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Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Per «accesso» si intende l'immissione di una strada privata o di un'area privata laterale su una strada ad uso pubblico, in attuazione dell'art. 22 del Codice della Strada.
  • Gli accessi si classificano in tre tipologie: a raso, a livelli sfalsati e misti, secondo le caratteristiche geometriche del punto di innesto.
  • Gli accessi a raso e quelli a livelli sfalsati seguono le medesime definizioni delle corrispondenti intersezioni previste dall'art. 3 del Codice della Strada.
  • Gli accessi misti combinano contestualmente le caratteristiche degli accessi a raso e di quelli a livelli sfalsati.
  • La disciplina degli accessi mira a garantire sicurezza e fluidità nel punto di confluenza tra la viabilità privata e quella pubblica.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 44 DPR 495/1992 — Accessi in generale

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Ai fini dell'articolo 22 del codice, si definiscono accessi: a) le immissioni di una strada privata su una strada ad uso pubblico; b) le immissioni per veicoli da un'area privata laterale alla strada di uso pubblico.

2. Gli accessi di cui al comma 1 si distinguono in accessi a raso, accessi a livelli sfalsati e accessi misti. Per gli accessi a raso e per quelli a livelli sfalsati valgono le corrispondenti definizioni di intersezione di cui all'articolo 3 del codice. Gli accessi misti presentano, al contempo, le caratteristiche degli accessi a raso e di quelli a livelli sfalsati.

Commento

Nozione di accesso e fondamento normativo

L'art. 44 del DPR 495/1992 definisce la nozione di «accesso» in attuazione dell'art. 22 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), il quale subordina l'immissione di strade e aree private sulla viabilità pubblica a specifiche autorizzazioni. Il regolamento dà contenuto tecnico-operativo a una disposizione del Codice che, da sola, si limita a prevedere l'obbligo autorizzatorio senza descrivere in dettaglio le caratteristiche geometriche e tipologiche dell'accesso.

Secondo il comma 1, rientrano nella nozione di accesso due distinte fattispecie: da un lato, le immissioni di una strada privata su una strada ad uso pubblico; dall'altro, le immissioni per veicoli da un'area privata laterale alla strada pubblica. La norma copre dunque tanto l'innesto viario tradizionale quanto l'ingresso da parcheggi, cortili, cantieri e aree commerciali private che si affacciano sulla pubblica via.

Classificazione degli accessi: a raso, a livelli sfalsati e misti

Il comma 2 introduce una tassonomia degli accessi che richiama, per analogia, le definizioni già fissate dal Codice della Strada per le intersezioni (art. 3, comma 1, lett. e) e seguenti).

Accesso a raso: il piano carrabile della strada privata o dell'area privata si incontra con la carreggiata pubblica sullo stesso livello altimetrico. È la tipologia più diffusa: il classico passo carraio di una abitazione, l'uscita di un parcheggio privato, l'entrata di un capannone industriale. La manovra di innesto avviene in piano, senza che il conducente debba affrontare dislivelli significativi.

Accesso a livelli sfalsati: il punto di immissione è caratterizzato da un dislivello tra la sede privata e quella pubblica, risolto mediante rampe, sottovia o sovrappassi. Questa soluzione è adottata, ad esempio, per i parcheggi sotterranei che emergono in superficie su una strada statale o nei centri commerciali dotati di viabilità interna sopraelevata.

Accesso misto: la soluzione ibrida che combina contemporaneamente le caratteristiche dell'accesso a raso e di quello a livelli sfalsati. Si tratta di situazioni geometricamente più complesse, in cui una parte del tracciato si sviluppa in piano e un'altra attraverso dislivelli, il tutto nel medesimo punto di innesto sulla strada pubblica.

Rapporto con la disciplina delle intersezioni

Il richiamo alle definizioni di intersezione di cui all'art. 3 del Codice della Strada non è puramente terminologico: esso determina l'applicabilità, in quanto compatibile, delle norme tecniche e delle prescrizioni comportamentali previste per le intersezioni stradali. In particolare, le regole sulla precedenza, sulla visibilità e sulle distanze di sicurezza trovano applicazione anche agli accessi, nella misura in cui il conducente che esce da un'area privata per immettersi sulla pubblica via deve comportarsi come chi si inserisce da una strada secondaria in un incrocio.

Questa omogeneizzazione definitoria ha un rilievo pratico non trascurabile: consente agli enti proprietari delle strade e agli organi di polizia stradale di applicare agli accessi le stesse regole tecniche già elaborate per le intersezioni (distanze minime, angoli di visibilità, raggi di curvatura), senza la necessità di elaborare criteri autonomi per ogni tipologia di immissione privata.

Autorizzazione dell'accesso e responsabilità del proprietario

L'art. 22 del Codice della Strada, che la norma in commento attua, stabilisce che chiunque voglia realizzare o modificare un accesso deve ottenere preventiva autorizzazione dall'ente proprietario della strada. Il regolamento, definendo le tipologie di accesso, consente all'ente di individuare con precisione l'oggetto dell'autorizzazione e di valutare l'impatto sulla sicurezza stradale.

Il proprietario dell'area privata è tenuto a mantenere l'accesso in condizioni tali da non creare pericolo per la circolazione. Se l'accesso è realizzato o modificato senza autorizzazione, o se le condizioni di sicurezza vengono meno, l'ente proprietario della strada può ordinarne la chiusura o imporre i necessari adeguamenti. Le sanzioni per le violazioni alla disciplina dell'art. 22 del Codice della Strada sono indicate nel Codice stesso.

Profili pratici per conducenti e proprietari

Per il conducente che utilizza un accesso privato per immettersi sulla pubblica via, le conseguenze operative sono immediate: deve cedere la precedenza a tutti i veicoli e ai pedoni che circolano sulla strada pubblica, indipendentemente dal tipo di accesso (a raso, sfalsato o misto). La tipologia dell'accesso incide solo sulla geometria della manovra, non sull'obbligo di dare precedenza.

Per il proprietario dell'immobile con affaccio su strada pubblica, la classificazione dell'accesso rileva ai fini della progettazione: un accesso a livelli sfalsati richiederà progettazione più complessa e, in genere, autorizzazioni più articolate rispetto a un semplice passo carraio a raso. Le prescrizioni tecniche di dettaglio variano a seconda della categoria della strada su cui si innesta l'accesso (autostrada, strada extraurbana principale, strada urbana, ecc.).

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Che cosa si intende per 'accesso' ai sensi del Regolamento del Codice della Strada?

Per accesso si intende l'immissione di una strada privata su una strada ad uso pubblico, oppure l'immissione per veicoli da un'area privata laterale alla strada pubblica. La definizione è contenuta nell'art. 44 del DPR 495/1992 in attuazione dell'art. 22 del Codice della Strada.

Quali sono le tipologie di accesso previste dalla normativa?

Il Regolamento distingue tre tipologie: accesso a raso (stesso livello altimetrico tra area privata e carreggiata pubblica), accesso a livelli sfalsati (presenza di un dislivello risolto con rampa o sottovia) e accesso misto (combinazione delle due caratteristiche precedenti).

Chi deve autorizzare la realizzazione di un accesso su una strada pubblica?

L'autorizzazione è rilasciata dall'ente proprietario della strada (Comune, Provincia, ANAS, a seconda della categoria stradale) ai sensi dell'art. 22 del Codice della Strada. Realizzare un accesso senza autorizzazione costituisce violazione del Codice della Strada.

Chi esce da un accesso privato deve dare la precedenza ai veicoli sulla strada pubblica?

Sì. Il conducente che si immette sulla strada pubblica da un accesso privato, indipendentemente dalla tipologia (a raso, sfalsato o misto), deve cedere la precedenza a tutti i veicoli e ai pedoni che circolano sulla carreggiata pubblica.

Il proprietario di un accesso ha obblighi di manutenzione?

Sì. Il proprietario dell'area privata è tenuto a mantenere l'accesso in condizioni tali da non costituire pericolo per la circolazione stradale. In caso contrario, l'ente proprietario della strada può ordinare gli adeguamenti necessari o, in caso di inadempimento, provvedere d'ufficio con addebito delle spese.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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