← Torna a Codice della Navigazione (R.D. 327/1942)
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Soggetto attivo: il comandante di un aeromobile nazionale o straniero che viola le regole di partenza e approdo previste dal Codice della navigazione.
  • Violazioni tipiche: partenza o approdo in località non previste dall'art. 799; partenza per l'estero da aeroporto non doganale; approdo dall'estero in luogo diverso da aeroporto doganale o sanitario.
  • Numero 1 abrogato: il primo numero della lista originaria è stato abrogato dalla L. 29 gennaio 1986, n. 32.
  • Sanzione aggiornata: il D.Lgs. 507/1999 ha convertito la sanzione penale in sanzione amministrativa pecuniaria da due a dodici milioni di lire.
  • Ratio: garantire il controllo doganale, sanitario e di pubblica sicurezza sugli aeromobili in arrivo dall'estero o in partenza per l'estero.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1201 Codice della Navigazione — Inosservanze relative alla partenza e all’approdo di aeromobile

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

È punito con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda da lire cinquecento a cinquemila il comandante di un aeromobile nazionale o straniero, che: 1) NUMERO ABROGATO DALLA L. 29 GENNAIO 1986, N. 32; 2) parte o approda in località diversa da quelle previste nell'articolo 799 ; 3) parte, se l'aeromobile è diretto all'estero, da un aeroporto non doganale; 4) approda, se l'aeromobile proviene dall'estero, in una località diversa da un aeroporto doganale o sanitario. ———— AGGIORNAMENTO Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, ha disposto (con l'art. 14, comma 6, lettera a che "Nell'articolo 1201 del codice della navigazione le parole "con l'arresto fino a tre mesi ovvero con l'ammenda da lire centomila a un milione" sono sostituite dalle seguenti: "con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni"."

Commento

Ratio e funzione della norma

L'articolo 1201 del Codice della navigazione presidia il sistema di controllo delle frontiere aeree, imponendo al comandante di aeromobile il rispetto delle regole che disciplinano i luoghi autorizzati di partenza e di approdo. La disposizione si colloca all'intersezione tra il diritto della navigazione aerea e il diritto doganale e sanitario: il controllo degli aeromobili in entrata e in uscita dal territorio nazionale — e in particolare la verifica di passeggeri, merci e documentazione — può avvenire in modo efficace soltanto se le operazioni si svolgono in aeroporti dotati degli uffici competenti. La deviazione rispetto a tali luoghi autorizzati frustra l'azione di controllo degli apparati statali e può consentire l'ingresso o l'uscita irregolare di persone, merci o valute.

Le singole violazioni

Il numero 2 sanziona il comandante che parte o approda in una località diversa da quelle previste nell'articolo 799, che identifica gli aeroporti aperti al traffico aereo e le condizioni per le autorizzazioni speciali. Il numero 3 sanziona chi parte per l'estero da un aeroporto non doganale: gli aeroporti doganali sono quelli in cui sono presenti gli uffici dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abilitati allo sdoganamento delle merci e al controllo dei passeggeri in uscita. Il numero 4, simmetrico al precedente, sanziona l'approdo dall'estero in una località diversa da un aeroporto doganale o sanitario: gli aeroporti sanitari sono quelli in cui operano i presidi del Servizio sanitario nazionale preposti al controllo fitosanitario e sanitario dei viaggiatori e delle merci in arrivo da Paesi terzi. Il numero 1, che presumibilmente riguardava un'ulteriore violazione specifica, è stato abrogato dalla L. 29 gennaio 1986, n. 32, nell'ambito di un intervento di revisione della disciplina aeronautica.

Evoluzione sanzionatoria

Nella sua formulazione originaria, l'articolo 1201 prevedeva l'arresto fino a tre mesi ovvero l'ammenda, configurando la fattispecie come reato contravvenzionale. Il D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 ha trasformato la sanzione in amministrativa, con un importo compreso tra due milioni e dodici milioni di lire. La depenalizzazione si inserisce nel contesto della progressiva liberalizzazione del trasporto aereo avvenuta nel corso degli anni Novanta, con la parallela affermazione del diritto europeo in materia di aviazione civile. I regolamenti comunitari successivi — in particolare il regolamento CE n. 216/2008 e le norme EASA — hanno ridefinito molti degli obblighi tecnici del comandante, rendendo necessaria una lettura coordinata della normativa interna con quella sovranazionale.

Coordinamento con la normativa europea e ENAC

La disciplina degli aeroporti aperti al traffico internazionale e delle autorizzazioni di partenza e approdo deve oggi essere letta alla luce del regolamento UE n. 965/2012 sull'esecuzione di operazioni di volo e delle istruzioni ENAC, che hanno assorbito e integrato molte delle prescrizioni originariamente contenute nel Codice della navigazione. Il comandante di un aeromobile, prima di ogni volo internazionale, deve verificare la disponibilità e la qualificazione doganale e sanitaria dell'aeroporto di destinazione o di partenza attraverso le pubblicazioni aeronautiche ufficiali (AIP Italia, NOTAM). L'inosservanza di tali verifiche può rilevare non solo ai fini dell'articolo 1201 ma anche sul piano della responsabilità professionale e delle licenze di volo.

Profili pratici per l'aviazione generale

La norma ha una rilevanza pratica particolarmente sentita nell'ambito dell'aviazione generale — piloti privati che effettuano voli transfrontalieri con aeromobili leggeri — dove il rischio di approdo in aeroporti non abilitati al traffico internazionale è più elevato che nel trasporto commerciale. Un pilota privato che atterra in un aeroporto italiano proveniente dall'estero senza che tale aeroporto abbia le dotazioni doganali e sanitarie richieste può incorrere nella violazione del numero 4, indipendentemente dalla buona fede, trattandosi di illecito amministrativo per il quale non è richiesto l'elemento soggettivo nella stessa misura che per i reati penali.

Casi pratici

Caso 1: Il pilota privato che atterra in un aeroporto non doganale provenendo dall'estero

Tizio, pilota privato con brevetto PPL, rientra in Italia dalla Francia con il proprio aeromobile leggero e atterra in un aviosuperficie privata vicino al confine, anziché nell'aeroporto doganale più vicino, per risparmiare tempo. L'ENAC, ricevuta la segnalazione dalla Guardia di Finanza, contesta a Tizio la violazione dell'articolo 1201, numero 4, in quanto ha effettuato l'approdo dall'estero in una località priva delle dotazioni doganali prescritte.

Caso 2: La partenza per l'estero da un aeroporto privo di ufficio doganale

Caio, comandante di un aereo cargo di piccole dimensioni, decolla da un aeroporto privato non abilitato alle operazioni internazionali per raggiungere la Svizzera, sostenendo di non trasportare merci soggette a sdoganamento. L'autorità doganale contesta la violazione dell'articolo 1201, numero 3, rilevando che l'obbligo di partire da un aeroporto doganale è assoluto per qualsiasi volo diretto all'estero, indipendentemente dalla natura del carico.

Caso 3: L'approdo in una località non prevista dal piano di volo approvato

Sempronio, comandante di un aeromobile charter, a causa di condizioni meteo avverse devia dalla rotta programmata e atterra in un piccolo aeroporto non incluso nell'elenco delle destinazioni autorizzate dall'art. 799, senza configurare una reale situazione di emergenza che avrebbe giustificato la deviazione. L'ENAC avvia il procedimento per la violazione dell'articolo 1201, numero 2, valutando se la condotta fosse giustificata da cause di forza maggiore.

Domande frequenti

Quali aeroporti sono abilitati agli arrivi dall'estero?

Gli aeroporti doganali o sanitari designati dall'autorità competente, in cui operano gli uffici dell'Agenzia delle Dogane e i presidi sanitari per il controllo dei passeggeri e delle merci in arrivo da Paesi esteri.

Un caso di necessità può giustificare l'approdo in un aeroporto non autorizzato?

Sì, le situazioni di emergenza o forza maggiore possono escludere la responsabilità del comandante, ma è necessario che le circostanze siano reali e documentabili, e che la scelta dell'aeroporto alternativo sia stata imposta dall'emergenza.

La norma si applica anche agli aeromobili stranieri?

Sì, l'articolo 1201 si applica espressamente al comandante di un aeromobile nazionale o straniero che sorvoli o attrizzi nel territorio italiano, senza distinzioni di nazionalità dell'aeromobile.

Cosa rischia il pilota privato che atterra in un aviosuperficie provenendo dall'estero?

Rischia l'applicazione della sanzione amministrativa prevista dall'articolo 1201 numero 4, oltre alle eventuali conseguenze doganali per la mancata presentazione all'ufficio delle dogane in arrivo dall'estero.

Il numero 1 dell'articolo è ancora vigente?

No, il numero 1 dell'elenco originario è stato abrogato dalla L. 29 gennaio 1986, n. 32 e non è più applicabile.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.