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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Condizione di reciprocità: i servizi extracomunitari non di linea (charter, aerotaxi) sono consentiti ai vettori comunitari e ai vettori dello Stato di destinazione, a condizione di reciprocità.
  • Prescrizioni tecniche e amministrative: l'ENAC impone ai vettori privi di licenza comunitaria prescrizioni tecniche e amministrative, incluse quelle per la prevenzione degli attentati alla sicurezza dell'aviazione civile.
  • Potere di divieto: l'ENAC può vietare l'accesso allo spazio aereo nazionale al vettore che non soddisfi le prescrizioni imposte.
  • Regolamentazione ENAC: le modalità di espletamento dei servizi non di linea sono stabilite dall'ENAC con proprio regolamento.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 787 Codice della Navigazione — Servizi di trasporto aereo non di linea non disciplinati da accordi internazionali

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

I servizi extracomunitari non di linea sono consentiti, a condizione di reciprocità, ai vettori aerei titolari di licenza comunitaria e ai vettori dello Stato con il quale si svolge il traffico. L'ENAC impone ai vettori non muniti di licenza comunitaria, per l'effettuazione dei voli, prescrizioni tecniche ed amministrative, ivi comprese quelle che riguardano la prevenzione degli attentati contro la sicurezza per l'aviazione civile. Qualora il vettore non soddisfi le prescrizioni di cui al secondo comma, l'ENAC può vietare l'accesso del vettore medesimo allo spazio aereo nazionale. L'ENAC stabilisce con regolamento la modalità di espletamento dei servizi di trasporto aereo non di linea.

Commento

Ratio e collocazione sistematica

L'articolo 787 completa il quadro normativo dei servizi aerei extracomunitari disciplinando il segmento dei servizi non di linea — charter, voli ad hoc, aerotaxi — che non siano già regolati da accordi internazionali bilaterali. Mentre l'art. 784 affida la regolamentazione dei servizi di linea agli ASA, il segmento non di linea è spesso escluso dagli accordi bilaterali o disciplinato in modo sommario: l'art. 787 colma questo vuoto fissando una cornice di accesso fondata sulla reciprocità e sul rispetto delle prescrizioni tecniche imposte dall'ENAC.

Il principio di reciprocità

La norma consente i servizi non di linea extracomunitari «a condizione di reciprocità»: significa che l'Italia ammette i vettori stranieri solo nella misura in cui lo Stato di appartenenza del vettore ammetta, a propria volta, i vettori italiani o comunitari a operare servizi analoghi. La reciprocità è un principio classico del diritto internazionale aeronautico, presente già nella Convenzione di Chicago del 1944 attraverso le cosiddette «libertà dell'aria». Nel caso dei servizi non di linea, in assenza di un accordo bilaterale che formalizzi la reciprocità, l'ENAC valuta caso per caso se lo Stato di bandiera del vettore garantisca un trattamento equivalente ai vettori italiani o comunitari. I vettori muniti di licenza comunitaria sono ammessi in ogni caso, in quanto soggetti al sistema di reciprocità dell'UE.

Le prescrizioni tecniche e amministrative dell'ENAC

Per i vettori privi di licenza comunitaria — dunque per i vettori di Paesi terzi — l'ENAC può imporre prescrizioni tecniche e amministrative. La norma menziona espressamente quelle relative alla «prevenzione degli attentati contro la sicurezza per l'aviazione civile»: questa formulazione rimanda al corpus normativo internazionale in materia di aviation security, in particolare alla Convenzione di Tokyo del 1963, alla Convenzione dell'Aja del 1970 e alla Convenzione di Montreal del 1971 (non da confondere con la Convenzione di Montreal del 1999 sulla responsabilità del vettore), nonché alle norme dell'annesso 17 della Convenzione di Chicago. Le prescrizioni possono riguardare: documentazione e certificazione degli aeromobili, idoneità dell'equipaggio, procedure di screening dei passeggeri e dei bagagli, piani di security approvati. Sul piano del diritto dell'UE, il Reg. CE 300/2008 stabilisce norme comuni per la sicurezza dell'aviazione civile; i vettori di Paesi terzi che operano verso l'UE devono rispettarne le disposizioni.

Il potere di divieto di accesso allo spazio aereo

La sanzione prevista per il vettore che non soddisfi le prescrizioni è il divieto di accesso allo spazio aereo nazionale, adottato dall'ENAC con provvedimento motivato. Si tratta di una misura cautelare di carattere ablativo, funzionale alla tutela della sicurezza pubblica: a differenza della decadenza dalla designazione di cui all'art. 785, il divieto ex art. 787 non presuppone un rapporto convenzionale preesistente ma si applica preventivamente a qualunque vettore che aspiri a operare sul territorio italiano. Il provvedimento deve rispettare i princìpi di proporzionalità e di non discriminazione, evitando che il diniego di accesso sia utilizzato come strumento protezionistico.

La regolamentazione ENAC

La norma attribuisce all'ENAC un potere regolamentare ampio sulle modalità di espletamento dei servizi non di linea extracomunitari. Questo rinvio è coerente con il ruolo di autorità di regolazione tecnica attribuito all'ENAC dal D.Lgs. 250/1997 istitutivo dell'ente: ENAC adotta regolamenti tecnici che specificano le procedure di autorizzazione dei voli, i requisiti documentali dei vettori stranieri e le modalità di verifica delle prescrizioni di sicurezza. La delega regolatoria consente flessibilità operativa, permettendo all'ENAC di aggiornare le prescrizioni in linea con l'evoluzione degli standard internazionali ICAO senza necessità di intervento legislativo.

Casi pratici

Caso 1: Vettore charter di Paese terzo senza reciprocità

Tizio, responsabile legale di un vettore charter di un Paese non UE, richiede all'ENAC l'autorizzazione per operare voli charter tra il proprio Paese e l'Italia; l'ENAC accerta che lo Stato di bandiera del vettore non ammette i vettori italiani a operare servizi equivalenti e nega l'autorizzazione per mancanza della condizione di reciprocità richiesta dall'art. 787.

Caso 2: Prescrizioni di sicurezza non rispettate

Caio è il comandante di un aeromobile charter proveniente da uno Stato extra-UE che non ha presentato i documenti richiesti dall'ENAC in materia di security screening a bordo; l'ENAC, verificata l'inadempienza, adotta un provvedimento di divieto di accesso allo spazio aereo nazionale nei confronti del vettore, che non potrà atterrare in Italia fino alla regolarizzazione.

Caso 3: Vettore comunitario che opera charter extracomunitario

Sempronio gestisce un vettore charter con licenza italiana che intende effettuare voli tra l'Italia e un Paese terzo non coperto da un ASA; in quanto titolare di licenza comunitaria, il vettore è automaticamente ammesso alla reciprocità e dovrà solo conformarsi alle prescrizioni tecniche del regolamento ENAC sui servizi non di linea, senza necessità di ulteriori autorizzazioni speciali.

Domande frequenti

Cosa sono i servizi aerei 'non di linea' ai sensi dell'art. 787?

Sono i servizi diversi da quelli di linea regolare: charter, voli ad hoc e aerotaxi effettuati verso destinazioni extracomunitarie non coperte da accordi bilaterali di servizi aerei.

In cosa consiste la condizione di reciprocità?

L'Italia ammette i vettori stranieri a operare servizi non di linea solo se lo Stato di bandiera del vettore consente analogamente ai vettori italiani o comunitari di operare servizi equivalenti nel proprio territorio.

Quali prescrizioni può imporre l'ENAC ai vettori extra-UE?

L'ENAC può imporre prescrizioni tecniche e amministrative, incluse quelle sulla sicurezza dell'aviazione civile come lo screening di passeggeri e bagagli, la certificazione degli aeromobili e i requisiti dell'equipaggio.

Cosa succede se un vettore non rispetta le prescrizioni ENAC?

L'ENAC può vietare l'accesso del vettore allo spazio aereo nazionale: si tratta di una misura cautelare che impedisce i voli fino alla regolarizzazione della situazione.

I vettori comunitari sono soggetti alle stesse restrizioni dei vettori extra-UE?

No: i vettori muniti di licenza comunitaria godono già di reciprocità nell'ambito dell'UE e sono ammessi ai servizi non di linea extracomunitari, pur dovendo rispettare le prescrizioni tecniche stabilite dall'ENAC con proprio regolamento.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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