Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • I contenuti più tecnici sono sottoposti a revisione di professionisti abilitati.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Corsi online e infoprodotti: come si dichiarano i guadagni

    In sintesi

    • Attivita’ di lavoro autonomo occasionale: se tieni un corso una tantum senza organizzazione, i compensi vanno nel rigo D5 codice 2 del modello 730.
    • Diritto d’autore su ebook e opere digitali: se sei l’autore, i compensi rientrano nel rigo D3 codice 1, con riduzione forfetaria del 25% (o 40% se under 35).
    • Attivita’ professionale abituale: se insegni e vendi infoprodotti con regolarita’, serve la partita IVA in regime forfetario o ordinario.
    • Coefficiente forfetario per attivita’ professionali: istruzione e formazione rientrano nel gruppo ‘Attivita’ Professionali, Scientifiche, Tecniche’ con coefficiente di redditabilita’ del 78%.
    • Imposta sostitutiva: nel regime forfetario e’ il 15% sul reddito netto, oppure il 5% per i primi cinque anni di attivita’.
    • Limite di accesso forfetario: compensi anno precedente non superiori a 85.000 euro; fuoriuscita automatica se si superano 100.000 euro in corso d’anno.

    Corsi online e infoprodotti: come inquadrarli fiscalmente

    Hai registrato un corso video, scritto un ebook o organizzato una masterclass online e hai guadagnato qualcosa? Prima di sapere come dichiararlo, devi capire in quale categoria fiscale rientra la tua attivita’.

    Il diritto italiano distingue tra chi crea e distribuisce un’opera dell’ingegno (ebook, corso registrato) e chi eroga una prestazione di servizi (lezione dal vivo, consulenza, webinar). Nel primo caso i tuoi guadagni sono trattati come proventi da diritto d’autore, con vantaggi fiscali (riduzione forfetaria del 25% o 40% per under 35). Nel secondo caso sono compensi da lavoro autonomo, occasionale o abituale.

    Se vendi infoprodotti con regolarita’ e con una struttura organizzata (sito, piattaforma di e-learning, newsletter, promozione costante), quasi certamente svolgi un’attivita’ professionale abituale che richiede la partita IVA. Vediamo come funziona in ogni caso.

    Tassazione corsi online e infoprodotti
    Tipologia Dove si dichiara Agevolazione
    Ebook/corso registrato (diritto d'autore, autore) D3 codice 1 nel 730 Riduzione 25% (40% under 35)
    Corso dal vivo / webinar occasionale D5 codice 2 nel 730 Deduzione spese documentate
    Attivita' professionale abituale forfetaria Quadro LM, coefficiente 78% Imposta sostitutiva 15% (o 5% nuovi)
    Attivita' professionale ordinaria Quadro RE, modello Redditi PF IRPEF ordinaria a scaglioni

    Esempio pratico

    • Tizio, 40 anni, e’ un formatore che nel 2025 ha venduto un corso video preregistrato su una piattaforma di e-learning per 8.000 euro totali. Il corso e’ un’opera dell’ingegno di cui e’ autore. Tizio dichiara 8.000 euro nel rigo D3 codice 1 del modello 730. La riduzione forfetaria del 25% porta il reddito tassabile a 6.000 euro, che si somma agli altri redditi e viene tassato con l’aliquota IRPEF del suo scaglione. Se Tizio avesse invece la partita IVA in regime forfetario (attivita’ professionali, coefficiente 78%), con 8.000 euro di compensi il reddito imponibile sarebbe 8.000 x 78% = 6.240 euro e l’imposta sostitutiva sarebbe 6.240 x 15% = 936 euro, senza dover fare la dichiarazione IRPEF ordinaria su questi redditi.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 (se la piattaforma e’ italiana e applica ritenute, causale B o M)
    • Estratto conto della piattaforma di e-learning con dettaglio vendite e pagamenti 2025
    • Contratti o termini di servizio della piattaforma che qualificano il tipo di compenso
    • Fatture emesse (se hai partita IVA) o ricevute per prestazioni occasionali
    • Documentazione spese inerenti: software, hosting, abbonamenti, attrezzatura
    • Modello 730 o Redditi PF 2026 a seconda del regime fiscale applicabile

    Caso 1: Tizio vende un ebook come autore

    Scenario. Tizio e’ un nutrizionista che nel 2025 ha scritto e venduto un ebook su un sito estero (Amazon KDP). Ha guadagnato 3.600 euro di royalty. Non ha partita IVA e considera la vendita dell’ebook come un’attivita’ occasionale.

    Come si applica. L’ebook e’ un’opera dell’ingegno di cui Tizio e’ autore. I 3.600 euro di royalty sono proventi da utilizzazione economica di un’opera dell’ingegno da parte dell’autore: vanno nel rigo D3 del modello 730 con codice 1. L’importo lordo da indicare e’ 3.600 euro; chi presta l’assistenza fiscale applica la riduzione forfetaria del 25%, portando il reddito tassabile a 2.700 euro. Non ci sono ritenute da scomputare perche’ la piattaforma e’ straniera: le ritenute eventualmente applicate all’estero vanno gestite separatamente. Tizio deve conservare l’estratto conto KDP.

    In pratica

    • L’ebook scritto da te e’ un’opera dell’ingegno: i guadagni vanno nel rigo D3 codice 1.
    • Indica il compenso lordo; la riduzione del 25% (o 40% under 35) la calcola il CAF.
    • Se non c’e’ una CU italiana, usa l’estratto conto della piattaforma come documentazione.
    • Per royalty da piattaforme estere, verifica se ci sono imposte pagate all’estero da recuperare.

    Caso 2: Caio tiene webinar e vende corsi con regolarita'

    Scenario. Caio e’ un coach di produttivita’ personale. Ogni mese organizza webinar a pagamento e vende corsi preregistrati attraverso il suo sito. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro. Non ha ancora la partita IVA.

    Come si applica. L’attivita’ di Caio e’ chiaramente abituale: continuita’, organizzazione, clienti ricorrenti, sito professionale. Avrebbe dovuto aprire la partita IVA. Con 28.000 euro di compensi potrebbe accedere al regime forfetario (anno precedente sotto 85.000 euro). Per attivita’ professionali, scientifiche e di istruzione il coefficiente di redditabilita’ e’ 78%: reddito imponibile = 28.000 x 78% = 21.840 euro, imposta sostitutiva = 21.840 x 15% = 3.276 euro. Caio deve regolarizzare la posizione con un commercialista.

    In pratica

    • Webinar e corsi venduti con continuita’ richiedono la partita IVA: aprirla prima di iniziare.
    • Il regime forfetario e’ accessibile con compensi anno precedente sotto 85.000 euro.
    • Per formazione e consulenza professionale, il coefficiente forfetario e’ 78%.
    • L’imposta sostitutiva e’ il 15% sul reddito netto (5% per i nuovi nei primi 5 anni).
    • I contributi previdenziali (gestione separata INPS) si deducono dal reddito forfetario.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    I guadagni da un corso online si dichiarano come lavoro autonomo?

    Dipende. Se tieni un corso dal vivo o un webinar senza organizzazione stabile, sono compensi da lavoro autonomo non esercitato abitualmente (rigo D5 codice 2 del 730). Se hai prodotto un corso preregistrato come opera dell’ingegno di cui sei autore, i proventi rientrano nel rigo D3 codice 1, con riduzione forfetaria del 25%.

    C'e' differenza fiscale tra un ebook e un corso video?

    In linea di principio no: entrambi possono essere qualificati come opere dell’ingegno se ne sei l’autore e se hai ceduto o concesso diritti di utilizzo. In entrambi i casi si applica la disciplina del rigo D3 codice 1 con riduzione del 25%. Conta la sostanza del rapporto economico, non il formato del prodotto.

    Devo aprire la partita IVA per vendere corsi online?

    Se le vendite sono sporadiche e non organizzate, puoi restare nell’area dell’occasionalita’. Ma se hai un sito, una piattaforma, promuovi regolarmente e guadagni con continuita’, si tratta di attivita’ professionale abituale e serve la partita IVA. In questo caso il regime forfetario e’ spesso la scelta piu’ conveniente per chi inizia.

    Qual e' il coefficiente forfetario per un formatore online?

    Per le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e di istruzione (codici ATECO 64-66, 69-75, 85-88) il coefficiente di redditabilita’ e’ 78%. Questo significa che, con compensi di 20.000 euro, il reddito imponibile e’ 20.000 x 78% = 15.600 euro, su cui si applica l’imposta sostitutiva del 15%.

    Posso dedurre le spese del mio laptop e software dai guadagni del corso?

    Se operi in regime forfetario, no: le spese non si deducono analiticamente perche’ la forfetizzazione dei costi e’ gia’ inclusa nel coefficiente (il 22% residuo dal coefficiente 78% copre forfetariamente le spese). Se sei in regime ordinario o gestisci un’attivita’ occasionale (rigo D5), puoi dedurre le spese inerenti documentate.

    Come mi comporto se la piattaforma e' straniera e non mi manda la CU?

    Dichiari i compensi lo stesso, utilizzando l’estratto conto della piattaforma come documentazione. Non avendo CU italiana, non ci sono ritenute da scomputare direttamente. Se hai pagato imposte all’estero, puoi avere diritto al credito d’imposta per le imposte pagate all’estero: in questo caso compila anche il quadro CR del modello 730 o il quadro CE del modello Redditi PF.

  • Art. 10 DPR 602/1973 – Definizioni

    Art. 10 DPR 602/1973 – Definizioni

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    1. Ai fini del presente decreto si intende per:

    a) «concessionario»: il soggetto cui e’ affidato in concessione il servizio di riscossione o il commissario governativo che gestisce il servizio stesso;

    b) «ruolo»: l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario.

  • Art. 9 DPR 602/1973 – Mancato o ritardato versamento diretto (abrogato)

    Art. 9 DPR 602/1973 – Mancato o ritardato versamento diretto (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dal Decreto legislativo del 17/08/1999 n. 326, art. 2]

  • Art. 112 L. 633/1941

    Art. 112 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    I diritti spettanti all'autore, ad eccezione di quelli di pubblicare un'opera durante la vita di lui, possono essere espropriati per ragioni di interesse dello Stato.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Acconti IRES 2026: come si calcolano e quando si pagano

    In sintesi

    • Aliquota IRES ordinaria al 24%: le societa di capitali applicano questa aliquota sul reddito imponibile; chi ottiene l’IRES premiale scende al 20%.
    • Due metodi di calcolo: il metodo storico prende come base l’imposta dell’anno precedente; quello previsionale usa una stima del reddito dell’anno in corso.
    • Prima rata (acconto minore): di norma versata entro il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio; per le societa con esercizio solare, tipicamente entro fine giugno.
    • Seconda rata (acconto maggiore): versata entro l’undicesimo mese successivo alla chiusura, di norma entro fine novembre per le societa con esercizio solare.
    • Codici tributo F24: codice 2001 per il primo acconto IRES, codice 2002 per il secondo acconto (o acconto in unica soluzione), codice 2003 per il saldo; codice 2048 per il secondo acconto IRES premiale e 2049 per il relativo saldo.
    • Dichiarazione nel quadro RN22: gli acconti versati si indicano in colonna 2 del rigo RN22 del modello Redditi SC 2026.

    Come funzionano gli acconti IRES per le societa

    L’IRES, l’imposta sul reddito delle societa, non si versa tutta in un colpo a fine anno. Le societa di capitali sono tenute ad anticipare parte dell’imposta durante l’anno sotto forma di acconti. In questo modo il Fisco incassa progressivamente le imposte anziche aspettare il saldo finale.

    Ogni acconto rappresenta una stima dell’imposta che la societa dovra pagare per il periodo d’imposta in corso. Se alla fine dell’anno l’imposta effettiva e piu alta degli acconti versati, la societa paga la differenza a saldo; se e piu bassa, ottiene un credito da portare in compensazione o chiedere a rimborso.

    Il modello Redditi SC 2026 riguarda il periodo d’imposta 2025. L’aliquota IRES ordinaria e del 24 per cento sul reddito imponibile (rigo RN8). Chi soddisfa i requisiti dell’IRES premiale introdotta dalla legge di Bilancio 2025 applica invece un’aliquota ridotta del 20 per cento (rigo RN8A), utilizzando i codici tributo 2048 per il secondo acconto e 2049 per il saldo.

    Acconti IRES: riepilogo misure e codici tributo
    Voce Dettaglio
    Aliquota IRES ordinaria 24%
    Aliquota IRES premiale (legge n. 207/2024) 20%
    Codice tributo primo acconto IRES 2001
    Codice tributo secondo acconto IRES (o unica soluzione) 2002
    Codice tributo secondo acconto IRES premiale 2048
    Codice tributo saldo IRES 2003
    Dove si indicano in dichiarazione Rigo RN22, colonna 2 (Redditi SC 2026)

    Esempio pratico

    • Alfa SRL chiude l’esercizio 2024 con un’IRES dovuta di 24.000 euro (reddito imponibile 100.000 euro x 24%). Usando il metodo storico, il totale degli acconti per il 2025 e calcolato sull’imposta 2024. La prima rata copre la parte minore e viene versata entro giugno 2025 con il codice tributo 2001; la seconda rata, la piu consistente, viene versata entro novembre 2025 con il codice tributo 2002. Nella dichiarazione Redditi SC 2026, Alfa SRL riporta il totale degli acconti versati al rigo RN22, colonna 2. Se l’imposta effettiva per il 2025 risulta superiore, la differenza e versata come saldo; se risulta inferiore, il credito puo essere compensato con altri tributi.

    Documenti necessari

    • Modello Redditi SC 2026 (quadro RN e quadro RX)
    • Modelli F24 con codici tributo 2001 e 2002 (o 2048 per IRES premiale)
    • Dichiarazione Redditi SC dell’anno precedente (per calcolo metodo storico)
    • Delibera degli organi sociali o piano di budgeting (per metodo previsionale)
    • Eventuale certificazione IRES premiale (decreto ministeriale 8 agosto 2025)

    Alfa SRL usa il metodo storico

    Scenario. Alfa SRL ha chiuso il 2024 con IRES dovuta di 48.000 euro. Il consiglio di amministrazione non prevede variazioni rilevanti nel 2025 e sceglie il metodo storico per semplicita.

    Come si applica. Con il metodo storico, Alfa SRL calcola gli acconti sulla base dell’imposta risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente. La prima rata (la minore delle due) viene versata nel primo semestre dell’anno, la seconda nel secondo semestre. I versamenti avvengono tramite modello F24 con i codici tributo previsti. A fine anno, se il reddito 2025 supera quello del 2024, Alfa SRL dovra versare un saldo; se e inferiore, avra un credito.

    In pratica

    • Il metodo storico e il piu semplice: si usa l’imposta dell’anno precedente come base di calcolo.
    • Conveniente quando il reddito 2025 si stima stabile o in crescita rispetto al 2024.
    • I codici tributo per il versamento sono 2001 (prima rata) e 2002 (seconda rata o unica soluzione).

    Beta SpA sceglie il metodo previsionale

    Scenario. Beta SpA prevede un calo significativo del fatturato nel 2025 rispetto al 2024 a causa della perdita di un cliente importante. L’IRES 2024 era stata di 60.000 euro, ma per il 2025 stima un’imposta molto piu bassa.

    Come si applica. Scegliendo il metodo previsionale, Beta SpA calcola gli acconti sulla base del reddito che stima di conseguire nel 2025. Questo consente di versare acconti piu bassi rispetto al metodo storico. Occorre pero fare attenzione: se alla fine l’imposta effettiva risultasse superiore alla stima, Beta SpA dovra versare la differenza con gli interessi e le eventuali sanzioni previste per insufficiente versamento degli acconti.

    In pratica

    • Il metodo previsionale conviene quando si stima un reddito inferiore rispetto all’anno precedente.
    • Richiede una stima prudente: se si versa troppo poco si paga la differenza con interessi.
    • La scelta del metodo va effettuata per ogni periodo d’imposta e non e vincolante per gli anni successivi.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Come si calcola l'acconto IRES con il metodo storico?

    Si utilizza come base l’imposta IRES risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente. Su questa base si calcola la misura dell’acconto complessivo, suddiviso poi in prima e seconda rata.

    Quando si versa il primo acconto IRES per le societa con esercizio solare?

    Per le societa con esercizio coincidente con l’anno solare, il primo acconto viene versato tipicamente entro il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. Le scadenze esatte possono essere prorogate con provvedimento del Ministero.

    Qual e la differenza tra primo e secondo acconto IRES?

    La prima rata e la minore delle due; la seconda (o acconto in unica soluzione se non si versa la prima) e quella piu consistente. In dichiarazione si indicano entrambe nel rigo RN22 del modello Redditi SC 2026.

    Cosa succede se si versano acconti insufficienti?

    Se alla fine dell’anno l’imposta dovuta supera gli acconti versati, la societa deve versare la differenza come saldo. Versamenti insufficienti possono comportare sanzioni e interessi. Con il metodo previsionale e fondamentale fare stime prudenti.

    Cos'e l'IRES premiale e come influisce sugli acconti?

    L’IRES premiale, introdotta dalla legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 436-444, legge n. 207/2024), riduce l’aliquota IRES dal 24 al 20 per cento per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024, al ricorrere di determinate condizioni. Il secondo acconto IRES premiale si versa con il codice tributo 2048, il saldo con il codice 2049.

    Come si indicano gli acconti IRES nel modello Redditi SC 2026?

    Gli acconti versati nel corso del 2025 si riportano nel rigo RN22 del modello Redditi SC 2026: in colonna 2 va il totale degli acconti versati; in colonna 1A la quota relativa all’IRES premiale; in colonna 1B l’eventuale maggior acconto di cui all’art. 1, comma 20, della legge n. 207 del 2024.

    Da leggere insieme

  • Articolo 58 L. 184/1983: Modifica dell’intitolazione del titolo VIII del codice civile

    Art. 58 L. 184/1983 – Modifica dell’intitolazione del titolo VIII del codice civile

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    L'intitolazione del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: "Dell'adozione di persone maggiori di età".

  • Art. 8 DPR 602/1973 – Termini per il versamento diretto

    Art. 8 DPR 602/1973 – Termini per il versamento diretto

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    I versamenti diretti alle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato e al concessionario devono essere eseguiti:

    1) entro i primi quindici giorni del mese successivo a quello in cui e’ stata operata la ritenuta prevista dall’art. 3, comma 1, n. 1) e dal comma 2, lett. a), f) e h), e sono maturati i premi di cui alla lettera g) dello stesso comma 2;

    2) (numero soppresso);

    3) nel termine stabilito per la presentazione della dichiarazione, per l’imposta sul reddito delle persone giuridiche e per l’imposta locale sui redditi nei casi previsti dai numeri 3) e 6) dell’articolo 3, primo comma, ed entro il 31 maggio, per l’imposta sul reddito delle persone fisiche nel caso previsto dal medesimo articolo 3, secondo comma, lettera c);

    3-bis) entro il sedicesimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta per i versamenti previsti dall’art. 3, comma 2, lett. e);

    3-ter) entro i primi quindici giorni del mese successivo a quello di scadenza delle cedole o a quello di ciascuna scadenza periodica di interessi, premi ed altri frutti per i versamenti previsti dall’art. 3, secondo comma, lettera d);

    4) (numero soppresso);

    5) entro il 15 aprile, il 15 luglio, il 15 ottobre ed il 15 gennaio di ciascun anno per le ritenute operate e gli importi versati dai soci nel trimestre solare precedente in relazione agli utili di cui all’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;

    5-bis) entro il termine per il versamento del saldo della dichiarazione dei redditi indicato nell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, per la ritenuta prevista dall’articolo 27, comma 3-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

    Le ritenute operate dall’Amministrazione postale ai sensi del secondo comma dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sono versate in tesoreria secondo modalita’ da stabilire con decreto del Ministro per le finanze di concerto con il Ministro per il tesoro.

  • Art. 55 L. 633/1941

    Art. 55 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Senza pregiudizio dei diritti dell'autore sulla radiodiffusione della sua opera, l'ente esercente è autorizzato a registrare su disco, o su altro supporto,l'opera stessa, al fine della sua radiodiffusione differita per necessità orarie o tecniche, purché la registrazione suddetta sia, dopo l'uso, distrutta o resa inservibile.

    È consentita la conservazione in archivi ufficiali delle registrazioni di cui al comma 1 che abbiano un eccezionale carattere documentario, senza possibilità di ulteriore utilizzazione a fini economici o commerciali salva, per quest'ultima, l'autorizzazione dell'autore dell'opera e dei titolari di diritti connessi.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 7 DPR 602/1973 – Versamento diretto mediante conti correnti postali

    Art. 7 DPR 602/1973 – Versamento diretto mediante conti correnti postali

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    Il versamento diretto puo’ essere effettuato in danaro sull’apposito conto corrente postale intestato al concessionario su stampati conformi al modello approvato con decreto del Ministro per le finanze di concerto con il Ministro per le poste e telecomunicazioni da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale. In tal caso i certificati di allibramento e le ricevute relative ai versamenti debbono contenere le indicazioni previste dall’art. 6, secondo comma, per le distinte di versamento.

    (Comma abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 1990, dall’art. 3, comma 3 decreto-legge 15 settembre 1990 n. 261).

  • Art. 6 DPR 602/1973 – Distinta dei versamenti diretti

    Art. 6 DPR 602/1973 – Distinta dei versamenti diretti

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    Il versamento diretto e’ ricevuto dai concessionari in base a distinta di versamento.

    La distinta di versamento deve indicare le generalita’ del contribuente, domicilio fiscale, l’imposta e il periodo cui si riferisce il versamento; per i soggetti diversi dalle persone fisiche, in luogo delle generalita’ del contribuente, deve indicare la denominazione o la ragione sociale.

    Per ogni imposta e per ogni scadenza deve essere compilata separata distinta di versamento.

    Il concessionario rilascia quietanza di pagamento ed appone sulla distinta di versamento il numero della quietanza stessa.

    La distinta di versamento e la quietanza debbono essere conformi ai modelli approvati con decreto del Ministro per le finanze da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale.

    Il concessionario non puo’ rifiutare le somme che il contribuente intende versare sempreche’ nella distinta non risultino assolutamente incerti i dati di cui al secondo comma.

  • NFT e cripto-arte: tassazione e dichiarazione nel 730 2026

    In sintesi

    • Gli NFT sono cripto-attività ai fini fiscali: le plusvalenze da cessione rientrano nella Sezione V del quadro T del 730 (o Sezione V-A del quadro RT).
    • L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da NFT e’ del 26 per cento; per le cessioni dal 1° gennaio 2025 non esiste piu’ la soglia di esenzione di 2.000 euro.
    • La plusvalenza si calcola come differenza tra il corrispettivo percepito (o il valore normale in caso di permuta) e il costo di acquisto; se non hai documentazione del costo, il costo e’ zero.
    • Chi detiene NFT e cripto-arte attraverso portafogli o conti digitali deve compilare il quadro W per il monitoraggio fiscale.
    • I proventi da detenzione di cripto-attività (royalty automatiche pagate in cripto, ecc.) sono tassati senza alcuna deduzione di costi.
    • In caso di permuta tra NFT, si usa come corrispettivo il valore normale dell’NFT ceduto al momento della permuta.

    NFT e cripto-arte: cosa dice il fisco

    Un NFT (Non-Fungible Token) e’ un token digitale unico registrato su blockchain che puo’ rappresentare un’opera d’arte digitale, un file musicale, un elemento di un videogioco o qualsiasi altro contenuto. Dal punto di vista fiscale italiano, gli NFT rientrano nella categoria delle cripto-attività e seguono le stesse regole.

    Quando vendi un NFT a un prezzo superiore a quello che hai pagato, realizzi una plusvalenza tassata con un’imposta sostitutiva. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il periodo d’imposta 2025 (Modello Redditi PF 2026) stabiliscono che le plusvalenze da cripto-attività si calcolano come differenza tra il corrispettivo percepito, oppure il valore normale in caso di permuta, e il costo o il valore di acquisto. In mancanza di documentazione, il costo e’ pari a zero.

    Il trattamento e’ lo stesso per chi crea NFT e li vende (artisti digitali) e per chi li acquista come investimento. Entrambi devono dichiarare i guadagni nella Sezione V del quadro T del 730 o nella Sezione V-A del quadro RT del Modello Redditi PF. Chi tiene gli NFT in un wallet digitale deve anche compilare il quadro W per il monitoraggio fiscale.

    NFT e cripto-arte: regole principali per il 2025
    Situazione Regola Aliquota / Obbligo
    Vendita NFT con guadagno (cessioni dal 1/1/2025) Nessuna soglia minima 26% sull'intera plusvalenza
    Vendita NFT con guadagno (cessioni fino al 31/12/2024) Tassata solo se eccede 2.000 euro nel periodo 26% sulla parte eccedente la soglia
    Permuta tra NFT Il corrispettivo e' il valore normale dell'NFT ceduto 26% sulla differenza valore normale – costo
    Costo di acquisto non documentato Il costo si considera pari a zero 26% sull'intero corrispettivo
    Monitoraggio fiscale (wallet, conto digitale) Obbligo indipendentemente dai guadagni Quadro W del 730 o Modello Redditi

    Esempio pratico

    • Tizio compra nel 2025 un NFT di cripto-arte per 0,5 ETH (valore in euro al momento dell’acquisto: 1.200 euro, documentato). Sei mesi dopo lo vende per 0,8 ETH (valore in euro al momento della vendita: 2.000 euro). Plusvalenza = 2.000 – 1.200 = 800 euro. Poiche’ la cessione e’ avvenuta nel 2025, non si applica piu’ la soglia dei 2.000 euro. Tizio deve dichiarare 800 euro nella Sezione V del quadro T del 730 e pagare 800 x 26% = 208 euro di imposta sostitutiva con F24 (codice tributo 1100). Deve anche indicare il wallet nel quadro W.

    Documenti necessari

    • Ricevuta o conferma di acquisto dell’NFT con data e valore in euro al momento dell’acquisto
    • Ricevuta di vendita o trasferimento dell’NFT con data e valore in euro al momento della cessione
    • Estratto del wallet digitale o dell’account sulla piattaforma NFT per il monitoraggio (quadro W)
    • Screenshot o export della piattaforma che mostri le transazioni dell’anno
    • In caso di permuta, documentazione del valore normale dell’NFT ceduto al momento della permuta

    Tizio artista digitale vende un NFT della propria opera

    Scenario. Tizio crea un’opera digitale e la mette in vendita come NFT su una piattaforma nel 2025. Vende l’NFT per l’equivalente di 3.000 euro. Il costo di creazione (software, hardware) non e’ deducibile ai fini della plusvalenza su cripto-attività.

    Come si applica. Dal punto di vista delle cripto-attività, il ‘costo’ da considerare e’ il costo o valore di acquisto dell’NFT come cripto-attività. Se Tizio ha creato l’NFT senza sostenere un costo documentato come acquisto di cripto, il costo potrebbe essere zero. La plusvalenza sarebbe quindi pari all’intero corrispettivo di 3.000 euro, tassata al 26% = 780 euro. Tizio compila la Sezione V del quadro T del 730 e il quadro W per il wallet.

    In pratica

    • Conserva tutto: date di creazione, valore delle cripto spese per il minting (se ci sono), e valore in euro al momento di ogni transazione.
    • I costi di produzione dell’opera artistica (hardware, software) non si deducono dalla plusvalenza cripto: quella e’ una regola diversa.

    Caio compra e rivende NFT come investimento

    Scenario. Caio acquista nel 2024 tre NFT per un costo totale documentato di 1.500 euro. Nel 2025 li rivende tutti per 4.000 euro.

    Come si applica. La plusvalenza e’ 4.000 – 1.500 = 2.500 euro. Le cessioni sono avvenute nel 2025, quindi non vale la soglia dei 2.000 euro: tutti i 2.500 euro sono imponibili. Imposta sostitutiva: 2.500 x 26% = 650 euro. Caio compila la Sezione V del quadro T indicando i corrispettivi (colonna 3 del rigo T41) e i costi (colonna 4). Deve conservare la documentazione degli acquisti del 2024 per dimostrare il costo di 1.500 euro.

    In pratica

    • Documenta sempre il costo di acquisto degli NFT, inclusa la data e il valore in euro al momento dell’acquisto: e’ la tua prova per ridurre la plusvalenza.
    • Se le cessioni fossero state nel 2024, la tassazione sarebbe scattata solo sulla parte eccedente i 2.000 euro; dal 2025 non c’e’ piu’ questa agevolazione.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Gli NFT si tassano come le altre cripto?

    Si’, gli NFT rientrano nella definizione di cripto-attività e seguono le stesse regole: plusvalenze da cessione nella Sezione V del quadro T del 730, imposta sostitutiva del 26%, monitoraggio nel quadro W.

    C'e' una soglia sotto cui non pago le tasse sugli NFT?

    Per le cessioni effettuate dal 1° gennaio 2025 non esiste piu’ alcuna soglia minima: anche una plusvalenza di pochi euro va dichiarata. Per le cessioni avvenute fino al 31 dicembre 2024 la soglia era di 2.000 euro nel periodo d’imposta.

    Cosa succede se scambio un NFT con un altro NFT senza usare soldi?

    La permuta (scambio) e’ fiscalmente rilevante: si considera come corrispettivo il valore normale dell’NFT ceduto al momento della permuta. Se quel valore supera il costo di acquisto, c’e’ una plusvalenza da dichiarare.

    Non ho lo scontrino di acquisto del mio NFT: cosa succede?

    Le istruzioni AdE stabiliscono che in mancanza di documentazione il costo si considera pari a zero. Cio’ significa che l’intero corrispettivo di vendita e’ tassabile come plusvalenza. Conviene conservare ogni prova di acquisto.

    Devo compilare il quadro W anche se il mio NFT non vale quasi niente?

    Si’, il quadro W (monitoraggio fiscale) e’ obbligatorio per chi detiene cripto-attività attraverso portafogli o conti digitali, indipendentemente dal valore. L’obbligo sussiste anche se nel corso dell’anno hai venduto tutto.

    Le perdite su NFT si possono usare per ridurre altri guadagni in borsa?

    No. Le minusvalenze da cripto-attività (Sezione V del quadro T) non si possono compensare con le plusvalenze delle altre sezioni (azioni, ETF, ecc.). Possono pero’ essere portate in deduzione dalle plusvalenze su cripto degli anni successivi, per un massimo di quattro anni.

  • Art. 5-bis DPR 602/1973 – Versamento ad ufficio incompetente

    Art. 5-bis DPR 602/1973 – Versamento ad ufficio incompetente

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    Il versamento diretto ad una sezione di tesoreria di imposte per le quali e’ prescritto il versamento ad una esattoria e’ valido, fermo restando il diritto dell’esattore competente all’attribuzione dell’aggio, il cui pagamento verra’ effettuato con ordinativo tratto su apertura di credito disposta a favore del competente intendente di finanza.

    Il versamento diretto all’esattoria di imposte per le quali e’ prescritto il versamento ad una sezione di tesoreria e’ valido. All’esattore che ha ricevuto il versamento non compete alcun aggio a carico dello Stato.

    Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti si applica la sanzione di cui all’art. 93.

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