In sintesi
- L'art. 35 riconosce ai detenuti il diritto di reclamo e di istanza.
- I reclami possono essere orali o scritti, anche in busta chiusa.
- Sono rivolti a una pluralità di autorità (direttore, provveditore, Ministro, magistrato di sorveglianza, garante).
- È una forma di tutela generale e non formale dei diritti del detenuto.
- Si distingue dal reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 35 L. 354/1975 — Diritto di reclamo
Legge 26 luglio 1975, n. 354 — Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà
I detenuti e gli internati possono rivolgere istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa:
1) al direttore dell’istituto, al provveditore regionale, al capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Ministro della giustizia;
2) alle autorità giudiziarie e sanitarie in visita all’istituto;
3) al garante nazionale e ai garanti regionali o locali dei diritti dei detenuti;
4) al presidente della giunta regionale;
5) al magistrato di sorveglianza;
6) al Capo dello Stato.
Stesso numero, altri codici
- Art. 35 Cod. Amb. — Disposizioni transitorie e finali
- Art. 35 D.Lgs. 159/2011 — Nomina e revoca dell'amministratore giudiziario
- Art. 35 D.Lgs. 209/2005 — Determinazione delle tariffe nei rami responsabilità civile veicoli e natanti
- Art. 35 D.Lgs. 42/2004 — Intervento finanziario del Ministero
- Art. 35 CAD — Dispositivi sicuri e procedure per la generazione de...
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Il diritto di far sentire la propria voce
L'art. 35 riconosce il diritto di reclamo, uno strumento generale di tutela attraverso cui il detenuto può rivolgere istanze e doglianze alle autorità. È espressione del principio per cui la persona reclusa resta titolare dei propri diritti (art. 4) e deve poterli far valere. Il reclamo dell'art. 35 ha carattere non giurisdizionale e non formale, e affianca il più incisivo reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis.
Le forme del reclamo
I detenuti e gli internati possono rivolgere istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa. La possibilità della busta chiusa è una garanzia di riservatezza: assicura che la doglianza giunga al destinatario senza filtri, anche quando riguarda l'operato dell'amministrazione. È un presidio contro il timore di ritorsioni.
I destinatari
La norma individua una pluralità di destinatari: il direttore dell'istituto, il provveditore regionale, il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il Ministro della giustizia; le autorità giudiziarie e sanitarie in visita; il garante nazionale e i garanti territoriali dei diritti dei detenuti; il presidente della giunta regionale; il magistrato di sorveglianza; il Capo dello Stato. È un ventaglio che riflette i diversi livelli di tutela.
La funzione del reclamo non giurisdizionale
Il reclamo dell'art. 35 consente di segnalare disfunzioni, chiedere interventi e attivare controlli, senza le forme del processo. Non produce decisioni vincolanti come quelle del reclamo giurisdizionale, ma costituisce un canale di dialogo e di sollecitazione che può prevenire o risolvere molte situazioni problematiche.
Il rapporto con il reclamo giurisdizionale
Quando la doglianza riguarda sanzioni disciplinari illegittime o un pregiudizio grave e attuale all'esercizio dei diritti, lo strumento appropriato è il reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis, deciso dal magistrato di sorveglianza con effetti vincolanti. L'art. 35 e l'art. 35-bis non si escludono: il primo è la cornice generale del diritto di reclamo, il secondo lo strumento giurisdizionale per le lesioni più gravi.
La tutela contro le ritorsioni
L'esercizio del diritto di reclamo non può tradursi in conseguenze negative per il detenuto. La possibilità della busta chiusa e la pluralità dei destinatari sono garanzie volte ad assicurare che la voce del recluso sia ascoltata e che il reclamo resti uno strumento effettivo.
Profili pratici
Per il detenuto, l'art. 35 è il primo strumento di tutela: consente di segnalare problemi in modo semplice e riservato. Quando la questione richiede una decisione vincolante (sanzioni, pregiudizi gravi ai diritti), è opportuno ricorrere al reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis, eventualmente con l'assistenza di un difensore.
Casi pratici
Caso 1: Reclamo in busta chiusa
Tizio invia in busta chiusa un reclamo al magistrato di sorveglianza su una disfunzione dell'istituto: la riservatezza è garantita.
Caso 2: Segnalazione al garante
Caio si rivolge al garante dei diritti dei detenuti per segnalare un problema: il garante può intervenire e interloquire con l'amministrazione.
Caso 3: Dalla doglianza al reclamo giurisdizionale
La doglianza di Sempronio riguarda un pregiudizio grave ai suoi diritti: lo strumento adeguato diventa il reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis, con decisione vincolante.
Domande frequenti
In che forma si può presentare un reclamo?
Oralmente o per iscritto, anche in busta chiusa: quest'ultima garantisce la riservatezza e tutela il detenuto da possibili ritorsioni.
A chi si possono rivolgere i reclami?
A una pluralità di autorità: direttore, provveditore, capo del dipartimento, Ministro, autorità giudiziarie e sanitarie in visita, garanti dei detenuti, magistrato di sorveglianza e Capo dello Stato.
Il reclamo dell'art. 35 produce decisioni vincolanti?
No: ha carattere non giurisdizionale ed è un canale di segnalazione e dialogo; per ottenere decisioni vincolanti occorre il reclamo giurisdizionale dell'art. 35-bis.
Qual è la differenza con l'art. 35-bis?
L'art. 35 è la cornice generale del diritto di reclamo; l'art. 35-bis è lo strumento giurisdizionale, deciso dal magistrato di sorveglianza, per le sanzioni illegittime e i pregiudizi gravi ai diritti.
Vedi anche