In sintesi
- L'art. 8 indica la sequenza delle fasi del procedimento di espropriazione.
- Prima fase: il bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio (di regola con lo strumento urbanistico).
- Seconda fase: dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
- Terza fase: determinazione dell'indennità (anche provvisoria).
- Quarta fase: emanazione ed esecuzione del decreto di esproprio.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 8 T.U. Espropriazione — Le fasi del procedimento espropriativo
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. Il decreto di esproprio può essere emanato qualora:
a) l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio; b) vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità; c) sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l’indennità di esproprio.
Stesso numero, altri codici
- Art. 8 Cod. Amb. — Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale - VIA e VAS
- Art. 8 D.Lgs. 159/2011 — Decisione
- Art. 8 D.Lgs. 209/2005 — Rapporti con il diritto dell'Unione europea e integrazione nel SEVIF
- Art. 8 D.Lgs. 42/2004 — Regioni e province ad autonomia speciale
- Art. 8 CAD — Alfabetizzazione informatica dei cittadini
- Art. 8 Codice Civile: Tutela del nome per ragioni familiari
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
La norma-mappa del procedimento
L'art. 8 svolge una funzione di orientamento: scompone l'espropriazione in fasi logicamente e cronologicamente ordinate. È la chiave di lettura dell'intero testo unico, perché ciascun articolo successivo disciplina un segmento di questa sequenza.
Il vincolo preordinato all'esproprio
La prima fase consiste nell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, che di regola deriva dall'approvazione del piano urbanistico generale o di una sua variante (artt. 9 e 10). Il vincolo ha durata determinata e individua i beni potenzialmente espropriabili.
La dichiarazione di pubblica utilità
La seconda fase è la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, che di norma consegue all'approvazione del progetto (artt. 12 e seguenti). Senza una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità non può proseguire il procedimento.
La determinazione dell'indennità
La terza fase riguarda la determinazione, almeno provvisoria, dell'indennità (artt. 20 e seguenti), con l'offerta al proprietario e l'eventuale accettazione. È il momento in cui il ristoro economico assume una misura concreta.
Il decreto di esproprio
La quarta e ultima fase è l'emanazione del decreto di esproprio (art. 23) e la sua esecuzione con l'immissione in possesso. Solo allora la proprietà passa coattivamente al beneficiario.
Perché l'ordine conta
La concatenazione delle fasi non è formale: il salto o il vizio di una fase si riverbera sulle successive. La mancanza del vincolo, di una valida dichiarazione di pubblica utilità o della determinazione dell'indennità rende illegittimo il decreto di esproprio. Per il privato, conoscere la mappa significa individuare il momento in cui far valere le proprie ragioni, davanti al TAR per la legittimità degli atti.
Le garanzie partecipative lungo le fasi
Lungo l'intera sequenza il privato non è spettatore passivo: in ciascuna fase la legge prevede momenti di informazione e di partecipazione, dall'avviso dell'apposizione del vincolo, alla comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, fino all'offerta dell'indennità. Questi snodi, coerenti con i principi della L. 241/1990, consentono al proprietario di presentare osservazioni e di far valere le proprie ragioni nel momento giusto. La scansione in fasi dell'art. 8 ha quindi anche una funzione di garanzia: rende prevedibile il procedimento e individua, per ciascun segmento, i diritti partecipativi e i rimedi attivabili.
Casi pratici
Caso 1: Sequenza completa
Per una nuova scuola il Comune appone il vincolo con la variante urbanistica, approva il progetto (dichiarazione di pubblica utilità), determina l'indennità e infine emana il decreto di esproprio.
Caso 2: Fase saltata
L'autorità emana il decreto di esproprio del terreno di Tizio senza una valida dichiarazione di pubblica utilità: il decreto è illegittimo e impugnabile davanti al TAR.
Caso 3: Vincolo scaduto
Il vincolo preordinato all'esproprio sul fondo di Caio è decaduto per decorso del termine: prima di proseguire, l'amministrazione deve reiterarlo con adeguata motivazione.
Domande frequenti
Quali sono le fasi dell'espropriazione?
Vincolo preordinato all'esproprio, dichiarazione di pubblica utilità, determinazione dell'indennità ed emanazione ed esecuzione del decreto di esproprio.
Da cosa nasce il vincolo preordinato all'esproprio?
Di regola dall'approvazione del piano urbanistico generale o di una sua variante che destina l'area alla realizzazione dell'opera.
Cosa succede se manca una fase?
Il vizio o l'assenza di una fase si riflette sulle successive e rende illegittimo il decreto di esproprio.
Quando passa la proprietà del bene?
Solo con l'emanazione del decreto di esproprio e la sua esecuzione mediante immissione in possesso.
Vedi anche