Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 20 TUPI: Verifica dei risultati

    Art. 20 TUPI: Verifica dei risultati

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Verifica dei risultati ( Art.20 del d.lgs n.29 del 1993 , come sostituito dall' art.6 del d.lgs n.470 del 1993 e successivamente modificato prima dall' art.43, comma 1 del d.lgs n.80 del 1998 poi dall' art.6 del d.lgs n.387 del 1998 e, infine, dagli artt.5, comma 5 e 10 , comma 2 del d.lgs n.286 del 1999 ) 1.

    Per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia, le operazioni di verifica sono effettuate dal Ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei ministri per i dirigenti preposti ad ufficio di livello dirigenziale generale.

    I termini e le modalità di attuazione del procedimento di verifica dei risultati da parte del Ministro competente e del Consiglio dei ministri sono stabiliti rispettivamente con regolamento ministeriale e con decreto del Presidente della Repubblica adottato ai sensi dell' articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , e successive modificazioni ed integrazioni, ovvero, fino alla data di entrata in vigore di tale decreto, con provvedimenti dei singoli ministeri interessati.

    Nota all'art. 20: – Per il testo vigente dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , vedi nelle note all'art.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 36 D.Lgs. 33/2013 – Pubblicazione delle informazioni necessarie per l’effettuazione di pagamenti informatici

    Art. 36 D.Lgs. 33/2013 – Pubblicazione delle informazioni necessarie per l’effettuazione di pagamenti informatici

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e specificano nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni di cui all’ articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 . Note all’art. 36: Si riporta il testo dell’articolo 5 del citato decreto legislativo n. 82 del 2005 : «Art.

    5. Effettuazione di pagamenti con modalità informatiche

    1. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, e i gestori di pubblici servizi nei rapporti con l’utenza sono tenuti a far data dal 1° giugno 2013 ad accettare i pagamenti ad essi spettanti, a qualsiasi titolo dovuti, anche con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. A tal fine: a) sono tenuti a pubblicare nei propri siti istituzionali e a specificare nelle richieste di pagamento: 1) i codici IBAN identificativi del conto di pagamento, ovvero dell’imputazione del versamento in Tesoreria, di cui all’ articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 9 ottobre 2006, n. 293 , tramite i quali i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale; 2) i codici identificativi del pagamento da indicare obbligatoriamente per il versamento; b) si avvalgono di prestatori di servizi di pagamento, individuati mediante ricorso agli strumenti di acquisto e negoziazione messi a disposizione da Consip o dalle centrali di committenza regionali di riferimento costituite ai sensi dell’ articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , per consentire ai privati di effettuare i pagamenti in loro favore attraverso l’utilizzo di carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente, indicando sempre le condizioni, anche economiche, per il loro utilizzo. Il prestatore dei servizi di pagamento, che riceve l’importo dell’operazione di pagamento, effettua il riversamento dell’importo trasferito al tesoriere dell’ente, registrando in apposito sistema informatico, a disposizione dell’amministrazione, il pagamento eseguito, i codici identificativi del pagamento medesimo, nonché i codici IBAN identificativi dell’utenza bancaria ovvero dell’imputazione del versamento in Tesoreria. Le modalità di movimentazione tra le sezioni di Tesoreria e Poste Italiane S.p.A. dei fondi connessi alle operazioni effettuate sui conti correnti postali intestati a pubbliche amministrazioni sono regolate dalla convenzione tra il Ministero dell’economia e delle finanze e Poste Italiane S.p.A. stipulata ai sensi dell’ articolo 2, comma 2, del decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487 , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71 .

    2. Per le finalità di cui al comma 1, lettera b), le amministrazioni e i soggetti di cui al comma 1 possono altresì avvalersi dei servizi erogati dalla piattaforma di cui all’articolo 81 comma 2-bis e dei prestatori di servizi di pagamento abilitati.

    3. Dalle previsioni di cui alla lettera a) del comma 1 possono essere escluse le operazioni di pagamento per le quali la verifica del buon fine dello stesso debba essere contestuale all’erogazione del servizio; in questi casi devono comunque essere rese disponibili modalità di pagamento di cui alla lettera b) del medesimo comma

    1. 3-bis. I micro-pagamenti dovuti a titolo di corrispettivo dalle pubbliche amministrazioni di cui all’ articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , come modificato dall’ articolo 7, comma 2, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94 , per i contratti di acquisto di beni e servizi conclusi tramite gli strumenti elettronici di cui al medesimo articolo 1, comma 450, stipulati nelle forme di cui all’articolo 11, comma 13, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 , e successive modificazioni, sono effettuati mediante strumenti elettronici di pagamento se richiesto dalle imprese fornitrici.

    3-ter. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze da pubblicare entro il 1° marzo 2013 sono definiti i micro-pagamenti in relazione al volume complessivo del contratto e sono adeguate alle finalità di cui al comma 3-bis le norme relative alle procedure di pagamento delle pubbliche amministrazioni di cui al citato articolo 1, comma 450, della legge n. 296 del 2006 . Le medesime pubbliche amministrazioni provvedono ad adeguare le proprie norme al fine di consentire il pagamento elettronico per gli acquisti di cui al comma 3-bis entro il 1° gennaio

    2013. 4. L’Agenzia per l’Italia digitale, sentita la Banca d’Italia, definisce linee guida per la specifica dei codici identificativi del pagamento di cui al comma 1, lettere a) e b) e le modalità attraverso le quali il prestatore dei servizi di pagamento mette a disposizione dell’ente le informazioni relative al pagamento medesimo.

    5. Le attività previste dal presente articolo si svolgono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.».

  • Art. 35 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l’acquisizione d’ufficio dei dati

    Art. 35 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l’acquisizione d’ufficio dei dati

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi alle tipologie di procedimento di propria competenza. Per ciascuna tipologia di procedimento sono pubblicate le seguenti informazioni: a) una breve descrizione del procedimento con indicazione di tutti i riferimenti normativi utili; b) l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria; c) l’ufficio del procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale, nonché, ove diverso, l’ufficio competente all’adozione del provvedimento finale, con l’indicazione del nome del responsabile dell’ufficio, unitamente ai rispettivi recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale; d) per i procedimenti ad istanza di parte, gli atti e i documenti da allegare all’istanza e la modulistica necessaria, compresi i fac-simile per le autocertificazioni, anche se la produzione a corredo dell’istanza è prevista da norme di legge, regolamenti o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nonché gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalità di accesso con indicazione degli indirizzi, dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale, a cui presentare le istanze; e) le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino; f) il termine fissato in sede di disciplina normativa del procedimento per la conclusione con l’adozione di un provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante; g) i procedimenti per i quali il provvedimento dell’amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell’interessato, ovvero il procedimento può concludersi con il silenzio assenso dell’amministrazione; h) gli strumenti di tutela, amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell’interessato, nel corso del procedimento e nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per la sua conclusione e i modi per attivarli; i) il link di accesso al servizio on line, ove sia già disponibile in rete, o i tempi previsti per la sua attivazione; l) le modalità per l’effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari, con le informazioni di cui all’articolo 36; m) il nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonché le modalità per attivare tale potere, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale; n) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 25 MAGGIO 2016, N. 97 .

    2. Le pubbliche amministrazioni non possono richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati; in caso di omessa pubblicazione, i relativi procedimenti possono essere avviati anche in assenza dei suddetti moduli o formulari. L’amministrazione non può respingere l’istanza adducendo il mancato utilizzo dei moduli o formulari o la mancata produzione di tali atti o documenti, e deve invitare l’istante a integrare la documentazione in un termine congruo.

    3. Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel sito istituzionale: a) i recapiti telefonici e la casella di posta elettronica istituzionale dell’ufficio responsabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti ai sensi degli articoli 43 , 71 e 72 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 ; b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 25 MAGGIO 2016, N. 97 ; c) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 25 MAGGIO 2016, N. 97 .

  • Art. 34 D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza degli oneri informativi (abrogato)

    Art. 34 D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza degli oneri informativi

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – Trasparenza della pubblica amministrazione

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    I regolamenti ministeriali o interministeriali, nonché i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato per regolare l’esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l’accesso ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici, recano in allegato l’elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi.

    Per onere informativo si intende qualunque obbligo informativo o adempimento che comporti la raccolta, l’elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di informazioni e documenti alla pubblica amministrazione.

    2. Ferma restando, ove prevista, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, gli atti di cui al comma 1 sono pubblicati sui siti istituzionali delle amministrazioni, secondo i criteri e le modalità definite con il regolamento di cui all’ articolo 7, commi 2 e 4, della legge 11 novembre 2011, n. 180

  • Art. 33 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione

    Art. 33 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi prestazioni professionali e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestività dei pagamentì , nonché l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici . A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestività dei pagamentì , nonché l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici . Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalità definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

  • CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness: welfare e sanità integrativa 2024

    CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness

    CCNL Lavoratori dello Sport: welfare e sanità integrativa

    Fondo EST, Cassa Qu.A.S. per i Quadri, Fon.Te. per la previdenza complementare ed Ente bilaterale: il sistema di welfare contrattuale previsto dal CCNL Lavoratori dello Sport 2024-2026 per i dipendenti di palestre, piscine e impianti sportivi.

    In sintesi

    Il CCNL Lavoratori dello Sport prevede sanità integrativa tramite il Fondo EST (10 € datore + 2 € lavoratore al mese) per tutti i lavoratori non Quadri; la Cassa Qu.A.S. per i Quadri. La previdenza complementare è affidata a Fon.Te. (0,55% datore + 0,55% lavoratore + 3,45% TFR). L’Ente bilaterale è finanziato con lo 0,10% datore + 0,05% lavoratore.

    Dati contrattuali

    Sanità integrativa (non Quadri)
    Fondo EST – art. 13 CCNL
    Sanità integrativa Quadri
    Cassa Qu.A.S. – art. 61 CCNL
    Previdenza complementare
    Fon.Te. – art. 148 CCNL
    Ente bilaterale
    Art. 3 CCNL; 0,10% datore + 0,05% lavoratore sulla retribuzione

    Tabella riepilogativa del sistema di welfare contrattuale

    Fondi di welfare, sanità e previdenza nel CCNL Lavoratori dello Sport 2024-2026
    Fondo / Ente Destinatari Contributo datore Contributo lavoratore Sanzione inadempimento
    Fondo EST (sanità) Tutti i lavoratori tranne i Quadri 10 €/mese + 30 € una tantum alla prima iscrizione 2 €/mese Elemento distinto non assorbibile 16 €/mese × 13
    Cassa Qu.A.S. (sanità) Solo Quadri Secondo il deliberato dalla Cassa stessa — Elemento distinto non assorbibile 40 €/mese × 13
    Fon.Te. (previdenza) Tutti i dipendenti (obbligo su base volontaria; TI e TD >3 mesi) 0,55% retribuzione utile TFR 0,55% retribuzione utile TFR —
    Ente bilaterale Tutti i lavoratori e datori del settore 0,10% retribuzione complessiva mensile 0,05% retribuzione complessiva mensile Elemento distinto non assorbibile 0,30% mensile

    Nota sulla rivalenza tra contributi e retribuzione: il CCNL precisa espressamente che il trattamento economico complessivo è stato determinato tenendo conto delle quote per Fondo EST ed Ente bilaterale. Questi contributi sono quindi parte integrante del trattamento contrattuale e non si aggiungono separatamente ai minimi tabellari, ma il datore non può sottrarsi all’obbligo di versamento senza incorrere nelle sanzioni previste.

    Il Fondo EST: sanità integrativa per tutti i non Quadri

    Il Fondo EST (Fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore Terziario) è il fondo sanitario contrattuale previsto dall’art. 13 del CCNL Lavoratori dello Sport. Istituito nell’ambito del sistema bilaterale del Terziario-Confcommercio, Fondo EST eroga prestazioni sanitarie integrative del Servizio Sanitario Nazionale, tra cui:

    • rimborsi per visite specialistiche, esami diagnostici e analisi di laboratorio;
    • copertura per ricoveri ospedalieri (quota eccedente il SSN);
    • rimborsi per interventi chirurgici e day hospital;
    • rimborsi odontoiatrici (secondo il piano di prestazioni del Fondo);
    • prestazioni di prevenzione e medicina preventiva.

    Le prestazioni esatte e i massimali sono definiti dal regolamento interno di Fondo EST, modificabile periodicamente. Per informazioni aggiornate sulle prestazioni erogabili: sito ufficiale di Fondo EST o i sindacati firmatari.

    La Cassa Qu.A.S. per i Quadri

    I lavoratori inquadrati nella categoria Quadri non rientrano nel perimetro del Fondo EST ma dispongono di una copertura sanitaria dedicata attraverso la Cassa Qu.A.S. (art. 61 CCNL), integrativa del Servizio Sanitario Nazionale. Il contributo è a carico esclusivo del datore di lavoro, nella misura deliberata dalla Cassa. Se il datore non versa, deve corrispondere al Quadro un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di 40 € lordi mensili per 13 mensilità.

    Fon.Te.: la previdenza complementare nel CCNL sport

    Il Fondo Fon.Te. è il fondo pensione complementare a capitalizzazione individuale identificato dal CCNL come applicabile ai lavoratori degli impianti sportivi (art. 148). È un fondo negoziale istituito il 9 aprile 1998, aperto ai lavoratori del settore terziario, distribuzione e servizi.

    Aderire a Fon.Te. comporta la destinazione del TFR maturando (3,45%) al fondo, con benefici fiscali significativi:

    • i contributi versati al fondo sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a 5.164,57 € annui;
    • i rendimenti del fondo sono tassati al 20% (aliquota agevolata rispetto al 26% degli strumenti finanziari ordinari);
    • la prestazione pensionistica finale è tassata con un’aliquota ridotta (da 9% a 15%, decrescente con gli anni di iscrizione).

    L’Ente bilaterale: a cosa serve

    L’Ente bilaterale nazionale (art. 3 CCNL) è lo strumento attraverso cui le parti datoriali e sindacali esercitano funzioni di monitoraggio, supporto e sviluppo del settore. Le sue attività principali sono:

    • monitoraggio dei contratti a tempo determinato e stagionali;
    • individuazione di nuove figure professionali non previste nell’attuale classificazione;
    • gestione dell’apprendistato: rilascio del parere di conformità sui piani formativi individuali;
    • certificazione delle procedure (art. 78 D.Lgs. 276/2003);
    • dialogo sulle vertenze e sulle relazioni sindacali a livello territoriale.

    Casi pratici

    Tizio — Istruttore che scopre di non essere iscritto a Fondo EST

    Tizio, lavorando da 2 anni in una palestra, scopre di non ricevere la tessera del Fondo EST e che il datore non ha mai versato i contributi. Ha diritto a ricevere l’elemento distinto della retribuzione di 16 € lordi mensili per 13 mensilità per tutto il periodo in cui i contributi non sono stati versati. Può richiedere al sindacato (SLC-CGIL, FISASCAT-CISL o UILCOM-UIL) di accertare l’inadempimento datoriale e procedere con una diffida.

    Caia — Direttrice tecnica (Quadro) con Qu.A.S.

    Caia è inquadrata come Quadro. Il suo datore è obbligato a iscriverla alla Cassa Qu.A.S. e a versare i relativi contributi. Se il datore non adempie, Caia ha diritto a un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di 40 € lordi mensili per 13 mensilità (art. 61 CCNL). Questo importo è aggiuntivo all’indennità di funzione di 60 € già prevista per i Quadri.

    Sempronio — Scelta sulla destinazione del TFR

    Sempronio viene assunto a tempo indeterminato. Entro 6 mesi dall’assunzione deve scegliere se destinare il TFR maturando a Fon.Te. o mantenerlo in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS). Il CCNL indica Fon.Te. come fondo di riferimento. Se Sempronio non esprime alcuna scelta entro 6 mesi, il silenzio-assenso determina la destinazione del TFR al fondo pensione indicato nel CCNL (Fon.Te.), ai sensi dell’art. 8 D.Lgs. 252/2005.

    Domande frequenti

    A quale fondo sanitario appartengono i lavoratori di palestre e fitness?
    Al Fondo EST (art. 13 CCNL) per tutti i lavoratori tranne i Quadri. I Quadri hanno la Cassa Qu.A.S. (art. 61 CCNL). Il Fondo EST eroga rimborsi per visite specialistiche, ricoveri, interventi e prestazioni odontoiatriche.
    Quanto costa il Fondo EST per il datore di lavoro?
    10 € mensili a carico del datore + 2 € a carico del lavoratore, più 30 € una tantum alla prima iscrizione (art. 13 CCNL). Se il datore non versa, deve corrispondere 16 € mensili per 13 mensilità come elemento distinto non assorbibile.
    Cosa succede se il datore non versa al Fondo EST?
    Deve corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di 16 € lordi mensili per 13 mensilità, che rientra nella retribuzione di fatto (art. 13 CCNL).
    Cos’è Fon.Te. e chi può aderirvi?
    Fon.Te. è il fondo pensione complementare del settore terziario (art. 148 CCNL). Possono aderire tutti i dipendenti degli impianti sportivi a tempo indeterminato e i lavoratori a termine con contratto superiore a 3 mesi. Chi aderisce contribuisce con lo 0,55% + 0,55% datore + 3,45% TFR maturando.
    Esiste un ente bilaterale nel CCNL sport?
    Sì. L’Ente bilaterale nazionale (art. 3 CCNL) è finanziato con 0,10% datore + 0,05% lavoratore. Gestisce l’apprendistato, monitora i contratti e sviluppa le relazioni sindacali. Se il datore non versa, deve corrispondere lo 0,30% mensile come elemento distinto non assorbibile.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima, quattordicesima e premi 2024.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al CCNL Lavoratori dello Sport del 12 gennaio 2024 (vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026). Per informazioni sulle prestazioni di Fondo EST, Qu.A.S. e Fon.Te. consultare direttamente i siti ufficiali dei rispettivi fondi. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (SLC-CGIL, FISASCAT-CISL, UILCOM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 32 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati

    Art. 32 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi pubblicano la carta dei servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici.

    2. Le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi, , individuati i servizi erogati agli utenti, sia finali che intermedi, ai sensi dell’articolo 10, comma 5, pubblicano: a) i costi contabilizzati … e il relativo andamento nel tempo; b) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 25 MAGGIO 2016, N. 97 .

  • Il diritto alla disconnessione: cosa prevede la legge

    Guida pratica · Lavoro · Orario di lavoro

    In sintesi

    Il lavoratore in smart working ha diritto al rispetto dei tempi di riposo e a non essere contattato fuori dall’orario di lavoro. L’accordo individuale deve prevedere misure tecniche e organizzative per garantire la disconnessione. Non rispettare questo diritto può configurare una violazione della normativa sul lavoro.

    Riferimento normativo

    L. 81/2017, art. 19

    Tabella riepilogativa

    Il diritto alla disconnessione: contenuto e tutele
    Aspetto Regola
    Base normativa L. 81/2017, art. 19 (e D.Lgs. 66/2003 sui riposi minimi)
    Cosa garantisce Rispetto dei tempi di riposo e della vita privata fuori dall’orario concordato
    Come si attua Misure tecniche (es. disattivazione notifiche) e organizzative (fasce di reperibilità) nell’accordo individuale
    Sanzioni per il datore Violazione della normativa sui riposi minimi; possibile responsabilità per danno alla salute
    Settore pubblico Disciplinato da circolari ministeriali e accordi di settore

    Cos'è il diritto alla disconnessione

    Il diritto alla disconnessione è il diritto del lavoratore di non essere contattato dal datore o dai colleghi al di fuori dell’orario di lavoro concordato, e di non dover rispondere a messaggi, email o chiamate nei periodi di riposo, ferie o malattia. La L. 81/2017 lo riconosce espressamente per i lavoratori in smart working: l’accordo individuale deve contenere misure tecniche e organizzative per garantirlo.

    Come si tutela nella pratica

    Le misure di disconnessione possono includere: la definizione di fasce orarie di reperibilità al di fuori delle quali il lavoratore non è tenuto a rispondere; la disattivazione automatica delle notifiche; l’indicazione chiara nell’accordo che le comunicazioni ricevute fuori orario non richiedono risposta immediata. L’accordo può anche prevedere un’indennità per la reperibilità eccedente l’orario concordato.

    Cosa fare se il datore non rispetta il diritto alla disconnessione

    Se il datore contatta sistematicamente il lavoratore fuori dall’orario o esercita pressioni affinché risponda, si configura una violazione dei riposi minimi (D.Lgs. 66/2003) e degli obblighi dell’accordo di smart working. Il lavoratore può: documentare le comunicazioni ricevute; segnalare la situazione al sindacato; presentare un esposto all’Ispettorato del Lavoro; agire per il risarcimento del danno da stress lavoro-correlato.

    Casi pratici

    Tizio – email a mezzanotte dal capo

    Il responsabile di Tizio gli invia email operative ogni sera dopo le 22:00 attendendosi una risposta entro pochi minuti. L’accordo di smart working di Tizio fissa le 19:00 come limite dell’orario di lavoro agile: le email notturne violano il diritto alla disconnessione. Tizio può segnalare la situazione all’HR e, se la prassi persiste, all’Ispettorato del Lavoro.

    Caia – chiamate durante le ferie

    Caia è in ferie ma viene contattata ripetutamente dal datore per questioni operative. Le ferie sono un periodo di riposo inviolabile: Caia non è tenuta a rispondere e il comportamento del datore può configurare una violazione delle normative sui riposi e un danno risarcibile.

    Sempronio – accordo senza misure di disconnessione

    L’accordo di smart working di Sempronio non contiene alcuna misura di disconnessione. L’omissione viola la L. 81/2017: Sempronio può chiedere al datore di integrare l’accordo. In mancanza di risposta, può rivolgersi al sindacato o all’Ispettorato per far valere il diritto.

    Domande frequenti

    Sono obbligato a rispondere alle email fuori orario?

    No. Se l’accordo di smart working fissa un orario di lavoro, fuori da quell’orario hai diritto alla disconnessione. Non sei tenuto a rispondere a comunicazioni di lavoro nei periodi di riposo.

    Il diritto alla disconnessione vale anche per i lavoratori in presenza?

    La L. 81/2017 lo prevede espressamente per lo smart working, ma il rispetto dei riposi minimi (D.Lgs. 66/2003) si applica a tutti i lavoratori: nessun lavoratore è tenuto a rispondere durante i periodi di riposo garantiti dalla legge.

    Il datore può disciplinarmi se non rispondo fuori orario?

    No, se stai esercitando il diritto alla disconnessione nei periodi di riposo garantiti dalla legge e dall’accordo. Un provvedimento disciplinare per il mancato risposta fuori orario sarebbe illegittimo e impugnabile.

    Cosa devo fare se il mio accordo di smart working non prevede la disconnessione?

    Puoi richiedere al datore l’integrazione dell’accordo con le misure di disconnessione previste dalla L. 81/2017. In caso di rifiuto, puoi segnalare la lacuna al sindacato o all’Ispettorato del Lavoro.

    Come posso documentare le violazioni del diritto alla disconnessione?

    Conserva le email, i messaggi e i log delle chiamate ricevute fuori orario, con data e ora. Questa documentazione è utile per eventuali segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro o azioni in sede giudiziale per il risarcimento del danno.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 31 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione

    Art. 31 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti degli organismi indipendenti di valutazione o nuclei di valutazione, procedendo all’indicazione in forma anonima dei dati personali eventualmente presenti. Pubblicano, inoltre, la relazione degli organi di revisione amministrativa e contabile al bilancio di previsione o budget, alle relative variazioni e al conto consuntivo o bilancio di esercizio nonché tutti i rilievi ancorché non recepiti della Corte dei conti riguardanti l’organizzazione e l’attività delle amministrazioni stesse e dei loro uffici.

  • Art. 30 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio

    Art. 30 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i beni immobili e la gestione del patrimonio

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti e di quelli detenuti , nonché i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti.

  • Art. 29 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi

    Art. 29 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni pubblicano i documenti e gli allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo entro trenta giorni dalla loro adozione, nonché i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al fine di assicurare la piena accessibilità e comprensibilità.

    1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e rendono accessibili, anche attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati relativi alle entrate e alla spesa di cui ai propri bilanci preventivi e consuntivi in formato tabellare aperto che ne consenta l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo, ai sensi dell’articolo 7, secondo uno schema tipo e modalità definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

    2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano il Piano di cui all’ articolo 19 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 , con le integrazioni e gli aggiornamenti di cui all’articolo 22 del medesimo decreto legislativo n. 91 del 2011 .

  • Art. 28 D.Lgs. 33/2013 – Pubblicità dei rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali

    Art. 28 D.Lgs. 33/2013 – Pubblicità dei rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le province pubblicano i rendiconti di cui all’ articolo 1, comma 10, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 , dei gruppi consiliari regionali e provinciali, con evidenza delle risorse trasferite o assegnate a ciascun gruppo, con indicazione del titolo di trasferimento e dell’impiego delle risorse utilizzate. Sono altresì pubblicati gli atti e le relazioni degli organi di controllo.

    2. La mancata pubblicazione dei rendiconti comporta la riduzione del 50 per cento delle risorse da trasferire o da assegnare nel corso dell’anno.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.