Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento

Testo dell'articoloAbrogato

Art. 193 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Chi intende adibire un locale a uso di meretricio deve sottoscrivere, nei modi indicati dal regolamento, un atto di sottomissione davanti all'autorità di pubblica sicurezza, nel quale sono determinate le condizioni e gli obblighi a cui l'esercizio del locale deve essere subordinato.

La inosservanza di tali obblighi importa l'immediata chiusura del locale, senza pregiudizio dell'applicazione della legge penale.

Questa disposizione non è più in vigore. Gli estremi dell'atto che l'ha abrogata sono indicati qui sopra. Il testo resta consultabile a fini di ricostruzione storica: non va usato per valutare una situazione attuale.
Per la disciplina vigente parti dall'indice: TULPS - Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931).
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In sintesi

  • Imponeva a chi volesse aprire un locale di meretricio di sottoscrivere un atto di sottomissione davanti all'autorità di pubblica sicurezza, con le condizioni e gli obblighi dell'esercizio.
  • L'inosservanza degli obblighi dell'atto comportava l'immediata chiusura del locale, oltre alle sanzioni penali applicabili.
  • L'articolo è stato abrogato dalla Legge Merlin (L. 75/1958), che ha abolito il sistema regolamentaristico delle case chiuse.

L'articolo 193 del TULPS completava il sistema formale di controllo amministrativo sull'esercizio del meretricio, imponendo una procedura di autorizzazione specifica: chi intendeva aprire un locale di meretricio doveva sottoscrivere davanti all'autorità di pubblica sicurezza un atto di sottomissione, un documento formale nel quale venivano fissate le condizioni di esercizio e gli obblighi dell'esercente. Le modalità di redazione e sottoscrizione erano demandate al regolamento di attuazione.

L'atto di sottomissione aveva natura di negozio giuridico di diritto pubblico unilaterale: attraverso di esso l'esercente si obbligava nei confronti dell'autorità al rispetto di una serie di prescrizioni - igieniche, sanitarie, di orario, di tenuta del registro delle ospiti - tipiche del sistema regolamentaristico di ispirazione neoaborizionista-tolleranzionista in uso in diversi ordinamenti europei tra Otto e Novecento.

La violazione degli obblighi assunti con l'atto di sottomissione determinava la chiusura immediata del locale, misura amministrativa aggiuntiva rispetto alle eventuali sanzioni penali previste da altre norme del capo. L'istituto dell'atto di sottomissione, insieme alle disposizioni dei precedenti articoli, è stato abrogato integralmente dalla Legge 20 febbraio 1958, n. 75 (Legge Merlin), che ha posto fine al sistema delle case chiuse tollerate dallo Stato, sancendo il principio che lo sfruttamento e l'organizzazione della prostituzione altrui sono illeciti penali.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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