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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Fattispecie: il comandante di un aeromobile straniero che sorvola il territorio italiano al di fuori dei casi autorizzati dall'art. 794 del Codice della navigazione commette un illecito.
  • Primo comma trasformato in sanzione amministrativa: il D.Lgs. 507/1999 ha sostituito la sanzione penale originaria con una sanzione pecuniaria da cinque a trenta milioni di lire.
  • Secondo comma abrogato: il D.Lgs. 9 maggio 2005, n. 96 ha eliminato il secondo comma della disposizione originaria.
  • No pagamento ridotto: non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 L. 689/1981.
  • Ratio: tutela della sovranità aerea dello Stato italiano sullo spazio aereo sovrastante il territorio nazionale e le acque territoriali.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1204 Codice della Navigazione — Sorvolo di aeromobili stranieri

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Il comandante di un aeromobile straniero, che, al di fuori dei casi previsti nell'articolo 794, sorvola il territorio del Regno, è punito con l'arresto fino a un anno ovvero con l'ammenda fino a lire cinquemila. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 9 MAGGIO 2005, N. 96 . . . . non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 9, lettera a che "nel primo comma le parole "con l'arresto fino a un anno ovvero con l'ammenda fino a lire un milione" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire trenta milioni"."

Commento

Ratio e fondamento giuridico

L'articolo 1204 del Codice della navigazione tutela la sovranità dello Stato italiano sullo spazio aereo, sancita già nella versione originaria del 1942 e confermata dai principi del diritto internazionale aeronautico codificati nella Convenzione di Chicago del 1944 sull'aviazione civile internazionale. L'articolo 1 della Convenzione di Chicago riconosce la piena e esclusiva sovranità di ogni Stato sul proprio spazio aereo: gli aeromobili di uno Stato contraente non possono sorvolare il territorio di un altro Stato senza l'autorizzazione di quest'ultimo, salvo accordi bilaterali o multilaterali che disciplinino i diritti di sorvolo e di traffico.

I casi autorizzati dall'art. 794

L'articolo 794 del Codice della navigazione, al quale rinvia l'articolo 1204, individua le ipotesi in cui il sorvolo del territorio italiano da parte di aeromobili stranieri è lecito: si tratta essenzialmente degli aeromobili che operano in forza di accordi internazionali sottoscritti dall'Italia (come quelli conclusi nell'ambito dell'ICAO o degli accordi bilaterali sui servizi aerei regolari), degli aeromobili di Stato che abbiano ottenuto specifica autorizzazione diplomatica, e degli aeromobili che eseguano voli secondo i piani di volo approvati dall'ENAC in conformità al regolamento europeo dello spazio aereo unico (il quadro normativo SESAR/Single European Sky). Al di fuori di tali ipotesi, il sorvolo costituisce una violazione della sovranità aerea italiana.

Evoluzione sanzionatoria

La norma prevedeva originariamente l'arresto fino a un anno ovvero un'ammenda, configurando la fattispecie come reato contravvenzionale di una certa gravità. Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 ha convertito tale sanzione in una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra cinque milioni e trenta milioni di lire, in linea con il più ampio processo di depenalizzazione che ha interessato molte delle contravvenzioni del Codice della navigazione. Il D.Lgs. 9 maggio 2005, n. 96 ha successivamente abrogato il secondo comma, eliminando presumibilmente un'aggravante o una fattispecie aggravata che era prevista nella formulazione originaria, frutto del processo di riorganizzazione e razionalizzazione del Codice della navigazione avvenuto in quegli anni.

Il divieto di pagamento in misura ridotta

La norma esclude espressamente il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 689/1981, a conferma che il sorvolo non autorizzato dello spazio aereo nazionale è considerato una violazione di particolare gravità, non definibile con una procedura agevolata. Tale esclusione è coerente con le implicazioni in termini di sicurezza nazionale e di ordine pubblico che può avere il transito non controllato di aeromobili stranieri nel territorio italiano.

Coordinamento con la normativa europea sullo spazio aereo unico

Il quadro normativo applicabile al sorvolo degli aeromobili stranieri nel territorio italiano è stato profondamente ridefinito dalla normativa europea sullo spazio aereo unico (Single European Sky), attuata con i regolamenti CE n. 549/2004, 550/2004, 551/2004 e 552/2004, e dai successivi sviluppi del pacchetto SES II e SES II+. In questo contesto, lo spazio aereo europeo è gestito in modo integrato e la distinzione tra aeromobili «nazionali» e «stranieri» di Paesi UE ha perso molta della rilevanza pratica che aveva nel 1942: le compagnie aeree degli Stati membri operano con libertà di sorvolo nell'ambito delle regole europee. L'articolo 1204 mantiene rilevanza pratica soprattutto per gli aeromobili di Paesi terzi non legati all'Italia da accordi di sorvolo, o per gli aeromobili militari e di Stato che richiedono specifica autorizzazione diplomatica.

Profili di diritto internazionale

In caso di violazione della sovranità aerea, gli strumenti di risposta dello Stato non si limitano alla sanzione amministrativa prevista dall'articolo 1204: le autorità militari e aeronautiche possono procedere all'intercettazione dell'aeromobile e all'ordine di approdo coatto, come previsto dagli articoli 803 e 1201-bis. Qualora il sorvolo non autorizzato riguardi zone militarmente sensibili o sia effettuato con finalità di spionaggio, possono trovare applicazione norme del codice penale e del codice dell'ordinamento militare che assorbono la fattispecie amministrativa dell'articolo 1204.

Casi pratici

Caso 1: Il volo charter non autorizzato da Paese terzo

Tizio, comandante di un aeromobile di registrazione extra-UE, sorvola lo spazio aereo italiano su una rotta non coperta da alcun accordo bilaterale tra l'Italia e il Paese di registrazione dell'aeromobile, senza aver ottenuto la prevista autorizzazione di sorvolo dall'ENAC. Il radar di controllo del traffico aereo segnala la presenza dell'aeromobile e, dopo l'atterraggio in un aeroporto italiano, le autorità contestano a Tizio la violazione dell'articolo 1204 e avviano il procedimento sanzionatorio.

Caso 2: L'aeromobile di Stato straniero privo di autorizzazione diplomatica

Un aeromobile militare di un Paese terzo, comandato da Caio, transita nello spazio aereo italiano senza che il proprio Paese abbia ottenuto la preventiva autorizzazione diplomatica richiesta per i voli di Stato stranieri. L'episodio, rilevato dalla difesa aerea, porta a un'interlocuzione diplomatica tra i due Paesi e parallelamente all'applicazione della sanzione amministrativa dell'articolo 1204 nei confronti del comandante Caio, ove questi rientri nella giurisdizione italiana.

Caso 3: Il sorvolo deviante dalla rotta autorizzata

Sempronio, comandante di un aeromobile di compagnia aerea di un Paese terzo, è autorizzato a sorvolare il territorio italiano lungo una determinata rotta transatlantica, ma a causa di un'avaria agli strumenti di navigazione si discosta significativamente dal corridoio autorizzato, transitando su zone del territorio nazionale non previste nell'autorizzazione di sorvolo. L'autorità aeronautica valuta se la deviazione integri la violazione dell'articolo 1204 o se le circostanze di forza maggiore escludano la responsabilità del comandante.

Domande frequenti

Un aeromobile dell'UE può sorvolare liberamente l'Italia?

Sì, nell'ambito del quadro normativo europeo sullo spazio aereo unico (Single European Sky), gli aeromobili degli Stati membri UE operano con piena libertà di sorvolo secondo le regole europee, senza necessità di autorizzazioni specifiche per ogni singolo Stato sorvolato.

Quando è necessaria un'autorizzazione di sorvolo per un aeromobile straniero?

Per gli aeromobili di Paesi terzi non legati all'Italia da accordi bilaterali di sorvolo, e per gli aeromobili di Stato o militari di qualsiasi Paese, è necessaria una specifica autorizzazione rilasciata dall'ENAC o, per i voli di Stato, per via diplomatica.

La sanzione dell'art. 1204 è cumulabile con l'ordine di approdo?

Sì, il sorvolo non autorizzato può dar luogo sia alla sanzione amministrativa dell'art. 1204 sia all'ordine di approdo coatto previsto dall'art. 803, e alla relativa sanzione dell'art. 1201-bis in caso di inosservanza.

È ammesso il pagamento in misura ridotta per questa violazione?

No, l'articolo 1204 esclude espressamente il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della L. 689/1981.

Cosa succede se il comandante straniero non rientra nella giurisdizione italiana?

La sanzione amministrativa può essere applicata solo se il comandante si trova fisicamente in Italia o atterra in territorio italiano; in caso contrario, la tutela della sovranità aerea è affidata agli strumenti diplomatici e alle norme dell'ICAO piuttosto che al procedimento sanzionatorio interno.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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