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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Corte d’appello di Venezia contro la delibera del Senato che aveva applicato l’insindacabilità al comportamento del senatore Manfroi come sindaco.

Di cosa si tratta

Il senatore Donato Manfroi era stato condannato in primo grado per interruzione di servizi pubblici commessa mentre era sindaco di Cencenighe Agordino: aveva chiuso l’accesso al palazzo municipale e ordinato ai dipendenti di non rispondere alle telefonate. Il Senato aveva poi deliberato di non approvare la proposta della Giunta delle elezioni di escludere l’insindacabilità, con il risultato di applicarla implicitamente ai fatti. La Corte d’appello di Venezia contestava tale delibera.

La questione di legittimità costituzionale

Conflitto di attribuzioni promosso dalla Corte d’appello di Venezia nei confronti del Senato della Repubblica. Parametro: art. 68, comma 1, della Costituzione. Il giudice sosteneva che i fatti contestati non fossero collegati all’esercizio delle funzioni parlamentari ma all’attività del Manfroi come sindaco.

La decisione della Corte

La Corte dichiara ammissibile il conflitto di attribuzioni promosso dalla Corte d’appello di Venezia, disponendo che l’atto introduttivo sia notificato al Senato della Repubblica entro sessanta giorni per l’instaurazione del contraddittorio nel merito.

Il principio

La delibera di una Camera parlamentare che applica l’insindacabilità a comportamenti materiali di un parlamentare nell’esercizio di funzioni non parlamentari (come quella di sindaco) può invadere la competenza giurisdizionale del giudice. L’atto è impugnabile con conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato.

Domande e risposte

Un parlamentare che riveste anche altre cariche è insindacabile per tutto ciò che fa?

No. L’insindacabilità riguarda solo le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle funzioni parlamentari. Se un parlamentare è anche sindaco, i suoi atti come sindaco non sono coperti dall’insindacabilità ex art. 68 Cost.

Perché il Senato aveva applicato l’insindacabilità nonostante il parere contrario della Giunta?

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari aveva proposto di dichiarare che i fatti non ricadevano nell’ipotesi di cui all’art. 68 Cost. L’Assemblea del Senato non aveva approvato tale proposta, producendo l’effetto opposto di confermare implicitamente l’insindacabilità.

Cosa significa che il conflitto è “ammissibile”?

Che la Corte, in questa fase preliminare e senza contraddittorio, ha verificato che sussistono i presupposti formali del conflitto (requisiti soggettivi e oggettivi). La decisione nel merito — se vi sia stata o meno violazione delle attribuzioni del giudice — verrà in una fase successiva.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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