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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'AGCOM e il Ministero continuano a garantire la disponibilità o l'accessibilità economica dei servizi di servizio universale diversi dalla banda larga e dalla voce fissa previsti al 20 dicembre 2018 (data della direttiva), quando ne sia dimostrata la necessità sulla base delle circostanze nazionali.
  • Per la designazione degli operatori di questi servizi si applica la stessa procedura dell'articolo 96, e il finanziamento segue le regole dell'articolo 98-ter.
  • Il Ministero sottopone a riesame gli obblighi imposti ogni tre anni a partire dal 21 dicembre 2022, verificando se i servizi esistenti siano ancora necessari.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 97 D.Lgs. 259/2003 — Situazione dei servizi universali esistenti

Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

1. L’Autorità e il Ministero, per quanto di rispettiva competenza, continuano a garantire la disponibilità o l’accessibilità economica dei servizi diversi dal servizio di accesso adeguato a internet a banda larga, quale definito ai sensi dell’articolo 94, comma 2, e dei servizi di comunicazione vocale in postazione fissa che erano in vigore il 20 dicembre 2018, ove la necessità di tali servizi sia determinata sulla base delle circostanze nazionali. Quando l’Autorità designa imprese per la fornitura di tali servizi in parte o nella totalità del territorio nazionale, si applica l’articolo 96. Il finanziamento di tali obblighi è conforme a quanto disposto dall’articolo 98-ter. Il Ministero sottopone a riesame gli obblighi imposti a norma del presente articolo entro il 21 dicembre 2022 e, successivamente, ogni tre anni. articolo precedente articolo successivo

Commento

La continuità dei servizi universali preesistenti

L'articolo 97 svolge una funzione di clausola di salvaguardia: garantisce che i servizi di servizio universale già in vigore alla data di recepimento della direttiva europea — il 20 dicembre 2018 — non vengano automaticamente eliminati per il solo fatto che il nuovo Codice non li prevede espressamente nel nucleo del servizio universale aggiornato. Il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche ha ridefinito il contenuto del servizio universale, rimuovendo alcune componenti storiche — come i telefoni pubblici, le rubriche telefoniche cartacee, i punti di accesso internet pubblici — che erano state incluse nel vecchio quadro normativo ma che nel contesto tecnologico attuale hanno perso rilevanza. Tuttavia la norma non impone una dismissione immediata di questi servizi: consente di mantenerli quando ne sia dimostrata la necessità sulla base delle circostanze nazionali.

La valutazione della necessità e il riesame periodico

Il presupposto per il mantenimento dei servizi esistenti è la «necessità» determinata sulla base delle circostanze nazionali. Questo richiede una valutazione concreta: non è sufficiente che un servizio sia esistito per decenni per giustificarne la continuazione; occorre dimostrare che esiste ancora una categoria di utenti che ne ha bisogno e che il mercato non riesce a soddisfare. Il Ministero deve sottoporre questi obblighi a riesame ogni tre anni a partire dal 21 dicembre 2022, garantendo che il quadro del servizio universale rimanga aggiornato rispetto all'evoluzione tecnologica e alle esigenze degli utenti. Il riesame periodico è un meccanismo di adeguamento progressivo: se nel corso del tempo un servizio diventa obsoleto o il mercato lo rende disponibile senza necessità di obblighi, può essere eliminato dal perimetro del servizio universale.

Il raccordo con le procedure di designazione e finanziamento

La norma rinvia espressamente all'articolo 96 per la designazione degli operatori tenuti a garantire i servizi esistenti e all'articolo 98-ter per il finanziamento degli obblighi. Questo raccordo garantisce coerenza del sistema: i servizi universali esistenti non seguono un regime speciale derogatorio, ma sono assoggettati alle stesse regole procedurali e finanziarie degli obblighi di servizio universale «nuovi». In particolare, il meccanismo di finanziamento dell'articolo 98-ter consente di distribuire i costi del servizio universale tra i principali operatori del settore, evitando che il costo ricada interamente sull'operatore designato o sulle finanze pubbliche.

Casi pratici

Caso 1: Mantenimento del servizio di telefoni pubblici in aree con utenza anziana

Il Ministero, nel riesame triennale degli obblighi previsto dall'articolo 97, valuta se il servizio di telefoni pubblici a pagamento — un servizio di servizio universale storico — sia ancora necessario. I dati mostrano che in alcune aree rurali con alta densità di popolazione anziana e bassa penetrazione dei telefoni cellulari, i telefoni pubblici rappresentano ancora un presidio essenziale. Decide di mantenere l'obbligo in queste specifiche aree, designando un operatore ai sensi dell'articolo 96 e finanziando il servizio attraverso il meccanismo dell'articolo 98-ter, con esclusione delle aree metropolitane dove il mercato garantisce abbondanza di alternative.

Caso 2: Eliminazione di un servizio universale diventato obsoleto

L'AGCOM, nel riesame periodico degli obblighi di servizio universale relativi alla fornitura di elenchi telefonici in formato cartaceo, verifica che la disponibilità on-line delle rubriche e la diffusione degli smartphone hanno reso praticamente nulla la domanda di questo servizio in formato cartaceo. Il Ministero conclude che non si può più dimostrare la necessità sulla base delle circostanze nazionali attuali e decide di eliminare l'obbligo dal prossimo periodo regolamentare, comunicandolo agli operatori con un preavviso adeguato per la gestione della transizione.

Caso 3: Riesame triennale degli obblighi di servizio universale esistenti

Il Ministero avvia il riesame triennale degli obblighi di servizio universale esistenti previsto dall'articolo 97. La valutazione riguarda: servizi di comunicazione vocale in postazione fissa in aree rurali non ancora coperte da alternative commerciali, telefoni pubblici in aree specifiche, e servizi speciali per persone con disabilità. Per ciascun servizio, il Ministero e l'AGCOM valutano l'evoluzione della domanda, le alternative disponibili sul mercato e i costi per gli operatori designati. Alcuni obblighi vengono mantenuti, altri ridotti nella portata geografica, altri eliminati sulla base dell'evidenza raccolta.

Domande frequenti

Quali servizi universali preesistenti può mantenere l'Italia dopo la riforma del Codice?

Tutti i servizi che erano in vigore il 20 dicembre 2018 e la cui necessità sia dimostrata sulla base delle circostanze nazionali. La valutazione è caso per caso: servizi come i telefoni pubblici, le rubriche telefoniche, i punti di accesso internet, possono essere mantenuti se esiste ancora una domanda reale da categorie di utenti che il mercato non riesce a soddisfare.

Con quale frequenza il Ministero deve riesaminare gli obblighi di servizio universale esistenti?

Ogni tre anni a partire dal 21 dicembre 2022. Il riesame deve valutare se le condizioni che giustificavano il mantenimento degli obblighi siano ancora presenti, e può portare al mantenimento, alla riduzione o all'eliminazione degli obblighi non più necessari.

Chi paga i costi dei servizi universali esistenti mantenuti ai sensi dell'articolo 97?

Il finanziamento segue il meccanismo dell'articolo 98-ter, che può prevedere la contribuzione dei principali operatori del settore al Fondo di garanzia del servizio universale. L'operatore designato riceve una compensazione pari al costo netto dell'obbligo, calcolato secondo le regole dell'articolo 98-bis.

La norma impone di mantenere tutti i servizi universali preesistenti?

No. Il mantenimento è condizionato alla dimostrazione della necessità sulla base delle circostanze nazionali. L'articolo 97 non crea un obbligo automatico di continuare ogni servizio storico, ma consente di mantenerli quando giustificato. Il riesame triennale è lo strumento per eliminare progressivamente gli obblighi diventati obsoleti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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