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La Corte costituzionale ha dichiarato cessata la materia del contendere nei conflitti di attribuzione proposti dalla Corte d’appello di Roma sulla medesima delibera di insindacabilità dell’on. Sgarbi già annullata dalla sentenza n. 448 del 2002. Venuto meno l’atto che aveva dato origine ai conflitti, non vi era più necessità di pronunciarsi.
Di cosa si tratta
La Corte d’appello di Roma, I sezione civile, aveva proposto due ricorsi per conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati relativamente alla medesima delibera del 17 novembre 1999 sull’insindacabilità dell’on. Sgarbi per le dichiarazioni rese contro il dott. Lorenzo Matassa. Tali conflitti riguardavano il giudizio civile di appello contro la condanna al risarcimento del danno, mentre la sentenza n. 448 del 2002 aveva già risolto i conflitti analoghi proposti dal Tribunale di Caltanissetta (sede penale) annullando la delibera.
La questione di legittimità costituzionale
Tipo di procedimento: conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Atto impugnato: delibera della Camera dei deputati del 17 novembre 1999 sull’insindacabilità ex art. 68, primo comma, Cost. delle opinioni dell’on. Sgarbi. Ricorrente: Corte d’appello di Roma, I sezione civile (con due ricorsi separati).
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere in relazione a entrambi i conflitti proposti dalla Corte d’appello di Roma. La sentenza n. 448 del 2002 aveva già annullato la delibera della Camera che aveva dato origine ai conflitti. Venuto meno l’atto impugnato, non v’è più luogo per una pronuncia sulla spettanza del potere e sulla legittimità della delibera.
Il principio
Quando l’atto che ha dato origine a un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato viene annullato dalla Corte nel corso del giudizio su un conflitto collegato, i conflitti pendenti relativi al medesimo atto devono essere dichiarati cessati nella materia del contendere.
Domande e risposte
Perché la Corte d’appello di Roma aveva proposto un conflitto di attribuzione separato rispetto al Tribunale di Caltanissetta?
Perché i giudizi erano diversi: il Tribunale di Caltanissetta giudicava penalmente l’on. Sgarbi, mentre la Corte d’appello di Roma era investita del giudizio civile (appello contro la condanna al risarcimento del danno in favore del dott. Matassa), e ciascun giudice ha il potere autonomo di sollevare conflitto di attribuzione.
Cosa significa che la delibera della Camera è stata “annullata” dalla Corte costituzionale?
La delibera non esiste più come atto giuridicamente efficace. I procedimenti penali e civili a carico dell’on. Sgarbi non sono più bloccati dalla prerogativa parlamentare: i giudici possono procedere.
Il conflitto di attribuzione è uno strumento usato spesso?
No, è un rimedio straordinario. È previsto dall’art. 134 della Costituzione per risolvere i contrasti tra poteri dello Stato (ad esempio tra autorità giudiziaria e Parlamento) su chi abbia la competenza a compiere un determinato atto.
Norme collegate
- Art. 68 della Costituzione — insindacabilità parlamentare, atto che aveva dato origine ai conflitti
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