Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 108 D.Lgs. 141/2024 – Processi verbali per violazioni accertate fuori degli spazi doganali

Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione (D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141)

1. I processi verbali concernenti le violazioni del presente allegato e di ogni altra legge nei casi in cui l’applicazione di essa è demandata all’Agenzia, quando riguardino violazioni accertate fuori degli spazi doganali e per le quali può aver luogo l’estinzione ai sensi dell’articolo 112 o l’oblazione sono trasmessi, a cura dei pubblici ufficiali che li hanno redatti, all’ufficio dell’Agenzia territorialmente competente in base al luogo dove è constatata la violazione.

2. L’ufficio competente dell’Agenzia, qualora le violazioni non vengano estinte con le modalità di cui al comma 1, invia i verbali all’autorità giudiziaria territorialmente competente in base al luogo dove la violazione è stata accertata, qualora dette violazioni abbiano rilevanza penale, corredandoli delle indicazioni stabilite nell’articolo 107, comma 3.

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In sintesi

  • L'art. 108 disciplina il flusso procedurale dei processi verbali relativi a violazioni doganali accertate fuori degli spazi doganali (es. controlli su strada, nei depositi privati o nei luoghi di produzione).
  • I verbali redatti da pubblici ufficiali (ADM o Guardia di finanza) per violazioni suscettibili di estinzione o oblazione sono trasmessi all'ufficio ADM territorialmente competente in base al luogo di constatazione della violazione.
  • Se la violazione non si estingue per via amministrativa e ha rilevanza penale, l'ufficio ADM trasmette il verbale all'autorità giudiziaria competente per territorio, con le indicazioni richieste dall'art. 107, comma 3.
  • Il doppio canale - ADM per l'estinzione/oblazione, autorità giudiziaria per le violazioni penali - garantisce una gestione ordinata del procedimento e la corretta instradazione dei verbali verso l'organo competente.
  • La competenza territoriale è determinata dal luogo di constatazione della violazione, non dal luogo di residenza del trasgressore o dalla sede dell'ufficio doganale di riferimento dell'operatore.
Indice dei contenuti

Il quadro dei controlli fuori degli spazi doganali

L'articolo 108 del D.Lgs. 141/2024 si occupa di un aspetto procedurale di grande rilievo pratico: la gestione dei processi verbali redatti per violazioni doganali accertate fuori degli spazi doganali. Mentre la gran parte dei controlli doganali avviene negli uffici doganali, nelle zone doganali e nei porti o aeroporti, l'ADM e la Guardia di finanza sono competenti a effettuare controlli anche al di fuori di tali spazi - nei depositi privati, negli stabilimenti produttivi, nei luoghi di transito o di utilizzo delle merci, o lungo le vie di comunicazione.

Quando un controllo fuori degli spazi doganali porta all'accertamento di una violazione (amministrativa o penale), il pubblico ufficiale che lo conduce redige un processo verbale. La norma disciplina il percorso che tale verbale deve seguire per garantire che la violazione venga trattata dall'organo competente: l'ufficio ADM territoriale per i casi di estinzione o oblazione; l'autorità giudiziaria per i casi di rilevanza penale.

La prima fase: trasmissione all'ufficio ADM competente

Il comma 1 stabilisce che i processi verbali relativi a violazioni del D.Lgs. 141/2024 e di ogni altra legge la cui applicazione è demandata all'ADM, quando riguardino violazioni accertate fuori degli spazi doganali e suscettibili di estinzione ai sensi dell'art. 112 o di oblazione, devono essere trasmessi all'ufficio ADM territorialmente competente.

La competenza territoriale dell'ufficio ADM ricevente è determinata dal luogo dove è constatata la violazione: questo criterio di collegamento territoriale - diverso da quello del luogo di residenza del trasgressore o della sede dell'operatore economico - è funzionale alla gestione rapida ed efficiente del procedimento. L'ufficio nel cui territorio è avvenuta la constatazione è presumibilmente quello più vicino ai fatti, ai testimoni e alla documentazione rilevante.

L'estinzione (art. 112 del medesimo decreto) e l'oblazione sono istituti che consentono di definire la violazione in via amministrativa, con il pagamento di una somma che estingue l'obbligazione. L'estinzione è tipica delle violazioni amministrative; l'oblazione (di cui agli artt. 162 e 162-bis c.p.) è invece l'istituto penale che consente di definire alcune contravvenzioni mediante pagamento. In entrambi i casi, la definizione avviene davanti all'ufficio ADM prima che il verbale venga inviato all'autorità giudiziaria.

La seconda fase: trasmissione all'autorità giudiziaria

Il comma 2 disciplina il caso in cui la violazione non venga estinta con le modalità del comma 1 e presenti rilevanza penale: in tal caso, l'ufficio ADM territorialmente competente trasmette il verbale all'autorità giudiziaria competente per territorio, unitamente alle indicazioni richieste dall'art. 107, comma 3.

Il rinvio all'art. 107, comma 3, è significativo: tale disposizione stabilisce le indicazioni che devono accompagnare la trasmissione dei verbali all'autorità giudiziaria - tipicamente gli elementi identificativi del trasgressore, la descrizione della violazione, il valore dei beni oggetto di contrabbando o le quantità di merci coinvolte, i testimoni, gli atti e i documenti acquisiti. La completezza di tali indicazioni è essenziale per consentire all'autorità giudiziaria di avviare il procedimento penale con tutti gli elementi necessari.

La competenza territoriale dell'autorità giudiziaria è, anche in questo caso, determinata dal luogo dove la violazione è stata accertata: criterio conforme alle regole generali del codice di procedura penale sulla competenza per territorio del giudice penale (luogo del commesso reato, ex art. 8 c.p.p.).

Raccordo tra procedimento amministrativo e penale

Il meccanismo dell'art. 108 riflette la duplice natura del sistema repressivo doganale: molte violazioni hanno sia una valenza amministrativa (sanzione pecuniaria che si estingue con il pagamento) sia una potenziale valenza penale (quando integrano contrabbando o altri reati doganali). L'art. 108 crea una sorta di «filtro» amministrativo davanti all'ufficio ADM: prima che il verbale arrivi all'autorità giudiziaria, l'operatore ha la possibilità di definire la propria posizione mediante estinzione o oblazione.

Questo meccanismo ha importanti implicazioni pratiche per l'operatore: se la violazione è suscettibile di estinzione, è nell'interesse dell'operatore definirla rapidamente in via amministrativa, evitando l'escalation al procedimento penale. Se invece la violazione ha chiaramente natura penale sin dall'inizio (es. contrabbando con dolo specifico, importi rilevanti), il percorso verso l'autorità giudiziaria è inevitabile.

Il ruolo dei pubblici ufficiali estensori del verbale

La norma attribuisce ai pubblici ufficiali che hanno redatto il verbale (non all'ufficio ADM locale) la responsabilità della trasmissione all'ufficio ADM competente. Questo elemento è rilevante nella pratica: la Guardia di finanza, che spesso effettua controlli doganali in forza della propria competenza in materia tributaria e doganale, rientra tra i soggetti tenuti alla trasmissione. Analogamente, altri organi di polizia che accertino violazioni doganali nel corso di controlli ordinari devono trasmettere i verbali all'ufficio ADM competente.

Profili operativi per l'operatore controllato

Per l'operatore economico soggetto a un controllo fuori degli spazi doganali, la comprensione del meccanismo dell'art. 108 è utile per pianificare la propria difesa:

  • Al momento della redazione del verbale, verificare che il pubblico ufficiale abbia correttamente identificato l'ufficio ADM territorialmente competente in base al luogo di constatazione.
  • Valutare immediatamente con un consulente specializzato se la violazione contestata è suscettibile di estinzione o oblazione, per definirla in via amministrativa prima che venga trasmessa all'autorità giudiziaria.
  • In caso di contestazione della competenza territoriale dell'ADM ricevente o dell'autorità giudiziaria, eccepire tempestivamente nel corso del procedimento la competenza dell'organo che ha ricevuto il verbale.
  • Conservare copia del verbale e di tutta la documentazione acquisita nel corso del controllo, per poter contestare eventuali omissioni o inesattezze nella trasmissione all'ADM o all'autorità giudiziaria.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Cosa sono i processi verbali per violazioni accertate fuori degli spazi doganali?

Sono i verbali redatti da pubblici ufficiali (ADM o Guardia di finanza) per violazioni doganali accertate al di fuori delle aree doganali istituzionali (porti, aeroporti, uffici doganali), ad esempio durante controlli su strada, presso depositi privati o stabilimenti produttivi. L'art. 108 disciplina il percorso procedurale che questi verbali devono seguire.

Chi deve trasmettere il verbale all'ufficio ADM competente?

I pubblici ufficiali che hanno redatto il verbale (Guardia di finanza, funzionari ADM o altri organi di polizia con competenza doganale). La trasmissione avviene all'ufficio ADM territorialmente competente in base al luogo dove la violazione è stata constatata, non in base alla residenza del trasgressore o alla sua sede operativa.

Cosa avviene se la violazione non viene estinta in via amministrativa?

Se la violazione non viene estinta con le modalità previste dall'art. 112 (o mediante oblazione) e ha rilevanza penale, l'ufficio ADM che ha ricevuto il verbale lo trasmette all'autorità giudiziaria territorialmente competente in base al luogo di accertamento della violazione, con le indicazioni richieste dall'art. 107, comma 3.

Quale criterio determina la competenza territoriale dell'ufficio ADM ricevente?

Il luogo dove è stata constatata la violazione, non il luogo di residenza del trasgressore né la sede dell'ufficio doganale di riferimento dell'operatore. Questo criterio vale sia per l'ufficio ADM che riceve il verbale nella prima fase sia per l'autorità giudiziaria nella seconda fase.

Un operatore può definire la violazione prima che il verbale arrivi all'autorità giudiziaria?

Sì: il meccanismo dell'art. 108 crea una fase intermedia davanti all'ufficio ADM, durante la quale l'operatore può definire la propria posizione mediante estinzione (art. 112) o oblazione, se la violazione lo consente. È nell'interesse dell'operatore valutare rapidamente con un consulente la possibilità di definizione amministrativa, per evitare l'escalation al procedimento penale.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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