Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 27 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari

    Art. 27 D.Lgs. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. La pubblicazione di cui all’articolo 26, comma 2, comprende necessariamente, ai fini del comma 3 del medesimo articolo: a) il nome dell’impresa o dell’ente e i rispettivi dati fiscali o il nome di altro soggetto beneficiario; b) l’importo del vantaggio economico corrisposto; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato e al curriculum del soggetto incaricato.

    2. Le informazioni di cui al comma 1 sono riportate, nell’ambito della sezione «Amministrazione trasparente» e secondo modalità di facile consultazione, in formato tabellare aperto che ne consente l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo ai sensi dell’articolo 7 e devono essere organizzate annualmente in unico elenco per singola amministrazione.

  • Art. 15 ter D.Lgs. 33/2013 – (Obblighi di pubblicazione concernenti gli amministratori e gli esperti nominati da organi giurisdizionali o amministrativi)

    Art. 15 Ter D.Lgs. 33/2013 – (Obblighi di pubblicazione concernenti gli amministratori e gli esperti nominati da organi giurisdizionali o amministrativi)

    D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 – testo aggiornato

    1. L’albo di cui all’ articolo 1 del decreto legislativo 4 febbraio 2010, n. 14 , è tenuto con modalità informatiche ed è inserito in un’area pubblica dedicata del sito istituzionale del Ministero della giustizia. Nell’albo sono indicati, per ciascun iscritto, gli incarichi ricevuti, con precisazione dell’autorità che lo ha conferito e della relativa data di attribuzione e di cessazione, nonché gli acconti e il compenso finale liquidati. I dati di cui al periodo precedente sono inseriti nell’albo, a cura della cancelleria, entro quindici giorni dalla pronuncia del provvedimento. Il regolamento di cui all’articolo 10 del suddetto decreto legislativo n. 14 del 2010 stabilisce gli ulteriori dati che devono essere contenuti nell’albo.

    2. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, di cui all’ articolo 110 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 , pubblica sul proprio sito istituzionale gli incarichi conferiti ai tecnici e agli altri soggetti qualificati di cui all’articolo 38, comma 3, dello stesso decreto legislativo n. 159 del 2011 , nonché i compensi a ciascuno di essi liquidati.

    3. Nel registro di cui all’ articolo 28, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , vengono altresì annotati i provvedimenti di liquidazione degli acconti e del compenso finale in favore di ciascuno dei soggetti di cui al medesimo articolo 28, quelli di chiusura del fallimento e di omologazione del concordato e quelli che attestano l’esecuzione del concordato, nonché l’ammontare dell’attivo e del passivo delle procedure chiuse.

    4. Le prefetture pubblicano i provvedimenti di nomina e di quantificazione dei compensi degli amministratori e degli esperti nominati ai sensi dell’ articolo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 .

  • Scatti di anzianità nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: come maturano e quanto valgono

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Scatti di anzianità nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: come maturano e quanto valgono

    Nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione l’anzianità si paga con aumenti periodici in cifra fissa: uno ogni due anni di servizio, fino a un massimo di cinque, con importo diverso per livello. Vediamo quanto valgono, da quando decorrono e come incidono su TFR e mensilità aggiuntive.

    In sintesi

    L’art. 17 del CCNL riconosce, al compimento di ogni biennio di anzianità presso la stessa azienda e fino a un massimo di 5 bienni, un aumento in cifra fissa riferito al livello: da 20,66 euro (6° livello) a 30,99 euro (Quadri) per il personale non viaggiante, da 21,62 a 24,79 euro per il viaggiante. Decorre dal primo giorno del mese successivo al biennio, non è assorbibile dagli aumenti di merito e rientra nella base del TFR.

    Dati contrattuali

    Contratto
    CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, 6 dicembre 2024
    Parti sindacali
    Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti
    Istituti trattati
    Aumenti periodici di anzianità · Passaggio di livello · Cambio appalto · Effetti su TFR e mensilità
    Riferimenti
    Art. 17 (aumenti periodici), art. 18 e 19 (tredicesima e quattordicesima), art. 37 (TFR), art. 42 (cambio appalto)

    Come maturano gli scatti

    Ai lavoratori, per l’anzianità maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale e indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, spetta un aumento in cifra fissa al compimento di ogni biennio e fino a un massimo di 5 bienni (art. 17). L’importo è quello del livello di appartenenza al momento della maturazione di ciascun biennio.

    • Decorrenza: dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compie il biennio.
    • Non assorbibili: gli scatti non si assorbono negli aumenti di merito, né viceversa.
    • Passaggio di livello: il lavoratore conserva l’importo degli scatti maturati nel livello di provenienza, e la frazione di biennio in corso vale per il successivo scatto nel nuovo livello.
    • Assunti prima del 1° giugno 2000 (ex CCNL autotrasporto, spedizione merci e logistica): il numero degli scatti è 8.

    Importo di ogni scatto per livello

    Personale non viaggiante: importo mensile lordo per scatto (art. 17)
    Livello Importo
    Quadri 30,99 €
    1° 29,44 €
    2° 26,86 €
    3° Super 24,79 €
    3° 24,27 €
    4° 23,24 €
    4° Junior 22,34 €
    5° 22,21 €
    6° 20,66 €
    Personale viaggiante: importo mensile lordo per scatto (art. 17)
    Parametro Importo
    C3, B3, A3 24,79 €
    F2, E2, D2 24,27 €
    H1 23,24 €
    G1 23,14 €
    I (ciclo) 22,18 €
    L (ciclomotore e moto) 21,62 €
    Fonte: testo unico del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, art. 17. Il 6° Junior (18,78 euro) è stato soppresso al 31 dicembre 2025. Per i minimi vedi le tabelle retributive.

    Effetti su TFR, tredicesima e quattordicesima

    • TFR: gli aumenti periodici di anzianità sono tra gli elementi della retribuzione annua che l’art. 37 elenca per il calcolo del TFR, insieme a minimo tabellare, EPA, superminimi, tredicesima e quattordicesima.
    • Tredicesima e quattordicesima: sono pari alla retribuzione globale mensile determinata con le voci dell’art. 61, tra cui gli aumenti periodici di anzianità (artt. 18 e 19).

    Cambio appalto e anzianità

    Nei cambi di appalto l’art. 42 prevede il passaggio diretto, senza soluzione di continuità, dei lavoratori impiegati nell’appalto da almeno 6 mesi continuativi, mantenendo l’anzianità pregressa e tutti i trattamenti salariali. Fuori da questi casi l’anzianità che conta è quella presso la stessa azienda o gruppo.

    Casi pratici

    Tizio — il secondo scatto
    Tizio, operatore di magazzino al 5° livello, compie il quarto anno di servizio a marzo. Da aprile matura il secondo scatto, di 22,21 euro, che si somma ai 22,21 euro del primo: 44,42 euro al mese in più rispetto al minimo.
    Caia — passaggio di livello
    Caia ha maturato due scatti al 6° livello (2 × 20,66 = 41,32 euro). Passa al 5° livello: conserva i 41,32 euro già maturati e, per il terzo scatto, vale l’importo del 5° livello, 22,21 euro; il tempo trascorso dall’ultimo biennio conta per la maturazione.

    Domande frequenti

    Ogni quanto matura uno scatto nel CCNL spedizionieri e corrieri?
    Ogni due anni di anzianità presso la stessa azienda, fino a un massimo di 5 scatti (8 per gli assunti prima del 1° giugno 2000 nell’ex CCNL autotrasporto, spedizione merci e logistica). Lo scatto decorre dal primo giorno del mese successivo (art. 17).
    Quanto vale uno scatto?
    Dipende dal livello: da 20,66 euro al mese (6° livello) a 30,99 euro (Quadri) per il personale non viaggiante, da 21,62 a 24,79 euro per il viaggiante, secondo le tabelle dell’art. 17.
    Se cambio azienda riparto da zero con gli scatti?
    Sì, perché contano gli anni presso la stessa azienda o gruppo. Fa eccezione il cambio appalto: i lavoratori impiegati nell’appalto da almeno 6 mesi continuativi passano all’impresa subentrante mantenendo l’anzianità pregressa (art. 42).
    Gli scatti incidono su TFR e tredicesima?
    Sì. Gli aumenti periodici di anzianità sono nella base di calcolo del TFR (art. 37) e nella retribuzione globale su cui si calcolano tredicesima e quattordicesima (artt. 18, 19 e 61).
    Se cambio livello perdo gli scatti?
    No: si mantiene l’importo degli scatti maturati nel livello di provenienza, e la frazione di biennio in corso vale per il successivo scatto nel nuovo livello (art. 17 c. 5 e 7).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024 (artt. 17, 18, 19, 37 e 42) e all’art. 2120 c.c.

  • Trasferimento e cambio mansioni nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: l’art. 2103 c.c.

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Trasferimento e cambio mansioni nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: l’art. 2103 c.c.

    Il datore può spostare l’operaio da un reparto all’altro o assegnargli macchine diverse, ma non in modo illimitato: l’art. 2103 del codice civile fissa i confini del cosiddetto jus variandi. Stesso discorso per il trasferimento a un’altra sede, che richiede ragioni serie e dimostrabili. Vediamo cosa può e cosa non può fare l’azienda.

    In sintesi

    L’art. 2103 c.c. consente di adibire il lavoratore alle mansioni dell’assunzione o ad altre dello stesso livello e categoria legale. Per le mansioni superiori scatta il diritto alla promozione dopo il periodo fissato dal CCNL (in mancanza 6 mesi). Il demansionamento è ammesso solo in caso di riorganizzazione, con conservazione del livello e della retribuzione. Il trasferimento richiede comprovate ragioni tecnico-organizzative.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
    Istituti trattati
    Jus variandi (art. 2103 c.c.) · Mansioni equivalenti · Mansioni superiori e promozione · Trasferimento di sede
    Riferimenti
    Art. 2103 c.c. (jus variandi, trasferimento) · D.Lgs. 81/2015 · Art. 33 L. 104/1992 · Inquadramento del CCNL
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Il jus variandi: cosa può cambiare il datore

    Il potere del datore di modificare le mansioni del lavoratore — il cosiddetto jus variandi — è disciplinato dall’art. 2103 del codice civile, riscritto nel 2015. La regola di base è che il lavoratore deve essere adibito:

    • alle mansioni dell’assunzione o a quelle dell’inquadramento superiore eventualmente acquisito;
    • oppure a mansioni riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento.

    Non conta più, quindi, la «equivalenza professionale» in senso stretto: il datore può spostare il lavoratore tra mansioni diverse purché restino nello stesso livello contrattuale e nella stessa categoria legale (operai, impiegati, quadri, dirigenti).

    Mansioni superiori: quando scatta la promozione

    Se l’operaio viene adibito a mansioni di un livello superiore — ad esempio conduce stabilmente un macchinario più complesso — ha diritto fin da subito al trattamento economico corrispondente. Inoltre, decorso il periodo fissato dal CCNL (in sua mancanza 6 mesi continuativi), l’assegnazione diventa definitiva e matura il diritto alla promozione, salvo che lo svolgimento serva a sostituire un collega assente con diritto alla conservazione del posto (ferie, malattia, maternità).

    Il demansionamento «da riorganizzazione»

    L’art. 2103 c.c. ammette l’assegnazione a mansioni di un livello inferiore — purché della stessa categoria legale — solo quando c’è una modifica degli assetti organizzativi che incide sulla posizione del lavoratore. Anche in questo caso restano fermi il livello di inquadramento e il trattamento retributivo già raggiunti: lo stipendio non si tocca.

    Il trasferimento a un’altra sede

    Il trasferimento da un’unità produttiva a un’altra non è libero: l’ultimo comma dell’art. 2103 c.c. lo consente solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Il datore deve poterle dimostrare; un trasferimento pretestuoso o ritorsivo è illegittimo e il lavoratore può opporvisi.

    Tutele rafforzate

    • chi assiste con continuità un familiare disabile e fruisce dei permessi della L. 104/1992 non può essere trasferito senza il suo consenso (art. 33);
    • analoga tutela vale per il lavoratore con disabilità;
    • il rappresentante sindacale non può essere trasferito dall’unità produttiva senza il nulla osta dell’associazione (art. 22 Statuto).
    La distanza della nuova sede può avere effetti anche sulla NASpI: il rifiuto di un trasferimento a oltre 50 km dalla residenza, o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, può dare diritto all’indennità di disoccupazione.

    L’accordo per cambiare mansioni

    Datore e lavoratore possono concordare una modifica delle mansioni, anche in senso riduttivo, in sede protetta (ad esempio davanti alla commissione di conciliazione o in sede sindacale). L’accordo è valido se risponde all’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita. La forma protetta serve a garantire che il consenso sia genuino e non imposto.

    Casi pratici

    Tizio — mansioni superiori e promozione
    Tizio, operaio, conduce stabilmente da otto mesi una linea che richiede un inquadramento superiore. Ha diritto fin dall’inizio alla paga del livello più alto e, superato il periodo previsto dal CCNL, alla promozione definitiva, perché non sta sostituendo nessun collega assente.
    Caia — trasferimento senza ragioni provate
    Caia viene trasferita in un’altra unità produttiva senza che l’azienda indichi ragioni tecniche o organizzative concrete. Il trasferimento è illegittimo: l’art. 2103 c.c. lo consente solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

    Domande frequenti

    Il datore può assegnarmi qualsiasi mansione?
    No. Può assegnarti le mansioni dell’assunzione o altre riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento (art. 2103 c.c.). Non può invece spostarti liberamente a mansioni di livello inferiore: il demansionamento è ammesso solo in casi tassativi, conservando livello e retribuzione.
    Cosa rischia il datore se mi demansiona illegittimamente?
    Il demansionamento illegittimo espone il datore a una condanna a ripristinare le mansioni dovute e a risarcire il danno, che può comprendere sia la perdita di professionalità sia il pregiudizio alla salute e alla dignità del lavoratore. In casi gravi il lavoratore può anche dimettersi per giusta causa.
    Posso rifiutare un trasferimento?
    Puoi opporti se il datore non dimostra comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103 c.c.). Esistono poi tutele speciali: chi assiste un familiare disabile con i permessi della L. 104/1992, il lavoratore disabile e i rappresentanti sindacali non possono essere trasferiti senza il loro consenso o senza nulla osta.
    Se svolgo mansioni superiori da mesi, ho diritto al passaggio di livello?
    Sì. Hai diritto subito alla retribuzione del livello superiore e, decorso il periodo fissato dal CCNL (in mancanza 6 mesi continuativi), alla promozione definitiva. L’unica eccezione è quando stai sostituendo un collega assente che ha diritto alla conservazione del posto.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 2103 c.c.; D.Lgs. 81/2015; art. 33 L. 104/1992). Livelli, categorie e periodi per la promozione sono fissati dal CCNL vigente: per il dettaglio si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

  • Lavoro notturno, festivo e domenicale nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: turni e maggiorazioni

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Lavoro notturno, festivo e domenicale nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: turni e maggiorazioni

    Nei cicli produttivi su turni il lavoro di notte, di domenica e nei giorni festivi è spesso la regola. La legge fissa limiti e tutele (durata, riposi, sorveglianza sanitaria), mentre la maggiorazione economica di queste prestazioni è stabilita dal CCNL. Vediamo cosa spetta e quali sono i paletti invalicabili.

    In sintesi

    Il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) è quello svolto nel periodo di almeno 7 ore tra le 24 e le 5; per i lavoratori notturni l’orario medio non supera le 8 ore nelle 24 e spetta la sorveglianza sanitaria. Restano fermi il riposo di 11 ore al giorno e di 24 ore a settimana, di regola di domenica. Nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione il notturno va dalle 22 alle 6 ed è maggiorato del 15% se compreso in turni e del 25% se non compreso in turni; il lavoro nelle festività è maggiorato del 50% (art. 12).

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Aiti · Assoespressi · Assologistica · Fedespedi · Fedit · Fisi · Trasportounito Fiap (Confetra) · Anita · Fai · Assotir · Federlogistica · Unitai (Conftrasporto) · CNA Fita · Confartigianato Trasporti · SNA Casartigiani · Claai · Confcooperative Lavoro e Servizi · Legacoop Produzione e Servizi · AGCI Servizi · Federtraslochi · Aite · Fiap · Filt-CGIL · Fit-CISL · Uiltrasporti
    Stipula e vigenza
    Rinnovo del 6 dicembre 2024; scadenza 31 dicembre 2027 (art. 1)
    Istituti trattati
    Lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) · Maggiorazioni di turno · Festività · Riposo settimanale
    Riferimenti
    D.Lgs. 66/2003 (orario, notturno, riposi) · Art. 2109 c.c. · D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità) · Maggiorazioni del CCNL
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Che cosa è il lavoro notturno per la legge

    Il D.Lgs. 66/2003 dà due definizioni che conviene tenere distinte. Il lavoro notturno è l’attività svolta in un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Il lavoratore notturno è invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell’anno, secondo i criteri fissati dal CCNL. Questa qualifica fa scattare tutele aggiuntive.

    Limiti e tutele del lavoratore notturno

    • l’orario di lavoro non può superare, in media, le 8 ore nell’arco di 24 ore;
    • il lavoratore ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica e gratuita;
    • se sopravviene un’inidoneità al notturno certificata, deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne.

    Le maggiorazioni: lo schema e i valori del CCNL

    La legge non fissa l’importo della maggiorazione per il lavoro «disagiato»: lo fa il CCNL, che riconosce percentuali sulla retribuzione oraria diverse a seconda del tipo di prestazione. Nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione:

    Tipo di prestazione Cosa riconosce di norma il CCNL
    Lavoro notturno (22-6) +15% se compreso in turni, +25% se non compreso in turni, +20% per il guardiano (art. 12)
    Lavoro festivo +50% nell’orario normale; per il viaggiante +50% di domenica e nei festivi
    Lavoro domenicale con riposo compensativo +20% di giorno, +50% di notte (escluso il viaggiante)
    Festivo notturno Le maggiorazioni non si cumulano: la maggiore assorbe la minore (art. 13 c. 7)

    Le maggiorazioni nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione

    Le schede «Spedizionieri e Corrieri» fanno riferimento al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024, che scade il 31 dicembre 2027 (art. 1). Il contratto fissa un proprio orario notturno: per l’art. 12, comma 2, «è considerato lavoro notturno quello compiuto dalle ore 22,00 alle 6,00»; nei magazzini generali situati entro un recinto portuale il notturno va dalle 20 alle 24 e dall’1 alle 5.

    Le maggiorazioni dell’art. 12, comma 4, si calcolano sulla retribuzione globale (artt. 61 e 74 del CCNL):

    • lavoro notturno del personale non viaggiante: 20% se compiuto dal guardiano, 15% se compreso in turni, 25% se non compreso in turni;
    • lavoro domenicale con riposo compensativo del personale non viaggiante: 20% se diurno, 50% se notturno;
    • lavoro nelle festività nazionali e infrasettimanali, nell’orario normale: 50%;
    • personale viaggiante: 50% per il lavoro prestato di domenica e/o nei festivi.

    Se la prestazione è anche straordinaria si applicano le percentuali dell’art. 13: 50% per lo straordinario feriale notturno, 65% per il festivo diurno, 75% per il festivo notturno. Le percentuali «non sono cumulabili, intendendosi che la maggiore assorbe la minore», salvo che per il guardiano (art. 13, comma 7). Per la quota oraria la retribuzione mensile si divide per 168 (art. 13, comma 8).

    Per il personale viaggiante l’art. 16 prevede inoltre un’indennità di lavoro notturno di 0,93 euro per ciascuna indennità di trasferta da 18 a 24 ore, oppure per ogni trasferta dovuta per un’assenza che coincide, anche in parte, con l’orario notturno; è computata solo ai fini del TFR.

    Fonte: testo unico del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024, artt. 1, 12, 13 e 16 (pp. 15, 38-40).

    Turni e rotazioni

    Nei cicli continui il personale ruota su turni (mattina, pomeriggio, notte). Per chi lavora in turni continui sulle 24 ore, ogni turno notturno dura al massimo 8 ore e l’orario è ridotto di 15 minuti; per ogni turno di 8 ore è prevista una pausa retribuita di 30 minuti (art. 9 c. 10 e 11). Il testo non fissa un’indennità di turno nazionale: la maggiorazione del notturno in turni è quella dell’art. 12.

    I riposi: i paletti che restano sempre

    Qualunque sia l’organizzazione dei turni, due diritti non si toccano:

    Riposo Durata minima di legge Fonte
    Riposo giornaliero 11 ore consecutive ogni 24 ore Art. 7 D.Lgs. 66/2003
    Riposo settimanale 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola di domenica Art. 9 D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.

    Il riposo settimanale può essere calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni: nei settori a ciclo aperto questo consente di concentrare i turni e spostare il riposo, ma il diritto al recupero resta.

    Casi pratici

    Tizio — turno notturno abituale
    Tizio lavora stabilmente sul turno di notte in un ciclo continuo. Oltre alla maggiorazione del 15% per il notturno compreso in turni (art. 12), il suo turno dura al massimo 8 ore con orario ridotto di 15 minuti; la sua media oraria resta entro le 8 ore nelle 24 e viene sottoposto a sorveglianza sanitaria periodica.
    Caia — festivo lavorato
    Caia è chiamata a lavorare in un giorno festivo per un’urgenza di produzione. In busta paga compare la maggiorazione del 50% per il lavoro nelle festività nazionali e infrasettimanali nell’orario normale (art. 12); se la prestazione è oltre l’orario normale vale lo straordinario festivo diurno (+65%) o notturno (+75%) dell’art. 13.

    Domande frequenti

    Qual è la differenza tra lavoro notturno e lavoratore notturno?
    Il lavoro notturno è la singola prestazione resa nel periodo di almeno 7 ore che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno è invece chi svolge il notturno in modo abituale (almeno 3 ore per una parte rilevante dell’anno, secondo il CCNL): solo per lui scattano tutele come il limite delle 8 ore medie e la sorveglianza sanitaria.
    Il riposo settimanale deve cadere per forza di domenica?
    Di regola sì (art. 2109 c.c.), ma nei settori a ciclo aperto — dove si lavora anche la domenica — il riposo può essere collocato in un altro giorno. Resta comunque il diritto a 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, e per la domenica lavorata il CCNL riconosce di norma una maggiorazione.
    Le maggiorazioni per notturno e festivo si sommano allo straordinario?
    No: l’art. 13 c. 7 stabilisce che le percentuali, comprese quelle dell’art. 12, non si cumulano e la maggiore assorbe la minore (salvo il guardiano, per il notturno). Se il notturno o il festivo sono anche straordinario si applica la percentuale più alta dell’art. 13.
    Di quanto è la maggiorazione per il lavoro notturno?
    Lo fissa l’art. 12 del CCNL: +15% se il notturno (22-6) è compreso in turni, +25% se non lo è, +20% per il guardiano; per il personale viaggiante non vale questa maggiorazione ma l’indennità di 0,93 euro dell’art. 16. Il notturno straordinario feriale vale +50%.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, quattordicesima e premi.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.; D.Lgs. 151/2001). Le percentuali di maggiorazione e le regole di cumulo sono quelle degli artt. 12 e 13 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024.

  • Dimissioni nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: preavviso, modulo telematico, giusta causa

    CCNL Spedizionieri e Corrieri

    Dimissioni nel CCNL Spedizionieri e Corrieri: preavviso, modulo telematico, giusta causa

    Dare le dimissioni non significa solo «andare via»: la legge impone una procedura precisa — il modulo telematico — e prevede un preavviso la cui durata è fissata dal CCNL in base a livello e anzianità. Conoscere regole e tempi evita di perdere l’indennità di mancato preavviso o, nei casi gravi, di rinunciare alla NASpI.

    In sintesi

    Le dimissioni sono il recesso del lavoratore (art. 2118 c.c.) e vanno comunicate con il modulo telematico obbligatorio (art. 26 D.Lgs. 151/2015), revocabile entro 7 giorni. Va rispettato il preavviso dell’art. 36 del CCNL (6 giorni lavorativi per gli operai, da 1 a 4 mesi e mezzo per gli impiegati, dimezzati nelle dimissioni): se non lo si lavora, si versa l’indennità sostitutiva. Per giusta causa (art. 2119 c.c.) niente preavviso e spetta la NASpI.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confetra e altre associazioni datoriali · Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti
    Istituti trattati
    Recesso con preavviso (art. 2118 c.c.) · Giusta causa (art. 2119 c.c.) · Dimissioni telematiche · Indennità di mancato preavviso
    Riferimenti
    Artt. 2118-2119 c.c. · Art. 26 D.Lgs. 151/2015 (dimissioni telematiche) · Art. 36 CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione (preavviso)
    Fonte
    Testo del CCNL depositato presso il CNEL

    Che cosa sono le dimissioni

    Le dimissioni sono l’atto con cui il lavoratore recede dal contratto. Nel rapporto a tempo indeterminato il recesso è libero, ma richiede un preavviso (art. 2118 c.c.); quando ricorre una causa che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, le dimissioni possono essere date per giusta causa senza preavviso (art. 2119 c.c.). A differenza del licenziamento, qui è il dipendente a prendere l’iniziativa: per questo la legge circonda l’atto di garanzie, per evitare dimissioni «in bianco» o estorte.

    Le dimissioni telematiche: la procedura obbligatoria

    Dal 2016 le dimissioni (e le risoluzioni consensuali) si comunicano solo per via telematica, a pena di inefficacia (art. 26 D.Lgs. 151/2015). Una semplice lettera o un’e-mail non bastano.

    Come si fa

    Il modulo si compila e si trasmette in due modi:

    Modalità Come
    In autonomia Sul portale Servizi Lavoro del Ministero, con identità digitale (SPID/CIE)
    Con un intermediario Tramite patronato, organizzazione sindacale, consulente del lavoro, ente bilaterale o Ispettorato del lavoro
    Il modulo riporta la data di decorrenza che il lavoratore sceglie: è importante indicarla coerentemente con il preavviso dovuto al CCNL.

    La revoca

    Entro 7 giorni dalla trasmissione le dimissioni possono essere revocate, sempre con modalità telematica: in tal caso il rapporto di lavoro prosegue normalmente.

    Eccezioni alla forma telematica

    Non serve il modulo telematico per le dimissioni rese durante il periodo di prova, nel lavoro domestico e nelle sedi «protette» (conciliazioni in sede sindacale o davanti all’Ispettorato). Per i neogenitori entro i 3 anni del bambino resta invece necessaria la convalida presso l’Ispettorato del lavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001).

    Il preavviso: a cosa serve e quanto dura

    Chi recede dal contratto a tempo indeterminato deve dare un preavviso (art. 2118 c.c.). Nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione lo fissa l’art. 36 per il personale che ha superato la prova:

    Categoria Fino a 5 anni Da 5 a 10 anni Oltre 10 anni
    Impiegati: Quadri e 1° livello 2 mesi e 15 giorni 3 mesi e 15 giorni 4 mesi e 15 giorni
    Impiegati: 2° livello 1 mese e 15 giorni 2 mesi 2 mesi e 15 giorni
    Impiegati: altri livelli 1 mese 1 mese e 15 giorni 2 mesi
    Operai 6 giorni lavorativi, da qualsiasi giorno della settimana
    Viaggiante qualifica 3 (A, B, C) 20 giorni di calendario
    Viaggiante qualifica 2 (D, E, F) 15 giorni di calendario

    Nel caso di dimissioni dell’impiegato i termini sono ridotti della metà (art. 36 c. 1): un impiegato di 2° livello con 7 anni di servizio che si dimette dà 1 mese di preavviso invece di 2. Per gli impiegati il preavviso decorre dal giorno 1 o dal giorno 16 di ciascun mese. Fonte: testo unico del CCNL, art. 36. Il testo non indica un termine specifico per il viaggiante di qualifica 1 (lettere G e H) né per i rider (I, L), classificati tra gli operai.

    Se non lavoro il preavviso

    Chi non osserva i termini deve all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo di mancato preavviso, che il datore può trattenere su quanto dovuto al lavoratore (art. 36 c. 2 e 3). Il periodo di preavviso, anche se sostituito dall’indennità, conta per il TFR. La parte che riceve la disdetta può interrompere il rapporto, all’inizio o durante il preavviso, senza dovere alcun indennizzo.

    Permessi per cercare lavoro

    Durante il preavviso il lavoratore ha diritto a permessi di 2 ore al giorno o 12 ore alla settimana per cercare un’altra occupazione, retribuiti in caso di licenziamento (art. 36 c. 6).

    Dimissioni volontarie e per giusta causa a confronto

    Aspetto Dimissioni volontarie Dimissioni per giusta causa
    Riferimento Art. 2118 c.c. Art. 2119 c.c.
    Preavviso Dovuto, secondo l’art. 36 CCNL (operai 6 giorni lavorativi) Non dovuto (recesso immediato)
    Modulo telematico Sì Sì
    NASpI Di regola no Sì, spetta
    Esempi tipici Nuovo impiego, scelta personale Stipendi non pagati, mobbing, demansionamento grave, molestie
    La «giusta causa» deve essere reale e dimostrabile: conviene indicarne i motivi nel modulo e conservare la documentazione, perché da essa dipende il diritto alla NASpI.

    Dimissioni e NASpI: quando spetta la disoccupazione

    La NASpI è pensata per chi perde involontariamente il lavoro: per questo, di norma, non spetta a chi si dimette. Esistono però eccezioni in cui le dimissioni sono equiparate a una perdita involontaria dell’impiego:

    • dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.);
    • dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre nel periodo tutelato (fino a 1 anno del bambino), con convalida all’Ispettorato;
    • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto di un trasferimento a oltre 50 km o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.

    In questi casi conviene attivarsi: la domanda di NASpI va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione.

    Casi pratici

    Tizio — dimissioni con preavviso lavorato
    Tizio, operaio di magazzino, trova un nuovo impiego. Invia il modulo telematico di dimissioni e lavora i 6 giorni lavorativi di preavviso dell’art. 36: alla cessazione riceve TFR e competenze maturate, senza alcuna trattenuta per mancato preavviso.
    Caia — uscita immediata e indennità
    Caia deve iniziare subito altrove e non lavora il preavviso. L’azienda le trattiene dal saldo l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Avrebbe potuto chiedere al datore di rinunciare al preavviso, ma questi ha preferito l’indennità.

    Domande frequenti

    Le dimissioni inviate per e-mail o con una lettera sono valide?
    No. Dal 2016 le dimissioni del lavoratore sono efficaci solo se trasmesse con il modulo telematico previsto dall’art. 26 del D.Lgs. 151/2015, in autonomia (portale Servizi Lavoro con SPID/CIE) o tramite patronato, sindacato, consulente o Ispettorato. Una lettera consegnata a mano, da sola, non basta.
    Devo per forza lavorare il preavviso?
    No, ma se non lo lavori devi al datore l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione del periodo non lavorato, che ti viene trattenuta dalle spettanze finali. Il datore, in alternativa, può scegliere di rinunciare al preavviso e liberarti subito.
    Cosa cambia tra dimissioni e risoluzione consensuale?
    Le dimissioni sono un atto unilaterale del lavoratore; la risoluzione consensuale è un accordo tra le parti per chiudere il rapporto. Entrambe passano dal modulo telematico. La risoluzione consensuale può dare diritto alla NASpI solo in casi particolari (ad esempio dopo il rifiuto di un trasferimento molto distante).
    Quanto dura il preavviso di dimissioni nel mio caso?
    Dipende dalla categoria: 6 giorni lavorativi per gli operai; per gli impiegati da 1 mese a 4 mesi e 15 giorni secondo livello e anzianità, dimezzati se ti dimetti tu; 20 giorni di calendario per il viaggiante di qualifica 3 (A, B, C) e 15 per quello di qualifica 2 (D, E, F). Vedi la tabella dell’art. 36 sopra.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi, tredicesima, quattordicesima e premi e malattia e infortunio.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (artt. 2118-2119 c.c.; art. 26 D.Lgs. 151/2015; art. 55 D.Lgs. 151/2001). La durata del preavviso è fissata dall’art. 36 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione (testo unico del 6 dicembre 2024).

  • Art. 23 TUEL – [Abrogato]

    Art. 23 TUEL

    Articolo abrogato dal D.L. 6 luglio 2012, n. 95 , Convertito, Con Modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 135. Fonte: Normattiva.

  • Art. 58 TUEL – [Abrogato]

    Art. 58 TUEL

    Articolo abrogato dalla L. 31 dicembre 2012, n. 235. Fonte: Normattiva.

  • Art. 117 TUEL – [Abrogato]

    Art. 117 TUEL

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 23 dicembre 2022, n. 201. Fonte: Normattiva.

  • Art. 113 TUEL – [Abrogato]

    Art. 113 TUEL

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 23 dicembre 2022, n. 201. Fonte: Normattiva.

  • Art. 121 TUEL – [Abrogato]

    Art. 121 TUEL

    Articolo abrogato dal D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327. Fonte: Normattiva.

  • Art. 270 TUEL – Contributi associativi

    Art. 270 TUEL – Articolo 270

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. I contributi, stabiliti con delibera dagli organi statutari competenti dell’Anci, dell’Upi, dell’Aiccre, dell’Uncem, della Cispel, delle altre associazioni degli enti locali e delle loro aziende con carattere nazionale che devono essere corrisposti dagli enti associati possono essere riscossi con ruoli, formati ai sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 , ed affidati ai concessionari del servizio nazionale di riscossione. Gli enti anzidetti hanno l’obbligo di garantire, sul piano nazionale, adeguate forme di pubblicità relative alle adesioni e ai loro bilanci annuali.

    2. La riscossione avviene mediante ruoli, anche in unica soluzione, su richiesta dei consigli delle associazioni suddette, secondo le modalità stabilite nel decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 .

    3. Gli enti associati hanno diritto di recedere dalle associazioni entro il 31 ottobre di ogni anno, con conseguente esclusione dai ruoli dal 1^ gennaio dell’anno successivo.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.