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Con sentenza n. 43/2003 la Corte costituzionale dichiara inammissibile la richiesta di referendum popolare abrogativo di alcune disposizioni del d.lgs. n. 22/1997 (decreto «Ronchi» sui rifiuti) che disciplinano il combustibile derivato dai rifiuti (CDR) e le relative procedure semplificate di recupero.

Di cosa si tratta

Il decreto Ronchi (d.lgs. n. 22/1997) ha recepito le direttive europee sui rifiuti e ha disciplinato, tra l’altro, la classificazione e il recupero del combustibile derivato dai rifiuti (CDR). I promotori chiedevano l’abrogazione delle norme che classificavano il CDR come materia recuperabile e ne consentivano la produzione con procedure semplificate. Il quesito è stato dichiarato conforme a legge dall’Ufficio centrale per il referendum.

La questione di legittimità costituzionale

Giudizio di ammissibilità referendaria ai sensi dell’art. 2, primo comma, della legge cost. n. 1/1953. La Corte verifica i requisiti di ammissibilità della richiesta di referendum abrogativo degli artt. 7, comma 3, e 33, commi 8 e 9, del d.lgs. n. 22/1997.

La decisione della Corte

La Corte costituzionale dichiara inammissibile la richiesta di referendum. L’abrogazione delle norme indicate produrrebbe un risultato normativo irrazionale e non chiaro: sopprimendo solo alcune disposizioni sul CDR, si creerebbe un vuoto normativo o un assetto incoerente con la disciplina comunitaria di recepimento delle direttive europee sui rifiuti.

Il principio

Il referendum abrogativo non può essere utilizzato per modificare parzialmente il recepimento di una direttiva europea quando l’abrogazione parziale determinerebbe un contrasto con il diritto comunitario vigente o un assetto normativo irrazionale. La chiarezza del quesito richiede che l’elettore possa comprendere le conseguenze giuridiche dell’eventuale abrogazione.

Domande e risposte

Cos’è il combustibile derivato dai rifiuti (CDR)?

È un combustibile ottenuto dal trattamento di rifiuti solidi urbani e industriali, usato come alternativa ai combustibili fossili in impianti industriali. Il decreto Ronchi ne disciplinava la classificazione come operazione di «recupero» e non come smaltimento, consentendo procedure semplificate per gli impianti di produzione.

Perché il referendum è inammissibile?

Perché l’abrogazione parziale creerebbe un sistema normativo incoerente: verrebbero soppresse norme specifiche sul CDR mantenendo in vigore la cornice generale del decreto Ronchi, con il rischio di produrre effetti opposti a quelli voluti dai promotori o contrari alle direttive europee di cui il decreto è attuazione.

Il decreto Ronchi è ancora vigente?

Il d.lgs. n. 22/1997 è stato abrogato e sostituito dal d.lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), che ne ha riorganizzato la disciplina. Le questioni relative al CDR sono ora regolate dalle disposizioni della parte quarta del Codice dell’Ambiente.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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