Testo dell'articoloVigente
Art. 8-quater D.Lgs. 502/1992 – Accreditamento istituzionale
Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 – Riordino della disciplina in materia sanitaria
1. L’accreditamento istituzionale è rilasciato dalla regione alle strutture autorizzate, pubbliche o private ed ai professionisti che ne facciano richiesta, nonché alle organizzazioni pubbliche e private autorizzate per l’erogazione di cure domiciliari, subordinatamente alla loro rispondenza ai requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi di programmazione regionale e alla verifica positiva dell’attività svolta e dei risultati raggiunti. Al fine di individuare i criteri per la verifica della funzionalità rispetto alla programmazione nazionale e regionale, la regione definisce il fabbisogno di assistenza secondo le funzioni sanitarie individuate dal Piano sanitario regionale per garantire i livelli essenziali ed uniformi di assistenza, nonché gli eventuali livelli integrativi locali e le esigenze connesse all’assistenza integrativa di cui all’articolo 9. La regione provvede al rilascio dell’accreditamento ai professionisti, nonché a tutte le strutture pubbliche ed equiparate che soddisfano le condizioni di cui al primo periodo del presente comma, alle strutture private non lucrative di cui all’articolo 1, comma 18, e alle strutture private lucrative. 1-bis. Per le medesime finalità di cui all’articolo 8-ter, comma 5-bis, limitatamente agli interventi del PNRR ivi indicati, l’accreditamento si intende rilasciato contestualmente all’autorizzazione all’esercizio. Entro dodici mesi dalla presentazione dell’istanza di cui all’articolo 8-ter, comma 5-bis, le amministrazioni competenti provvedono, secondo quanto previsto dalla rispettiva normativa regionale, alla verifica della sussistenza dei requisiti ulteriori di qualificazione dichiarati ovvero della loro permanenza, ai fini dell’adozione del provvedimento espresso.
2. La qualità di soggetto accreditato non costituisce vincolo per le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale a corrispondere la remunerazione delle prestazioni erogate, al di fuori degli accordi contrattuali di cui all’articolo 8- quinquies. I requisiti ulteriori costituiscono presupposto per l’accreditamento e vincolo per la definizione delle prestazioni previste nei programmi di attività delle strutture accreditate, così come definiti dall’articolo 8- quinquies.
3. Con atto di indirizzo e coordinamento emanato, ai sensi dell’ articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, sentiti l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, il Consiglio superiore di sanità, e, limitatamente all’accreditamento dei professionisti, la Federazione nazionale dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, sono definiti i criteri generali uniformi per: a) la definizione dei requisiti ulteriori per l’esercizio delle attività sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale da parte delle strutture sanitarie e dei professionisti, nonché la verifica periodica di tali attività; b) la valutazione della rispondenza delle strutture al fabbisogno, tenendo conto anche del criterio della soglia minima di efficienza che, compatibilmente con le risorse regionali disponibili, deve esser conseguita da parte delle singole strutture sanitarie, e alla funzionalità della programmazione regionale, inclusa la determinazione dei limiti entro i quali sia possibile accreditare quantità di prestazioni in eccesso rispetto al fabbisogno programmato, in modo da assicurare un’efficace competizione tra le strutture accreditate; c) le procedure ed i termini per l’accreditamento delle strutture che ne facciano richiesta, ivi compresa la possibilità di un riesame dell’istanza, in caso di esito negativo e di prescrizioni contestate dal soggetto richiedente nonché la verifica periodica dei requisiti ulteriori e le procedure da adottarsi in caso di verifica negativa.
4. L’atto di indirizzo e coordinamento è emanato nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) garantire l’eguaglianza fra tutte le strutture relativamente ai requisiti ulteriori richiesti per il rilascio dell’accreditamento e per la sua verifica periodica; b) garantire il rispetto delle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente normativa nel rapporto di lavoro con il personale comunque impegnato in tutte le strutture; c) assicurare che tutte le strutture accreditate garantiscano dotazioni strumentali e tecnologiche appropriate per quantità, qualità e funzionalità in relazione alla tipologia delle prestazioni erogabili ed alle necessità assistenziali degli utilizzatori dei servizi; d) garantire che tutte le strutture accreditate assicurino adeguate condizioni di organizzazione interna, con specifico riferimento alla dotazione quantitativa e alla qualificazione professionale del personale effettivamente impiegato; e) prevedere la partecipazione della struttura a programmi di accreditamento professionale tra pari; f) prevedere la partecipazione degli operatori a programmi di valutazione sistematica e continuativa dell’appropriatezza delle prestazioni erogate e della loro qualità, interni alla struttura e interaziendali; g) prevedere l’accettazione del sistema di controlli esterni sulla appropriatezza e sulla qualità delle prestazioni erogate, definito dalla regione ai sensi dell’articolo 8-octies; h) prevedere forme di partecipazione dei cittadini e degli utilizzatori dei servizi alla verifica dell’attività svolta e alla formulazione di proposte rispetto all’accessibilità dei servizi offerti, nonché l’adozione e l’utilizzazione sistematica della carta dei servizi per la comunicazione con i cittadini, inclusa la diffusione degli esiti dei programmi di valutazione di cui alle lettere e) ed f); i) disciplinare l’esternalizzazione dei servizi sanitari direttamente connessi all’assistenza al paziente, prevedendola esclusivamente verso soggetti accreditati in applicazione dei medesimi criteri o di criteri comunque equivalenti a quelli adottati per i servizi interni alla struttura, secondo quanto previsto dal medesimo atto di indirizzo e coordinamento; l) indicare i requisiti specifici per l’accreditamento di funzioni di particolare rilevanza, in relazione alla complessità organizzativa e funzionale della struttura, alla competenza e alla esperienza del personale richieste, alle dotazioni tecnologiche necessarie o in relazione all’attuazione degli, obiettivi prioritari definiti dalla programmazione nazionale; m) definire criteri per la selezione degli indicatori relativi all’attività svolta ed ai suoi risultati finali dalle strutture e dalle funzioni accreditate, in base alle evidenze scientifiche disponibili; n) definire i termini per l’adozione dei provvedimenti attuativi regionali e per l’adeguamento organizzativo delle strutture già autorizzate; o) indicare i requisiti per l’accreditamento istituzionale dei professionisti, anche in relazione alla specifica esperienza professionale maturata e ai crediti formativi acquisiti nell’ambito del programma di formazione continua di cui all’articolo 16-ter; p) individuare l’organizzazione dipartimentale minima e le unità operative e le altre strutture complesse delle aziende di cui agli articoli 3 e 4, in base alla consistenza delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie, al grado di autonomia finanziaria e alla complessità dell’organizzazione interna; q) prevedere l’estensione delle norme di cui al presente comma alle attività e alle strutture sociosanitarie, ove compatibili.
5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 3, le regioni definiscono, in conformità ai criteri generali uniformi ivi previsti, i requisiti per l’accreditamento, nonché il procedimento per la loro verifica, prevedendo, per quanto riguarda l’accreditamento dei professionisti, adeguate forme di partecipazione degli Ordini e dei Collegi professionali interessati.
6. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore dell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 3, le regioni avviano il processo di accreditamento delle strutture temporaneamente accreditate ai sensi dell’ articolo 6, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e delle altre già operanti.
7. Nel caso di richiesta di accreditamento da parte di nuove strutture o per l’avvio di nuove attività in strutture preesistenti, l’accreditamento può essere concesso in base alla qualità e ai volumi dei servizi da erogare, nonché sulla base dei risultati dell’attività eventualmente già svolta, tenuto altresì conto degli obiettivi di sicurezza delle prestazioni sanitarie e degli esiti delle attività di controllo, vigilanza e monitoraggio per la valutazione delle attività erogate in termini di qualità, sicurezza ed appropriatezza, le cui modalità sono definite con decreto del Ministro della salute, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’ articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131.
8. In presenza di una capacità produttiva superiore al fabbisogno determinato in base ai criteri di cui al comma 3, lettera b), le regioni e le unità sanitarie locali attraverso gli accordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies, sono tenute a porre a carico del Servizio sanitario nazionale un volume di attività comunque non superiore a quello previsto dagli indirizzi della programmazione nazionale. In caso di superamento di tale limite, ed in assenza di uno specifico e adeguato intervento integrativo ai sensi dell’articolo 13, si procede, con le modalità di cui all’ articolo 28, commi 9 e seguenti, della legge 23 dicembre 1998, n.448, alla revoca dell’accreditamento della capacità produttiva in eccesso, in misura proporzionale al concorso a tale superamento apportato dalle strutture pubbliche ed equiparate, dalle strutture private non lucrative e dalle strutture private lucrative.
In sintesi
L'articolo 8-quater del D.Lgs. 502/1992 disciplina l'accreditamento istituzionale, secondo livello del sistema misto pubblico-privato nel SSN. L'accreditamento è rilasciato dalla regione alle strutture (pubbliche o private) già autorizzate e ai professionisti che ne facciano richiesta, a condizione che dimostrino requisiti ulteriori di qualificazione, siano funzionali alla programmazione regionale e abbiano superato una verifica positiva dell'attività svolta. La norma distingue nettamente l'accreditamento dalla remunerazione: essere accreditati non garantisce automaticamente il pagamento delle prestazioni da parte del SSN, che dipende invece dalla stipula degli accordi contrattuali di cui all'articolo 8-quinquies. L'accreditamento mira a garantire qualità e appropriatezza delle cure, attraverso requisiti di qualificazione del personale, dotazioni tecnologiche, procedure di audit e partecipazione dei cittadini alla verifica dei servizi.Indice dei contenuti
L'accreditamento come attestazione di qualità
L'accreditamento istituzionale disciplinato dall'articolo 8-quater si colloca al secondo gradino del sistema autorizzativo-regolatorio del SSN, ben distinto dall'autorizzazione che certifica la semplice idoneità strutturale. Mentre l'autorizzazione verifica che la struttura rispetti i requisiti minimi di sicurezza, l'accreditamento valuta la qualità delle prestazioni erogate, la qualificazione del personale, i risultati clinici raggiunti e la funzionalità rispetto alla programmazione sanitaria regionale. È un sistema mutuato dall'esperienza nordamericana (Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations) e adattato al contesto del SSN italiano, dove la programmazione pubblica rimane la cornice entro cui operano anche i privati accreditati.
Soggetti che possono richiedere l'accreditamento
Il comma 1 definisce la platea dei soggetti accreditabili: strutture pubbliche e private già autorizzate, professionisti, organizzazioni per l'erogazione di cure domiciliari. Per le strutture pubbliche e per quelle private non lucrative che soddisfino le condizioni richieste, la regione provvede obbligatoriamente al rilascio dell'accreditamento; per le strutture private lucrative, la regione può invece tenere conto del fabbisogno programmato e limitare il numero di accreditamenti. Questa asimmetria riflette la diversa natura delle strutture: il soggetto pubblico e il privato non lucrativo sono parte integrante della rete, mentre il privato lucrativo è un soggetto selezionabile in base alle esigenze del sistema.
I requisiti ulteriori e il fabbisogno regionale
La norma subordina l'accreditamento a tre condizioni cumulative: rispondenza ai requisiti ulteriori di qualificazione (che vanno al di là dei requisiti minimi autorizzativi), funzionalità rispetto agli indirizzi di programmazione regionale (vale a dire che la struttura copre un fabbisogno reale), e verifica positiva dell'attività svolta e dei risultati raggiunti. I requisiti ulteriori sono definiti con atto di indirizzo e coordinamento ai sensi dell'art. 8-quater comma 3, sentiti il Consiglio superiore di sanità e la Federazione degli Ordini dei medici per l'accreditamento dei professionisti. Questi requisiti riguardano la qualificazione professionale del personale, le dotazioni tecnologiche, la partecipazione a programmi di audit e di accreditamento professionale tra pari, l'adozione della carta dei servizi.
La separazione tra accreditamento e remunerazione
Il comma 2 enuncia un principio fondamentale spesso frainteso: «La qualità di soggetto accreditato non costituisce vincolo per le aziende e gli enti del SSN a corrispondere la remunerazione delle prestazioni erogate, al di fuori degli accordi contrattuali di cui all'articolo 8-quinquies.» In pratica, una struttura può essere perfettamente accreditata e tuttavia non ricevere alcun pagamento dal SSN se non ha stipulato un accordo contrattuale. Questa separazione è voluta: consente alle regioni di modulare il volume delle prestazioni remunerate in base alle risorse disponibili, senza che l'accreditamento diventi automaticamente un diritto al finanziamento.
I criteri generali uniformi e il ruolo dello Stato
Il comma 3 demanda a un atto di indirizzo e coordinamento statale la definizione dei criteri generali uniformi per i requisiti ulteriori, la valutazione del fabbisogno, le procedure di accreditamento e la verifica periodica. Questo atto garantisce uniformità minima a livello nazionale, evitando che ciascuna regione definisca standard completamente diversi, il che renderebbe impossibile la mobilità dei pazienti e la comparabilità delle strutture. Il comma 4 elenca i criteri e i principi direttivi a cui l'atto deve conformarsi: eguaglianza dei requisiti, rispetto delle condizioni di incompatibilità nel lavoro, adeguatezza delle dotazioni strumentali, partecipazione a programmi di accreditamento professionale tra pari, adozione della carta dei servizi.
Gestione della capacità produttiva in eccesso
Il comma 8 affronta un problema concreto dei sistemi sanitari: cosa accade quando la capacità produttiva accreditata supera il fabbisogno programmato? La norma impone alle regioni e alle ASL di porre a carico del SSN un volume di attività non superiore a quello previsto dagli indirizzi della programmazione nazionale; in caso di superamento, e in assenza di un adeguato intervento integrativo, si procede alla revoca dell'accreditamento della capacità eccedente, in misura proporzionale al contributo di ciascuna tipologia di struttura (pubblica, privata non lucrativa, privata lucrativa). Questo meccanismo evita che l'accreditamento di nuove strutture private cannibalizzi il volume di prestazioni delle strutture pubbliche, mantenendo l'equilibrio della rete.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Una struttura accreditata ha diritto a essere pagata dal SSN?
No. L'accreditamento è condizione necessaria ma non sufficiente. La remunerazione SSN dipende dalla stipula dell'accordo contrattuale ai sensi dell'articolo 8-quinquies.
Quali sono i requisiti ulteriori per l'accreditamento?
Sono definiti con atto di indirizzo e coordinamento statale e riguardano qualificazione del personale, dotazioni tecnologiche, partecipazione ad audit, adozione della carta dei servizi e programmi di valutazione della qualità.
L'accreditamento è rinnovato automaticamente?
No. Il comma 4 prevede la verifica periodica dei requisiti ulteriori. Se la verifica è negativa, l'accreditamento può essere revocato o sospeso.
Un professionista singolo può essere accreditato?
Si. Il comma 1 prevede espressamente che anche i professionisti (non solo le strutture) possano richiedere e ottenere l'accreditamento istituzionale, con le modalità definite dall'atto di indirizzo e coordinamento e previo coinvolgimento degli Ordini professionali.