In sintesi
- L'articolo 1267 del Codice della navigazione conserva in vigore la legge 6 maggio 1906, n. 200 per la navigazione sul Tevere nel tratto compreso tra Roma e il mare.
- Si tratta di una norma di salvaguardia della legislazione speciale preesistente, ritenuta adeguata alla specificità idrologica e infrastrutturale del Tevere.
- Il comma originariamente abbinato alla norma è stato abrogato dal D.lgs.lgt. 24 maggio 1945, n. 336, durante il periodo della luogotenenza.
- La disposizione riflette le peculiarità della navigazione fluviale laziale, storicamente distinta dalla navigazione marittima e da quella sui grandi laghi del Nord.
- Oggi la navigazione commerciale sul Tevere ha perso rilevanza economica e la norma ha valore prevalentemente storico-documentale.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1267 Codice della Navigazione — Ordinamento della direzione del Lazio e navigazione sul Tevere
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
La navigazione sul Tevere tra Roma e il mare continua ad essere regolata dalla legge 6 maggio 1906, n. 200. (Omissis) (1). (1) Comma abrogato dall’art. 1, d.lg.lgt. 24 maggio 1945, n. 336.
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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
La specificità della navigazione sul Tevere
L'articolo 1267 del Codice della navigazione (R.D. 327/1942) è espressione di una tecnica legislativa tipica delle codificazioni di settore: il mantenimento in vigore di discipline speciali preesistenti per situazioni geografiche e infrastrutturali particolari che mal si adattano alla normativa di portata generale. La navigazione sul Tevere tra Roma e il mare aveva una storia normativa propria, radicata nell'Ottocento e consolidata con la legge 6 maggio 1906, n. 200, che ne disciplinava le condizioni di esercizio, le autorizzazioni, i controlli e le eventuali tariffe. Il codice del 1942 non intendeva soppiantare questa normativa speciale, riconoscendo implicitamente che il regime fluviale del Tevere presentava peculiarità tali da giustificare una trattazione separata.
Il regime della legge n. 200 del 1906
La legge 6 maggio 1906, n. 200 aveva regolato la navigazione sul Tevere in un momento storico in cui il fiume rivestiva ancora un certo ruolo nei trasporti locali, sia per il trasporto di merci sia per alcune forme di navigazione passeggeri. La legge stabiliva le condizioni di esercizio della navigazione nel tratto tra Roma e il mare (all'epoca il litorale di Ostia), l'organizzazione delle autorità preposte al controllo e i profili connessi alla sicurezza della navigazione fluviale. Con il rinvio operato dall'articolo 1267, queste disposizioni conservavano la propria efficacia nel nuovo sistema codicistico, evitando vuoti normativi nel periodo immediatamente successivo all'entrata in vigore del codice.
L'abrogazione parziale del 1945
Il secondo comma dell'articolo 1267, che nel testo originario del 1942 conteneva ulteriori previsioni sull'ordinamento della Direzione del Lazio (l'articolazione territoriale dell'amministrazione della navigazione interna nella regione laziale), è stato abrogato dal D.lgs.lgt. 24 maggio 1945, n. 336, emanato durante il periodo della luogotenenza successivo alla liberazione di Roma. Questa abrogazione parziale riflette le trasformazioni amministrative del dopoguerra, che ridisegnarono le strutture periferiche dell'amministrazione pubblica, comprese quelle preposte alla navigazione interna.
Profilo attuale e storicità della norma
Nel contesto contemporaneo, la navigazione commerciale sul Tevere ha perso quasi completamente il suo ruolo storico, sostituita dal trasporto su gomma e, in misura crescente, dalla navigazione turistica che oggi caratterizza il fiume nel tratto urbano e periurbano. Le norme della legge del 1906 mantenuta in vita dall'articolo 1267 hanno quindi una portata applicativa estremamente ridotta rispetto all'impianto originario, e la disposizione codicistica conserva oggi un valore prevalentemente storico, utile a ricostruire la continuità normativa della disciplina della navigazione fluviale laziale nell'ordinamento italiano del Novecento.
Coordinamento con la disciplina regionale
Con l'attuazione delle autonomie regionali e il progressivo trasferimento di competenze in materia di navigazione interna alle Regioni (avviato con i D.P.R. del 1972 e completato con successive riforme), la disciplina della navigazione sul Tevere è entrata nel perimetro delle competenze regionali. La Regione Lazio ha adottato nel tempo proprie normative sulla navigazione lacuale e fluviale, che si affiancano e in parte si sovrappongono alla legislazione speciale del 1906 richiamata dall'articolo 1267.
Casi pratici
Caso 1: Il gestore di un servizio di navigazione fluviale sul Tevere nel 1943
Tizio, titolare di una concessione per il trasporto di materiali da costruzione sul Tevere tra Roma e Fiumicino, si interroga se il nuovo Codice della navigazione del 1942 abbia modificato le condizioni della sua attività. L'articolo 1267 gli assicura che la legge n. 200 del 1906, che regola il suo servizio, rimane in vigore, garantendo continuità al suo rapporto concessorio.
Caso 2: La direzione del Lazio e le sue attribuzioni dopo il 1945
Caio, funzionario della Direzione del Lazio per la navigazione interna, deve stabilire se le sue attribuzioni siano ancora quelle previste dal secondo comma dell'articolo 1267. L'abrogazione operata dal D.lgs.lgt. n. 336/1945 gli indica che quella parte della norma non è più applicabile e che le competenze organizzative della direzione sono ora regolate dalla normativa sopravvenuta.
Caso 3: Il turismo fluviale sul Tevere e il quadro normativo vigente
Sempronio intende avviare un servizio di navigazione turistica sul Tevere tra Roma e Ostia e chiede qual è la normativa applicabile. In assenza di una disciplina regionale o statale specifica aggiornata, la legge n. 200 del 1906 — mantenuta in vigore dall'articolo 1267 — costituisce ancora un riferimento normativo formalmente vigente, pur nella sua ridotta applicabilità pratica al contesto contemporaneo.
Domande frequenti
Quale legge disciplina la navigazione sul Tevere tra Roma e il mare secondo l'articolo 1267?
L'articolo 1267 mantiene in vigore la legge 6 maggio 1906, n. 200, che regola la navigazione nel tratto del Tevere compreso tra Roma e il mare.
Il secondo comma dell'articolo 1267 è ancora vigente?
No: il secondo comma è stato abrogato dal D.lgs.lgt. 24 maggio 1945, n. 336, nel periodo della luogotenenza successivo alla Seconda guerra mondiale.
L'articolo 1267 ha rilevanza pratica oggi?
La norma conserva valore prevalentemente storico: la navigazione commerciale sul Tevere ha perso la sua importanza economica e la disciplina del 1906 ha applicabilità molto ridotta rispetto all'impianto originario.
Le Regioni hanno competenza sulla navigazione fluviale laziale?
Sì: con il progressivo trasferimento di competenze alle Regioni avviato negli anni Settanta, la Regione Lazio ha acquisito competenze in materia di navigazione interna, affiancando la normativa statale.