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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 15, comma 3, della legge della Regione Calabria n. 18/2004, che bloccava il rilascio di nuovi accreditamenti per strutture sanitarie private fino alla determinazione del fabbisogno regionale. Il blocco indiscriminato violava i principi di ragionevolezza, buon andamento e tutela della salute, impedendo l’accreditamento anche a strutture già autorizzate e in possesso dei requisiti.

Di cosa si tratta

L’accreditamento è il provvedimento che consente a una struttura sanitaria privata di erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale. La Regione Calabria aveva adottato una norma che sospendeva qualsiasi nuovo accreditamento fino a quando non fosse stato definito il fabbisogno regionale di prestazioni specialistiche, con l’unica eccezione delle strutture già incluse in pregresse disposizioni di sanatoria. Una società di diagnostica genetica, già autorizzata dalla Regione, aveva presentato domanda di accreditamento e si era vista opporre un diniego in applicazione di questa norma.

La questione di legittimità costituzionale

Il TAR Calabria, sezione di Catanzaro, ha sollevato questione di legittimità dell’art. 15, comma 3, l. reg. Calabria n. 18/2004 in riferimento agli artt. 3, 97 e 117 della Costituzione. La norma veniva criticata perché imponeva un blocco assoluto e indeterminato nel tempo, senza alcuna valutazione caso per caso dei requisiti della struttura richiedente, in contrasto con la disciplina nazionale sull’accreditamento (d.lgs. n. 502/1992 e successive modifiche).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato incostituzionale l’art. 15, comma 3, della legge regionale Calabria n. 18/2004. La norma, imponendo un blocco totale e temporalmente indeterminato degli accreditamenti senza prevedere alcuna valutazione individuale, violava il principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.), il buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.) e i vincoli derivanti dalla disciplina statale in materia di tutela della salute (art. 117 Cost.).

Il principio

Una norma regionale che sospende indefinitamente il rilascio di accreditamenti sanitari, senza consentire alcuna valutazione individuale della struttura richiedente e senza un termine certo per la definizione del fabbisogno, è irragionevole e viola i principi costituzionali di buon andamento e tutela della salute. La pianificazione sanitaria regionale deve avvenire entro termini definiti e non può bloccare a tempo indeterminato l’accesso al sistema delle strutture private già autorizzate.

Domande e risposte

Qual è la differenza tra autorizzazione e accreditamento sanitario?

L’autorizzazione è il titolo che consente a una struttura di svolgere attività sanitaria in conformità ai requisiti minimi di sicurezza. L’accreditamento è un ulteriore riconoscimento che consente alla struttura di operare per conto del SSN ed essere remunerata con fondi pubblici.

Perché il blocco era irragionevole?

Perché non prevedeva un termine certo entro cui la Regione avrebbe determinato il fabbisogno, lasciando le strutture private in una condizione di incertezza indefinita; e perché non distingueva tra strutture che soddisfacevano i requisiti e strutture che non li soddisfacevano, applicando un divieto uguale a tutti.

Una Regione può contingentare gli accreditamenti?

Sì, ma deve farlo con criteri ragionevoli, trasparenti e verificabili, definendo il fabbisogno entro termini certi e garantendo alle strutture interessate la possibilità di partecipare alla procedura di selezione. Un blocco totale e indefinito è invece incostituzionale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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