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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le tariffe di pilotaggio sono fissate con provvedimento ministeriale e non liberamente determinate dalla corporazione.
  • Il Ministro delle comunicazioni approva le tariffe, garantendo una supervisione pubblica sui corrispettivi del servizio.
  • L'approvazione avviene sentite le associazioni sindacali interessate, con un procedimento che coinvolge le rappresentanze dei lavoratori del settore.
  • Il regime tariffario garantisce agli armatori certezza e prevedibilità dei costi di pilotaggio, evitando negoziazioni caso per caso e comportamenti abusivi.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 91 Codice della Navigazione — Tariffe di pilotaggio

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Le tariffe di pilotaggio sono approvate dal ministro per le comunicazioni, sentite le associazioni sindacali interessate.

Commento

Ratio del controllo ministeriale sulle tariffe

Il pilotaggio portuale, specialmente dove è obbligatorio ai sensi dell'art. 87 cod. nav., configura un'ipotesi di monopolio naturale locale: la corporazione dei piloti del porto è l'unico soggetto abilitato a fornire il servizio nelle acque di quel compartimento, sicché gli armatori non hanno alternative e non possono fare ricorso al mercato. In un simile contesto, la libertà contrattuale nella determinazione del prezzo potrebbe portare a comportamenti abusivi a danno degli utenti. L'art. 91 del Codice della navigazione neutralizza tale rischio affidando l'approvazione delle tariffe al Ministro delle comunicazioni, che funge da regolatore del prezzo del servizio.

Il procedimento di approvazione delle tariffe

Il procedimento tariffario si articola in una fase istruttoria e in una fase decisoria. La fase istruttoria comprende la consultazione delle associazioni sindacali interessate: il rinvio alle associazioni sindacali riflette la struttura delle relazioni industriali del settore marittimo, nel quale le organizzazioni dei lavoratori del mare svolgono un ruolo tradizionalmente rilevante non solo nella contrattazione collettiva ma anche nella formazione delle decisioni amministrative di interesse economico. L'audizione è obbligatoria (il ministro approva «sentite» le associazioni) ma non vincolante: il ministro può discostarsi dal parere espresso, purché motivi adeguatamente la propria determinazione. La fase decisoria si conclude con un atto ministeriale formale di approvazione delle tariffe, che ha natura di atto amministrativo generale e produce effetti erga omnes per tutti i servizi di pilotaggio resi nel compartimento a decorrere dalla sua pubblicazione.

Contenuto e struttura delle tariffe di pilotaggio

Le tariffe di pilotaggio sono di norma strutturate in funzione di parametri oggettivi relativi alla nave che usufruisce del servizio: la stazza lorda (GT), il tipo di nave, la distanza percorsa nella zona di pilotaggio, l'orario del servizio (diurno, notturno, festivo) e la difficoltà della manovra. Tali parametri consentono di calcolare in modo predeterminato e trasparente il corrispettivo dovuto per ciascuna operazione di pilotaggio, senza lasciare margini di arbitrio nella singola transazione. Le tariffe così strutturate sono strumento di certezza per l'armatore — che può preventivare i costi con precisione — e di equità per la corporazione — che percepisce un compenso commisurato alla complessità e all'onerosità del servizio reso.

Conseguenze della violazione delle tariffe approvate

L'applicazione di tariffe diverse da quelle approvate ministerialmente costituisce una violazione dell'art. 91. Le conseguenze si collocano su piani distinti: sul piano amministrativo, la corporazione può essere destinataria di provvedimenti sanzionatori e di diffida da parte dell'autorità di vigilanza (art. 88); sul piano civilistico, le clausole contrattuali che prevedano tariffe superiori a quelle approvate sono nulle per contrasto con norma imperativa e sostituite automaticamente dalle tariffe legali; gli importi indebitamente percepiti sono soggetti a restituzione. La corporazione che abbia applicato tariffe inferiori a quelle approvate non viola la norma in senso stretto, ma potrebbe incorrere in problemi di equilibrio finanziario e di sostenibilità del servizio nel lungo periodo.

Prospettiva attuale e adeguamento normativo

Il riferimento al «Ministro delle comunicazioni» contenuto nell'art. 91 rispecchia l'assetto ministeriale del 1942 e deve essere aggiornato alla luce delle successive riorganizzazioni del governo, che hanno più volte ridefinito le competenze in materia di trasporti e comunicazioni. Nella prassi amministrativa attuale, la competenza tariffaria per il pilotaggio è ricondotta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Le tariffe sono periodicamente aggiornate tenendo conto dell'evoluzione dei costi del servizio, dell'inflazione e delle eventuali innovazioni tecnologiche che incidono sull'organizzazione della corporazione. Il procedimento partecipativo con le associazioni sindacali rimane invariato e continua a costituire un elemento qualificante del processo di formazione delle tariffe.

Casi pratici

Caso 1: Applicazione di tariffa non approvata

La corporazione dei piloti di Napoli, a seguito di un aumento dei costi del carburante, decide unilateralmente di applicare una maggiorazione del quindici per cento sulle tariffe approvate ministerialmente. Tizio, armatore di una nave portacontainer che ha usufruito del servizio, contesta la fattura eccedente e ottiene dal giudice la restituzione dell'importo pagato in più, in quanto la clausola tariffaria extralimite è nulla per contrasto con la norma imperativa dell'art. 91.

Caso 2: Revisione tariffaria con audizione sindacale

Il Ministero avvia il procedimento di revisione triennale delle tariffe di pilotaggio del compartimento di Venezia. Vengono audite le associazioni degli armatori e le organizzazioni sindacali dei piloti; Caio, capo pilota e rappresentante della corporazione, espone i maggiori costi sostenuti per il rinnovo delle lance pilota. Il decreto ministeriale di approvazione delle nuove tariffe, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, recepisce in parte le istanze della corporazione, aumentando del sette per cento le tariffe per le navi di grande stazza.

Caso 3: Controversia sulla tariffa applicabile

Sempronio, comandante di una nave da crociera che ha effettuato un doppio accosto (ormeggio e successivo cambio di banchina) nel porto di Bari, riceve due fatture di pilotaggio invece di una. Contesta davanti all'autorità marittima che il tariffario approvato preveda una tariffa unica per il ciclo di operazioni connesse all'approdo, e ottiene l'annullamento della seconda fattura, con rimborso della somma già pagata in eccesso.

Domande frequenti

Chi approva le tariffe di pilotaggio in Italia?

Il Ministro delle comunicazioni (oggi Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), sentite le associazioni sindacali interessate. La determinazione ministeriale è obbligatoria e vincolante per la corporazione.

La corporazione dei piloti può fissare tariffe proprie?

No. Le tariffe devono essere approvate ministerialmente. Qualsiasi tariffa applicata al di fuori del provvedimento ministeriale è nulla e gli importi percepiti in eccesso sono soggetti a restituzione.

Su quali parametri si basano le tariffe di pilotaggio?

Di norma su stazza lorda della nave, tipo di nave, distanza percorsa nella zona di pilotaggio, orario del servizio e difficoltà della manovra. I parametri esatti sono fissati nel provvedimento ministeriale.

L'audizione delle associazioni sindacali è vincolante per il Ministero?

No. L'audizione è obbligatoria ma il parere delle associazioni non vincola il Ministro, che può discostarsene motivando la propria scelta nel provvedimento definitivo.

Cosa può fare l'armatore se la corporazione applica tariffe superiori a quelle approvate?

Può contestare la fattura in sede amministrativa o giudiziaria. Il giudice può dichiarare nulla la clausola eccedente e condannare la corporazione alla restituzione degli importi indebitamente percepiti.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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