In sintesi
- In caso di morte o impedimento del comandante, il comando dell'aeromobile spetta di diritto al componente dell'equipaggio di grado gerarchicamente superiore secondo l'ordine gerarchico di bordo.
- La successione al comando opera automaticamente, senza necessità di un atto formale, fino alle disposizioni dell'esercente.
- In mancanza di disposizioni dell'esercente, la successione dura fino al primo approdo, dove l'ENAC o l'autorità consolare nomina il comandante per il tempo necessario.
- La norma garantisce la continuità del comando in situazioni di emergenza, elemento critico per la sicurezza della navigazione aerea.
- L'ordine gerarchico di bordo è determinato in anticipo dall'esercente, fornendo un criterio oggettivo e prevedibile per la successione.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 885 Codice della Navigazione — Morte o impedimento del comandante
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
In caso di morte o di impedimento del comandante, il comando dell'aeromobile spetta di diritto ad altro componente dell'equipaggio, secondo l'ordine gerarchico di bordo, fino al momento in cui giungano disposizioni dell'esercente o, in mancanza di queste, fino al primo approdo, ove il ENAC o l'autorità consolare nomina il comandante per il tempo necessario.
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Commento
Ratio e inquadramento sistematico
L'art. 885 del Codice della navigazione disciplina la successione nel comando dell'aeromobile nell'ipotesi — straordinaria ma concretamente possibile — di morte o impedimento del comandante durante le operazioni di volo. La norma introduce un meccanismo automatico di devoluzione del comando che opera indipendentemente da qualsiasi atto di nomina da parte dell'esercente: la catena gerarchica di bordo, predeterminata prima del volo, diventa lo strumento attraverso cui il sistema garantisce che vi sia sempre un soggetto responsabile della conduzione dell'aeromobile. La scelta del legislatore di delineare questa disciplina in termini così netti riflette la peculiare esigenza della navigazione aerea: a differenza di altri settori, l'aeromobile in volo non può essere 'sospeso' nell'attesa che l'esercente provveda a una nuova nomina.
Presupposti: morte e impedimento
I due presupposti della norma sono la morte e l'impedimento del comandante. La morte è la fattispecie più radicale: in questo caso la successione opera immediatamente e definitivamente. L'impedimento è un concetto più ampio: comprende l'incapacità fisica temporanea (per malattia improvvisa, infortunio, incapacitazione da qualsiasi causa), l'impedimento giuridico (arresto, disposizione dell'autorità) e qualsiasi altra circostanza che renda il comandante incapace di esercitare le sue funzioni. Nella prassi dell'aviazione commerciale, l'ipotesi più frequente è l'incapacitazione medica del pilota — uno scenario per cui le compagnie aeree adottano procedure operative specifiche (incapacitation drill) previste dai manuali operativi approvati dall'ENAC.
Meccanismo della successione: l'ordine gerarchico di bordo
La successione avviene 'di diritto', vale a dire automaticamente e immediatamente, a favore del 'componente dell'equipaggio di grado gerarchicamente superiore'. L'ordine gerarchico di bordo è il criterio su cui si fonda tutta la norma: esso deve essere predeterminato prima del volo, in modo che ciascun membro dell'equipaggio sappia in quale posizione si colloca nella catena di successione. In aviazione commerciale, la gerarchia di bordo corrisponde normalmente alle qualifiche operazionali: capitano (PIC), primo ufficiale (SIC o co-pilota), secondo ufficiale (per i voli a lungo raggio con tre piloti). In aviazione generale, la gerarchia si ricava dal livello di abilitazione dei presenti a bordo. Il 'grado' rilevante ai fini della norma non è la qualifica contrattuale, bensì la posizione gerarchica operativa nell'ambito di quel volo.
Durata della successione temporanea e intervento dell'esercente
Il comando temporaneo del successore dura 'fino al momento in cui giungano disposizioni dell'esercente'. Non appena l'esercente viene informato della situazione e dispone altrimenti, le sue indicazioni prevalgono sulla successione automatica. In mancanza di tali disposizioni — ipotesi frequente per voli in zone remote o per impedimento improvviso — la successione si protrae fino al primo approdo. All'approdo, la norma prevede l'intervento dell'ENAC (per aeroporti nazionali) o dell'autorità consolare (per aeroporti esteri): tali enti nominano il nuovo comandante 'per il tempo necessario', vale a dire fino alla ripresa del normale funzionamento della catena di comando dell'esercente. La norma coglie il caso in cui il volo debba proseguire — per necessità operative o commerciali — anche dopo la risoluzione dell'emergenza immediata.
Coordinamento con i regolamenti operativi e di sicurezza
L'art. 885 c. nav. trova riscontro nelle normative operative dell'aviazione civile internazionale. L'Annesso 2 della Convenzione di Chicago (Rules of the Air) attribuisce al comandante l'autorità finale sull'aeromobile in volo; i manuali operativi delle compagnie aeree (OM — Operations Manual), richiesti dal Reg. (UE) n. 965/2012, devono includere procedure per la gestione dell'incapacitazione del comandante. L'art. 885 c. nav. costituisce la base legale interna di questi protocolli, stabilendo la regola giuridica sottostante alle procedure tecniche. Il coordinamento con l'ENAC nella nomina al primo approdo si inserisce nel sistema di supervisione pubblicistica della sicurezza aerea, che impone all'autorità competente di garantire la regolarità delle operazioni anche in situazioni d'emergenza.
Casi pratici
Caso 1: Incapacitazione medica del comandante in volo
Tizio, comandante di un volo passeggeri, subisce un malore improvviso in crociera e non è in grado di continuare a pilotare. Il primo ufficiale Caio, che riveste il grado gerarchicamente successivo nella gerarchia di bordo di quel volo, assume automaticamente il comando ai sensi dell'art. 885 c. nav.; Caio guida l'aeromobile verso l'aeroporto più vicino e effettua un atterraggio d'emergenza, informando nel frattempo la compagnia aerea.
Caso 2: Morte del comandante su un volo in zona remota
Il comandante Sempronio muore improvvisamente durante un volo cargo su rotte oceaniche. Il secondo pilota Caio, unico altro membro dell'equipaggio di volo, assume il comando di diritto. Non essendo possibile contattare immediatamente l'esercente, Caio prosegue verso il primo aeroporto di approdo, dove le autorità aeronautiche locali e il consolato italiano provvedono alla nomina di un nuovo comandante ai sensi della seconda parte dell'art. 885.
Caso 3: Successione con intervento dell'esercente
Il comandante Tizio di un volo charter è colpito da un improvviso malore durante la preparazione al decollo. Il primo ufficiale Caio assume il comando di diritto; nel frattempo, l'esercente viene informato tramite il caposcalo e dispone la sostituzione con un comandante di riserva disponibile nell'aeroporto. Le disposizioni dell'esercente pervengono prima della partenza, ponendo termine alla successione automatica e consentendo la nomina formale del nuovo comandante.
Domande frequenti
Chi assume il comando dell'aeromobile se il comandante muore o è impedito durante il volo?
Ai sensi dell'art. 885 c. nav., il comando spetta automaticamente al componente dell'equipaggio di grado gerarchicamente superiore secondo l'ordine gerarchico di bordo, senza necessità di un atto formale.
Per quanto tempo dura la successione automatica al comando?
La successione dura fino a quando l'esercente impartisce nuove disposizioni oppure, in mancanza, fino al primo approdo, dove l'ENAC o l'autorità consolare nomina un comandante per il tempo necessario.
Chi nomina il nuovo comandante al primo approdo in territorio estero?
In territorio estero, è l'autorità consolare italiana competente per quell'aeroporto a nominare il nuovo comandante per il tempo necessario, in coordinamento con le autorità aeronautiche locali.
L'ordine gerarchico di bordo deve essere predeterminato prima del volo?
Sì, la norma presuppone che l'ordine gerarchico di bordo sia noto prima del volo; nella prassi operativa, la gerarchia è definita dall'esercente e comunicata all'equipaggio nel briefing pre-volo.
Cosa si intende per 'impedimento' del comandante ai sensi dell'art. 885?
Il termine comprende qualsiasi circostanza che renda il comandante incapace di esercitare le sue funzioni: incapacitazione medica, infortunio, arresto o qualsiasi altro evento che ne impedisca materialmente o giuridicamente il comando.
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