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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Responsabilità dell'assicuratore: l'assicuratore risponde dei danni subiti dai terzi sulla superficie, inclusi quelli derivanti da urto tra aeromobili.
  • Limiti quantitativi: la responsabilità opera entro i limiti e nella misura fissati dagli artt. 965 e 971 cod. nav., che stabiliscono i massimali di risarcimento.
  • Copertura in seguito a urto: la norma estende espressamente la copertura ai danni causati a terzi sulla superficie a seguito di urto tra aeromobili.
  • Coordinamento sistematico: la disposizione raccorda la copertura assicurativa con la disciplina della responsabilità dell'esercente verso i terzi sulla superficie.
  • Funzione di garanzia: l'assicurazione obbligatoria mira a garantire ai terzi danneggiati il risarcimento nei limiti di legge, indipendentemente dalla solvibilità dell'esercente.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1011 Codice della Navigazione — Danni coperti

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

L'assicuratore risponde dei danni subiti dai terzi sulla superficie, anche in seguito ad urto, entro i limiti e nella misura fissati negli articoli 965 e 971 .

Commento

Ratio e inquadramento sistematico

L'art. 1011 del Codice della navigazione definisce l'ambito oggettivo della copertura nell'assicurazione obbligatoria per danni a terzi sulla superficie, stabilendo che l'assicuratore risponde dei danni subiti dai terzi sulla superficie nei limiti e nella misura fissati dagli artt. 965 e 971 cod. nav. La norma svolge una funzione di raccordo tra la disciplina contrattuale dell'assicurazione e quella pubblicistica della responsabilità dell'esercente, assicurando che la copertura assicurativa corrisponda all'estensione della responsabilità legale.

Il fondamento dell'obbligo assicurativo risiede nella pericolosità intrinseca dell'attività aeronautica e nell'esigenza di proteggere i terzi estranei all'attività di volo che potrebbero subire danni al suolo. La responsabilità dell'esercente verso i terzi sulla superficie è disciplinata dal Titolo X del Libro Secondo del Codice della navigazione (artt. 965 e ss.), che ha carattere oggettivo o semi-oggettivo: l'esercente risponde dei danni causati dall'aeromobile in volo o da ciò che da esso cade o è gettato, indipendentemente dalla colpa.

I danni coperti: la responsabilità verso i terzi sulla superficie

La norma copre i danni subiti dai terzi sulla superficie, categoria che comprende tutte le persone fisiche o giuridiche estranee all'operazione di volo che subiscono pregiudizi al suolo a causa dell'aeromobile in volo o di quanto da esso provenga. Rientrano in questa categoria i danni a persone, a beni immobili e a beni mobili, nonché i danni consequenziali che ne derivano.

Il riferimento ai danni anche in seguito ad urto estende la copertura ai casi in cui il pregiudizio subito dai terzi sulla superficie sia la conseguenza indiretta di una collisione tra aeromobili. Ad esempio, i detriti di un aeromobile colpito durante un urto in volo che cadono su un'area abitata sono danni a terzi sulla superficie coperti dalla norma, anche se la causa prossima è l'urto tra velivoli.

I limiti quantitativi: artt. 965 e 971 cod. nav.

La responsabilità assicurativa opera entro i limiti e nella misura fissati dagli artt. 965 e 971. L'art. 965 disciplina la responsabilità dell'esercente per i danni causati a terzi sulla superficie, prevedendo un regime di responsabilità per rischio con limiti quantitativi che variano in funzione del peso dell'aeromobile. L'art. 971 stabilisce i massimali specifici per ciascuna categoria di peso, articolando la responsabilità su scaglioni progressivi.

Il coordinamento con tali norme è fondamentale: la copertura assicurativa deve essere calibrata sui massimali di legge, e l'assicuratore che abbia pagato l'indennizzo nei limiti previsti è liberato, anche se i danni effettivi dovessero eccedere tali limiti. Eventuali eccedenze rimangono a carico dell'esercente, che può coprirle con assicurazioni volontarie aggiuntive.

Coordinamento con la disciplina dell'urto (art. 1017)

La menzione espressa dei danni in seguito ad urto nell'art. 1011 va letta in coordinamento con l'art. 1017, che disciplina l'assicurazione della responsabilità per danni da urto tra aeromobili. Le due disposizioni hanno ambiti diversi: l'art. 1011 riguarda i danni a terzi sulla superficie causati da urto, mentre l'art. 1017 copre i danni causati da un aeromobile all'altro aeromobile durante l'urto. La distinzione è rilevante per individuare quale copertura si applica a ciascun tipo di danno nel caso di un sinistro che coinvolga sia danni a terzi sul suolo sia danni tra i velivoli.

Profili pratici

Dal punto di vista operativo, la norma garantisce ai terzi danneggiati la certezza di poter ottenere il risarcimento entro i limiti di legge dalla compagnia assicurativa dell'esercente, senza dover dimostrare la solvibilità di quest'ultimo. L'azione diretta del terzo danneggiato nei confronti dell'assicuratore, ove prevista, rafforza ulteriormente tale tutela. Per l'esercente, la norma fissa la misura minima obbligatoria della copertura, al di sotto della quale la polizza non sarebbe conforme alla legge.

Casi pratici

Caso 1: Caduta di parti dell'aeromobile su abitazioni

Tizio, esercente di un aereo da turismo, subisce un guasto durante il sorvolo di un centro abitato: alcune parti del motore si staccano e cadono sul tetto di un'abitazione, causando danni strutturali. Il proprietario dell'immobile chiede il risarcimento all'assicuratore dell'esercente, che risponde nei limiti fissati dagli artt. 965 e 971 cod. nav. per la categoria di peso dell'aeromobile di Tizio.

Caso 2: Danni a terzi sulla superficie a seguito di urto

Due aeromobili gestiti rispettivamente da Caio e Sempronio si urtano in volo nei pressi di un aeroporto: i detriti dell'aeromobile di Sempronio cadono su un parcheggio danneggiando diversi veicoli. I proprietari dei veicoli sono terzi sulla superficie: l'art. 1011 garantisce la copertura assicurativa per tali danni da parte dell'assicuratore di Sempronio, anche essendo i danni la conseguenza indiretta dell'urto.

Caso 3: Danni eccedenti i massimali di legge

Un elicottero di Tizio, in caso di grave incidente, provoca danni a terzi sulla superficie per un importo complessivo che supera i massimali stabiliti dall'art. 971 per la categoria di peso del velivolo. L'assicuratore corrisponde l'indennità fino al limite di legge; per l'eccedenza, i terzi danneggiati devono agire direttamente nei confronti di Tizio, il quale risponde con il proprio patrimonio se non ha stipulato una copertura assicurativa volontaria aggiuntiva.

Domande frequenti

L'assicurazione obbligatoria copre tutti i danni ai terzi sulla superficie senza limiti?

No. La copertura opera entro i limiti e nella misura fissati dagli artt. 965 e 971 cod. nav., che stabiliscono massimali variabili in base al peso dell'aeromobile. I danni eccedenti i massimali rimangono a carico dell'esercente.

I danni causati da urto tra aeromobili che colpiscono terzi al suolo sono coperti?

Sì. L'art. 1011 estende espressamente la copertura ai danni subiti dai terzi sulla superficie anche in seguito a urto tra aeromobili, inclusi i danni causati da detriti o parti che cadono al suolo.

Chi sono i terzi sulla superficie ai sensi dell'art. 1011?

Sono le persone fisiche o giuridiche estranee all'operazione di volo che subiscono danni al suolo a causa dell'aeromobile in volo o di quanto da esso provenga. Rientrano i danni a persone, immobili e beni mobili.

L'assicuratore può opporre al terzo danneggiato le eccezioni relative al contratto con l'esercente?

La disciplina dell'assicurazione obbligatoria limita le eccezioni opponibili al terzo danneggiato, a garanzia dell'effettività della tutela. Le eccezioni contrattuali possono essere azionate in rivalsa dall'assicuratore verso l'esercente.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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