Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 41 D.Lgs. 79/2011 – Diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto

Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79)

1. Il viaggiatore può recedere dal contratto di pacchetto turistico in ogni momento prima dell’inizio del pacchetto, dietro rimborso all’organizzatore delle spese sostenute, adeguate e giustificabili, del cui ammontare quest’ultimo fornisce motivazione al viaggiatore che ne faccia richiesta.

2. Il contratto di pacchetto turistico può prevedere spese standard per il recesso ragionevoli, calcolate in base al momento di recesso dal contratto e ai risparmi di costo attesi e agli introiti previsti che derivano dalla riallocazione dei servizi turistici.

3. In assenza di specificazione delle spese standard di recesso, l’importo delle spese di recesso corrisponde al prezzo del pacchetto diminuito dei risparmi di costo e degli introiti che derivano dalla riallocazione dei servizi turistici.

4. In caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare.

5. L’organizzatore può recedere dal contratto di pacchetto turistico e offrire al viaggiatore il rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non è tenuto a versare un indennizzo supplementare se: a) il numero di persone iscritte al pacchetto è inferiore al minimo previsto dal contratto e l’organizzatore comunica il recesso dal contratto al viaggiatore entro il termine fissato nel contratto e in ogni caso non più tardi di venti giorni prima dell’inizio del pacchetto in caso di viaggi che durano più di sei giorni, di sette giorni prima dell’inizio del pacchetto in caso di viaggi che durano tra due e sei giorni, di quarantotto ore prima dell’inizio del pacchetto nel caso di viaggi che durano meno di due giorni; b) l’organizzatore non è in grado di eseguire il contratto a causa di circostanze inevitabili e straordinarie e comunica il recesso dal medesimo al viaggiatore senza ingiustificato ritardo prima dell’inizio del pacchetto.

6. L’organizzatore procede a tutti i rimborsi prescritti a norma dei commi 4 e 5 oppure, con riguardo a quanto previsto ai commi 1, 2 e 3, rimborsa qualunque pagamento effettuato da o per conto del viaggiatore per il pacchetto dopo aver detratto le adeguate spese, senza ingiustificato ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dal recesso. Nei casi di cui ai commi 4 e 5, si determina la risoluzione dei contratti funzionalmente collegati stipulati con terzi.

7. In caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico entro un periodo di cinque giorni dalla data della conclusione del contratto o dalla data in cui riceve le condizioni contrattuali e le informazioni preliminari se successiva, senza penali e senza fornire alcuna motivazione. Nei casi di offerte con tariffe sensibilmente diminuite rispetto alle offerte correnti, il diritto di recesso è escluso. In tale ultimo caso, l’organizzatore documenta la variazione di prezzo evidenziando adeguatamente l’esclusione del diritto di recesso.

In sintesi

  • Il viaggiatore può recedere dal contratto di pacchetto turistico in qualsiasi momento prima della partenza, rimborsando all'organizzatore le spese sostenute adeguate e giustificabili.
  • Il contratto può prevedere spese standard di recesso calcolate in base al momento del recesso; in assenza di specificazione, le spese corrispondono al prezzo diminuito dei risparmi conseguiti dall'organizzatore.
  • In caso di circostanze inevitabili e straordinarie nella destinazione che incidano sull'esecuzione del pacchetto, il viaggiatore può recedere senza spese e con rimborso integrale.
  • L'organizzatore può recedere con rimborso integrale senza indennizzo supplementare se il numero di iscritti e' inferiore al minimo previsto o per circostanze inevitabili e straordinarie, comunicandolo nei termini previsti.
  • Per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali e' previsto un diritto di recesso di cinque giorni senza penali, salvo offerte a tariffa sensibilmente ridotta.
Indice dei contenuti

Il diritto di recesso del viaggiatore e il suo costo

L'articolo 41 del Codice del turismo regola il diritto di recesso ante-partenza nel contratto di pacchetto turistico, disciplinando simmetricamente tanto il recesso del viaggiatore quanto quello dell'organizzatore. Il principio fondamentale che governa il recesso del viaggiatore e' la liberta' di ritiro in qualsiasi momento prima dell'inizio del pacchetto, bilanciata dall'obbligo di indennizzare l'organizzatore per le spese già sostenute. Il comma 1 specifica che tali spese devono essere adeguate e giustificabili e che l'organizzatore e' tenuto a motivarle su richiesta del viaggiatore: si tratta di una tutela contro penali sproporzionate e forfettarie non ancorate a costi reali.

Le spese standard di recesso e il loro calcolo

I commi 2 e 3 introducono una distinzione pratica importante. Se il contratto prevede espressamente spese standard di recesso - le cosiddette penali scalari - queste sono legittime purche' siano ragionevoli, calcolate in base al momento del recesso e ai risparmi di costo attesi dall'organizzatore derivanti dalla riallocazione dei servizi. In sostanza, la penale deve diminuire quanto più il recesso avviene in anticipo, perché l'organizzatore ha più tempo per redistribuire i posti. In assenza di specificazione contrattuale delle spese standard, il comma 3 stabilisce una formula residuale: le spese di recesso corrispondono all'intero prezzo del pacchetto diminuito dei risparmi di costo e degli introiti effettivamente derivanti dalla riallocazione. Questa formula può risultare onerosa per il viaggiatore se il recesso e' tardivo, ma assicura che l'organizzatore non si arricchisca ingiustificatamente.

Il recesso gratuito per circostanze inevitabili e straordinarie

Il comma 4 e' la disposizione di maggior rilievo pratico per il viaggiatore medio: in caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze, tali da incidere sostanzialmente sull'esecuzione del pacchetto o sul trasporto verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere gratuitamente e di ottenere il rimborso integrale di tutti i pagamenti effettuati. Per «circostanze inevitabili e straordinarie» si intendono situazioni fuori dal controllo delle parti le cui conseguenze non avrebbero potuto essere evitate con la normale diligenza: conflitti armati, epidemie dichiarate, catastrofi naturali rilevanti, gravi perturbazioni dell'ordine pubblico. Il viaggiatore non ha pero' diritto a un indennizzo supplementare rispetto al rimborso del prezzo, poiché l'organizzatore non e' in colpa.

Il recesso dell'organizzatore: casi e termini

Il comma 5 regola specularmente il diritto di recesso dell'organizzatore, che può esercitarlo - con rimborso integrale al viaggiatore ma senza obbligo di indennizzo supplementare - in due situazioni: la prima e' il mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto nel contratto, purche' la comunicazione di recesso avvenga entro termini tassativi che variano a seconda della durata del viaggio (venti giorni prima per viaggi superiori a sei giorni; sette giorni prima per viaggi da due a sei giorni; quarantotto ore prima per viaggi inferiori a due giorni); la seconda e' l'impossibilita' di eseguire il contratto per circostanze inevitabili e straordinarie, con comunicazione senza ingiustificato ritardo.

Il rimborso e la risoluzione dei contratti collegati

Il comma 6 stabilisce che i rimborsi previsti ai commi 4 e 5 - o, nel caso di recesso ordinario, il rimborso al netto delle adeguate spese - devono essere eseguiti senza ingiustificato ritardo e comunque entro quattordici giorni dal recesso. Una disposizione innovativa riguarda i contratti funzionalmente collegati a quello di pacchetto: in caso di recesso per circostanze inevitabili e straordinarie (commi 4 e 5), si determina automaticamente la risoluzione anche dei contratti stipulati con terzi che siano funzionalmente collegati al pacchetto, come polizze assicurative accessorie o prenotazioni autonome di servizi aggiuntivi.

Il diritto di recesso per contratti fuori dai locali commerciali

Il comma 7 introduce una tutela specifica per i contratti di pacchetto turistico conclusi fuori dai locali commerciali - ad esempio durante fiere, eventi, visite a domicilio o presentazioni - ispirandosi alla disciplina del codice del consumo. In questo caso il viaggiatore ha cinque giorni di tempo dalla conclusione del contratto (o dalla ricezione delle condizioni contrattuali se posteriore) per recedere liberamente, senza penali e senza doversi giustificare. Fanno eccezione le offerte a tariffe sensibilmente ridotte rispetto al mercato: in tal caso il diritto di recesso e' escluso, ma l'organizzatore ha l'obbligo di documentare adeguatamente la variazione di prezzo e di indicare espressamente l'esclusione del diritto di recesso.

Casi pratici

Caso 1: Recesso tardivo con penale scalare

Tizio acquista un pacchetto crociera da tremila euro con penali contrattuali: 30% se si recede tra trenta e quindici giorni prima, 60% tra quattordici e sette giorni prima, 100% negli ultimi sei giorni. Si ammala dodici giorni prima della partenza e comunica il recesso. L'organizzatore Alfa Viaggi S.r.l. applica la penale del 60%, pari a milleottocento euro, ma su richiesta di Tizio deve documentare che le spese sostenute giustificano tale importo.

Caso 2: Recesso gratuito per allerta di sicurezza

Caio ha prenotato un viaggio di dieci giorni in una regione che, due settimane prima della partenza, viene investita da gravi disordini civili con chiusura degli aeroporti locali. Il Ministero degli Affari Esteri emette una allerta che sconsiglia vivamente di recarsi nella zona. Caio esercita il recesso ai sensi del comma 4, comunicandolo per iscritto all'organizzatore. L'organizzatore e' obbligato a rimborsare integralmente il prezzo entro quattordici giorni, senza penali.

Caso 3: Annullamento per mancato raggiungimento del numero minimo

La societa' Beta Tour propone un tour di gruppo con un minimo di quindici partecipanti, indicato nel contratto. Venti giorni prima della partenza si sono iscritti soltanto undici persone. Beta Tour comunica a Sempronio e agli altri viaggiatori il recesso dal contratto entro il termine di venti giorni previsto dal comma 5 lettera a). I viaggiatori ricevono il rimborso integrale entro quattordici giorni senza diritto a indennizzi aggiuntivi.

Domande frequenti

Posso annullare il pacchetto turistico a qualsiasi ora e senza spese?

No. Il viaggiatore puo' recedere in qualsiasi momento prima della partenza, ma in generale dovra' pagare le spese di recesso adeguate e giustificabili sostenute dall'organizzatore. Il recesso senza spese e' possibile solo in caso di circostanze inevitabili e straordinarie nella destinazione, come indicato nel comma 4.

Come si calcolano le penali di recesso se il contratto non le specifica?

Se il contratto non prevede spese standard di recesso, queste corrispondono all'intero prezzo del pacchetto diminuito dei risparmi di costo e degli introiti che l'organizzatore riesce a ricavare riallocando i servizi. Piu' e' vicina la data di partenza, minori saranno i risparmi e piu' alta la penale.

Cosa succede se l'operatore annulla il viaggio perche' non si sono raggruppati abbastanza partecipanti?

L'organizzatore deve comunicare il recesso entro i termini tassativi previsti dalla legge (variabili da quarantotto ore a venti giorni prima, secondo la durata del viaggio). Il viaggiatore ha diritto al rimborso integrale entro quattordici giorni, ma non a un indennizzo aggiuntivo poiche' il recesso e' legittimo.

Ho comprato il pacchetto a una fiera: posso cambiare idea entro pochi giorni?

Si'. Per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali il comma 7 garantisce cinque giorni di recesso libero senza penali dalla data di conclusione del contratto. Fanno eccezione le offerte a tariffe sensibilmente ridotte, per le quali il diritto di recesso e' escluso ma l'organizzatore deve documentarlo e segnalarlo chiaramente.

L'organizzatore mi ha rimborsato solo in parte; e' possibile?

Solo nel caso di recesso ordinario del viaggiatore, dal quale l'organizzatore puo' detrarre le spese adeguate e giustificabili. In caso di recesso per circostanze inevitabili e straordinarie o per annullamento da parte dell'organizzatore, il rimborso deve essere integrale. In ogni caso il rimborso deve avvenire entro quattordici giorni dal recesso.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.