Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 192 c.p.: Atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato

    Art. 192 c.p.: Atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato

    Art. 192 c.p. – Atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole dopo il reato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Gli atti a titolo gratuito, compiuti dal colpevole dopo il reato, non hanno efficacia rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189.

  • Art. 193 c.p.: Atti a titolo oneroso compiuti dal colpevole dopo

    Art. 193 c.p.: Atti a titolo oneroso compiuti dal colpevole dopo

    Art. 193 c.p. – Atti a titolo oneroso compiuti dal colpevole dopo il reato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Gli atti a titolo oneroso, eccedenti la semplice amministrazione ovvero la gestione dell’ordinario commercio, i quali siano compiuti dal colpevole dopo il reato, si presumono fatti in frode rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189.

    Nondimeno, per la revoca dell’atto, è necessaria la prova della mala fede dell’altro contraente.

  • Art. 194 c.p.: Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato

    Art. 194 c.p.: Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato

    Art. 194 c.p. Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Gli atti a titolo gratuito, compiuti dal colpevole prima del reato, non sono efficaci rispetto ai crediti indicati nell’articolo 189, qualora si provi che furono da lui compiuti in frode.

    La stessa disposizione si applica agli atti a titolo oneroso eccedenti la semplice amministrazione ovvero la gestione dell’ordinario commercio; nondimeno, per la revoca dell’atto a titolo oneroso, è necessaria la prova anche della mala fede dell’altro contraente.

    Le disposizioni di questo articolo non si applicano per gli atti anteriori di un anno al commesso reato.

  • Art. 196 c.p.: Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente

    Art. 196 c.p.: Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente

    Art. 196 c.p. – Obbligazione civile per le multe e le ammende inflitte a persona dipendente

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei reati commessi da chi è soggetto all’altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell’autorità, o incaricata della direzione o vigilanza, è obbligata, in caso di insolvibilità del condannato, al pagamento di una somma pari all’ammontare della multa o dell’ammenda inflitta al colpevole, se si tratta di violazioni di disposizioni che essa era tenuta a far osservare e delle quali non debba rispondere penalmente.

    Qualora la persona preposta risulti insolvibile, si applicano al condannato le disposizioni dell’articolo 136 .

  • Art. 197 c.p.: Obbligazione civile delle persone giuridiche per il pagamento delle multe e delle ammende

    Art. 197 c.p.: Obbligazione civile delle persone giuridiche per il pagamento delle multe e delle ammende

    Art. 197 c.p. Obbligazione civile delle persone giuridiche per il pagamento delle multe e delle ammende

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Gli enti forniti di personalità giuridica, eccettuati lo Stato, le regioni, le province ed i comuni, qualora sia pronunciata condanna per reato contro chi ne abbia la rappresentanza, o l’amministrazione, o sia con essi in rapporto di dipendenza, e si tratti di reato che costituisca violazione degli obblighi inerenti alla qualità rivestita dal colpevole, ovvero sia commesso nell’interesse della persona giuridica, sono obbligati al pagamento, in caso di insolvibilità del condannato, di una somma pari all’ammontare della multa o dell’ammenda inflitta.

    Se tale obbligazione non può essere adempiuta, si applicano al condannato le disposizioni dell’articolo 136.

  • Art. 201 c.p.: Misure di sicurezza per fatti commessi all’estero

    Art. 201 c.p.: Misure di sicurezza per fatti commessi all’estero

    Art. 201 c.p. – Misure di sicurezza per fatti commessi all’estero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando, per un fatto commesso all’estero, si procede o si rinnova il giudizio nello Stato, è applicabile la legge italiana anche riguardo alle misure di sicurezza.

    Nel caso indicato nell’articolo 12, numero 3°, l’applicazione delle misure di sicurezza stabilite dalla legge italiana è sempre subordinata all’accertamento che la persona sia socialmente pericolosa.

  • Articolo 203 Codice Penale: Pericolosità sociale

    Articolo 203 Codice Penale: Pericolosità sociale

    Art. 203 c.p. – Pericolosità sociale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Agli effetti della legge penale, è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell’articolo precedente, quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati.

    La qualità di persona socialmente pericolosa si desume dalle circostanze indicate nell’articolo 133.

  • Articolo 224 Codice Penale: Minore non imputabile

    Articolo 224 Codice Penale: Minore non imputabile

    Art. 224 c.p. Minore non imputabile

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Qualora il fatto commesso da un minore degli anni quattordici sia preveduto dalla legge come delitto, ed egli sia pericoloso, il giudice, tenuto specialmente conto della gravità del fatto e delle condizioni morali della famiglia in cui il minore è vissuto, ordina che questi sia ricoverato nel riformatorio giudiziario o posto in libertà vigilata.

    Se, per il delitto, la legge stabilisce la pena di morte (1) o l’ergastolo, o la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni, e non si tratta di delitto colposo, è sempre ordinato il ricovero del minore nel riformatorio per un tempo non inferiore a tre anni.

    Le disposizioni precedenti si applicano anche al minore che, nel momento in cui ha commesso il fatto preveduto dalla legge come delitto, aveva compiuto gli anni quattordici, ma non ancora i diciotto, se egli sia riconosciuto non imputabile, a norma dell’articolo 98.

  • Articolo 231 Codice Penale: Trasgressione degli obblighi imposti

    Articolo 231 Codice Penale: Trasgressione degli obblighi imposti

    Art. 231 c.p. – Trasgressione degli obblighi imposti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Fuori del caso preveduto dalla prima parte dell’articolo 177, quando la persona in stato di libertà vigilata trasgredisce agli obblighi imposti, il giudice può aggiungere alla libertà vigilata la cauzione di buona condotta.

    Avuto riguardo alla particolare gravità della trasgressione o al ripetersi della medesima, ovvero qualora il trasgressore non presti la cauzione, il giudice può sostituire alla libertà vigilata l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro, ovvero, se si tratta di un minore, il ricovero in un riformatorio giudiziario.

  • Art. 235 c.p.: Espulsione od allontanamento dello straniero dall

    Art. 235 c.p.: Espulsione od allontanamento dello straniero dall

    Art. 235 c.p. – Espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice ordina l’espulsione dello straniero ovvero l’allontanamento dal territorio dello Stato del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea, oltre che nei casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero o il cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea sia condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni.

    COMMA ABROGATO DALLA L. 15 LUGLIO 2009, N. 94 .

    Il trasgressore dell’ordine di espulsione od allontanamento pronunciato dal giudice è punito con la reclusione da uno a quattro anni. In tal caso è obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto, anche fuori dei casi di flagranza, e si procede con rito direttissimo.

  • Articolo 236 Codice Penale: Specie: regole generali

    Articolo 236 Codice Penale: Specie: regole generali

    Art. 236 c.p. – Specie: regole generali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Sono misure di sicurezza patrimoniali, oltre quelle stabilite da particolari disposizioni di legge:

    1° la cauzione di buona condotta;

    2° la confisca.

    Si applicano anche alle misure di sicurezza patrimoniali le disposizioni degli articoli 199, 200, prima parte, 201, prima parte, 205, prima parte e numero 3° del capoverso, e, salvo che si tratti di confisca, le disposizioni del primo e secondo capoverso dell’articolo 200 e quelle dell’articolo 210.

    Alla cauzione di buona condotta si applicano altresì le disposizioni degli articoli 202, 203, 204, prima parte, e 207.

  • Articolo 250 Codice Penale: Commercio col nemico

    Articolo 250 Codice Penale: Commercio col nemico

    Art. 250 c.p. – Commercio col nemico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il cittadino, o lo straniero dimorante nel territorio dello Stato, il quale, in tempo di guerra e fuori dei casi indicati nell’articolo 248, commercia, anche indirettamente, con sudditi dello Stato nemico, ovunque dimoranti, ovvero con altre persone dimoranti nel territorio dello Stato nemico, è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa pari al quintuplo del valore della merce e, in ogni caso, non inferiore a lire diecimila.

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