Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 327 c.p.p.: Direzione delle indagini preliminari

    Art. 327 c.p.p.: Direzione delle indagini preliminari

    Art. 327 c.p.p. – Direzione delle indagini preliminari

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Direzione delle indagini preliminari

    1. Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria che, anche dopo la comunicazione della notizia di reato, continua a svolgere attività di propria iniziativa secondo le modalità indicate nei successivi articoli.

  • Articolo 327-bis Codice di Procedura Penale: Attività investigativa del difensore

    Articolo 327-bis Codice di Procedura Penale: Attività investigativa del difensore

    Art. 327-bis c.p.p. – Attività investigativa del difensore

    1. Fin dal momento dell’incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito, nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI-bis del presente libro.

    2. La facoltà indicata al comma 1 può essere attribuita per l’esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell’esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione.

    3. Le attività previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici.

  • Art. 369-bis c.p.p.: Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa

    Art. 369-bis c.p.p.: Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa

    Art. 369-bis c.p.p. – Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all’avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’articolo 415-bis, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d’ufficio.

    2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:

    a) l’informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l’indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;

    b) il nominativo del difensore d’ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;

    c) l’indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l’avvertimento che, in mancanza, l’indagato sarà assistito da quello nominato d’ufficio;

    d) l’indicazione dell’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l’avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;

    d-bis) l’informazione del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;

    e) l’indicazione delle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

  • Art. 391-quater c.p.p.: Richiesta di documentazione alla pubblica amministrazione

    Art. 391-quater c.p.p.: Richiesta di documentazione alla pubblica amministrazione

    Art. 391-quater c.p.p. – Richiesta di documentazione alla pubblica amministrazione

    1. Ai fini delle indagini difensive, il difensore può chiedere i documenti in possesso della pubblica amministrazione e di estrarne copia a sue spese.

    2. L’istanza deve essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o lo detiene stabilmente.

    3. In caso di rifiuto da parte della pubblica amministrazione si applicano le disposizioni degli articoli 367 e 368.

  • Art. 391-quinquies c.p.p.: Potere di segretazione del pubblico ministero

    Art. 391-quinquies c.p.p.: Potere di segretazione del pubblico ministero

    Art. 391-quinquies c.p.p. – Potere di segretazione del pubblico ministero

    1. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, il pubblico ministero può, con decreto motivato, vietare alle persone sentite di comunicare i fatti e le circostanze oggetto dell’indagine di cui hanno conoscenza. Il divieto non può avere una durata superiore a due mesi.

    2. Il pubblico ministero, nel comunicare il divieto di cui al comma 1 alle persone che hanno rilasciato le dichiarazioni, le avverte delle responsabilità penali conseguenti all’indebita rivelazione delle notizie.

  • Articolo 415 Codice di Procedura Penale: Reato commesso da persone ignote

    Articolo 415 Codice di Procedura Penale: Reato commesso da persone ignote

    Art. 415 c.p.p. – Reato commesso da persone ignote

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Quando è ignoto l’autore del reato il pubblico ministero entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.

    2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 150 .

    2-bis.

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 150 .

    3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.

    4. Nell’ipotesi di cui all’articolo 107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l’eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente dalla richiesta o dal decreto.

  • Art. 420-quinquies c.p.p.: Atti urgenti

    Art. 420-quinquies c.p.p.: Atti urgenti

    Art. 420-quinquies c.p.p. – Atti urgenti

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Finchè le ricerche della persona nei cui confronti è stata emessa la sentenza di non doversi procedere ai sensi dell’articolo 420-quater sono in corso, il giudice che l’ha pronunciata assume, a richiesta di parte, le prove non rinviabili nelle forme di cui all’articolo 401. Del giorno, dell’ora e del luogo stabiliti per il compimento dell’atto è dato avviso almeno ventiquattro ore prima al pubblico ministero, alla persona offesa e ai difensori già nominati nel procedimento in cui è stata pronunciata la sentenza.

    2. Per lo stesso periodo di tempo indicato nel comma 1, il giudice che ha pronunciato la sentenza di non doversi procedere ai sensi dell’articolo 420-quater resta competente a provvedere sulle misure cautelari e sui provvedimenti di sequestro fino alla perdita di efficacia prevista dal comma 7 dell’articolo 420-quater.

  • Art. 430 c.p.p.: Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore

    Art. 430 c.p.p.: Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore

    Art. 430 c.p.p. – Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    1. Successivamente all’emissione del decreto che dispone il giudizio, il pubblico ministero e il difensore possono, ai fini delle proprie richieste al giudice del dibattimento, compiere attività integrativa di indagine, fatta eccezione degli atti pe ri quali è prevista la partecipazione dell’imputato o del difensore di questo.

    2. La documentazione relativa all’attività indicata nel comma 1 è immediatamente depositata nella segreteria del pubblico ministero con facoltà delle parti di prenderne visione e di estrarne copia.

  • Art. 512-bis c.p.p.: Lettura di dichiarazioni rese da persona residente all’estero

    Art. 512-bis c.p.p.: Lettura di dichiarazioni rese da persona residente all’estero

    Art. 512-bis c.p.p. – Lettura di dichiarazioni rese da persona residente all’estero

    1. Il giudice, a richiesta di parte, può disporre, tenuto conto degli altri elementi di prova acquisiti, che sia data lettura dei verbali di dichiarazioni rese da persona residente all’estero anche a seguito di rogatoria internazionale se essa, essendo stata citata, non è comparsa e solo nel caso in cui non ne sia assolutamente possibile l’esame dibattimentale.

  • Art. 624-bis c.p.p.: Cessazione delle misure cautelari

    Art. 624-bis c.p.p.: Cessazione delle misure cautelari

    Art. 624-bis c.p.p. – Cessazione delle misure cautelari

    1. La corte di cassazione, nel caso di annullamento della sentenza d’appello, dispone la cessazione delle misure cautelari.

  • Art. 653 c.p.p.: Efficacia della sentenza penale (…) nel giudizio disciplinare

    Art. 653 c.p.p.: Efficacia della sentenza penale (…) nel giudizio disciplinare

    Art. 653 c.p.p. – Efficacia della sentenza penale ( . . . ) nel giudizio disciplinare

    Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

    Efficacia della sentenza penale . . .

    nel giudizio disciplinare

    1. La sentenza penale irrevocabile di assoluzione . . .

    ha efficacia di giudicato nel giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità quanto all’accertamento che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale ovvero che l’imputato non lo ha commesso.

    1-bis. La sentenza penale irrevocabile di condanna ha efficacia di giudicato nel giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità quanto all’accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso.

  • Art. 726-bis c.p.p.: Notifica diretta all’interessato

    Art. 726-bis c.p.p.: Notifica diretta all’interessato

    Art. 726-bis c.p.p. – Notifica diretta all’interessato

    1. Quando le convenzioni o gli accordi internazionali consentono la notificazione diretta all’interessato a mezzo posta e questa non viene utilizzata, anche la richiesta dell’autorità giudiziaria straniera di notificazione all’imputato residente o dimorante nel territorio dello Stato è trasmessa al procuratore della Repubblica del luogo in cui deve essere eseguita, che provvede per la notificazione a norma degli articoli 156, 157 e 158.

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