In sintesi
- L'articolo 1269 del Codice della navigazione preserva la competenza del Magistrato alle acque, rinviando alla legge 5 maggio 1907, n. 257 e al decreto-legge 18 giugno 1936, n. 1853 (convertito in legge nel 1937) come fonti disciplinatrici.
- Il Magistrato alle acque era l'organo statale preposto alla tutela e gestione delle acque, dei canali e delle lagune nel Veneto e nell'Istria, con sede a Venezia.
- Una nota di coordinamento precisa che le disposizioni della legge 5 marzo 1963, n. 366 sostituiscono quelle del r.d.l. 1936, nelle citazioni che figurano in questo articolo e nel regolamento del codice.
- La norma è una tipica clausola di salvaguardia che evita la sovrapposizione tra il codice della navigazione e la normativa speciale sulle acque interne.
- Il Magistrato alle acque è stato successivamente soppresso e le sue funzioni ripartite tra il Provveditorato alle opere pubbliche e altri uffici regionali e statali.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1269 Codice della Navigazione — Magistrato alle acque
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
La competenza del magistrato alle acque continua a essere regolata dalla legge 5 maggio 1907, n. 257, dal decreto-legge 18 giugno 1936, n. 1853 convertito nella legge 7 gennaio 1937, n. 191 (1) e dalle altre leggi relative. (1) Ai sensi dell’art. 31, secondo comma, l. 5 marzo 1963, n. 366 le norme della legge stessa sostituiscono quelle del r.d.l. 18 giugno 1936, n. 1853, nelle citazioni che figurano nel presente articolo e nell’art. 515 regol. cod. nav.
Stesso numero, altri codici
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il Magistrato alle acque: profilo istituzionale
L'articolo 1269 del Codice della navigazione (R.D. 327/1942) presidia la competenza del Magistrato alle acque, organo con secolare tradizione nella gestione delle acque pubbliche del Veneto e dell'area lagunare veneziana. Istituito nella sua configurazione moderna nell'Ottocento, il Magistrato alle acque aveva sede a Venezia ed esercitava competenze di controllo, regolamentazione e tutela sulle acque interne, i canali, le lagune e i corsi d'acqua del Veneto e delle aree limitrofe. La sua storia affondava le radici nella magistratura veneziana delle acque prenapoleonica, sopravvissuta alle trasformazioni istituzionali dell'Ottocento con compiti rinnovati ma vocazione territoriale analoga.
Le fonti normative di riferimento
L'articolo rinvia alla legge 5 maggio 1907, n. 257, che disciplinava la competenza del Magistrato alle acque nell'Italia postunitaria, e al D.L. 18 giugno 1936, n. 1853, convertito nella legge 7 gennaio 1937, n. 191, che aveva aggiornato e ampliato le attribuzioni dell'organo. Questa stratificazione normativa è emblematica della tecnica legislativa del periodo: anziché procedere a una codificazione organica delle competenze del Magistrato nel Codice della navigazione, si preferiva rinviare alle leggi speciali preesistenti, già rodate nella pratica amministrativa.
L'aggiornamento del 1963
Una nota di coordinamento di fondamentale importanza specifica che, ai sensi dell'articolo 31, secondo comma, della legge 5 marzo 1963, n. 366, le disposizioni di questa legge sostituiscono quelle del r.d.l. n. 1853/1936 nelle citazioni che figurano nell'articolo 1269 e nell'articolo 515 del regolamento del codice della navigazione. Questa nota di coordinamento — inserita nel testo codificato per aggiornare i rimandi normativi — illustra bene come il sistema di rinvii del codice del 1942 sia stato progressivamente aggiornato senza modificare formalmente il testo originario, attraverso norme di coordinamento contenute in leggi successive.
Le competenze del Magistrato e il Codice della navigazione
Il rapporto tra il Magistrato alle acque e il Codice della navigazione era di complementarità: il codice disciplinava la navigazione — intesa come attività di trasporto e di impresa — sulle acque interne, mentre il Magistrato si occupava della gestione, della tutela e della regolazione delle acque come bene pubblico. Vi era inevitabilmente una zona di confine: la navigabilità di un corso d'acqua, le condizioni di transito in laguna, la gestione dei canali artificiali erano materie in cui le competenze delle due istituzioni si incrociavano, rendendo necessaria la chiarezza normativa garantita dall'articolo 1269.
La soppressione e il quadro istituzionale attuale
Il Magistrato alle acque è stato successivamente soppresso nel processo di riorganizzazione delle strutture periferiche dello Stato. Le sue competenze sono state ripartite tra il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Triveneto, l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali e, per i profili di tutela delle acque lagunari veneziane, il Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto con sede a Venezia. La legge speciale per Venezia (L. 171/1973 e successive modificazioni) ha nel tempo ridisegnato le competenze in materia di tutela della laguna. L'articolo 1269 del codice conserva oggi un valore storico e sistematico, utile a ricostruire l'assetto istituzionale della gestione delle acque interne nell'Italia del secondo dopoguerra.
Casi pratici
Caso 1: Il natante in laguna e il conflitto di competenze
Tizio, proprietario di un natante a motore operante in laguna veneziana, riceve due provvedimenti apparentemente contrastanti: uno dall'ufficio di porto della navigazione interna ai sensi del Codice della navigazione e uno dal Magistrato alle acque ai sensi della legge del 1907. L'articolo 1269 preserva le competenze del Magistrato, chiarendo che i due sistemi normativi operano su piani distinti e devono essere rispettati congiuntamente.
Caso 2: La gestione di un canale artificiale tra navigazione e regolazione idraulica
Caio, gestore di un canale artificiale navigabile nella pianura veneta, deve sapere a quale autorità rivolgersi per l'autorizzazione a modificare l'alveo. Il Magistrato alle acque, competente ai sensi della legge del 1907 richiamata dall'articolo 1269, ha giurisdizione sulle modifiche idrauliche; l'ufficio di porto della navigazione interna vigila sulle condizioni di navigabilità.
Caso 3: Il rinvio normativo aggiornato dalla legge del 1963
Sempronio, funzionario dell'amministrazione, deve applicare la normativa sull'organo di controllo delle acque e si chiede a quale testo fare riferimento. La nota di coordinamento all'articolo 1269 lo informa che le disposizioni della legge n. 366/1963 sostituiscono quelle del r.d.l. del 1936, aggiornando il rimando senza che il testo codicistico sia stato formalmente modificato.
Domande frequenti
Cos'era il Magistrato alle acque e qual era il suo ruolo?
Il Magistrato alle acque era un organo statale con sede a Venezia, competente per la tutela e gestione delle acque interne, canali e lagune del Veneto; l'art. 1269 ne preservava la competenza richiamando le leggi speciali del 1907 e del 1936.
Quale legge ha aggiornato i rinvii normativi dell'articolo 1269?
La legge 5 marzo 1963, n. 366, il cui art. 31 secondo comma ha sostituito le disposizioni del r.d.l. n. 1853/1936 nelle citazioni presenti nell'art. 1269 e nell'art. 515 del regolamento.
Il Magistrato alle acque esiste ancora oggi?
No: il Magistrato alle acque è stato soppresso e le sue competenze ripartite tra il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali.
Qual era il rapporto tra il Codice della navigazione e la competenza del Magistrato alle acque?
Il rapporto era di complementarità: il codice disciplinava la navigazione come attività, mentre il Magistrato tutelava le acque come bene pubblico; l'art. 1269 evitava sovrapposizioni preservando entrambi i sistemi.