Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 2621 ter Codice Civile: Non punibilità per particolare tenuità

    Art. 2621 ter Codice Civile: Non punibilità per particolare tenuità

    Art. 2621-ter c.c. – Non punibilità per particolare tenuità

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Ai fini della non punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’articolo 131-bis del codice penale, il giudice valuta, in modo prevalente, l’entità dell’eventuale danno cagionato alla società, ai soci o ai creditori conseguente ai fatti di cui agli articoli 2621 e 2621-bis .

  • Art. 2629 bis Codice Civile: Omessa comunicazione del conflitto

    Art. 2629 bis Codice Civile: Omessa comunicazione del conflitto

    Art. 2629-bis c.c. – Omessa comunicazione del conflitto d’interessi

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’amministratore o il componente del consiglio di gestione di una società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altro Stato dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, ovvero di un soggetto sottoposto a vigilanza ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 , o del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che viola gli obblighi previsti dall’articolo 2391, primo comma, è punito con la reclusione da uno a tre anni, se dalla violazione siano derivati danni alla società o a terzi.

  • Art. 2635 bis Codice Civile: Istigazione alla corruzione tra privati

    Art. 2635 bis Codice Civile: Istigazione alla corruzione tra privati

    Art. 2635-bis c.c. – Istigazione alla corruzione tra privati

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque offre o promette denaro o altra utilità non dovuti agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di società o enti privati, nonché a chi svolge in essi un’attività lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive, affinchè compia od ometta un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio o degli obblighi di fedeltà, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell’articolo 2635, ridotta di un terzo.

    La pena di cui al primo comma si applica agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di società o enti privati, nonché a chi svolge in essi attività lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive, che sollecitano per sé o per altri, anche per interposta persona, una promessa o dazione di denaro o di altra utilità, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, qualora la sollecitazione non sia accettata.

    COMMA ABROGATO DALLA L. 9 GENNAIO 2019, N. 3 .

  • Articolo 315-bis Codice Civile

    Articolo 315-bis Codice Civile

    Art. 315-bis c.c. – Diritti e doveri del figlio

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

    Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.

    Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

    Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finchè convive con essa .

  • Art. 2635 ter Codice Civile: Pene accessorie

    Art. 2635 ter Codice Civile: Pene accessorie

    Art. 2635-ter c.c. – Pene accessorie

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La condanna per il reato di cui all’articolo 2635, primo comma, importa in ogni caso l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese di cui all’articolo 32-bis del codice penale nei confronti di chi sia già stato condannato per il medesimo reato o per quello di cui all’articolo 2635-bis, secondo comma.

  • Art. 2545 decies Codice Civile: Trasformazione

    Art. 2545 decies Codice Civile: Trasformazione

    Art. 2545-decies c.c. – Trasformazione

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Le società cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente possono deliberare, con il voto favorevole di almeno la metà dei soci della cooperativa, la trasformazione in una società del tipo previsto dal titolo V, capi II, III, IV, V, VI e VII, o in consorzio.

    Quando i soci sono meno di cinquanta, la deliberazione deve essere approvata con il voto favorevole dei due terzi di essi. Quando i soci sono più di diecimila, l’atto costitutivo può prevedere che la trasformazione sia deliberata con il voto favorevole dei due terzi dei votanti se all’assemblea sono presenti, personalmente o per delega, almeno il venti per cento dei soci.

    All’esito della trasformazione gli strumenti finanziari con diritto di voto sono convertiti in partecipazioni ordinarie, conservando gli eventuali privilegi.

  • Art. 2545 novies Codice Civile: Modificazioni dell’atto costitutivo

    Art. 2545 novies Codice Civile: Modificazioni dell’atto costitutivo

    Art. 2545-novies c.c. – Modificazioni dell’atto costitutivo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Alle deliberazioni che importano modificazioni dell’atto costitutivo si applica l’articolo 2436.

    La fusione e la scissione di società cooperative sono disciplinate dal titolo V, capo X, sezione II e III.

  • Art. 2615 bis Codice Civile: Situazione patrimoniale

    Art. 2615 bis Codice Civile: Situazione patrimoniale

    Art. 2615-bis c.c. – Situazione patrimoniale

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Entro due mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale le persone che hanno la direzione del consorzio redigono la situazione patrimoniale osservando le norme relative al bilancio di esercizio delle società per azioni e la depositano presso l’ufficio del registro delle imprese.

    Alle persone che hanno la direzione del consorzio sono applicati gli articoli 2621, n. 1), e 2626.

    Negli atti e nella corrispondenza del consorzio devono essere indicati la sede di questo, l’ufficio del registro delle imprese presso il quale esso è iscritto e il numero di iscrizione.

  • Art. 2615 ter Codice Civile: Società consortili

    Art. 2615 ter Codice Civile: Società consortili

    Art. 2615-ter c.c. – Società consortili

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Le società previste nei capi III e seguenti del titolo V possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati nell’articolo 2602.

    In tal caso l’atto costitutivo può stabilire l’obbligo dei soci di versare contributi in denaro .

  • Art. 2621 bis Codice Civile: Fatti di lieve entità

    Art. 2621 bis Codice Civile: Fatti di lieve entità

    Art. 2621-bis c.c. – Fatti di lieve entità

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che costituiscano più grave reato, si applica la pena da sei mesi a tre anni di reclusione se i fatti di cui all’articolo 2621 sono di lieve entità, tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta.

    Salvo che costituiscano più grave reato, si applica la stessa pena di cui al comma precedente quando i fatti di cui all’articolo 2621 riguardano società che non superano i limiti indicati dal secondo comma dell’articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. In tale caso, il delitto è procedibile a querela della società, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale.

  • Art. 2545 septies Codice Civile: Gruppo cooperativo paritetico

    Art. 2545 septies Codice Civile: Gruppo cooperativo paritetico

    Art. 2545-septies c.c. – Gruppo cooperativo paritetico

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il contratto con cui più cooperative appartenenti anche a categorie diverse regolano, anche in forma consortile, la direzione e il coordinamento delle rispettive imprese deve indicare:

    1) la durata;

    2) la cooperativa o le cooperative cui è attribuita direzione del gruppo, indicandone i relativi poteri;

    3) l’eventuale partecipazione di altri enti pubblici e privati;

    4) i criteri e le condizioni di adesione e di recesso dal contratto;

    5) i criteri di compensazione e l’equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivanti dall’attività comune.

    La cooperativa può recedere dal contratto senza che ad essa possano essere imposti oneri di alcun tipo qualora, per effetto dell’adesione al gruppo, le condizioni dello scambio risultino pregiudizievoli per i propri soci.

    Le cooperative aderenti ad un gruppo sono tenute a depositare in forma scritta l’accordo di partecipazione presso l’albo delle società cooperative.

  • Art. 2545 ter Codice Civile: Riserve indivisibili

    Art. 2545 ter Codice Civile: Riserve indivisibili

    Art. 2545-ter c.c. – Riserve indivisibili

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Sono indivisibili le riserve che per disposizione di legge o dello statuto non possono essere ripartite tra i soci, neppure in caso di scioglimento della società.

    Le riserve indivisibili possono essere utilizzate per la copertura di perdite solo dopo che sono esaurite le riserve che la società aveva destinato ad operazioni di aumento di capitale e quelle che possono essere ripartite tra i soci in caso di scioglimento della società.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.