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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità dell’art. 17, commi 3-5, della legge n. 114/1977 sulla responsabilità solidale dei coniugi per le imposte derivanti da dichiarazione congiunta. Il rimettente non ha esaminato la possibilità di interpretazioni costituzionalmente conformi della norma.
Di cosa si tratta
Una contribuente aveva ricevuto una cartella esattoriale per IRPEF dell’anno 1995, derivante da un accertamento notificato al solo ex marito, dopo la cessazione degli effetti civili del matrimonio. La norma sulla dichiarazione congiunta prevedeva la notifica degli accertamenti al solo marito e la responsabilità solidale di entrambi i coniugi per le imposte iscritte a ruolo.
La questione di legittimità costituzionale
La Commissione tributaria provinciale di Torino ha impugnato l’art. 17, commi 3, 4 e 5, della legge n. 114/1977 nella parte in cui mantiene la responsabilità solidale e l’efficacia degli atti notificati al solo marito anche dopo la separazione o il divorzio, in riferimento agli artt. 3, 24 e 53 della Costituzione.
La decisione della Corte
La questione è manifestamente inammissibile per difetto di motivazione in punto di non manifesta infondatezza. Il rimettente non ha esaminato la possibilità di dare alla norma un’interpretazione diversa da quella alla base della questione, tenuto conto dell’elaborazione giurisprudenziale e dottrinale esistente.
Il principio
Il giudice rimettente deve, prima di sollevare la questione di legittimità costituzionale, verificare se la norma possa essere interpretata in modo costituzionalmente compatibile. L’omissione di questo esame rende la questione inammissibile per carenza di motivazione.
Domande e risposte
L’ex moglie deve pagare le imposte derivanti da una dichiarazione congiunta presentata durante il matrimonio?
Il regime di solidarietà previsto dalla legge n. 114/1977 per la dichiarazione congiunta IRPEF continua ad applicarsi in linea di principio anche dopo la separazione o il divorzio. Tuttavia la giurisprudenza ha elaborato interpretazioni più garantiste per il coniuge non accertato.
L’accertamento notificato solo al marito è efficace anche nei confronti della moglie separata?
Secondo la norma impugnata, sì. Questa disciplina era già stata esaminata dalla Corte in precedenti pronunce (tra cui la sentenza n. 184/1989), con esito di non illegittimità, ma con apertura all’interpretazione adeguatrice.
Come può difendersi il coniuge che non ha ricevuto l’avviso di accertamento?
Può impugnare la cartella di pagamento, anche oltre i termini ordinari, contestando la pretesa tributaria concernente atti o fatti imputabili esclusivamente all’altro coniuge. Il problema pratico è l’accesso ai documenti fiscali del coniuge.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza e ragionevolezza
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa del coniuge non accertato
- Art. 53 della Costituzione — capacità contributiva
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