Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 27 DPR 495/1992 – Fasce di rispetto nelle curve fuori dai centri abitati

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. La fascia di rispetto nelle curve fuori dai centri abitati, da determinarsi in relazione all'ampiezza della curvatura, è soggetta alle seguenti norme: a) nei tratti di strada con curvatura di raggio superiore a 250 m si osservano le fasce di rispetto con i criteri indicati all'articolo 26; b) nei tratti di strada con curvatura di raggio inferiore o uguale a 250 m, la fascia di rispetto è delimitata verso le proprietà latistanti, dalla corda congiungente i punti di tangenza, ovvero dalla linea, tracciata alla distanza dal confine stradale indicata dall'articolo 26 in base al tipo di strada, ove tale linea dovesse risultare esterna alla predetta corda.

In sintesi

  • Nelle curve fuori dai centri abitati la fascia di rispetto varia in funzione del raggio di curvatura della carreggiata.
  • Per curve con raggio superiore a 250 m si applicano le stesse distanze previste per i tratti rettilinei dall'articolo 26 del Regolamento.
  • Per curve con raggio uguale o inferiore a 250 m il limite della fascia è la corda che congiunge i punti di tangenza, oppure - se risulta più esterna - la linea parallela al confine stradale alle distanze fissate dall'art. 26.
  • La regola tutela la sicurezza della circolazione impedendo costruzioni o impianti che potrebbero ridurre la visibilità in curva.
  • Le fasce di rispetto si applicano anche a nuovi impianti, recinzioni e piantagioni, non solo agli edifici.
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Finalità della fascia di rispetto nelle curve stradali

Le fasce di rispetto stradali sono strumenti di tutela della sicurezza della circolazione e della corretta gestione del territorio attraversato dalla rete viaria. L'articolo 27 del DPR 495/1992 disciplina in modo specifico le curve fuori dai centri abitati, introducendo una distinzione geometrica essenziale: il raggio di curvatura pari o superiore a 250 m consente di applicare i criteri generali dell'articolo 26, mentre per raggi inferiori o uguali a tale soglia il calcolo della fascia segue una logica geometrica diversa, basata sulla corda della curva.

La ratio è intuitiva: quanto più la strada curva bruscamente, tanto più è necessario che le proprietà latistanti restino libere da ostacoli per garantire la visibilità all'utente in avvicinamento e per consentire eventuali interventi di messa in sicurezza dell'infrastruttura.

Il criterio della corda e il rapporto con l'art. 26

Quando il raggio di curvatura è inferiore o uguale a 250 m, la fascia di rispetto è delimitata verso le proprietà latistanti dalla corda congiungente i punti di tangenza della curva - ovvero dalla linea retta che «taglia» la curva unendone i punti di inizio e di fine. Questa corda costituisce il confine geometrico minimo della fascia.

Tuttavia, la norma prevede un'alternativa: se la linea parallela al confine stradale tracciata alle distanze previste dall'articolo 26 (calcolate secondo il tipo di strada) risulta esterna alla corda, si usa quest'ultima come riferimento. La logica è quella di applicare sempre la soluzione più restrittiva per il proprietario e più protettiva per la circolazione: tra corda e linea parallela ex art. 26, prevale quella più arretrata rispetto alla carreggiata.

Ambito applicativo: strade, tipi e soggetti

L'articolo 27 si applica alle strade fuori dai centri abitati. All'interno dei centri abitati la disciplina delle fasce di rispetto è diversa, essendo prevalente la pianificazione urbanistica comunale e la normativa sui distacchi edilizi. Fuori dai centri abitati, invece, le fasce di rispetto stradali operano come vincoli ex lege sulle proprietà private e sulle scelte edificatorie: qualsiasi costruzione, recinzione, impianto, alberatura o deposito permanente che si trovi all'interno della fascia è soggetto alle limitazioni stabilite dal Codice della Strada e dal Regolamento.

I destinatari della norma sono i proprietari dei terreni latistanti, i costruttori che intendano realizzare opere nelle fasce, i comuni che approvano i piani attuativi, e gli enti proprietari della strada (ANAS, province, comuni) che rilasciano eventuali autorizzazioni in deroga.

Conseguenze pratiche per i privati

Chi possiede un terreno a ridosso di una strada con curve a raggio ridotto deve verificare, prima di realizzare qualsiasi opera, se il fondo ricade nella fascia di rispetto calcolata secondo il criterio della corda. In tal caso:

  • Non è possibile edificare nuove costruzioni all'interno della fascia senza apposita autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
  • Le recinzioni, le piantagioni arboree e i depositi permanenti sono anch'essi soggetti a limitazioni.
  • Le opere già esistenti alla data di entrata in vigore della disciplina possono essere mantenute, ma non ampliate se si trovano all'interno della fascia.

In caso di abuso, l'ente proprietario della strada può chiedere la rimessa in pristino a spese del privato, oltre alle sanzioni previste dal Codice della Strada per le violazioni alle norme sulle fasce di rispetto.

Interazione con la pianificazione urbanistica

Le fasce di rispetto stradali ex DPR 495/1992 si sovrappongono spesso alle previsioni urbanistiche comunali. Quando uno strumento urbanistico assegna un'area a zona edificabile ma tale area ricade anche nella fascia di rispetto stradale, prevale il vincolo stradale, che ha natura di vincolo ricognitivo e non ablatorio. L'ente locale non può, tramite il PRG o il PUC, autorizzare costruzioni in violazione delle fasce di rispetto stabilite dalla normativa statale.

Questa articolazione crea talvolta situazioni di incertezza per i privati, che si trovano a gestire contemporaneamente vincoli urbanistici e vincoli stradali. In tali casi è opportuno richiedere un parere preventivo all'ente proprietario della strada prima di avviare qualsiasi iter edilizio.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Come si calcola la fascia di rispetto in una curva con raggio di 200 m?

Per raggi uguali o inferiori a 250 m la fascia è delimitata dalla corda che congiunge i punti di tangenza della curva, oppure - se più esterna - dalla linea parallela al confine stradale alle distanze fissate dall'art. 26 in base al tipo di strada. Prevale il criterio più restrittivo per il privato.

La fascia di rispetto nelle curve si applica anche all'interno dei centri abitati?

No. L'art. 27 riguarda espressamente le strade fuori dai centri abitati. Nei centri abitati prevalgono le norme urbanistiche comunali e le distanze dai confini stradali stabilite dai piani regolatori.

Una recinzione bassa (es. 50 cm) è soggetta alla fascia di rispetto nelle curve?

Sì. Le fasce di rispetto stradali si applicano a qualsiasi opera permanente, compresi recinzioni, impianti, depositi e piantagioni arboree. L'altezza non è un parametro che esclude l'applicazione del vincolo.

Cosa succede se un edificio preesistente si trova già all'interno della fascia di rispetto?

Le costruzioni legittimamente realizzate prima dell'entrata in vigore del vincolo o della sua attuale delimitazione possono di norma essere mantenute e godono di tutela come diritti quesiti, ma non possono essere ampliate verso la carreggiata. In caso di demolizione, la ricostruzione deve avvenire nel rispetto delle distanze vigenti.

Chi è l'ente competente per autorizzare opere in deroga alle fasce di rispetto?

L'ente proprietario della strada (ANAS per le strade statali, la Provincia per le strade provinciali, il Comune per le strade comunali extraurbane) è competente a rilasciare eventuali autorizzazioni in deroga, nel rispetto dei limiti fissati dalla normativa statale.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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