, uffici, laboratori, bar, ristoranti e qualsiasi altro spazio usato per un’attività economica. Questi soggetti rientrano nella categoria delle utenze non domestiche e pagano una tariffa diversa da quella delle abitazioni.
Per le utenze non domestiche la tariffa si costruisce in modo diverso: non conta il numero degli occupanti ma la categoria di attività, che riflette la tipologia e la potenzialità di rifiuti prodotti. Un ristorante, per esempio, ha un coefficiente molto più alto di un ufficio professionale, perché genera un volume di rifiuti organici e di imballaggi nettamente superiore. Le categorie e i relativi coefficienti vengono deliberati ogni anno dal Comune.
Come per le abitazioni, la tariffa si compone di una quota fissa e di una quota variabile. La superficie di riferimento è quella calpestabile del locale, misurata in metri quadri. Se l’attività si sviluppa su più locali o su piani diversi, si sommano tutte le superfici soggette al tributo.
Come si forma la tariffa TARI per le utenze non domestiche
Elemento
Descrizione
Base di calcolo
Superficie calpestabile in mq del locale
Categoria di attività
Determinata dal Comune in base alla potenzialità di produrre rifiuti
Quota fissa
Copre i costi fissi del servizio; deliberata dal Comune
Quota variabile
Copre i costi variabili; deliberata dal Comune per categoria
Riduzione rifiuti speciali
Applicabile alla superficie da cui originano i rifiuti speciali avviati al recupero
Esempio pratico
Esempio indicativo. Tizio gestisce un piccolo studio di consulenza di 50 mq. Il Comune lo classifica nella categoria ‘uffici e studi professionali’, che ha coefficienti più bassi rispetto, ad esempio, alla categoria ‘ristoranti’. Caio, invece, ha un ristorante di 80 mq nello stesso Comune: la sua categoria prevede coefficienti molto più alti, perché un’attività di ristorazione produce una quantità di rifiuti assai superiore a quella di un ufficio. Le tariffe esatte (quota fissa e variabile per mq) si trovano nella delibera tariffaria annuale del Comune. Se Caio dimostra di aver avviato al recupero, tramite un soggetto autorizzato, i rifiuti speciali prodotti dalla cucina, può chiedere la riduzione sulla quota corrispondente a quella superficie, allegando i formulari di trasporto dei rifiuti.
Documenti necessari
Regolamento TARI del Comune in cui si trova l’attività
Delibera tariffaria annuale con le categorie di attività e i relativi coefficienti
Modulo di dichiarazione TARI per utenze non domestiche (inizio, variazione, cessazione)
Formulari di identificazione rifiuti (FIR) o registri di carico e scarico, per la riduzione sui rifiuti speciali
Contratto con il soggetto autorizzato al trasporto e recupero dei rifiuti speciali
Visura camerale o licenza, per attestare la categoria di attività
Tizio apre un negozio di abbigliamento
Scenario. Tizio sta per aprire un negozio di abbigliamento di 120 mq in affitto. Non ha mai gestito un’attività e non sa cosa fare per la TARI.
Come si applica. Non appena inizia a occupare il locale, Tizio è obbligato a presentare la dichiarazione TARI all’ufficio tributi del Comune entro il termine previsto dal regolamento (di solito 90 giorni dall’inizio dell’occupazione). Deve indicare la superficie del locale, la categoria di attività (il Comune la assegnerà in base al codice ATECO o alla descrizione dell’attività) e i propri dati anagrafici e fiscali. Da quel momento riceverà gli avvisi di pagamento annuali. Poiché l’immobile è in affitto con contratto superiore a sei mesi, la TARI è a suo carico come conduttore.
In pratica
Presentare la dichiarazione TARI entro i termini fissati dal regolamento comunale, non aspettare il primo avviso.
Verificare la categoria di attività assegnata e, in caso di errore, presentare subito una rettifica.
Conservare la ricevuta della dichiarazione: è utile in caso di contestazioni sull’importo addebitato.
Caio ha un laboratorio artigianale e smaltisce i rifiuti speciali
Scenario. Caio gestisce un laboratorio di verniciatura di 200 mq. Parte dei rifiuti prodotti (solventi e contenitori contaminati) sono rifiuti speciali e vengono ritirati ogni mese da una ditta autorizzata. Caio vuole sapere se può pagare meno TARI.
Come si applica. I rifiuti speciali non rientrano nel servizio di raccolta comunale e il Comune non può addebitarne il costo nella TARI. Se Caio dimostra di avviare al recupero i rifiuti speciali tramite un soggetto autorizzato, ha diritto a una riduzione sulla quota TARI riferita alla superficie da cui originano quei rifiuti. Deve presentare la domanda al Comune allegando i formulari di trasporto (FIR) o altra documentazione equivalente che attesti l’affidamento a un operatore autorizzato. La misura della riduzione è deliberata dal Comune: non è standardizzata a livello nazionale.
In pratica
Raccogliere e conservare tutti i formulari di identificazione rifiuti (FIR) rilasciati dalla ditta autorizzata.
Presentare la domanda di riduzione al Comune entro i termini del regolamento, allegando la documentazione.
Verificare ogni anno se il regolamento è cambiato e rinnovare la documentazione se richiesto.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Il CCNL Credito ABI riguarda i quadri direttivi e il personale delle aree professionali. Le aree sono tre: la 1ª ha un livello unico, la 2ª tre livelli retributivi, la 3ª quattro; i quadri direttivi hanno quattro livelli (QD1-QD4). I dirigenti hanno un contratto separato. La figura di riferimento per gli aumenti è il 3° area 4° livello (A3L4): il rinnovo del 23 novembre 2023 le riconosce 435 € medi mensili, con l’ultima tranche a marzo 2026.
Scaduta il 31 marzo 2026 – termini sospesi per accordo ABI–sindacati fino al 31 dicembre 2026: fino a quella data si applicano i trattamenti economici e normativi del CCNL 23 novembre 2023
Platea
~270.000 (banche, società finanziarie aderenti ABI)
Tabella riepilogativa
Aree professionali e quadri direttivi nel CCNL Credito ABI
Categoria
Livelli
Chi vi rientra
Quadri direttivi
4 livelli (QD1-QD4)
Ruoli di responsabilità tra le aree professionali e i dirigenti; la disciplina dell’orario tiene conto della natura del ruolo
3ª area professionale
4 livelli retributivi
Contributi professionali operativi o specialistici (tecnici, commerciali, amministrativi) che richiedono applicazione intellettuale oltre la semplice diligenza; dal 2° livello anche il coordinamento di piccole unità
2ª area professionale
3 livelli retributivi
Attività esecutive e d’ordine, anche amministrative o tecniche, che richiedono un periodo di pratica o addestramento
1ª area professionale
Livello unico
Attività semplici: pulizia, fatica e custodia, guardiania
Il CCNL Credito ABI si applica ai quadri direttivi e al personale delle aree professionali delle imprese creditizie, finanziarie e strumentali aderenti all’ABI. La struttura ha due blocchi:
Aree professionali (1ª, 2ª, 3ª), divise in livelli retributivi;
Quadri direttivi (QD1-QD4).
I dirigenti hanno un contratto separato (CCNL Dirigenti Credito ABI). Dal 1° luglio 2024 l’orario settimanale a tempo pieno è di 37 ore (era 37 ore e 30).
3ª Area: la maggioranza dei bancari
La 3ª area raggruppa la maggior parte degli impiegati: chi svolge attività operative o specialistiche di natura tecnica, commerciale o amministrativa, con decisioni prese in un’autonomia delimitata da direttive e procedure. Ha quattro livelli retributivi: nel 1° stanno le attività con procedure standardizzate e problemi a poche variabili; nei livelli superiori la combinazione di risorse tecniche, economiche e umane e il coordinamento di colleghi in unità operative di ridotte dimensioni (sportelli, uffici, piccole filiali).
Gli scatti di anzianità sono una voce economica distinta dal livello: non fanno salire di livello.
Quadri Direttivi: la fascia superiore
I quadri direttivi (QD1-QD4) svolgono ruoli di responsabilità o di elevata specializzazione tra le aree professionali e i dirigenti. Il contratto riserva loro una disciplina specifica dell’orario, che tiene conto dell’autonomia del ruolo, e tabelle retributive proprie. Il passaggio ai quadri dipende dalle mansioni effettivamente assegnate, secondo l’art. 2103 c.c. e le declaratorie del CCNL.
1ª e 2ª Area: marginali
La 1ª area (livello unico: pulizia, fatica e custodia, guardiania) e la 2ª area (tre livelli: attività esecutive e d’ordine) raccolgono oggi poche persone. Nella 1ª area chi svolge la guardiania notturna ha un’indennità mensile aggiuntiva.
Casi pratici
Tizio – Dallo sportello all’istruttoria fidi
Tizio è addetto allo sportello in 3ª area. Da oltre un anno istruisce stabilmente pratiche di fido, compito di un livello superiore della stessa area: in base all’art. 2103 c.c. e alle declaratorie del CCNL può chiedere il riconoscimento del livello corrispondente.
Caia – Il passaggio a quadro direttivo
Caia, in 3ª area 4° livello, viene nominata vice direttrice di filiale con il coordinamento del personale. Se le mansioni sono proprie dei quadri direttivi, ha diritto all’inquadramento QD corrispondente, con la sua tabella retributiva e la disciplina dell’orario dei quadri.
Sempronio – Aumento del rinnovo 2023
Sempronio è in 3ª area 4° livello, la figura di riferimento del contratto: il rinnovo del 23 novembre 2023 gli ha riconosciuto 435 € medi mensili, l’ultima tranche (35 €) con lo stipendio di marzo 2026.
Domande frequenti
Quante aree ha il CCNL Bancari?
Tre aree professionali: la 1ª con un livello unico, la 2ª con tre livelli retributivi, la 3ª con quattro; più quattro livelli di quadri direttivi (QD1-QD4). I dirigenti hanno un contratto separato.
In quale area è un cassiere?
Le mansioni di sportello e cassa stanno in 3ª area, nel livello che corrisponde all’autonomia e al coordinamento richiesti dal ruolo; il livello va verificato sulle declaratorie del CCNL e sulle mansioni effettive.
Che cos'è un Quadro Direttivo?
Una figura di responsabilità o di elevata specializzazione tra le aree professionali e i dirigenti, con quattro livelli (QD1-QD4), tabelle retributive proprie e una disciplina specifica dell’orario.
Come si passa di livello?
Con l’assegnazione stabile a mansioni di un livello superiore, secondo l’art. 2103 c.c. e le regole del CCNL. Gli scatti di anzianità sono una voce economica a parte e non fanno cambiare livello.
Quanto è stato l’aumento dell’ultimo rinnovo?
Il rinnovo del 23 novembre 2023 riconosce 435 € medi mensili alla figura di riferimento (3ª area 4° livello), pagati in tranche fino a marzo 2026. Gli importi per livello sono nella scheda sulle tabelle retributive.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Credito e Bancari (ABI). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Nelle telecomunicazioni convivono tre rischi molto diversi: la caduta dall’alto per chi installa su pali e tralicci, il rischio elettrico per chi lavora su cabine e armadi di rete, postura, videoterminale e stress nel customer care. Le regole sono quelle del Testo Unico sicurezza (D.Lgs. 81/2008); per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza il CCNL rinvia all’Accordo interconfederale del 12 dicembre 2018.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
Asstel · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCom-UIL
Ultimo rinnovo
Ipotesi di accordo dell’11 novembre 2025, che copre il triennio 2023-2025 e il triennio 2026-2028 (il contratto precedente era del 12 novembre 2020)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2028
Platea
~130.000 (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, contact center, installatori)
Tabella riepilogativa
Rischi principali e regole che si applicano (D.Lgs. 81/2008)
Rischio
Chi riguarda
Regole principali
Caduta dall’alto
installatori e tecnici su pali, tralicci, coperture
protezioni collettive prima dei DPI; DPI anticaduta con formazione e addestramento obbligatori (art. 77)
Rischio elettrico
tecnici su cabine, armadi, apparati alimentati
lavori fuori tensione come regola; sotto tensione solo con le condizioni dell’art. 82 e personale qualificato (norma CEI 11-27)
Videoterminale
customer care, NOC, uffici
pausa di 15 minuti ogni 120 di uso continuativo; sorveglianza sanitaria per chi lo usa almeno 20 ore a settimana (artt. 173-176)
Stress lavoro-correlato
contact center, turnisti
valutazione obbligatoria nel documento di valutazione dei rischi (art. 28)
Rappresentanza
tutti
RLS secondo l’Accordo interconfederale del 12 dicembre 2018, salvo intese aziendali (CCNL, art. 8)
Lavoro in altezza
Chi installa o manutiene apparati su pali, tralicci e tetti è esposto al rischio di caduta. Il datore di lavoro deve prima adottare protezioni collettive (parapetti, piattaforme, linee di ancoraggio) e solo quando non bastano affidarsi ai dispositivi individuali. I DPI anticaduta rientrano nella categoria per cui la legge impone, oltre all’informazione, una formazione e un addestramento specifici sul loro uso (art. 77, comma 5, D.Lgs. 81/2008). La durata dei corsi e la frequenza degli aggiornamenti dipendono dal tipo di attività e dagli accordi Stato-Regioni sulla formazione: non sono fissati dal CCNL.
Rischio elettrico
La regola è lavorare su impianti fuori tensione, sezionati e messi in sicurezza. I lavori sotto tensione sono ammessi solo nei casi previsti dall’art. 82 del Testo Unico, da personale qualificato e con procedure e attrezzature adeguate. La norma tecnica CEI 11-27 distingue la persona esperta (PES) e la persona avvertita (PAV); per i lavori sotto tensione in bassa tensione serve in più l’idoneità (PEI) attribuita per iscritto dal datore di lavoro. I DPI dielettrici (guanti, calzature, elmetto con visiera) completano queste misure, non le sostituiscono.
Videoterminale e customer care
Chi usa il videoterminale per almeno 20 ore a settimana ha diritto alla sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione a vista e apparato muscolo-scheletrico: la visita si ripete ogni due anni per chi ha più di 50 anni o è giudicato idoneo con prescrizioni, ogni cinque anni negli altri casi. Ogni 120 minuti di uso continuativo spetta una pausa o un cambio di attività di 15 minuti (artt. 173-176). La postazione (sedile, schermo, tastiera, illuminazione) deve rispettare i requisiti dell’allegato XXXIV.
Stress lavoro-correlato
Nei contact center ritmi, monitoraggio delle chiamate e turni rendono lo stress un rischio da valutare espressamente: il documento di valutazione dei rischi deve includerlo (art. 28). Dalla valutazione discendono le misure organizzative, come la rotazione delle attività, le pause e la gestione delle chiamate difficili. Eventuali servizi di supporto psicologico dipendono dalle scelte aziendali.
Diritti del lavoratore
Il lavoratore deve ricevere formazione adeguata alla mansione, durante l’orario di lavoro e senza costi (art. 37). In caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato può allontanarsi dal posto di lavoro senza subire conseguenze (art. 44). Può rivolgersi al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che nel settore è individuato secondo l’Accordo interconfederale del 12 dicembre 2018, salvo diverse intese aziendali (art. 8 CCNL).
Casi pratici
Tizio, installatore su traliccio
Tizio deve montare un’antenna su un traliccio. Prima di salire deve aver ricevuto la formazione e l’addestramento sull’uso dei DPI anticaduta e avere l’idoneità del medico competente; l’azienda deve fornirgli imbracatura, cordini e casco e verificare i punti di ancoraggio. Se manca uno di questi elementi può rifiutarsi di salire.
Caia, operatrice di customer care
Caia lavora al telefono e al videoterminale per 36 ore a settimana. Ha diritto a 15 minuti di pausa o di cambio attività ogni due ore di uso continuativo e alla visita del medico competente ogni cinque anni, ogni due se compie 50 anni o se il medico le ha dato prescrizioni.
Sempronio, intervento su un armadio di rete
Sempronio deve sostituire un modulo in un armadio alimentato. La procedura prevede di togliere tensione, sezionare e verificare l’assenza di tensione prima di intervenire. Se l’azienda gli chiede di lavorare sotto tensione, serve l’idoneità PEI attribuita per iscritto e una procedura specifica: senza, l’intervento non va fatto.
Domande frequenti
Quante ore di formazione servono per il lavoro in altezza?
La legge impone formazione e addestramento specifici per l’uso dei DPI anticaduta (art. 77 D.Lgs. 81/2008), ma il CCNL Telecomunicazioni non fissa un numero di ore. Durata e aggiornamenti dipendono dall’attività e dagli accordi Stato-Regioni sulla formazione.
Cosa sono PES, PAV e PEI?
Sono qualifiche della norma CEI 11-27: PES è la persona esperta, PAV la persona avvertita. Per i lavori sotto tensione in bassa tensione serve anche l’idoneità PEI, attribuita per iscritto dal datore di lavoro.
Chi lavora al customer care ha diritto a pause?
Sì: chi usa il videoterminale in modo continuativo ha diritto a 15 minuti di pausa o di cambio attività ogni 120 minuti (art. 175 D.Lgs. 81/2008).
La sindrome del tunnel carpale è malattia professionale?
Può esserlo. L’INAIL la riconosce quando è collegata a movimenti ripetuti del polso; se il lavoro non rientra tra quelli tabellati, il lavoratore deve dimostrare il nesso con l’attività svolta.
Posso rifiutare un intervento pericoloso?
In caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato il lavoratore può allontanarsi dal posto di lavoro senza subire conseguenze (art. 44 D.Lgs. 81/2008). Può inoltre segnalare la situazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Due tipi di certificazione: AEOC per le semplificazioni doganali, AEOS per la sicurezza nella catena di approvvigionamento.
Rilasciato dall’Agenzia delle Dogane alle imprese che dimostrano solvibilità, conformità doganale e standard di sicurezza.
Meno controlli: le spedizioni AEO sono soggette a un numero ridotto di controlli fisici e documentali rispetto agli operatori ordinari.
Corsie preferenziali: in caso di controllo, le merci AEO vengono trattate con priorità, riducendo i tempi di fermo.
Riconoscimento internazionale: accordi di mutuo riconoscimento consentono vantaggi anche alle frontiere di Paesi extra-UE partner.
Che cos'è lo status AEO e a chi serve
Quando un’impresa importa o esporta merci in modo continuativo, ogni operazione doganale comporta controlli: la dogana verifica documenti, classifica la merce, controlla il valore dichiarato. Questo processo può richiedere tempo e bloccare le spedizioni, con costi diretti per l’azienda.
Lo status di Operatore Economico Autorizzato (AEO) è una certificazione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che riconosce all’impresa un profilo di affidabilità. In sostanza, la dogana «si fida» dell’operatore certificato e riduce i controlli sulle sue spedizioni. È previsto dal Codice Doganale dell’Unione (Regolamento UE 952/2013).
Esistono due varianti: AEOC (Authorised Economic Operator Customs simplifications), che dà accesso a procedure doganali semplificate, e AEOS (Authorised Economic Operator Security and safety), che attesta standard elevati di sicurezza fisica nella catena logistica. Un’impresa può ottenere entrambe le certificazioni insieme (AEOC + AEOS).
Lo status AEO è pensato soprattutto per le imprese che operano con una certa frequenza nel commercio internazionale: importatori, esportatori, spedizionieri, magazzini doganali, vettori. Per chi fa operazioni occasionali il beneficio è meno rilevante, ma per chi gestisce flussi regolari il risparmio in termini di tempi e controlli può essere significativo.
Confronto AEOC e AEOS
Tipo
Denominazione
Beneficio principale
AEOC
AEO Semplificazioni doganali
Accesso a procedure semplificate (es. svincolo accelerato, dichiarazioni incomplete)
AEOS
AEO Sicurezza e safety
Meno controlli di sicurezza fisici alle frontiere, priorità in caso di controllo
AEOC + AEOS
Certificazione combinata
Tutti i vantaggi di entrambe le tipologie
Esempio pratico
Un’impresa italiana che importa componenti elettronici dalla Cina effettua ogni anno decine di operazioni doganali. Senza AEO, ogni spedizione può essere soggetta a controllo documentale o fisico con tempi di attesa imprevedibili. Dopo aver ottenuto lo status AEOC, la stessa impresa beneficia di procedure semplificate: le dichiarazioni doganali vengono accettate con meno verifiche e, quando vi è un controllo, viene trattata con priorità rispetto agli operatori non certificati, accorciando i tempi di sdoganamento.
Documenti necessari
Domanda di autorizzazione AEO da presentare all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (modulo elettronico nel portale AEO)
Documenti sull’assetto societario e sull’attività doganale degli ultimi tre anni
Documentazione sulla solvibilità finanziaria (bilanci, situazione fiscale e previdenziale regolare)
Descrizione delle procedure interne di sicurezza fisica e logistica (per AEOS)
Registro delle operazioni doganali effettuate nel triennio precedente
Caso 1 – Alfa Srl: importatore di tessuti
Scenario. Alfa Srl importa tessuti da Paesi extra-UE più volte al mese. I tempi di sdoganamento variabili rendono difficile pianificare la produzione.
Come si applica. Alfa Srl decide di richiedere la certificazione AEOC. L’Agenzia delle Dogane verifica che l’impresa abbia una situazione fiscale e previdenziale in regola, che le dichiarazioni doganali degli ultimi tre anni siano conformi e che esista un sistema di gestione delle registrazioni doganali adeguato. Una volta ottenuta la certificazione, le spedizioni di Alfa Srl beneficiano di procedure semplificate: in molti casi lo svincolo della merce avviene in tempi molto più rapidi rispetto al passato.
In pratica
La certificazione AEOC riduce il numero di controlli documentali sulle importazioni regolari di Alfa Srl.
In caso di controllo, le spedizioni di Alfa Srl vengono gestite con priorità rispetto agli operatori non certificati.
Il riconoscimento internazionale AEO può portare vantaggi anche alle frontiere di Paesi con cui l’UE ha accordi di mutuo riconoscimento.
Caso 2 – Tizio: spedizioniere doganale
Scenario. Tizio è uno spedizioniere doganale che gestisce operazioni per conto di diversi clienti importatori ed esportatori.
Come si applica. Tizio richiede la certificazione AEOS per la sua impresa. Deve dimostrare di applicare standard di sicurezza fisica adeguati nei magazzini, di avere procedure per verificare l’identità dei partner commerciali e di gestire in modo sicuro le informazioni relative alle spedizioni. Una volta certificato, le spedizioni che Tizio gestisce subiscono meno controlli fisici alle frontiere, riducendo i tempi di attesa e i costi per i suoi clienti. Questo diventa un elemento di vantaggio competitivo nella sua offerta commerciale.
In pratica
Lo status AEOS permette a Tizio di offrire ai clienti tempi di sdoganamento più prevedibili.
I controlli fisici sulle merci gestite da operatori AEOS sono statisticamente inferiori rispetto alla media.
La certificazione ha durata indeterminata ma può essere sospesa o revocata se vengono meno i requisiti.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Sono parti nel processo dinanzi alle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado oltre al ricorrente, l'ufficio dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, gli altri enti impositori, l'agente della riscossione ed i soggetti iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, che hanno emesso l'atto impugnato o non hanno emesso l'atto richiesto. Se l'ufficio è un'articolazione dell'Agenzia delle entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuata con il regolamento di amministrazione di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è parte l'ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso.
Il welfare del CCNL Telecomunicazioni poggia sul fondo pensione Telemaco (1% del lavoratore e 1,6% dell’azienda dal 2026, più il TFR) e sul Fondo Sanità TLC, operativo dal 1° luglio 2026 per i lavoratori delle aziende che non hanno già una copertura sanitaria aziendale. Lavoro agile e formazione si definiscono soprattutto con gli accordi aziendali.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
Asstel · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCom-UIL
Ultimo rinnovo
Ipotesi di accordo dell’11 novembre 2025, che copre il triennio 2023-2025 e il triennio 2026-2028 (il contratto precedente era del 12 novembre 2020)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2028
Platea
~130.000 (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, contact center, installatori)
Tabella riepilogativa
Welfare nel CCNL TLC
Strumento
Funzione
Contributo
Telemaco
Previdenza complementare (adesione volontaria)
1% lavoratore + 1,6% azienda dal 2026, più il TFR
Fondo Sanità TLC
Sanità integrativa, dal 1° luglio 2026
A carico dell’azienda, per chi non ha già una copertura aziendale
Lavoro agile
Art. 22-bis CCNL e L. 81/2017
Giorni e modalità negli accordi aziendali
Telemaco: pensione complementare
Telemaco è il fondo pensione negoziale delle aziende di telecomunicazione. Chi aderisce e versa almeno l’1% della retribuzione riceve il contributo dell’azienda: 1,4% dal 1° dicembre 2022, 1,6% dal 1° gennaio 2026 con il rinnovo dell’11 novembre 2025. Al fondo va anche il TFR. Le prestazioni sono tassate al 15%, che scende fino al 9% con gli anni di iscrizione.
Fondo Sanità TLC
Il rinnovo del 2025 ha istituito la sanità integrativa di settore: il Fondo Sanità TLC è operativo dal 1° luglio 2026 per i lavoratori delle aziende che applicano il CCNL e non hanno già una copertura sanitaria integrativa aziendale. Il contributo è a carico dell’azienda; prestazioni, massimali e regole per i familiari sono quelli del piano sanitario del fondo.
Lavoro agile e welfare aziendale
Il CCNL promuove il lavoro agile (art. 22-bis) come modalità concordata tra azienda e lavoratore, in parte in sede e in parte fuori, con il diritto alla disconnessione. Il contratto nazionale non fissa giorni da remoto, rimborsi o importi di flexible benefit: li stabiliscono gli accordi aziendali. Il welfare aziendale in beni e servizi ha un trattamento fiscale agevolato entro i limiti dell’art. 51 del TUIR.
Formazione professionale
La formazione per l’aggiornamento delle competenze è affidata soprattutto al confronto aziendale e ai fondi interprofessionali. Il CCNL non fissa un monte ore annuo uguale per tutti.
Casi pratici
Tizio – Iscrizione al Fondo Sanità TLC
Tizio lavora in un’azienda TLC che non ha una propria cassa sanitaria. Dal 1° luglio 2026 è iscritto al Fondo Sanità TLC con il contributo dell’azienda. Per sapere quanto gli viene rimborsato per una visita specialistica deve consultare il piano sanitario del fondo.
Caia – Adesione a Telemaco
Caia guadagna 2.000 euro al mese e aderisce a Telemaco. Versa l’1% (20 euro al mese) e dal 2026 l’azienda aggiunge l’1,6% (32 euro), più il TFR. Senza adesione perderebbe il contributo dell’azienda.
Sempronio – Lavoro agile
Sempronio è un analista di rete. Quanti giorni può lavorare da remoto, con quali strumenti e se riceve un rimborso per la connessione dipende dall’accordo aziendale e da quello individuale di lavoro agile, non dal CCNL.
Domande frequenti
Qual è il fondo sanitario del CCNL Telecomunicazioni?
Il Fondo Sanità TLC, istituito con il rinnovo del 2025 e operativo dal 1° luglio 2026 per i lavoratori delle aziende che non hanno già una copertura sanitaria aziendale.
Qual è il fondo pensione?
Telemaco. Chi aderisce versa l’1% della retribuzione e l’azienda aggiunge l’1,6% dal 1° gennaio 2026 (1,4% fino al 2025), più il TFR.
Lo smart working è obbligatorio?
No: si basa su un accordo tra azienda e lavoratore. Il CCNL lo promuove (art. 22-bis) e rimanda agli accordi aziendali per giorni e modalità.
Cosa succede se non scelgo dove mettere il TFR?
Dopo 6 mesi dall’assunzione il TFR va al fondo negoziale per conferimento tacito, in qualunque azienda. Il contributo dell’azienda scatta solo se si versa anche il proprio 1%.
Il Fondo Sanità TLC copre i familiari?
Dipende dal piano sanitario del fondo: le regole per l’estensione ai familiari vanno verificate nella guida del fondo.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il CCNL Telecomunicazioni prevede 13 mensilità: la tredicesima è pari a una retribuzione mensile intera e si paga normalmente alla Vigilia di Natale. Il premio di risultato è fissato dagli accordi aziendali; nel 2026 e 2027 è tassato all’1% fino a 5.000 euro per chi ha avuto un reddito fino a 80.000 euro, oppure può essere convertito in welfare.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
Asstel · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCom-UIL
Ultimo rinnovo
Ipotesi di accordo dell’11 novembre 2025, che copre il triennio 2023-2025 e il triennio 2026-2028 (il contratto precedente era del 12 novembre 2020)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2028
Platea
~130.000 (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, contact center, installatori)
Tabella riepilogativa
Tredicesima e premio di risultato nel CCNL TLC
Voce
Regola
Mensilità
13 (non c’è la quattordicesima)
Tredicesima
una retribuzione mensile intera, pagata normalmente alla Vigilia di Natale (art. 42)
Anno incompleto
1/12 per ogni mese, frazione oltre 15 giorni = mese intero
Premio di risultato
importi e obiettivi negli accordi aziendali
Tassazione del premio 2026-2027
1% fino a 5.000 euro, reddito fino a 80.000 euro (L. 199/2025)
Tredicesima
L’azienda paga ogni anno, per Natale, una tredicesima mensilità pari all’intera retribuzione mensile, normalmente alla Vigilia di Natale (art. 42). Chi inizia o finisce il rapporto durante l’anno riceve tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio; la frazione di mese oltre i 15 giorni conta come mese intero. Il periodo di prova seguito dalla conferma conta. Per i mesi di malattia, infortunio o maternità l’azienda integra quanto già pagato dall’ente previdenziale.
Premio di risultato
Il premio di risultato è definito dalla contrattazione aziendale, collegato a obiettivi misurabili come produttività, qualità del servizio e redditività: il CCNL non fissa un importo nazionale. Nel 2026 e 2027, per chi nell’anno precedente ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 euro, il premio è tassato con l’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro (L. 199/2025). Se l’accordo lo consente, il lavoratore può convertirlo in servizi di welfare, che entro i limiti dell’art. 51 del TUIR non sono tassati. L’accordo del 2025 prevede anche la possibilità di destinarne una parte, volontariamente, al fondo pensione Telemaco.
Casi pratici
Tizio – Assunto a maggio
Tizio è assunto il 10 maggio 2026. A dicembre riceve 8/12 della tredicesima: maggio conta come mese intero perché ha lavorato più di 15 giorni.
Caia – Premio in denaro
Caia ha avuto nel 2025 un reddito di lavoro dipendente di 38.000 euro e nel 2026 incassa un premio di risultato di 1.500 euro previsto dall’accordo aziendale. Paga l’imposta sostitutiva dell’1%, cioè 15 euro, invece dell’IRPEF ordinaria.
Sempronio – Premio in welfare
Sempronio converte il suo premio in rimborsi delle spese scolastiche dei figli tramite la piattaforma aziendale: entro i limiti dell’art. 51 del TUIR quella somma non è tassata.
Domande frequenti
Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Telecomunicazioni?
Normalmente alla Vigilia di Natale. È pari a una retribuzione mensile intera; per l’anno incompleto spettano tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio.
C’è la quattordicesima?
No: il CCNL Telecomunicazioni prevede 13 mensilità.
Quanto vale il premio di risultato?
Dipende dall’accordo aziendale, che fissa obiettivi e importi: il contratto nazionale non stabilisce una cifra.
Come è tassato il premio di risultato?
Nel 2026 e 2027 con l’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro, per chi ha avuto un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Convertito in welfare, entro i limiti dell’art. 51 TUIR, non è tassato.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Il TFR dei lavoratori TLC matura ogni anno in misura pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, meno lo 0,50% versato all’INPS. Il fondo pensione del contratto è Telemaco: chi aderisce versa l’1% e l’azienda aggiunge l’1,6% dal 1° gennaio 2026 (prima l’1,4%), più il TFR. Anticipo fino al 70% dopo 8 anni.
Dati contrattuali
Parti firmatarie
Asstel · SLC-CGIL · FISTEL-CISL · UILCom-UIL
Ultimo rinnovo
Ipotesi di accordo dell’11 novembre 2025, che copre il triennio 2023-2025 e il triennio 2026-2028 (il contratto precedente era del 12 novembre 2020)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2028
Platea
~130.000 (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, contact center, installatori)
Tabella riepilogativa
TFR e previdenza complementare nel CCNL TLC
Voce
Valore
Quota TFR annua
Retribuzione annua utile ÷ 13,5, meno lo 0,50% versato all’INPS
Esempio
30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 euro, meno 150 = 2.072,22 euro
Ogni anno si accantona la retribuzione annua utile divisa per 13,5, meno lo 0,50% della retribuzione che l’azienda versa all’INPS. Con 30.000 euro l’anno si accantonano circa 2.072,22 euro. Il TFR già accantonato si rivaluta ogni 31 dicembre dell’1,5% più il 75% dell’aumento dei prezzi ISTAT.
Telemaco: la previdenza complementare
Il fondo pensione negoziale del settore è Telemaco, istituito da Asstel, Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Chi aderisce e versa almeno l’1% della retribuzione riceve il contributo dell’azienda: 1,4% dal 1° dicembre 2022, salito all’1,6% dal 1° gennaio 2026 con il rinnovo dell’11 novembre 2025. Al fondo va anche il TFR: tutto per chi è stato assunto dopo il 28 aprile 1993, anche solo una parte per chi lavorava già prima.
Il neoassunto ha 6 mesi per scegliere. Se non sceglie nulla, il TFR va al fondo per conferimento tacito, in qualunque azienda; il contributo dell’azienda scatta solo se versa anche il proprio 1%. Chi lascia il TFR in azienda può cambiare idea in seguito; chi lo destina al fondo non può tornare indietro.
Anticipi del TFR
Dopo 8 anni nella stessa azienda si può chiedere, una sola volta, fino al 70% del TFR maturato per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali e formativi. Per la parte versata al fondo valgono le regole del D.Lgs. 252/2005, che permettono anche anticipi per la ristrutturazione della prima casa e, dopo 8 anni di iscrizione, per altre esigenze fino al 30%.
Liquidazione finale
Alla cessazione l’azienda paga il TFR accantonato entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT che serve a rivalutarlo (art. 51 CCNL); sulle somme pagate in ritardo maturano interessi e rivalutazione (art. 429 c.p.c.). Per il CCNL, le ore di straordinario e le relative maggiorazioni non entrano nella base di calcolo del TFR. Il TFR pagato dall’azienda ha la tassazione separata con l’aliquota media IRPEF degli ultimi cinque anni; le prestazioni del fondo sono tassate al 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo fino al 9%.
Casi pratici
Tizio – TFR in azienda
Tizio ha una retribuzione annua utile di 30.000 euro e ha lasciato il TFR in azienda. Ogni anno accantona circa 2.072 euro, più la rivalutazione al 31 dicembre. Dopo 10 anni, senza aumenti, avrebbe circa 20.722 euro più le rivalutazioni maturate.
Caia – Iscritta a Telemaco nel 2026
Caia guadagna 2.200 euro al mese e aderisce a Telemaco. Versa l’1% (22 euro al mese) e l’azienda aggiunge l’1,6% (35,20 euro); al fondo va anche il TFR, circa 2.200 × 14 ÷ 13,5 ÷ 12 = 190,12 euro al mese prima della quota INPS.
Sempronio – Anticipo TFR per casa
Sempronio lavora nella stessa azienda da 9 anni e ha 14.000 euro di TFR maturato. Per comprare la prima casa può chiedere fino al 70%, cioè 9.800 euro, con il compromesso o l’atto. Può farlo una sola volta nel rapporto.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR di un operatore Telco?
Retribuzione annua utile divisa per 13,5, meno lo 0,50% versato all’INPS: con 30.000 euro l’anno si accantonano circa 2.072 euro, poi rivalutati.
Qual è il fondo pensione del CCNL Telecomunicazioni?
Telemaco. Chi aderisce versa l’1% della retribuzione e l’azienda aggiunge l’1,6% dal 1° gennaio 2026 (1,4% fino al 2025), più il TFR.
Posso chiedere anticipo TFR?
Sì, dopo 8 anni nella stessa azienda, una sola volta, fino al 70% per spese sanitarie straordinarie, prima casa per sé o per i figli, congedi parentali e formativi.
Entro quando va pagato il TFR?
Il CCNL Telecomunicazioni (art. 51) prevede il pagamento entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’indice ISTAT usato per la rivalutazione. In caso di ritardo sono dovuti interessi e rivalutazione (art. 429 c.p.c.).
Il TFR in azienda è tassato di più?
Il TFR pagato dall’azienda ha la tassazione separata con l’aliquota media IRPEF degli ultimi cinque anni. Le prestazioni del fondo pensione sono tassate al 15%, fino a scendere al 9% dopo 35 anni di iscrizione.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
Il contratto di edizione può essere " per edizione " o " a termine ".
Il contratto " per edizione " conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent'anni dalla consegna del manoscritto completo.
Nel contratto devono essere indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione.
Possono tuttavia essere previste più ipotesi, sia nei riguardi del numero delle edizioni e del numero degli esemplari, sia nei riguardi del compenso relativo.
Se mancano tali indicazioni si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari.
Il contratto di edizione " a termine " conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto, a pena di nullità del contratto medesimo.
Tale termine di venti anni non si applica ai contratti di edizione riguardanti: enciclopedie, dizionari; schizzi, disegni, vignette, illustrazioni, fotografie e simili, ad uso industriale; lavori di cartografia; opere drammatico-musicali e sinfoniche.
In entrambe le forme di contratto l'editore è libero di distribuire le edizioni nel numero di ristampe che stimi conveniente.
Aliquota ridotta allo 0,1%: i fabbricati rurali strumentali godono di un’aliquota IMU agevolata fissata per legge, molto inferiore a quella ordinaria.
Fabbricati usati per l’attività agricola: stalle, fienili, depositi di macchinari, locali per la lavorazione dei prodotti agricoli – tutti gli edifici strumentali all’esercizio dell’impresa agraria.
Codice tributo 3913: il versamento con modello F24 usa un codice specifico, diverso da quello degli altri fabbricati.
Aliquota deliberata dal Comune: la legge fissa lo 0,1% come aliquota base; verificare se il Comune ha adottato una delibera diversa.
Base imponibile: rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 65 (gruppo D), oppure per il moltiplicatore della categoria effettiva dell’immobile.
Dichiarazione IMU: se il fabbricato ha acquisito o perso la qualifica di rurale strumentale, potrebbe essere necessario presentare la dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Cosa sono i fabbricati rurali strumentali e perché pagano meno IMU
Chi gestisce un’azienda agricola sa che i capannoni, le stalle, i fienili e i depositi di macchinari sono parte essenziale del lavoro. Per questi immobili – chiamati fabbricati rurali strumentali – la legge prevede un trattamento IMU di favore: l’aliquota è ridotta allo 0,1%, molto al di sotto dello 0,86% ordinario. Si tratta di una scelta legislativa volta ad alleggerire il carico fiscale sulle imprese agricole, che già sopportano costi strutturali elevati.
Un fabbricato rurale strumentale è un edificio destinato all’esercizio delle attività agricole: la conservazione dei prodotti, il ricovero degli animali, il deposito delle attrezzature, la lavorazione primaria dei raccolti. Non è la casa del contadino (che sarebbe l’abitazione rurale), ma il luogo dove si svolge materialmente il lavoro agricolo.
Dal punto di vista pratico, il versamento IMU per questi immobili usa un codice tributo dedicato (3913) nel modello F24. L’aliquota dello 0,1% è fissata dalla legge, ma il Comune conserva un margine di manovra: vale sempre la pena verificare la delibera comunale aggiornata, perché le condizioni locali possono incidere sul calcolo finale.
IMU fabbricati rurali strumentali – riepilogo
Voce
Dettaglio
Aliquota ridotta
0,1% (fissata per legge; verificare la delibera comunale)
Codice tributo F24
3913
Base imponibile
Rendita catastale rivalutata del 5% × moltiplicatore della categoria
Da presentare se la qualifica di rurale strumentale è cambiata o è di nuova attribuzione
Esempio pratico
Tizio conduce un’azienda agricola e possiede un capannone rurale strumentale (categoria D/10, fabbricati per funzioni produttive connesse all’agricoltura) con rendita catastale di 1.200 euro. La base imponibile si calcola rivalutando la rendita del 5%: 1.200 × 1,05 = 1.260 euro; poi si applica il moltiplicatore 65 (gruppo D): 1.260 × 65 = 81.900 euro. Con l’aliquota ridotta dello 0,1%: 81.900 × 0,001 = 81,90 euro di IMU annua. Tizio versa 40,95 euro di acconto a giugno e il saldo a dicembre – un importo molto contenuto rispetto a quello che pagherebbe con l’aliquota ordinaria sullo stesso valore (circa 704 euro con aliquota base 0,86%).
Documenti necessari
Visura catastale dell’immobile con rendita catastale e categoria (verificare che sia correttamente classificato come rurale strumentale)
Certificazione della qualifica di imprenditore agricolo o documentazione dell’attività agricola svolta
Delibera comunale IMU per l’anno in corso (per verificare l’aliquota applicata al Comune di ubicazione)
Modello F24 per il versamento (codice tributo 3913)
Eventuale dichiarazione IMU al Comune (modello ministeriale) se la qualifica è di recente attribuzione o è variata
Tizio possiede una stalla e la usa per l'allevamento bovino
Scenario. Tizio è imprenditore agricolo e alleva bestiame. Possiede una stalla (categoria D/10, rendita catastale 900 euro) che usa esclusivamente per l’attività zootecnica, parte integrante dell’azienda agraria.
Come si applica. La stalla è un fabbricato rurale strumentale: paga l’IMU con aliquota ridotta allo 0,1%. Base imponibile: 900 × 1,05 × 65 = 61.425 euro. IMU: 61.425 × 0,001 = 61,43 euro annui. Tizio compila il modello F24 con codice tributo 3913, codice catastale del Comune, anno di riferimento. Versa l’acconto a giugno e il saldo a dicembre. Se la stalla fosse pagata con l’aliquota ordinaria dello 0,86%, l’importo sarebbe circa 528 euro: il risparmio è di oltre 466 euro all’anno.
In pratica
Usare il codice tributo 3913 (fabbricati rurali strumentali), non il 3918 (altri fabbricati): un errore nel codice può creare problemi con il Comune.
L’aliquota ridotta spetta solo se l’immobile è effettivamente destinato all’attività agricola e classificato correttamente nel catasto.
Conservare documentazione che dimostri la destinazione agricola dell’immobile in caso di controllo.
Caio affitta un deposito agricolo a un altro agricoltore
Scenario. Caio possiede un deposito per macchinari agricoli (categoria D/10, rendita catastale 600 euro) che affitta a un altro imprenditore agricolo per lo stoccaggio delle attrezzature. Caio non conduce direttamente l’attività agricola nell’immobile.
Come si applica. La qualifica di rurale strumentale riguarda la destinazione dell’immobile all’attività agricola, non necessariamente il fatto che sia il proprietario a condurla direttamente. Tuttavia le regole di dettaglio sulla spettanza dell’aliquota ridotta in caso di locazione possono variare. Caio deve verificare con il proprio Comune se l’agevolazione si applica anche nel caso di locazione a terzi agricoltori, e controllare la delibera comunale. Se l’immobile non dovesse qualificarsi come rurale strumentale in quel contesto, il codice tributo da usare sarebbe il 3918 (altri fabbricati) con l’aliquota ordinaria.
In pratica
In caso di locazione del fabbricato rurale strumentale, verificare con il Comune se l’agevolazione allo 0,1% si mantiene.
Se emergono dubbi sulla qualifica, rivolgersi a un professionista abilitato (commercialista o CAF agricolo) prima di versare l’acconto.
Un cambio di destinazione d’uso dell’immobile potrebbe richiedere la presentazione della dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.
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