Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 63 D.Lgs. 174/2016 – Consulenze tecniche

Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 – Codice di giustizia contabile (Allegato 1)

1. Il pubblico ministero, quando deve procedere ad accertamenti per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti tecnici.

2. La nomina del consulente tecnico avviene nel rispetto delle disposizioni di cui all’ articolo 73 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con il decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.

3. Con provvedimento del Segretario generale della Corte dei conti, nella qualità di responsabile del centro di spesa, sono dettate le disposizioni di carattere generale per la liquidazione dei compensi del consulente e del custode.

In sintesi

L'articolo 63 del D.Lgs. 174/2016 disciplina il ricorso del pubblico ministero contabile alle consulenze tecniche nella fase istruttoria. Quando gli accertamenti richiedono competenze specialistiche - ad esempio in materia di ingegneria, informatica, economia aziendale o medicina - il procuratore può nominare un consulente tecnico e avvalersi della sua opera. La nomina avviene nel rispetto dell'articolo 73 delle norme di attuazione del codice di procedura penale (d.lgs. 271/1989), che fissa criteri di terzietà e professionalità. Le regole sulla liquidazione dei compensi spettanti al consulente e all'eventuale custode sono rimesse a un provvedimento del Segretario generale della Corte dei conti, nella veste di responsabile del centro di spesa. La norma garantisce così che le indagini per danno erariale possano avvalersi di apporti tecnico-scientifici qualificati, nel rispetto di standard procedurali uniformi.
Indice dei contenuti

Il ruolo della consulenza tecnica nell'istruttoria contabile

La fase istruttoria del giudizio di responsabilità amministrativa non si esaurisce nell'analisi di documenti contabili e atti amministrativi. Accade frequentemente che la comprensione di un fatto dannoso per l'erario richieda competenze che trascendono la sfera giuridica: valutazioni di congruità dei prezzi, verifiche sulla correttezza di calcoli ingegneristici, analisi informatico-forense di sistemi informativi pubblici, perizie estimative su beni immobili o mobili. L'articolo 63 del Codice di giustizia contabile (d.lgs. 174/2016) risolve questa esigenza attribuendo al pubblico ministero contabile la facoltà di nominare consulenti tecnici e di avvalersene per gli accertamenti che richiedano specifiche competenze.

Il rinvio alle norme di attuazione del codice di procedura penale

Il comma 2 dell'articolo 63 non rimanda al codice di procedura civile - che pure conosce la figura del consulente tecnico d'ufficio - bensì all'articolo 73 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con il d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271. Questa scelta non è casuale: il processo contabile di responsabilità, con la sua struttura pubblicistica, il ruolo del pubblico ministero e l'obiettivo di accertare fatti dannosi per la collettività, presenta tratti più prossimi al processo penale che a quello civile. L'articolo 73 citato impone che il consulente tecnico sia scelto tra persone iscritte in appositi albi o comunque dotate di specifica competenza nella materia oggetto di accertamento, garantendo la terzietà e l'imparzialità dell'apporto tecnico. Il riferimento a quella norma assicura anche che le modalità di nomina, di conferimento dell'incarico e di deposito della relazione seguano standard procedurali collaudati, utili a preservare il valore probatorio delle risultanze tecniche nel successivo giudizio.

La liquidazione dei compensi e il ruolo del Segretario generale

Il comma 3 affida al Segretario generale della Corte dei conti, nella qualità di responsabile del centro di spesa, il compito di dettare le disposizioni di carattere generale per la liquidazione dei compensi del consulente e dell'eventuale custode. La previsione risponde a una logica di omogeneità e trasparenza: avendo la Corte dei conti struttura plurilocale, con sezioni regionali distribuite sul territorio nazionale, sarebbe incongruo lasciare a ciascuna sezione la libertà di adottare parametri diversi per il rimborso delle prestazioni tecniche. Un provvedimento amministrativo di portata generale consente di uniformare le tariffe, evitare disparità di trattamento e semplificare i controlli sulla spesa pubblica connessa all'attività istruttoria.

Differenza tra consulente tecnico e perito: inquadramento sistematico

Nel processo civile, il consulente tecnico d'ufficio è nominato dal giudice e opera a supporto della valutazione del merito da parte del decidente. Nel processo contabile, invece, la nomina del comma 1 spetta al pubblico ministero nella fase istruttoria, anteriore al giudizio. Si tratta di un ausiliare dell'accusa pubblica: la sua relazione entra nel fascicolo istruttorio e può confluire nell'invito a dedurre di cui all'articolo 67, nonché nell'atto di citazione. Ciò non preclude al collegio giudicante di nominare, nella fase dibattimentale, propri consulenti tecnici per approfondire questioni scientifiche controverse, secondo quanto previsto dalle norme applicabili al giudizio di merito. La distinzione riflette la netta separazione tra fase istruttoria - dominata dal pubblico ministero - e fase giurisdizionale, presidiata dal principio del contraddittorio.

Garanzie del presunto responsabile rispetto all'attività del consulente

L'utilizzo di un consulente tecnico nella fase pre-processuale pone la questione delle garanzie difensive del soggetto sottoposto a indagini. Il codice non prevede espressamente il diritto del presunto responsabile a nominare un proprio consulente di parte nella fase istruttoria del pubblico ministero, diversamente da quanto accade nel processo penale. Tuttavia, una volta ricevuto l'invito a dedurre ai sensi dell'articolo 67, il destinatario può depositare proprie deduzioni corredate da documentazione tecnica di parte, confutando le conclusioni del consulente del pubblico ministero. Nella fase giurisdizionale, poi, le parti hanno piena facoltà di produrre relazioni tecniche e di chiedere al giudice la nomina di un consulente d'ufficio, così compensando l'asimmetria iniziale.

Profili pratici: quando il pubblico ministero ricorre alla consulenza

La prassi delle procure regionali mostra che il ricorso ai consulenti tecnici è particolarmente frequente in alcune tipologie di danno erariale: appalti di lavori pubblici con varianti in corso d'opera contestate, acquisti di beni informatici a prezzi ritenuti incongrui rispetto ai parametri Consip, incarichi di consulenza esterna di dubbia utilità, gestione di patrimoni immobiliari pubblici con perdite di valore, danno da mala gestio bancaria o finanziaria di enti pubblici economici. In questi settori, senza l'apporto di un esperto di settore, il pubblico ministero non potrebbe formulare una contestazione tecnicamente fondata, con il rischio di citazioni in giudizio destinate a essere rigettate per mancanza di prova del nesso causale o della quantificazione del danno.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Chi nomina il consulente tecnico nell'istruttoria contabile?

Il pubblico ministero contabile, ai sensi del comma 1 dell'articolo 63, ha la facoltà di nominare consulenti tecnici quando gli accertamenti richiedono specifiche competenze. La nomina avviene nel rispetto dell'articolo 73 delle norme di attuazione del codice di procedura penale (d.lgs. 271/1989).

Il presunto responsabile può nominare un proprio consulente di parte durante l'istruttoria?

La norma non prevede espressamente questa facoltà nella fase istruttoria pre-processuale. Il destinatario dell'invito a dedurre può però depositare documentazione tecnica di parte con le proprie deduzioni ex articolo 67, e nella fase giurisdizionale può avvalersi pienamente di consulenti tecnici di parte.

Chi fissa le tariffe per la liquidazione dei compensi del consulente tecnico?

Il Segretario generale della Corte dei conti, nella qualità di responsabile del centro di spesa, emana disposizioni di carattere generale per la liquidazione dei compensi, garantendo uniformità di trattamento tra le diverse sezioni regionali.

In quali materie viene più spesso utilizzata la consulenza tecnica nelle istruttorie contabili?

I settori più frequenti sono: appalti di lavori pubblici, acquisti informatici, incarichi di consulenza esterna, gestione di patrimoni immobiliari, operazioni finanziarie di enti pubblici. In questi ambiti la prova del danno e del nesso causale richiede apporti tecnico-scientifici qualificati.

La relazione del consulente tecnico è vincolante per il giudice contabile?

No. La relazione del consulente del pubblico ministero confluisce nel fascicolo istruttorio ma non vincola il collegio giudicante, che può discostarsene motivatamente e, nella fase dibattimentale, può disporre ulteriori accertamenti tecnici.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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