Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 293 Cod. Amb. – Combustibili consentiti

    Art. 293 Cod. Amb. – Combustibili consentiti

    D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato

    1. Negli impianti disciplinati dal titolo I e dal titolo II della parte quinta, inclusi gli impianti termici civili di potenza termica inferiore al valore di soglia, possono essere utilizzati esclusivamente i combustibili previsti per tali categorie di impianti dall’Allegato X alla parte quinta, alle condizioni ivi previste. I materiali e le sostanze elencati nell’allegato X alla parte quinta del presente decreto non possono essere utilizzati come combustibili ai sensi del presente titolo se costituiscono rifiuti ai sensi della parte quarta del presente decreto. È soggetta alla normativa vigente in materia di rifiuti la combustione di materiali e sostanze che non sono conformi all’allegato X alla parte quinta del presente decreto o che comunque costituiscono rifiuti ai sensi della parte quarta del presente decreto. Agli impianti di cui alla parte I, paragrafo 4, lettere e) ed f), dell’Allegato IV alla parte quinta si applicano le prescrizioni del successivo Allegato X relative agli impianti disciplinati dal titolo II. Ai combustibili per uso marittimo si applicano le disposizioni dell’articolo

    295. 2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, previa autorizzazione della Commissione europea, possono essere stabiliti valori limite massimi per il contenuto di zolfo negli oli combustibili pesanti, nei gasoli e nei combustibili per uso marittimo più elevati di quelli fissati nell’Allegato X alla parte quinta qualora, a causa di un mutamento improvviso nell’approvvigionamento del petrolio greggio, di prodotti petroliferi o di altri idrocarburi, non sia possibile rispettare tali valori limite.

    3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca, sono stabiliti i criteri e le modalità per esentare, anche mediante apposite procedure autorizzative, i combustibili previsti dal presente titolo III dall’applicazione delle prescrizioni dell’Allegato X alla parte quinta ove gli stessi siano utilizzati a fini di ricerca e sperimentazione.

  • Art. 222 D.Lgs. 209/2005 – (Violazione delle norme sul Requisito Patrimoniale di Solvibilità)

    Art. 222 D.Lgs. 209/2005 – (Violazione delle norme sul Requisito Patrimoniale di Solvibilità)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. L'impresa di assicurazione o di riassicurazione informa immediatamente l'IVASS non appena rilevano che il Requisito Patrimoniale di Solvibilità non è più rispettato o quando vi è il rischio che non sia rispettato nei successivi tre mesi.

    2. Entro due mesi dalla rilevazione dell'inosservanza del Requisito Patrimoniale di Solvibilità ovvero, in mancanza di comunicazione dell'impresa, su richiesta dell'IVASS, l'impresa di assicurazione o di riassicurazione presenta all'IVASS, ai fini dell'approvazione, un piano di risanamento fondato su basi realistiche.

    2-bis. L'IVASS impone all'impresa di assicurazione o di riassicurazione di adottare i provvedimenti necessari per ristabilire, entro sei mesi dalla rilevazione dell'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità, il livello di fondi propri ammissibili in misura tale da coprire il Requisito Patrimoniale di Solvibilità o per ridurre il profilo di rischio al fine di garantire l'osservanza del Requisito Patrimoniale di Solvibilità.

    2-ter. L'IVASS, qualora lo ritenga opportuno, può concedere una proroga di tre mesi.

    2-quater. In presenza di situazioni eccezionalmente avverse aventi ripercussioni, riconosciute dall'AEAP, su imprese di assicurazione e riassicurazione che rappresentano una quota significativa del mercato o delle aree di attività interessate, l'IVASS può estendere per le imprese colpite, se del caso anche in consultazione con il CERS, il periodo fissato al comma 2-ter per un periodo di tempo massimo di sette anni, tenendo conto di tutti i fattori pertinenti, ivi inclusa la durata media relativa delle riserve tecniche.

    2-quinquies. L'IVASS può chiedere all'AEAP di constatare l'esistenza di situazioni eccezionalmente avverse.

    2-sexies. 2-sexies. L'IVASS può formulare una richiesta in tal senso se esiste la concreta possibilità che talune imprese di assicurazione o di riassicurazione che rappresentano una quota significativa del mercato o delle aree di attività interessate non siano in grado di soddisfare uno dei requisiti di cui al comma 2-bis. Si è in presenza di situazioni eccezionalmente avverse nel caso in cui la situazione finanziaria di talune di dette imprese sia gravemente o negativamente colpita da almeno una delle seguenti circostanze: a) un crollo dei mercati finanziari che sia imprevisto, brusco e drastico; b) un contesto caratterizzato in maniera persistente da tassi di interesse bassi; c) un evento catastrofico ad alto impatto.

    2-septies. L'IVASS collabora con l'AEAP nella valutazione sulla persistenza delle condizioni di cui ai commi 2-quinquies e 2-sexies. La cessazione della situazione eccezionalmente avversa è dichiarata dall'AEAP, previa consultazione dell'IVASS.

    2-octies. L'impresa di assicurazione o di riassicurazione interessata presenta ogni tre mesi all'IVASS una relazione concernente le misure adottate e i progressi realizzati in relazione al ripristino del livello di fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale di solvibilità o alla riduzione del suo profilo di rischio al fine di garantire la conformità al requisito stesso.

    2-novies. L'estensione di cui al comma 2-quater è revocata se dalla suddetta relazione si evince che non si sono registrati progressi significativi in relazione al ripristino del livello di fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale di solvibilità o alla riduzione del profilo di rischio al fine di garantire la conformità al requisito stesso tra la data di rilevamento dell'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità e la data di presentazione della relazione sui progressi realizzati.

    3. L'IVASS, in casi eccezionali se ritiene che la situazione finanziaria dell'impresa rischi di subire ulteriori deterioramenti, può vietare all'impresa di compiere atti di disposizione sui beni esistenti nel territorio della Repubblica e successivamente può consentirne, con specifiche autorizzazioni, una disponibilità limitata, comunque informando preventivamente le autorità di vigilanza degli altri Stati membri nei quali l'impresa opera. L'IVASS può inoltre chiedere alle autorità di vigilanza degli altri Stati membri, nei quali l'impresa possiede beni, di adottare analogo provvedimento, indicando i beni da assoggettare a tale misura.

    4. L'IVASS può anche disporre il vincolo sui singoli attivi iscritti nel registro a copertura delle riserve tecniche con le modalità previste dall'articolo 224.

    5. Qualora il piano di risanamento o il piano di finanziamento riguardino una società cooperativa e prevedano un aumento di capitale sociale, il limite individuale di sottoscrizione del capitale sociale è elevato sino al triplo. In tal caso, ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione assembleare di aumento del capitale sociale, la società cooperativa è tenuta ad esibire il provvedimento adottato dall'IVASS.

  • Art. 160 TUF – Incompatibilità (abrogato)

    Art. 160 TUF – Incompatibilità (abrogato)

    Art. 160 TUF – Incompatibilità

    D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo unico della finanza

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Al fine di assicurare l’indipendenza della società e del responsabile della revisione, l’incarico non può essere conferito a società di revisione che si trovino in una delle situazioni di incompatibilità stabilite con regolamento dalla CONSOB.

    1-bis. Con il regolamento adottato ai sensi del comma 1, la CONSOB individua altresì i criteri per stabilire l’appartenenza di un’entità alla rete di una società di revisione, costituita dalla struttura più ampia cui appartiene la società stessa e che si avvale della medesima denominazione o attraverso la quale vengono condivise risorse professionali, e comprendente comunque le società che controllano la società di revisione, le società che sono da essa controllate, ad essa collegate o sottoposte con essa a comune controllo; determina le caratteristiche degli incarichi e dei rapporti che possono compromettere l’indipendenza della società di revisione; stabilisce le forme di pubblicità dei compensi che la società di revisione e le entità appartenenti alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo o categoria.

    Può stabilire altresì prescrizioni e raccomandazioni, rivolte alle società di revisione, per prevenire la possibilità che gli azionisti di queste o delle entità appartenenti alla loro rete nonché i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso le medesime intervengano nell’esercizio dell’attività di revisione in modo tale da compromettere l’indipendenza e l’obiettività delle persone che la effettuano.

    1-ter. La società di revisione e le entità appartenenti alla rete della medesima, i soci, gli amministratori, i componenti degli organi di controllo e i dipendenti della società di revisione stessa e delle società da essa controllate, ad essa collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo non possono fornire alcuno dei seguenti servizi alla società che ha conferito l’incarico di revisione e alle società da essa controllate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo: a) tenuta dei libri contabili e altri servizi relativi alle registrazioni contabili o alle relazioni di bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi contabili; c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate; d) servizi attuariali; e) gestione esterna dei servizi di controllo interno; f) consulenza e servizi in materia di organizzazione aziendale diretti alla selezione, formazione e gestione del personale; g) intermediazione di titoli, consulenza per l’investimento o servizi bancari d’investimento; h) prestazione di difesa giudiziale; i) altri servizi e attività, anche di consulenza, [inclusa quella legale] non collegati alla revisione, individuati, in ottemperanza ai principi di cui alla ottava direttiva n. 84/253/CEE del Consiglio, del 10 aprile 1984 , in tema di indipendenza delle società di revisione, dalla CONSOB con il regolamento adottato ai sensi del comma 1.

    1-quater. L’incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non può essere esercitato dalla medesima persona per un periodo eccedente sei esercizi sociali, né questa persona può assumere nuovamente tale incarico, neppure per conto di una diversa società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente.

    La persona medesima, al termine di tale incarico svolto per sei esercizi, non potrà assumere né continuare ad esercitare incarichi relativi alla revisione dei bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società ad essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo, se non siano decorsi almeno tre anni .

    1-quinquies. Coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una società con funzioni di direzione e supervisione, i soci e gli amministratori della società di revisione alla quale è stato conferito l’incarico di revisione e delle società da essa controllate o che la controllano non possono rivestire cariche sociali negli organi di amministrazione e controllo nella società che ha conferito l’incarico di revisione e nelle società da essa controllate o che la controllano, né possono prestare lavoro autonomo o subordinato in favore delle medesime società svolgendo funzioni dirigenziali di rilievo, se non sia decorso almeno un triennio dalla scadenza o dalla revoca dell’incarico, ovvero dal momento in cui abbiano cessato di essere soci, amministratori o dipendenti della società di revisione e delle società da essa controllate o che la controllano.

    Si applica la nozione di controllo di cui all’art. 93.

    1-sexies. Coloro che siano stati amministratori, componenti degli organi di controllo, direttori generali o dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari presso una società non possono esercitare la revisione contabile dei bilanci della medesima società né delle società da essa controllate o ad essa collegate o che la controllano, se non sia decorso almeno un triennio dalla cessazione dei suddetti incarichi o rapporti di lavoro.

    1-septies. La misura della retribuzione dei dipendenti delle società di revisione che partecipano allo svolgimento delle attività di revisione non può essere in alcun modo determinata, neppure parzialmente, dall’esito delle revisioni da essi compiute né dal numero degli incarichi di revisione ricevuti o dall’entità dei compensi per essi percepiti dalla società.

    1-octies. La violazione dei divieti previsti dal presente articolo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro irrogata dalla CONSOB.

    2. Il divieto previsto dall’articolo 2372, quinto comma , del codice civile si applica anche alla società di revisione alle quale sia stato conferito l’incarico e al responsabile della revisione

  • Art. 159 TUF – (Conferimento e revoca dell’incarico)

    Art. 159 TUF – (Conferimento e revoca dell’incarico)

    Art. 159 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Conferimento e revoca dell’incarico)

    In vigore dal 01/07/1998

    1. In caso di mancata nomina del revisore legale o della società di revisione legale, la società che deve conferire l’incarico informa tempestivamente la Consob, esponendo le cause che hanno determinato il ritardo nell’affidamento dell’incarico.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

  • Art. 158 TUF – Proposte di aumento di capitale

    Art. 158 TUF – Proposte di aumento di capitale

    Art. 158 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Proposte di aumento di capitale

    In vigore dal 01/07/1998

    1. In caso di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione, il parere sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni è rilasciato da un revisore legale o da una società di revisione legale. Le proposte di aumento del capitale sociale sono comunicate al revisore legale o alla società di revisione legale, unitamente alla relazione illustrativa degli amministratori prevista dall’ articolo 2441, sesto comma, del codice civile, almeno quarantacinque giorni prima di quello fissato per l’assemblea che deve esaminarle.

    2. La relazione degli amministratori e il parere del revisore legale o della società di revisione legale sono messe a disposizione del pubblico con le modalità di cui all’articolo 125-ter, comma 1, almeno ventuno giorni prima dell’assemblea e finchè questa abbia deliberato. Tali documenti devono essere allegati agli altri documenti richiesti per l’iscrizione della deliberazione nel registro delle imprese.

    3. La disposizione del comma precedente si applica anche alla relazione del revisore legale o della società di revisione legale prevista dall’articolo 2441, comma 4, seconda parte, del codice civile.

    3-bis. La relazione giurata dell’esperto designato dal tribunale ai sensi dell’ articolo 2343 del codice civile ovvero la documentazione indicata dall’ articolo 2343-ter, terzo comma, del codice civile, sono messe a disposizione del pubblico con le modalità previste all’articolo 125-ter, comma 1, almeno ventuno giorni prima dell’assemblea e finchè questa non abbia deliberato.

    4. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 17 GENNAIO 2003, N. 6 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37.

    5. COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 17 GENNAIO 2003, N. 6 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 6 FEBBRAIO 2004, N. 37.

  • Art. 220 CPI – Procedimento disciplinare

    Art. 220 CPI – Procedimento disciplinare

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Quando perviene notizia di fatti che possono condurre all’applicazione di una delle sanzioni disciplinari di cui all’articolo 211, il presidente nomina tra i membri del Consiglio un relatore.

    2. Il Consiglio, previa contestazione dei fatti che preceda almeno di 10 giorni l’audizione dell’interessato, esaminate le eventuali memorie e documenti, delibera a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità di voti prevale la decisione più favorevole all’incolpato.

    3. Se l’interessato non si presenta o non fa pervenire alcuna memoria difensiva si procede in sua assenza a meno che non sia dimostrato un legittimo impedimento.

    4. La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti, i motivi e l’enunciazione sintetica della decisione.

    5. I membri del Consiglio devono astenersi quando ricorrano i motivi indicati dall’ articolo 51, primo comma, del codice di procedura civile in quanto applicabili, e possono essere ricusati per gli stessi motivi con istanza depositata presso la segreteria del Consiglio prima della discussione.

    6. In ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza i membri possono richiedere al presidente del Consiglio dell’ordine l’autorizzazione ad astenersi.

    7. Sulla ricusazione decide la commissione dei ricorsi.

  • Art. 157 TUF – Effetti dei giudizi sui bilanci

    Art. 157 TUF – Effetti dei giudizi sui bilanci

    Art. 157 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Effetti dei giudizi sui bilanci

    In vigore dal 01/07/1998

    1. Salvi i casi previsti dall’articolo 156, comma 4, la deliberazione dell’assemblea o del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio d’esercizio può essere impugnata, per mancata conformità del bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, da tanti soci che rappresentano almeno il cinque per cento del capitale sociale. Tanti soci che rappresentano la medesima quota di capitale della società con azioni quotate possono richiedere al tribunale di accertare la conformità del bilancio consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione.

    2. La CONSOB può esercitare in ogni caso le azioni previste dal comma 1 entro sei mesi dalla data di deposito del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato presso l’ufficio del registro delle imprese.

    3. Il presente articolo non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri paesi dell’Unione Europea.

    4. Per le società cooperative, la percentuale di capitale indicata nel comma 1 è rapportata al numero complessivo dei soci.

  • Art. 156 TUF – Relazioni di revisione

    Art. 156 TUF – Relazioni di revisione

    Art. 156 D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Relazioni di revisione

    In vigore dal 01/07/1998

    1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    4. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio o in presenza di richiami di informativa relativi a dubbi significativi sulla continuità aziendale il revisore legale o la società di revisione legale informano tempestivamente la Consob.

    4-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39.

  • Art. 223-bis D.Lgs. 209/2005 – (Misure di intervento in caso di deterioramento delle condizioni finanziarie dell’impresa di assicurazione o di riassicurazione)

    Art. 223-bis D.Lgs. 209/2005 – (Misure di intervento in caso di deterioramento delle condizioni finanziarie dell’impresa di assicurazione o di riassicurazione)

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    1. Fatti salvi gli articoli 222 e 222-bis, se la solvibilità dell'impresa continua a deteriorarsi, l'IVASS può adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare gli interessi dei contraenti in caso di contratti di assicurazione o il rispetto degli obblighi derivanti da contratti di riassicurazione. Tali misure sono proporzionate e riflettono il livello e la durata del deterioramento della solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione

  • Art. 81 Imp. Reg. – entrata in vigore

    Art. 81 Imp. Reg. – entrata in vigore

    Art. 81 Imp. Reg. – Entrata in vigore

    D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 – testo aggiornato

    1. Il presente testo unico entra in vigore il 1° lu- glio 1986. TARIFFA PARTE I – Atti soggetti a registrazione in termine fisso TARIFFA PARTE I ART. 1

    1. Atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi: 9 per cento. Se il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis): 2 per cento. Se il trasferimento ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale: 15 per cento. [Se il trasferimento è effettuato nei confronti di banche e intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, e ha per oggetto case di abitazione, di categoria catastale diversa da Al, A8 e A9, acquisite in locazione finanziaria da utilizzatori per i quali ricorrono le condizioni di cui alle note II-bis) e II-sexies): 1,5 per cento.]

  • CCNL Dirigenti Industria: Previndai, FASI, Assidai e previdenza complementare

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    I dirigenti industriali hanno un sistema di protezione sociale contrattuale articolato su tre fondi: Previndai (previdenza complementare), FASI (assistenza sanitaria integrativa) e Assidai (assistenza sanitaria per dirigenti aziende non aderenti a FASI). L’iscrizione e obbligatoria per le aziende aderenti a Confindustria. La contribuzione complessiva (azienda + dirigente) puo raggiungere il 15-20% della RGA.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    13 novembre 2024 (Confindustria-Federmanager, vigenza 2025-2027)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Dirigenti di aziende industriali produttrici di beni e servizi

    Tabella riepilogativa

    I tre fondi contrattuali del dirigente industriale
    Fondo Tipo Contribuzione azienda Contribuzione dirigente
    Previndai Pensione complementare Fissato dal regolamento del fondo Libera (deducibile fino a 5.300 €/anno)
    FASI Assistenza sanitaria integrativa Fissato dal regolamento del fondo Fissato dal regolamento del fondo
    Assidai Assistenza sanitaria (alternativa FASI) Quota azienda Quota dirigente
    Principali prestazioni FASI 2026
    Prestazione Rimborso indicativo
    Ricovero ospedaliero (camera singola) Fino al 100% entro massimali
    Intervento chirurgico Fino a 15.000-25.000 € per intervento
    Visite specialistiche 80-100% entro massimale annuo
    Diagnostica (RMN, TAC) 80-100%
    Odontoiatria Parziale, entro massimale annuo
    Farmaci di fascia C Parziale

    Previndai: il fondo pensione complementare dei dirigenti

    Previndai (Fondo Pensione Complementare per i Dirigenti di Aziende Industriali) e il fondo contrattuale obbligatorio per i dirigenti industriali. È un fondo a contribuzione definita: la prestazione pensionistica dipende dai contributi versati e dai rendimenti finanziari del fondo nel tempo.

    La contribuzione aziendale obbligatoria e definita dal CCNL (tipicamente 4-6% della RGA, oltre al TFR). Il dirigente puo versare contributi volontari aggiuntivi deducibili IRPEF fino a 5.300 € annui. Le linee di investimento di Previndai variano dall’obbligazionario al bilanciato all’azionario, con orizzonte temporale modulabile.

    FASI: assistenza sanitaria integrativa

    Il FASI (Fondo di Assistenza Sanitaria Industria) e il fondo di assistenza sanitaria integrativa dei dirigenti industriali. È obbligatorio per le aziende aderenti a Confindustria. Copre il dirigente e (a pagamento aggiuntivo) i familiari a carico.

    La contribuzione e articolata in una quota fissa aziendale e una quota a carico del dirigente. FASI rimborsa le principali prestazioni sanitarie: ricoveri, interventi chirurgici, visite specialistiche, diagnostica, cure odontoiatriche (in parte) e farmaci di fascia C. Il piano sanitario FASI e aggiornato periodicamente dall’organo di gestione del fondo.

    Assidai e il Fondo Mario Negri

    Assidai e un’associazione di assistenza sanitaria che copre i dirigenti di aziende non aderenti a FASI (o che ne fanno specifica scelta). Offre prestazioni simili a FASI con modalita di rimborso e massimali propri.

    Il Fondo Mario Negri e invece il fondo di previdenza complementare storicamente riservato ai dirigenti del commercio (non industria): e spesso citato insieme a Previndai per i dirigenti con carriere miste industria-commercio. I dirigenti industriali afferiscono a Previndai; i dirigenti del commercio a Fondo Mario Negri (CCNL Confcommercio dirigenti).

    Casi pratici

    Tizio – Accumulo previdenziale Previndai in 20 anni
    Tizio e dirigente da 20 anni con RGA media di 85.000 €. Contribuzione azienda a Previndai: 5% = 4.250 €/anno. TFR versato: 85.000/13,5 = 6.296 €/anno. Contributo volontario Tizio: 3.000 €/anno. Totale annuo: ~13.546 €. In 20 anni, con rendimento medio 3,5%: circa 380.000-400.000 € di montante. Rendita mensile attesa (con coefficiente di conversione): circa 1.500-1.800 €/mese in aggiunta alla pensione INPS.
    Caia – FASI e rimborso ricovero
    Caia viene operata d’urgenza (appendicite) con ricovero di 3 giorni in camera singola privata. Costo totale: 8.500 €. FASI rimborsa il 100% entro il massimale per intervento (15.000 €): Caia non ha costi out-of-pocket. La richiesta di rimborso va presentata entro 180 giorni dalla dimissione tramite il portale FASI.
    Sempronio – Cambio azienda e portabilita Previndai
    Sempronio cambia azienda industriale. La posizione Previndai e portabile: il montante accumulato rimane nel fondo e la contribuzione riprende con il nuovo datore. Non e necessario chiedere il riscatto. Se la nuova azienda non e aderente a Confindustria, Sempronio puo mantenere la posizione Previndai come ‘aderente individuale’ e continuare a versare contributi volontari.

    Domande frequenti

    Previndai e obbligatorio per i dirigenti industriali?
    Si per le aziende aderenti a Confindustria: l’iscrizione del dirigente a Previndai e obbligatoria contrattualmente. Il datore versa la contribuzione e trasferisce il TFR al fondo (salvo diversa scelta del lavoratore per il TFR pre-2007).
    FASI copre anche i familiari del dirigente?
    Si, a pagamento di una quota aggiuntiva. Il dirigente puo estendere la copertura FASI al coniuge/convivente e ai figli a carico. La quota per i familiari e a carico del dirigente (o dell’azienda per accordo), oltre alla quota standard.
    I contributi a Previndai sono deducibili?
    Si: i contributi versati dal dirigente (volontari) sono deducibili IRPEF fino a 5.300 € annui. I contributi aziendali non sono imponibili per il dirigente. La deduzione si applica in dichiarazione dei redditi.
    Cosa succede a FASI in caso di pensionamento?
    Il dirigente pensionato puo mantenere la copertura FASI come iscritto in quiescenza, pagando una quota ridotta. La copertura sanitaria continua anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, con un piano sanitario dedicato agli ex dirigenti.
    Qual e la differenza tra Previndai e il Fondo Mario Negri?
    Previndai e il fondo complementare per i dirigenti industriali (Confindustria). Il Fondo Mario Negri e il fondo previdenziale per i dirigenti del commercio (Confcommercio). Sono fondi distinti: il dirigente industriale aderisce a Previndai; il dirigente commerciale a Fondo Mario Negri.

    Stesso CCNL: consulta anche TMCG, tabelle retributive e struttura RGA, preavviso, licenziamento e indennita supplementare, ferie, permessi e assenze retribuite, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto e TFR, calcolo e destinazione a Previndai.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 198 D.Lgs. 259/2003 – Servizio radioelettrico mobile aeronautico

    Art. 198 D.Lgs. 259/2003 – Servizio radioelettrico mobile aeronautico

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Il servizio radioelettrico mobile aeronautico è un servizio effettuato fra stazioni aeronautiche e stazioni di aeromobile, o fra stazioni di aeromobile. Partecipano al servizio anche le stazioni radioelettriche dei mezzi di salvataggio e le stazioni di radioboa per la localizzazione di sinistri, quando quest’ultime operano sulle frequenze di soccorso ed urgenza all’uopo destinate. articolo precedente articolo successivo

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.