In sintesi
- L'impianto e l'esercizio di una stazione radioelettrica che richieda l'assegnazione di una frequenza specifica è subordinato alla concessione del relativo diritto individuale di uso.
- I diritti individuali di uso sono concessi fino ad esaurimento delle frequenze riservate per il tipo di servizio richiesto.
- Nella concessione dei diritti individuali si ha riguardo in via prioritaria alle esigenze di natura pubblica.
- La concessione a soggetti privati è ammessa solo a sussidio di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole e del settore terziario.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 126 D.Lgs. 259/2003 — Concessione dei diritti individuali di uso
Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)
1. L’impianto ed esercizio di una stazione radioelettrica richiedente assegnazione di frequenza è subordinato alla concessione del relativo diritto individuale di uso. I diritti individuali di uso sono concessi fino ad esaurimento delle frequenze riservate.
2. Nella concessione dei diritti individuali di uso si ha riguardo in via prioritaria alle esigenze di natura pubblica.
3. La concessione a soggetti privati di diritti individuali di uso per l’impianto o l’esercizio di stazioni radioelettriche è consentito a sussidio di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole e rientranti nel settore del terziario. articolo precedente articolo successivo
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Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Il diritto individuale di uso come titolo per le frequenze assegnate
L'articolo 126 disciplina la concessione dei diritti individuali di uso delle frequenze per le stazioni radioelettriche ad uso privato. Mentre l'autorizzazione generale di cui agli articoli 107 e seguenti è il titolo abilitativo per l'esercizio dell'attività di comunicazione elettronica privata in generale, il diritto individuale di uso delle frequenze è il titolo specifico che consente di utilizzare una frequenza particolare del Piano nazionale di ripartizione. I due titoli sono cumulativi e distinti: l'autorizzazione generale e il diritto individuale di uso delle frequenze devono essere entrambi presenti perché l'esercizio della stazione sia regolare.
Il presupposto: la necessità di assegnazione di frequenza
Il comma 1 circoscrive il campo di applicazione dell'articolo 126 alle stazioni radioelettriche «richiedenti assegnazione di frequenza». Non tutte le stazioni radio private richiedono un diritto individuale di uso: le apparecchiature a corto raggio (Short Range Devices) e altri dispositivi radio in bande di libero utilizzo operano su frequenze collettive senza necessità di assegnazione individuale. Il diritto individuale di uso è necessario quando la stazione opera su frequenze riservate — cioè bande del PNRF che non sono libere ma gestite attraverso assegnazioni individuali — come nel caso del servizio radiomobile professionale analogico e numerico (articoli 131-132), delle stazioni fisso-mobili industriali o delle stazioni dei radioamatori che richiedono frequenze specifiche.
La priorità delle esigenze pubbliche
Il comma 2 stabilisce che nella concessione dei diritti individuali di uso si ha riguardo in via prioritaria alle esigenze di natura pubblica. Questa regola di priorità riflette la natura dello spettro radio come bene pubblico limitato: quando le frequenze disponibili per un determinato servizio sono esaurite o scarse, le esigenze delle amministrazioni pubbliche, delle forze dell'ordine e dei servizi di emergenza prevalgono su quelle dei soggetti privati. La priorità pubblica non equivale a esclusività: le frequenze non occupate da esigenze pubbliche restano disponibili per i privati, ma in caso di conflitto la preferenza va alle esigenze istituzionali.
Il requisito di attività produttiva per i soggetti privati
Il comma 3 introduce un ulteriore requisito per la concessione a soggetti privati: la stazione radioelettrica deve essere a «sussidio di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole e rientranti nel settore del terziario». Questa condizione esclude in linea di principio le concessioni a soggetti privi di un'attività produttiva o di servizi che giustifichi l'uso della frequenza: non è possibile, ad esempio, ottenere un diritto individuale di uso semplicemente per uso ricreativo personale. La radio amatoriale è disciplinata separatamente (articoli 134 e seguenti) e rientra in un regime peculiare; la norma dell'articolo 126 si applica agli altri soggetti privati che necessitano di frequenze specifiche per la propria attività economica.
Casi pratici
Caso 1: Concessione del diritto di uso di frequenze per una rete PMR industriale
Alfa S.p.A., azienda petrolchimica, intende installare un sistema PMR analogico in tecnica multiaccesso per le comunicazioni di sicurezza interne ai propri impianti. Per operare sulle frequenze VHF dell'allegato n. 21, è necessaria la concessione del diritto individuale di uso ai sensi dell'articolo 126. Tizio, il responsabile tecnico, presenta domanda al Ministero specificando l'attività industriale (produzione chimica) a sussidio della quale le frequenze sono richieste. Il Ministero, verificata la disponibilità di frequenze nelle bande riservate e l'assenza di esigenze pubbliche concorrenti nella zona geografica interessata, concede il diritto individuale di uso.
Caso 2: Priorità pubblica nell'assegnazione di frequenze scarse
In una città di medie dimensioni, le frequenze nella banda UHF riservata al servizio radiomobile professionale sono quasi esaurite. Sia un'azienda privata (Beta S.r.l.) sia il Comune per il coordinamento dei servizi di manutenzione municipale presentano domanda per nuove frequenze. Ai sensi dell'articolo 126, comma 2, il Ministero, di fronte alla scarsità di frequenze, dà precedenza alla richiesta pubblica del Comune. Beta S.r.l. viene inserita in lista d'attesa fino alla disponibilità di nuove frequenze o alla rinuncia di titolari preesistenti.
Caso 3: Rigetto della domanda per assenza di attività produttiva
Sempronio, pensionato appassionato di tecnologia radio, presenta al Ministero una domanda di concessione di un diritto individuale di uso di frequenze in banda VHF per uso personale. Il Ministero esamina la domanda e constata che non sussiste alcuna attività industriale, commerciale, artigianale, agricola o del terziario a sussidio della quale le frequenze siano richieste, come richiede l'articolo 126, comma 3. La domanda viene rigettata: per l'attività radioamatoriale Sempronio deve seguire il percorso degli articoli 134 e seguenti, conseguendo la patente e l'autorizzazione di radioamatore.
Domande frequenti
Ho bisogno sia di un'autorizzazione generale sia di un diritto individuale di uso delle frequenze?
Sì, se la stazione che intendi installare richiede l'uso di frequenze specifiche assegnate individualmente. I due titoli sono distinti e cumulativi: l'autorizzazione generale abilita all'esercizio dell'attività, il diritto individuale di uso abilita all'utilizzo delle frequenze specifiche.
Le esigenze pubbliche hanno priorità assoluta sull'accesso alle frequenze?
Hanno priorità in caso di concorso tra richieste quando le frequenze disponibili sono limitate. Tuttavia, non si tratta di esclusività assoluta: le frequenze non occupate da esigenze pubbliche restano disponibili per i soggetti privati che soddisfano i requisiti dell'articolo 126.
Quante frequenze posso richiedere per la mia azienda?
I diritti individuali di uso sono concessi «fino ad esaurimento delle frequenze riservate» per il servizio richiesto. Per i sistemi trunking, il numero di coppie assegnabili è disciplinato dalle fasce dell'allegato n. 23 (articolo 131). Il numero richiesto deve essere proporzionale alle esigenze effettive.
Posso richiedere un diritto individuale di uso come privato cittadino senza un'attività commerciale?
No, per le stazioni diverse da quelle radioamatoriali. Il comma 3 dell'articolo 126 limita la concessione a privati a chi svolge attività industriali, commerciali, artigianali, agricole o del terziario. Per uso esclusivamente personale il percorso è quello del servizio di radioamatore (articoli 134 e seguenti).
Vedi anche