- Fissazione di udienza con notifica al procuratore, all'interessato, difensore e rappresentante dello Stato richiedente almeno 10 giorni prima
- Diritto del difensore di depositare memorie fino a 5 giorni prima dell'udienza
- La Corte decide in Camera di consiglio su sussistenza delle condizioni per l'estradizione
- Se favorevole, può disporre custodia cautelare e sequestro del corpo del reato; se contraria, revoca misure e ordina restituzione
Testo dell'articoloVigente
Art. 704 c.p.p. – Procedimento davanti alla corte di appello
Testo vigente — D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)
Procedimento davanti alla corte di appello
1. Scaduto il termine previsto dall’articolo 703 comma 5, il presidente della corte fissa l’udienza per la decisione, con decreto da comunicarsi al procuratore generale e da notificarsi alla persona della quale è richiesta l’estradizione, al suo difensore e all’eventuale rappresentante dello stato richiedente, almeno dieci giorni prima, a pena di nullità. Provvede inoltre a designare un difensore di ufficio alla persona che ne sia priva e, ove necessario, nomina un interprete . Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono essere presentate memorie in cancelleria.
2. La corte decide con sentenza in camera di consiglio , entro sei mesi dalla presentazione della requisitoria, sull’esistenza delle condizioni per l’accoglimento della domanda di estradizione, dopo aver assunto le informazioni e disposto gli accertamenti ritenuti necessari , sentiti il pubblico ministero, il difensore e, se comparsi , la persona della quale è richiesta l’estradizione e il rappresentante dello stato richiedente.
3. Quando la decisione è favorevole all’estradizione, la corte, se vi è richiesta del Ministro della giustizia, dispone la custodia cautelare in carcere della persona da estradare che si trovi in libertà. Provvede, altresì, al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti, stabilendo quali devono essere consegnati allo Stato richiedente
4. Quando la decisione è contraria all’estradizione, la corte revoca le misure cautelari applicate e dispone in ordine alla restituzione delle cose sequestrate.
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In sintesi
La Corte di Appello fissa udienza entro 10 giorni, sente le parti, decide su sussistenza delle condizioni, dispone custodia cautelare o rivoca misure.
Ratio
La norma delinea il procedimento giudiziale vero e proprio dinanzi alla Corte di Appello, culminante nella decisione sulla concessione o rigetto dell'estradizione. La Camera di consiglio (riunione non pubblica del collegio) è scelta conforme alla delicatezza del tema e alla necessità di riservatezza nei rapporti diplomatici internazionali. La fissazione dell'udienza con preavviso minimo di 10 giorni tutela il diritto di difesa.
Analisi
Il primo comma disciplina la procedura: il presidente della Corte fissa udienza con decreto notificato alle parti (procuratore generale, interessato, difensore e Stato richiedente) almeno 10 giorni prima, a pena di nullità. Fino a 5 giorni prima si possono depositare memorie. Designazione di difensore d'ufficio se necessario. Il secondo comma precisamodalità di decisione: la Corte siede in Camera di consiglio, sente il pubblico ministero, il difensore, l'interessato e il rappresentante straniero, poi delibera. Il terzo comma autorizza, se favorevole, la custodia cautelare (art. 285 c.p.p.) e il sequestro del corpo e cose relative al reato (art. 253 c.p.p.). Il quarto comma prevede il contrario: revoca delle misure cautelari e restituzione delle cose sequestrate in caso di rigetto.
Quando si applica
Dopo la presentazione della requisitoria da parte del procuratore generale. La procedura è obbligatoria. Esempio: Tizio è ricercato dalla Francia; la requisitoria è stata depositata. Il presidente della Corte fissa udienza per 15 giorni dopo il deposito, notifica a Tizio (presente in carcere), al suo difensore (avv. Rossi), al procuratore e al rappresentante francese. L'avvocato Rossi ha 5 giorni per depositare memoria scritta difensiva. In udienza, il procuratore espone ragioni, il difensore controbatte, Tizio parla (se vuole), il rappresentante francese illustra esigenze francesi. La Corte in Camera di consiglio delibera. Se accoglie, dispone custodia in carcere (se già in libertà provvisoria) per evitare fuga.
Connessioni
La disposizione si collega agli artt. 703 (requisitoria del procuratore), 705 (condizioni di decisione), 706 (ricorso per cassazione), 708 (consegna dell'estradato). Proceduralmente rimanda alle norme su Camera di consiglio, notificazione e comunicazioni di atti processuali. Rifermenti a custodia cautelare (art. 285) e sequestro (art. 253) definiscono i poteri di coercizione della Corte.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio è in libertà in attesa del procedimento di estradizione per frode (richiesta dalla Germania). Il presidente della Corte di Appello di Milano fissa udienza per 12 giorni dopo il deposito della requisitoria. Notifica decreto a Tizio, avv. difensore, procuratore e rappresentante tedesco. L'avvocato di Tizio deposita memoria evidenziando vizi procedurali nella domanda tedesca. In udienza, il procuratore illustra requisitoria, la Germania chiede per via del suo rappresentante che Tizio sia detenuto (rischio di fuga), Tizio nega tutto. La Corte delibera in Camera di consiglio: accoglie parzialmente, revocando il mandato di arresto europeo tedesco per vizi procedurali, ma ordina custodia cautelare preventiva in carcere (art. 285 c.p.p.) per un mese fino a chiarimenti ulteriori.
Caso 2: Caso 2
Caio è ricercato dalla Svizzera per riciclaggio e si trova in carcere da tre mesi per mandato d'arresto provvisorio (art. 715 c.p.p.). La Corte d'Appello di Roma fissa udienza a 10 giorni dal deposito della requisitoria svizzera. Il difensore di Caio deposita memoria controbattendo la qualificazione del reato secondo diritto svizzero. In udienza, la Svizzera (tramite rappresentante italiano) chiede conferma della custodia (già presente). La Corte delibera: accoglie l'estradizione e ordina che Caio continui a restare in custodia cautelare anche durante il procedimento di consegna (fino a 45 giorni dal decreto ministeriale).
Domande frequenti
Quanto tempo ho per preparare la difesa prima dell'udienza?
Almeno 10 giorni di preavviso del decreto di fissazione udienza. Hai anche diritto di depositare memorie scritte fino a 5 giorni prima dell'udienza per illustrare ulteriori ragioni difensive.
Posso essere interrogato davanti alla Corte di Appello?
Sì, la Corte può sentire direttamente l'interessato durante l'udienza in Camera di consiglio. Non sei obbligato a parlare, ma il silenzio può incidere su valutazione della Corte.
Se la Corte accoglie, vengo subito consegnato allo Stato estero?
No, la decisione della Corte è necessaria ma non sufficiente. Il ministro di Grazia e Giustizia ha ancora 45 giorni per decidere; se favorevole, fissa luogo e data di consegna.
Cosa succede alle cose sequestrate se la Corte nega l'estradizione?
La Corte ordina restituzione di tutte le cose sequestrate, secondo norme su restituzione dei beni (artt. 262-263 c.p.p.).
Se la Corte dispone custodia cautelare, posso fare ricorso in cassazione?
Sì, la sentenza della Corte di Appello può essere impugnata con ricorso per cassazione per vizi procedurali, eccesso di potere, e violazione di diritti fondamentali. Il ricorso non sospende automaticamente la custodia.