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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Le autorità competenti nazionali che trattano dati personali nell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza MiCA sono soggette al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
  • Il trattamento dei dati personali effettuato dall'ABE e dall'ESMA a fini MiCA è invece soggetto al Regolamento (UE) 2018/1725, che disciplina la protezione dei dati nelle istituzioni e negli organi dell'Unione europea.
  • La norma riconosce il potenziale impatto sulla privacy delle attività di vigilanza sui mercati delle cripto-attività, coordinando il regime MiCA con il quadro europeo di protezione dei dati.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 101 Reg. (UE) 2023/1114 — Protezione dei dati

Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)

Per quanto riguarda il trattamento di dati personali nell’ambito del presente regolamento, le autorità competenti svolgono i loro compiti ai fini del presente regolamento conformemente al regolamento (UE) 2016/679.

Il trattamento dei dati personali effettuato dall’ABE e dall’ESMA ai fini del presente regolamento avviene conformemente al regolamento (UE) 2018/1725.

Commento

La protezione dei dati nel contesto MiCA: inquadramento generale

L'articolo 101 del Regolamento MiCA è una norma di coordinamento tra il Regolamento stesso e il quadro europeo di protezione dei dati personali. La disposizione è sintetica — due soli paragrafi — ma ha implicazioni operative rilevanti per tutti i soggetti coinvolti nell'ecosistema MiCA: autorità competenti nazionali, ABE, ESMA, emittenti di ART e EMT, e CASP.

Il mercato delle cripto-attività tratta per sua natura dati personali in quantità significativa: informazioni di identificazione dei clienti (KYC), dati sulle transazioni, indirizzi blockchain (che, in determinati contesti, possono essere ricondotti a persone fisiche identificate), dati patrimoniali e dati di comportamento finanziario. Le autorità di vigilanza che accedono a questi dati nell'esercizio delle loro funzioni di supervisione, ispezione e indagine devono rispettare le norme sulla protezione dei dati personali, pena la violazione dei diritti fondamentali sanciti dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

Il GDPR per le autorità nazionali

Il primo paragrafo dell'articolo 101 stabilisce che le autorità competenti nazionali — per l'Italia, la Consob e la Banca d'Italia, secondo le rispettive competenze — svolgono i propri compiti di vigilanza MiCA nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). Questo significa che ogni raccolta, conservazione, trasmissione o altro trattamento di dati personali effettuato dall'autorità nel contesto di un'indagine su abusi di mercato, di un'ispezione on-site presso un CASP o di una procedura di autorizzazione deve soddisfare i principi del GDPR: liceità, correttezza, trasparenza; limitazione della finalità; minimizzazione dei dati; esattezza; limitazione della conservazione; integrità e riservatezza.

Il trattamento da parte delle autorità nazionali ha tipicamente come base giuridica l'articolo 6, paragrafo 1, lettera c) del GDPR (adempimento di un obbligo legale) o l'articolo 6, paragrafo 1, lettera e) (esecuzione di un compito di interesse pubblico). Quando il trattamento riguarda categorie particolari di dati (per esempio, dati relativi a condanne penali nel contesto dei controlli AML ex articolo 63, paragrafo 6 MiCA), si applicano le norme più restrittive degli articoli 9 e 10 del GDPR, con le deroghe previste dal diritto nazionale.

Va anche considerato il profilo dei trasferimenti internazionali di dati: quando le autorità nazionali scambiano informazioni con autorità di paesi terzi nell'ambito della cooperazione internazionale prevista dagli articoli 127 e seguenti MiCA, il trasferimento di dati personali verso quei paesi deve rispettare le norme del Capo V del GDPR (adeguatezza, garanzie appropriate, clausole contrattuali standard).

Il Regolamento 2018/1725 per ABE e ESMA

Il secondo paragrafo estende il regime a livello delle autorità europee: il trattamento di dati personali effettuato dall'ABE e dall'ESMA nell'esercizio delle loro funzioni MiCA è disciplinato dal Regolamento (UE) 2018/1725. Quest'ultimo è il «GDPR delle istituzioni UE»: recepisce i principi del GDPR adattandoli alle specificità delle autorità europee, con il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) come autorità di controllo.

ABE e ESMA raccolgono e trattano dati personali nell'ambito delle proprie funzioni MiCA in diversi contesti: la gestione del registro pubblico ex articolo 109 (che include nomi e dati identificativi dei CASP autorizzati e dei loro amministratori); le procedure di classificazione degli ART «significativi» ex articolo 43-44; le indagini su abusi di mercato a livello transfrontaliero; le procedure di delega di vigilanza ex articolo 138. In tutti questi contesti, ABE e ESMA devono rispettare il Regolamento 2018/1725, istituire basi giuridiche appropriate per il trattamento, informare le persone interessate e garantire l'esercizio dei diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione, nei limiti delle eccezioni previste per le funzioni di supervisione).

I CASP come titolari del trattamento: obblighi GDPR propri

L'articolo 101 riguarda specificamente le autorità di vigilanza, ma i CASP stessi — in quanto raccolgono dati personali dei propri clienti per fini di KYC, AML, esecuzione dei servizi e reportistica MiCA — sono a loro volta titolari del trattamento soggetti al GDPR. Questa dimensione non è disciplinata dall'articolo 101, ma è presupposta da tutto il Titolo V: i CASP devono predisporre informative privacy, gestire richieste degli interessati, valutare la necessità di DPIA (Data Protection Impact Assessment) per i trattamenti ad alto rischio, e designare un Data Protection Officer (DPO) ove applicabile.

Particolarmente rilevante per i CASP è il rapporto tra obbligo di conservazione dei dati (imposto dalle norme AML e da MiCA per finalità di vigilanza) e principio di minimizzazione e limitazione della conservazione del GDPR: le autorità di protezione dei dati nazionali hanno già affrontato questi conflitti nel contesto delle norme AML tradizionali; le stesse logiche si applicano al settore cripto.

Il registro ESMA e la privacy by design

Un aspetto operativo rilevante riguarda il registro pubblico ex articolo 109 MiCA. Questo registro — accessibile a chiunque — include informazioni su CASP autorizzati, emittenti di ART e White Paper approvati. Nella misura in cui queste informazioni riguardano persone fisiche identificabili (per esempio, amministratori di piccole realtà imprenditoriali), la loro pubblicazione costituisce un trattamento di dati personali soggetto al Regolamento 2018/1725 da parte dell'ESMA. L'ESMA deve quindi applicare il principio di «privacy by design» nella progettazione del registro, limitando la pubblicazione ai dati strettamente necessari e prevedendo procedure per la gestione di richieste di accesso, rettifica o cancellazione nei limiti consentiti dagli obblighi di trasparenza regolamentare.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Le autorità competenti possono trattare i dati acquisiti durante una vigilanza MiCA per altre finalità?

No. Il GDPR impone il principio di limitazione della finalità: i dati raccolti nell'ambito della vigilanza MiCA possono essere utilizzati solo per i fini di quella vigilanza, salvo le eccezioni previste dall'articolo 6, paragrafo 4 GDPR (compatibilità della finalità) e dalle specifiche deroghe del diritto nazionale in materia di supervisione finanziaria.

I CASP devono designare un DPO?

L'obbligo di designazione del DPO scatta, ai sensi dell'articolo 37 GDPR, per i titolari del trattamento che effettuano trattamenti su larga scala di categorie particolari di dati o che monitorano sistematicamente gli interessati. I CASP di grandi dimensioni, che raccolgono dati KYC/AML di molti clienti e profilano comportamenti finanziari, rientrano tipicamente in questa fattispecie.

Quanto a lungo possono conservare i dati gli emittenti e i CASP per soddisfare gli obblighi MiCA e AML?

MiCA non fissa autonomamente periodi di conservazione, ma rinvia alla disciplina AML (Direttiva 2015/849 e relativo recepimento nazionale), che impone generalmente la conservazione delle informazioni KYC e delle registrazioni delle transazioni per almeno cinque anni. I CASP devono allineare le proprie policy di retention a questi obblighi, documentando la base giuridica per la conservazione.

Un interessato può chiedere la cancellazione dei propri dati dal registro ESMA?

Il diritto alla cancellazione è limitato quando il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale o per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico (articolo 17, paragrafo 3, lettere b e d GDPR). La pubblicazione nel registro MiCA risponde a entrambe le condizioni, pertanto la cancellazione è normalmente preclusa. L'interessato può invece esercitare il diritto di rettifica per correggere dati inesatti.

La DLT pubblica pone problemi di compatibilità con il diritto alla cancellazione del GDPR?

Sì, è una tensione nota. Le transazioni su blockchain pubblica sono tendenzialmente immutabili, mentre il GDPR prevede il diritto alla cancellazione. Le autorità di protezione dei dati europee (EDPB e autorità nazionali) hanno già analizzato questa tensione concludendo che, nella maggior parte dei casi, i dati sulla blockchain possono essere considerati non personali se pseudonimizzati in modo adeguato, e che la 'cancellazione' può essere realizzata attraverso tecniche di offuscamento o attraverso la perdita delle chiavi di decrittazione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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