Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 39 sexies TUF – (Durata)

    Art. 39 sexies TUF – (Durata)

    Art. 39 sexies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Durata)

    1. Il regolamento del fondo o lo statuto della Sicav, della Sicaf o della società di partenariato fissa il termine di durata dell’Oicr in coerenza con la natura degli investimenti e le categorie di investitori ammessi. Nel caso di un fondo il termine non può in ogni caso essere superiore al termine di durata del gestore.

    2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, la durata degli Oicr chiusi non può essere superiore a cinquanta anni, escluso il periodo di proroga di cui all’articolo 39-novies, comma 2.

    3. Il comma 2 non si applica agli ELTIF.

  • Art. 1196 Codice della Navigazione – Inosservanza delle norme sull’abbandono della nave e sull’obbligo di consultazione dell’equipaggio

    Art. 1196 Codice della Navigazione – Inosservanza delle norme sull’abbandono della nave e sull’obbligo di consultazione dell’equipaggio

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante, che in caso di abbandono della nave o dell'aeromobile in pericolo non osserva le norme stabilite dal presente codice, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire cinquemila. 59 La stessa sanzione si applica al comandante, che omette di sentire il parere dei componenti dell'equipaggio, nei casi in cui tale parere è richiesto. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 3, lettera a che "nel primo comma le parole "qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda fino a lire un milione" sono sostituite dalle seguenti: "se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni"."

  • Art. 39 septies TUF – (Modalità di partecipazione e di rimborso per gli Oicr italiani aperti)

    Art. 39 septies TUF – (Modalità di partecipazione e di rimborso per gli Oicr italiani aperti)

    Art. 39 septies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Modalità di partecipazione e di rimborso per gli Oicr italiani aperti)

    1. La sottoscrizione degli Oicr aperti ha luogo o mediante versamento di un importo corrispondente al valore delle quote di partecipazione o delle azioni o, nel caso in cui il regolamento o lo statuto dell’Oicr lo preveda, mediante conferimento di strumenti finanziari negoziati in un mercato regolamentato e per i quali i volumi di negoziazione siano rilevanti e la frequenza degli scambi sia tale da consentire la formazione di prezzi significativi.

    2. Il regolamento o lo statuto dell’Oicr prevedono che il rimborso del valore delle quote o delle azioni avvenga con periodicità almeno ogni quindici giorni per gli OICVM e almeno ogni anno per i FIA italiani aperti. Il calcolo del valore delle quote o delle azioni ha luogo con la medesima frequenza ed è comunque effettuato in occasione dell’emissione di nuove quote o azioni.

    3. I partecipanti all’Oicr aperto hanno diritto di chiedere il rimborso delle quote o delle azioni secondo le modalità e con la frequenza previste dal regolamento del fondo o dallo statuto della Sicav e dalla documentazione d’offerta. Il rimborso deve essere eseguito entro quindici giorni dalla ricezione della richiesta da parte del gestore. Nei casi eccezionali precisati dal regolamento o dallo statuto, il diritto al rimborso può essere sospeso dal gestore per un periodo non superiore ad un mese. Della sospensione il gestore informa tempestivamente la Banca d’Italia e la Consob.

    4. Nel caso di sospensione dei rimborsi delle quote di un OICVM italiano che commercializza dette quote in altri Stati membri dell’UE, il gestore informa della sospensione anche le autorità di vigilanza di tali Stati.

  • Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    Part-time e lavoro a orario ridotto nel CCNL Marittimi e Lavoro Portuale

    Il contratto a tempo parziale consente di ridurre l’orario rispetto al tempo pieno mantenendo tutte le tutele del lavoro subordinato, riproporzionate alla durata della prestazione. Forma scritta, lavoro supplementare, trasformazione e diritto di precedenza ne sono i punti chiave, regolati dal D.Lgs. 81/2015 e dal CCNL di settore.

    In sintesi

    Il contratto part-time richiede forma scritta con indicazione di durata e collocazione dell’orario. Il lavoro supplementare e le clausole elastiche operano nei limiti di legge e di CCNL; il trattamento è riproporzionato; la trasformazione FT/PT è volontaria e opera il diritto di precedenza al tempo pieno (D.Lgs. 81/2015).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
    Istituti trattati
    Forme del part-time · Lavoro supplementare · Trasformazione e diritto di precedenza
    Riferimenti
    D.Lgs. 81/2015, artt. 4-12 (disciplina del part-time) · D.Lgs. 66/2003 (riposi) · CCNL per limiti, maggiorazioni e clausole
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Le forme del part-time

    Il tempo parziale può articolarsi in tre forme, a seconda di come la riduzione dell’orario si distribuisce nel tempo. La distinzione rileva soprattutto per l’applicazione del lavoro supplementare e delle clausole elastiche.

    Le tre forme di part-time
    Forma Come si articola l’orario Esempio
    Orizzontale Riduzione dell’orario giornaliero, su tutti i giorni lavorativi 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì
    Verticale Orario pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi Tre giornate intere a settimana
    Misto Combinazione di orizzontale e verticale Alcuni giorni pieni e altri a orario ridotto
    Il contratto part-time deve essere stipulato per iscritto e indicare durata e collocazione dell’orario (D.Lgs. 81/2015). Gli importi di maggiorazione del lavoro supplementare e le condizioni delle clausole elastiche sono fissati dal CCNL: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

    Lavoro supplementare e clausole elastiche

    Anche dove il part-time è meno diffuso, la sua gestione passa per due istituti che la legge disegna e il CCNL completa.

    Lavoro supplementare

    È la prestazione resa oltre l’orario part-time concordato, entro il limite del tempo pieno. Il D.Lgs. 81/2015 ne ammette il ricorso e rimette al CCNL la disciplina di numero massimo, causali e maggiorazione. È cosa diversa dallo straordinario, che presuppone il superamento del tempo pieno.

    Clausole elastiche

    Permettono di variare la collocazione dell’orario o di aumentarne la durata; richiedono patto scritto, preavviso di due giorni lavorativi e compensazioni stabilite dal CCNL. Il rifiuto di sottoscriverle non può giustificare il licenziamento.

    Tutele per categorie protette

    Studenti, lavoratori con patologie oncologiche, genitori di figli piccoli e titolari di permessi L. 104 godono di facoltà rafforzate di revoca o non adesione alle clausole elastiche e, in alcuni casi, di un diritto alla trasformazione del rapporto.

    Trattamento e principio di non discriminazione

    Il lavoratore part-time non può ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al collega a tempo pieno comparabile: ha gli stessi diritti, riproporzionati alla minore durata della prestazione (art. 7, D.Lgs. 81/2015). Sono riproporzionati, tra l’altro, la retribuzione, le ferie, le mensilità aggiuntive e il TFR; restano invece pieni i diritti non frazionabili (ad esempio le tutele in materia di salute e sicurezza). Anche l’anzianità di servizio si calcola per intero, come per un rapporto a tempo pieno.

    Trasformazione del rapporto e diritto di precedenza

    Il passaggio da tempo pieno a part-time, e viceversa, è volontario: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    La legge tutela inoltre alcune situazioni: chi è affetto da patologie oncologiche o gravi, i genitori di figli piccoli e chi assiste familiari con L. 104 hanno priorità o un vero e proprio diritto alla trasformazione in part-time. Specularmente, il lavoratore che ha trasformato il rapporto in part-time gode di un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del CCNL.

    Casi pratici

    Tizio — trasformazione da tempo pieno a part-time
    Tizio chiede di passare al part-time. La trasformazione non è un atto unilaterale: richiede l’accordo delle parti e la forma scritta. Il suo rifiuto di trasformare il rapporto, o quello del datore, non può di per sé giustificare un licenziamento. Se in futuro vorrà tornare al tempo pieno, avrà un diritto di precedenza sulle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti.
    Caia — ferie e tredicesima nel part-time
    Caia è part-time verticale (lavora solo il mattino). Ferie, tredicesima e TFR le spettano riproporzionati alla durata effettiva della prestazione, secondo il principio di non discriminazione: non un trattamento diverso, ma proporzionato. La maturazione segue le regole del CCNL applicate alla quota di orario svolto.

    Domande frequenti

    Il contratto part-time deve essere scritto?
    Sì. La forma scritta è richiesta e il contratto deve indicare la durata della prestazione e la collocazione dell’orario. La sua assenza può essere fatta valere dal lavoratore per ottenere l’accertamento del rapporto e, a certe condizioni, il riconoscimento di un orario pieno.
    Che differenza c’è tra lavoro supplementare e straordinario?
    Il lavoro supplementare è quello reso dal part-time oltre l’orario concordato ma entro il tempo pieno; lo straordinario presuppone invece il superamento dell’orario a tempo pieno. Hanno discipline e maggiorazioni diverse, fissate dal CCNL.
    Ferie e tredicesima del part-time sono dimezzate?
    Non dimezzate, ma riproporzionate alla durata della prestazione, in applicazione del principio di non discriminazione. L’anzianità di servizio, invece, si computa per intero.
    Da part-time ho diritto a tornare a tempo pieno?
    Hai un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo pieno per mansioni equivalenti, secondo i criteri del D.Lgs. 81/2015 e del CCNL. La trasformazione vera e propria richiede comunque l’accordo tra le parti.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 81/2015). Per limiti del lavoro supplementare, maggiorazioni e condizioni delle clausole elastiche si rinvia sempre al testo del CCNL vigente.

  • Art. 1201-bis Codice della Navigazione – Inosservanza dell’ordine di approdo

    Art. 1201-bis Codice della Navigazione – Inosservanza dell’ordine di approdo

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comandante di un aeromobile nazionale o straniero che, sorvolando il territorio dello Stato, non ottemperà all'ordine di approdo previsto nell'articolo 803, o, avendo sorvolato una zona vietata, omette di approdare nel più vicino aeroporto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni . Si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a lire sessanta milioni quando si tratti di aeromobile adibito al trasporto di persone. Con le stesse sanzioni è punito il comandante di un aeromobile nazionale il quale, sorvolando il territorio di uno Stato estero, non ottemperà all'ordine di approdo impartito dalle competenti autorità dello Stato il cui territorio è sorvolato. Ai fini di cui al comma precedente sono equiparati agli aeromobili nazionali gli aeromobili immatricolati all'estero., quando sono utilizzati da persona che abbia la residenza permanente ovvero la sede principale degli affari nel territorio dello Stato. Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

  • Art. 39 quinquies TUF – (Ammissione alle negoziazioni)

    Art. 39 quinquies TUF – (Ammissione alle negoziazioni)

    Art. 39 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Ammissione alle negoziazioni)

    1. Il regolamento del fondo o lo statuto della Sicav, della Sicaf o della società di partenariato specifica se per le quote del fondo o per le azioni è prevista la negoziazione in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione e, in caso positivo, indica il termine entro il quale deve essere effettuata la richiesta di ammissione dell’Oicr alla negoziazione.

  • Art. 39 quater TUF – (Oggetto dell’investimento e struttura dei FIA italiani)

    Art. 39 quater TUF – (Oggetto dell’investimento e struttura dei FIA italiani)

    Art. 39 quater D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Oggetto dell’investimento e struttura dei FIA italiani)

    1. I FIA italiani possono essere istituiti in forma aperta se il relativo patrimonio è investito, nel rispetto dei limiti e dei criteri stabiliti dalla Banca d’Italia, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera c): a) nei beni previsti dall’articolo 39-bis, comma 1, lettere a) e c); b) nei beni indicati dall’articolo 39-bis, comma 1, lettera b), in misura non superiore al 20 per cento.

    2. L’investimento del patrimonio dei FIA in quote o azioni di Oicr aperti non quotati non viene computato nel calcolo del limite del 20 per cento di cui al comma 1, lettera b).

    3. Fatto salvo quanto previsto in atti dell’Unione europea direttamente applicabili e all’articolo 46-bis del presente decreto, sono istituiti in forma chiusa i FIA italiani il cui patrimonio è investito, nel rispetto dei limiti e dei criteri stabiliti dalla Banca d’Italia, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera c), nei beni previsti dall’articolo 39-bis, comma 1, lettere d), e), e f), ovvero nei beni indicati al medesimo articolo 39-bis, comma 1, lettera b) diversi dalle quote o dalle azioni di Oicr aperti, in misura superiore al 20 per cento.

  • CCNL Dirigenti Industria: responsabilita, deleghe, dirigente apicale e dirigente minore

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    Il dirigente industriale assume responsabilita che vanno oltre il semplice rapporto di lavoro subordinato: puo essere destinatario di deleghe di funzione (sicurezza, ambiente, antinfortunistica) con rilevanza penale, risponde personalmente per danni causati da negligenza grave, e puo essere soggetto attivo di reati nell’ambito del D.Lgs. 231/2001 (responsabilita amministrativa degli enti). La distinzione tra dirigente apicale e dirigente minore e cruciale ai fini della responsabilita 231 e della tutela in caso di licenziamento.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    13 novembre 2024 (Confindustria-Federmanager, vigenza 2025-2027)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Dirigenti di aziende industriali produttrici di beni e servizi

    Tabella riepilogativa

    Responsabilita del dirigente industriale per area
    Area Dirigente apicale Dirigente minore
    Responsabilita 231 (reati presupposto) Soggetto apicale ex art. 5 D.Lgs. 231/2001 Soggetto subordinato ex art. 5
    Delega sicurezza (D.Lgs. 81/2008) Puo delegare al dirigente minore con atto formale Destinatario di delega; risponde penalmente nel perimetro delegato
    Responsabilita civile verso terzi Art. 2049 c.c. (responsabilita preponente) + diritto di rivalsa Come apicale nel perimetro delegato
    Tutela in caso di licenziamento Indennita supplementare piu alta Indennita supplementare piu contenuta
    Obbligo di non concorrenza durante il rapporto Art. 2105 c.c. (fedele al datore) Art. 2105 c.c. (idem)

    Dirigente apicale vs dirigente minore: le differenze

    La distinzione tra dirigente apicale e dirigente minore non e codificata nel CCNL ma e elaborata dalla giurisprudenza e dalla dottrina in base alla concreta autonomia gestionale:

    • Il dirigente apicale e l’alter ego dell’imprenditore: gestisce l’intera azienda o una sua parte rilevante con ampia autonomia, riferisce direttamente al CdA o all’AD, ha poteri di spesa e firma rilevanti
    • Il dirigente minore ha poteri piu circoscritti, risponde a un superiore gerarchico, gestisce un settore o una funzione con autonomia limitata

    Questa distinzione rileva soprattutto per: (a) l’indennita supplementare in caso di licenziamento (piu alta per l’apicale); (b) la responsabilita ex D.Lgs. 231/2001.

    Responsabilita ex D.Lgs. 231/2001

    Il D.Lgs. 231/2001 prevede la responsabilita amministrativa dell’ente per reati commessi da:

    • Soggetti apicali: chi esercita funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell’ente (incluso il dirigente apicale)
    • Soggetti subordinati: chi e sottoposto alla direzione o vigilanza dei soggetti apicali (incluso il dirigente minore)

    Il dirigente apicale puo attivare la responsabilita 231 dell’ente con i propri reati (es. corruzione, market abuse, reati ambientali, sicurezza sul lavoro). Il dirigente minore attiva la responsabilita se l’ente non ha esercitato adeguata vigilanza. Il Modello Organizzativo 231 (MOG) e la misura esimente: la sua adozione ed effettiva attuazione esclude la responsabilita dell’ente.

    Deleghe di funzione in materia di sicurezza

    Il D.Lgs. 81/2008 (T.U. Sicurezza) prevede che il datore di lavoro possa delegare ai dirigenti funzioni in materia di sicurezza (art. 16). La delega deve essere:

    • Conferita per atto scritto con data certa
    • Assegnata a soggetto con adeguata professionalita
    • Dotata dei poteri organizzativi e di spesa necessari
    • Accettata dal delegato per iscritto

    Il dirigente delegatario risponde penalmente (art. 55 D.Lgs. 81/2008) per le violazioni commesse nel perimetro della delega. Il delegante (datore/apicale) mantiene l’obbligo di vigilanza sul corretto esercizio della delega. La responsabilita penale in materia di sicurezza e una delle maggiori esposizioni del dirigente industriale.

    Casi pratici

    Tizio – Responsabilita 231 del dirigente apicale
    Tizio, direttore generale, autorizza pagamenti a un agente estero sapendo che una parte e destinata a corruzione di funzionari pubblici stranieri. L’ente e perseguito ex D.Lgs. 231/2001 per corruzione internazionale (art. 322-bis c.p.). Tizio e indagato penalmente come soggetto apicale. Se l’azienda aveva un MOG adottato ed efficace, la sanzione all’ente puo essere esclusa, ma la responsabilita penale personale di Tizio rimane.
    Caia – Delega sicurezza e infortunio sul lavoro
    Caia, direttore di stabilimento, ha ricevuto delega formale ex art. 16 D.Lgs. 81/2008 per la sicurezza dello stabilimento. Un operaio subisce un grave infortunio per mancata fornitura dei DPI. Caia e indagata per lesioni colpose gravi (art. 590 c.p.). La delega la rende responsabile nel perimetro assegnatole. Il delegante (AD) e tenuto a vigilare sull’effettivo esercizio della delega.
    Sempronio – Dirigente minore e indennita supplementare ridotta
    Sempronio e responsabile IT (5 dipendenti, nessun potere di firma, riporta al CTO). Viene licenziato per ingiustificato motivo. Il Collegio Arbitrale qualifica Sempronio come dirigente minore: l’indennita supplementare e quantificata in 8 mensilita (vs le 15-18 che avrebbe avuto un apicale con pari anzianita). L’anzianita di 7 anni e il livello di responsabilita limitato orientano verso la fascia bassa del range contrattuale.

    Domande frequenti

    Cosa distingue il dirigente apicale dal dirigente minore?
    Il dirigente apicale ha ampia autonomia gestionale, e l’alter ego dell’imprenditore, riporta direttamente al vertice societario e ha poteri rilevanti. Il dirigente minore ha autonomia piu limitata e risponde a un superiore. La distinzione e elaborata dalla giurisprudenza caso per caso e rileva per responsabilita 231 e indennita supplementare.
    Il dirigente puo rifiutare una delega di funzione in materia di sicurezza?
    Si: la delega richiede accettazione scritta del delegatario. Il dirigente puo rifiutare se non ha le competenze o i poteri di spesa necessari. Accettare una delega senza risorse adeguate espone il dirigente a responsabilita penale senza possibilita di difesa efficace.
    Il MOG 231 protegge il dirigente dalla responsabilita penale?
    No: il MOG esime l’ente dalla responsabilita amministrativa 231, non il dirigente dalla responsabilita penale personale. Il dirigente risponde penalmente per i propri reati indipendentemente dall’adozione del MOG da parte dell’azienda.
    L'azienda puo rivalersi sul dirigente per danni causati a terzi?
    Si in caso di dolo o colpa grave del dirigente (art. 2049 c.c. + principio limitato di rivalsa). Per colpa lieve il rischio ricade sull’ente. Le polizze D&O (Directors & Officers) tutelano il dirigente dai costi di difesa legale e dalle rivalse aziendali.
    Cosa sono le polizze D&O?
    Le polizze Directors & Officers (D&O) coprono i dirigenti dai costi di difesa legale e dalle sanzioni civili derivanti da azioni connesse all’esercizio delle proprie funzioni (es. azioni di responsabilita da parte di azionisti, rivalse aziendali). Sono benefit sempre piu comuni nelle aziende industriali di medie e grandi dimensioni.

    Stesso CCNL: consulta anche TMCG, tabelle retributive e struttura RGA, preavviso, licenziamento e indennita supplementare, ferie, permessi e assenze retribuite, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione a Previndai.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 39 octies TUF – (Modalità di partecipazione ai FIA italiani chiusi)

    Art. 39 octies TUF – (Modalità di partecipazione ai FIA italiani chiusi)

    Art. 39 octies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Modalità di partecipazione ai FIA italiani chiusi)

    1. Il patrimonio del FIA italiano chiuso è raccolto, secondo le modalità stabilite dal regolamento o dallo statuto, mediante una o più emissioni di quote o azioni di eguale valore unitario. Il regolamento o lo statuto del FIA disciplina le modalità concernenti le emissioni successive alla prima.

    2. Le azioni o quote del FIA italiano chiuso sono sottoscritte entro il termine massimo di ventiquattro mesi dalla conclusione positiva della procedura di commercializzazione prevista dagli articoli 43 e 44 e dalle relative norme di attuazione. In caso di offerta al pubblico, il termine decorre dalla pubblicazione del prospetto ai sensi dell’articolo 94, comma 3.

    3. Il regolamento o lo statuto del FIA italiano chiuso può prevedere i casi in cui è consentita una proroga del termine di sottoscrizione di cui al comma 2 non superiore a dodici mesi al fine di completare la raccolta del patrimonio.

    4. Una volta terminato il periodo di sottoscrizione, comprensivo dell’eventuale proroga di cui al comma 3, se risulta che il patrimonio del FIA italiano chiuso è stato sottoscritto in misura non inferiore all’ammontare minimo indicato nel regolamento o nello statuto, il gestore può decidere di ridimensionare il FIA italiano chiuso, in conformità alle previsioni del regolamento o dello statuto del FIA stesso. Nel caso in cui il patrimonio del FIA sia stato sottoscritto in misura superiore all’offerta, il gestore può decidere di aumentarne il patrimonio del FIA, in conformità alle previsioni del regolamento o dello statuto del FIA stesso. Tali decisioni sono tempestivamente comunicate dal gestore autorizzato alla Banca d’Italia.

    5. I partecipanti a un FIA italiano chiuso o a un suo eventuale comparto versano un importo corrispondente al valore delle quote o delle azioni sottoscritte; tale importo può essere costituito da crediti certi, liquidi ed esigibili detenuti nei confronti del fondo. I partecipanti a un FIA riservato possono altresì sottoscrivere le quote o le azioni del FIA riservato o di un suo comparto mediante conferimento di beni in natura o di crediti, ove non diversamente specificato dal presente decreto.

    6. I versamenti relativi alle quote o azioni sottoscritte devono essere effettuati entro il termine stabilito nel regolamento o nello statuto del FIA. Nel caso di FIA riservati, i versamenti possono essere effettuati in più soluzioni, a seguito di impegno del sottoscrittore a effettuare il versamento a richiesta del gestore in base alle esigenze di investimento del FIA medesimo.

  • Art. 39 novies TUF – (Modalità di rimborso dei FIA italiani chiusi)

    Art. 39 novies TUF – (Modalità di rimborso dei FIA italiani chiusi)

    Art. 39 novies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Modalità di rimborso dei FIA italiani chiusi)

    1. Le quote o le azioni di FIA italiani chiusi sono rimborsate ai partecipanti secondo le modalità indicate nel regolamento o nello statuto alla scadenza del termine di durata del FIA.

    2. Il regolamento o lo statuto del FIA italiano chiuso può prevedere i casi in cui è possibile una proroga del termine di durata del FIA non superiore a tre anni per il completamento della liquidazione degli investimenti. Nel caso in cui il gestore autorizzato si avvale di tale proroga, ne dà tempestiva comunicazione alla Banca d’Italia e alla Consob, specificando le motivazioni poste a supporto della relativa decisione.

    3. Il regolamento o lo statuto del FIA italiano chiuso può prevedere la possibilità che le quote o le azioni siano rimborsate anticipatamente nei seguenti casi: a) su iniziativa del gestore, a tutti i partecipanti, proporzionalmente alle quote o alle azioni da ciascuno possedute; b) su richiesta dei singoli partecipanti, per un ammontare non superiore alle somme acquisite attraverso nuove emissioni e, per i FIA per cui non sia prevista la quotazione in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, per un ammontare non superiore ai prestiti contratti dal fondo, purché non eccedenti il 10 per cento del valore del FIA. Nel caso in cui il fondo effettui nuove emissioni, i rimborsi anticipati hanno luogo con la medesima frequenza e in coincidenza con le emissioni stesse e alla stessa data è prevista la determinazione periodica del valore delle quote o delle azioni del FIA. Nel caso in cui le somme necessarie per effettuare i rimborsi eccedano quelle acquisite attraverso le nuove emissioni e i prestiti consentiti, i rimborsi anticipati avvengono proporzionalmente secondo i criteri stabiliti nel regolamento o nello statuto del FIA al fine di assicurare la parità di trattamento dei partecipanti.

    4. Il regolamento o lo statuto del FIA italiano chiuso riservato può prevedere ulteriori modalità di rimborso anticipato delle quote o azioni su iniziativa del gestore, in deroga al principio di proporzionalità di cui al comma 3, lettera a), purché siano assicurate la tutela di tutti gli investitori del FIA e la coerenza tra le politiche di investimento e di rimborso del FIA medesimo. Per i GEFIA sotto soglia registrati, resta fermo il rispetto delle disposizioni di cui alla parte II, titolo III, capo I-ter. Ai fini del presente comma, i gestori autorizzati sono in grado di dimostrare alla Banca d’Italia e alla Consob che: a) il regolamento e lo statuto del FIA indicano chiaramente le procedure e le condizioni di rimborso anticipato; b) la politica di investimento e le politiche e procedure di valutazione dei beni del fondo sono coerenti con la politica di rimborso del FIA e, in particolare, con la frequenza dei rimborsi; c) la finestra di rimborso è offerta a tutti gli investitori secondo le modalità di pubblicità previste nel regolamento o nello statuto dell’Oicr per la diffusione del valore delle quote o delle azioni e dandone notizia ai singoli partecipanti al fondo o ai singoli azionisti; d) l’importo complessivo dei rimborsi è limitato a una percentuale delle attività liquide nel portafoglio del FIA ed è definito dal gestore in modo da essere coerente con le caratteristiche delle attività nel portafoglio del FIA, non comprometterne la strategia di investimento e il profilo di liquidità e non recare pregiudizio agli investitori che permangono nel fondo. Nel caso in cui la liquidità necessaria a far fronte ai rimborsi anticipati derivi da nuovi prestiti, il gestore assicura il rispetto del limite di leva finanziaria di cui al comma 3, lettera b); e) i rimborsi sono preceduti da un periodo minimo di preavviso (notice period) coerente con i sistemi di governo e gestione del rischio di liquidità del FIA; f) gli investitori sono trattati equamente e, in caso di superamento dell’importo definito dal gestore di cui alla lettera d), i rimborsi anticipati avvengono proporzionalmente secondo i criteri stabiliti nel regolamento o nello statuto del FIA al fine di assicurare la parità di trattamento dei partecipanti; g) è previsto un periodo di detenzione minimo iniziale, pari ad almeno trentasei mesi, durante il quale il gestore non può rimborsare le quote o azioni dell’Oicr.

  • Art. 39 decies TUF – (Obblighi informativi per gli OICVM italiani)

    Art. 39 decies TUF – (Obblighi informativi per gli OICVM italiani)

    Art. 39 decies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Obblighi informativi per gli OICVM italiani)

    1. In aggiunta alle scritture prescritte per le imprese commerciali dal codice civile, per ciascun OICVM italiano vengono redatti: a) il libro giornale nel quale devono essere annotate, giorno per giorno, le operazioni relative alla gestione dell’OICVM e le operazioni di emissione e di rimborso delle quote o delle azioni; b) la relazione annuale, da pubblicare entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio o del minor periodo in relazione al quale si procede alla distribuzione dei proventi; c) la relazione semestrale relativa ai primi sei mesi di ogni esercizio, da pubblicare entro due mesi dalla fine del periodo di riferimento; d) un prospetto recante l’indicazione del valore unitario delle quote di partecipazione e del valore complessivo dell’OICVM, con periodicità almeno pari all’emissione o rimborso delle quote.

    2. I documenti di cui al comma 1, lettere b), c) e d), sono pubblicati nelle forme indicate nel regolamento del fondo o nello statuto della Sicav e sono forniti gratuitamente agli investitori che ne fanno richiesta. Tali documenti devono essere tenuti a disposizione del pubblico nel sito internet e nella sede della società.

    3. L’ultima relazione annuale e l’ultima relazione semestrale debbono, inoltre, essere tenute a disposizione del pubblico nella sede del depositario e nelle succursali del medesimo indicate nel regolamento o nello statuto.

  • Art. 39 bis TUF – (Oggetto dell’investimento degli Oicr)

    Art. 39 bis TUF – (Oggetto dell’investimento degli Oicr)

    Art. 39 bis D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Oggetto dell’investimento degli Oicr)

    1. Il patrimonio dell’Oicr può essere investito in una o più delle categorie dei seguenti beni: a) strumenti finanziari negoziati in un mercato regolamentato; b) strumenti finanziari non negoziati in un mercato regolamentato; c) depositi bancari di denaro; d) beni immobili, diritti reali immobiliari, ivi compresi quelli derivanti da contratti di leasing immobiliare con natura traslativa e da rapporti concessori, e partecipazioni in società immobiliari, parti di altri FIA immobiliari, anche esteri; e) crediti e titoli rappresentativi di crediti, ivi inclusi i crediti erogati a valere sul patrimonio dell’Oicr; f) altri beni per i quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con certezza con una periodicità almeno semestrale.

    2. Il patrimonio dell’Oicr è investito nelle categorie di beni di cui al comma 1 nel rispetto delle disposizioni della presente sezione e del regolamento di cui all’articolo 39, nonché dei criteri, dei divieti e delle norme prudenziali di contenimento e di frazionamento del rischio e delle altre disposizioni stabilite dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera c).

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