Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 250 Codice Penale: Commercio col nemico

    Articolo 250 Codice Penale: Commercio col nemico

    Art. 250 c.p. – Commercio col nemico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il cittadino, o lo straniero dimorante nel territorio dello Stato, il quale, in tempo di guerra e fuori dei casi indicati nell’articolo 248, commercia, anche indirettamente, con sudditi dello Stato nemico, ovunque dimoranti, ovvero con altre persone dimoranti nel territorio dello Stato nemico, è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa pari al quintuplo del valore della merce e, in ogni caso, non inferiore a lire diecimila.

  • Art. 260 c.p.: Introduzione clandestina in luoghi militari e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio

    Art. 260 c.p.: Introduzione clandestina in luoghi militari e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio

    Art. 260 c.p. – Introduzione clandestina in luoghi militari e possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    È punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque:

    1° si introduce clandestinamente o con inganno in luoghi o zone di terra, di acqua o di aria, in cui è vietato l’accesso nell’interesse militare dello Stato;

    2° è colto, in tali luoghi o zone, o in loro prossimità, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 256, 257 e 258;

    3° è colto in possesso ingiustificato di documenti o di qualsiasi altra cosa atta a fornire le notizie indicate nell’articolo 256.

    Se alcuno dei fatti preveduti dai numeri precedenti è commesso in tempo di guerra, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

    Le disposizioni del presente articolo si applicano, altresì, agli immobili adibiti a sedi di ufficio o di reparto o a deposito di materiali dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, l’accesso ai quali sia vietato per ragioni di sicurezza pubblica .

  • Articolo 261 Codice Penale: Rivelazione di segreti di Stato

    Articolo 261 Codice Penale: Rivelazione di segreti di Stato

    Art. 261 c.p. – Rivelazione di segreti di Stato

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell’articolo 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

    Se il fatto è commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o la efficienza bellica dello Stato o le operazioni militari, la pena della reclusione non può essere inferiore a dieci anni.

    Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la pena dell’ergastolo; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, la pena di morte.

    Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.

    Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso.

  • Art. 270-quater c.p.: Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale

    Art. 270-quater c.p.: Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale

    Art. 270-quater c.p. – Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, al di fuori dei casi di cui all’articolo 270-bis, arruola una o più persone per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da sette a quindici anni.

    Fuori dei casi di cui all’articolo 270-bis, e salvo il caso di addestramento, la persona arruolata è punita con la pena della reclusione da cinque a otto anni.

  • Art. 270-quinquies c.p.: Addestramento ad attività con finalità

    Art. 270-quinquies c.p.: Addestramento ad attività con finalità

    Art. 270-quinquies c.p. – Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, al di fuori dei casi di cui all’articolo 270-bis, addestra o comunque fornisce istruzioni sulla preparazione o sull’uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena si applica nei confronti della persona addestrata , nonché della persona che avendo acquisito, anche autonomamente, le istruzioni per il compimento degli atti di cui al primo periodo, pone in essere comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di cui all’articolo 270-sexies .

    Le pene previste dal presente articolo sono aumentate se il fatto di chi addestra o istruisce è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

  • Art. 280-bis c.p.: Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi

    Art. 280-bis c.p.: Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi

    Art. 280-bis c.p. Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque per finalità di terrorismo compie qualsiasi atto diretto a danneggiare cose mobili o immobili altrui, mediante l’uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, è punito con la reclusione da due a cinque anni.

    Ai fini del presente articolo, per dispositivi esplosivi o comunque micidiali si intendono le armi e le materie ad esse assimilate indicate nell’articolo 585 e idonee a causare importanti danni materiali.

    Se il fatto è diretto contro la sede della Presidenza della Repubblica, delle Assemblee legislative, della Corte costituzionale, di organi del Governo o comunque di organi previsti dalla Costituzione o da leggi costituzionali, la pena è aumentata fino alla metà.

    Se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica ovvero un grave danno per l’economia nazionale, si applica la reclusione da cinque a dieci anni.

    Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con le aggravanti di cui al terzo e al quarto comma, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti (1).

  • Art. 289-ter c.p.: Sequestro di persona a scopo di coazione

    Art. 289-ter c.p.: Sequestro di persona a scopo di coazione

    Art. 289-ter c.p. – Sequestro di persona a scopo di coazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli 289-bis e 630, sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.

    Si applicano i commi secondo, terzo, quarto e quinto dell’articolo 289-bis.

    Se il fatto è di lieve entità si applicano le pene previste dall’articolo 605 aumentate dalla metà a due terzi.

  • Art. 292-bis c.p. – Circostanza aggravante (abrogato)

    Art. 292-bis c.p. – Circostanza aggravante (abrogato)

    Art. 292-bis c.p. – Circostanza aggravante

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 24 febbraio 2006, n. 85. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    La pena prevista nei casi indicati dagli articoli 278 (offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica), 290, comma secondo (vilipendio delle Forze armate), e 292 (vilipendio della bandiera o di altro emblema dello Stato), è aumentata, se il fatto è commesso dal militare in congedo.

    Si considera militare in congedo chi, non essendo in servizio alle armi, non ha cessato di appartenere alle Forze armate dello Stato, ai sensi degli articoli 8 e 9 del Codice penale militare di pace

  • Articolo 300 Codice Penale: Condizione di reciprocità

    Articolo 300 Codice Penale: Condizione di reciprocità

    Art. 300 c.p. – Condizione di reciprocità

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le disposizioni degli articoli 295, 296, 297 e 299 si applicano solo in quanto la legge straniera garantisca, reciprocamente, al Capo dello Stato italiano o alla bandiera italiana parità di tutela penale.

    I Capi di missione diplomatica sono equiparati ai Capi di Stati esteri, a norma dell’articolo 298, soltanto se lo Stato straniero concede parità di tutela penale ai Capi di missione diplomatica italiana.

    Se la parità della tutela penale non esiste, si applicano le disposizioni dei titoli dodicesimo e tredicesimo; ma la pena è aumentata.

  • Articolo 304 Codice Penale: Cospirazione politica mediante accordo

    Articolo 304 Codice Penale: Cospirazione politica mediante accordo

    Art. 304 c.p. – Cospirazione politica mediante accordo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando più persone si accordano al fine di commettere uno dei delitti indicati nell’articolo 302, coloro che partecipano all’accordo sono puniti, se il delitto non è commesso, con la reclusione da uno a sei anni.

    Per i promotori la pena è aumentata.

    Tuttavia, la pena da applicare è sempre inferiore alla metà della pena stabilita per il delitto al quale si riferisce l’accordo.

  • Art. 305 c.p.: Cospirazione politica mediante associazione

    Art. 305 c.p.: Cospirazione politica mediante associazione

    Art. 305 c.p. – Cospirazione politica mediante associazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando tre o più persone si associano al fine di commettere uno dei delitti indicati nell’articolo 302, coloro che promuovono, costituiscono od organizzano la associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da cinque a dodici anni.

    Per il solo fatto di partecipare all’associazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.

    I capi dell’associazione soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

    Le pene sono aumentate se l’associazione tende a commettere due o più dei delitti sopra indicati.

  • Articolo 306 Codice Penale: Banda armata: formazione e partecipazione

    Articolo 306 Codice Penale: Banda armata: formazione e partecipazione

    Art. 306 c.p. – Banda armata: formazione e partecipazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell’articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per ciò solo, alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.

    Per il solo fatto di partecipare alla banda armata, la pena è della reclusione da tre a nove anni.

    I capi o i sovventori della banda armata soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

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