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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 894 e 896 del codice civile, che disciplinano l’estirpazione e la recisione di rami e radici di alberi piantati a distanza inferiore a quella legale. Le norme codicistiche sui rapporti di vicinato non contrastano con la tutela del paesaggio, affidata invece alla normativa di settore.

Di cosa si tratta

In un giudizio civile tra proprietari confinanti a Nardò (Lecce), il Tribunale aveva sollevato d’ufficio la questione di legittimità degli articoli del codice civile che consentono l’estirpazione di alberi piantati a distanza inferiore a quella legale, anche quando hanno pregio paesaggistico. Il caso riguardava alberi di alto fusto – tra cui un carrubo ultracinquantenario – gravati da vincolo paesaggistico.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Nardò, ha impugnato gli artt. 894 e 896 cod. civ. nella parte in cui consentono rispettivamente l’estirpazione di alberi aventi pregio paesaggistico e la recisione di rami e radici, per violazione degli artt. 3, 9 e 42 della Costituzione (erroneamente indicato come art. 41).

La decisione della Corte

La Corte dichiara la questione manifestamente infondata. Le norme codicistiche sui rapporti di vicinato regolano i rapporti privatistici tra proprietari, mentre la tutela del paesaggio, affidata alla normativa di settore, rimane ferma: l’esecuzione di un eventuale ordine giudiziale di espianto o recisione è in ogni caso condizionata dalla verifica di compatibilità con le esigenze di tutela ambientale da parte dell’autorità amministrativa competente.

Il principio

La salvaguardia dei valori paesaggistici è estranea alle norme codicistiche sui rapporti di vicinato ed è demandata alla normativa di settore attuativa dell’art. 9 della Costituzione. Il giudice civile può applicare gli artt. 894 e 896 cod. civ. regolandoi rapporti di vicinato, restando fermo che le esigenze pubblicistiche trovano tutela nella sede appropriata.

Domande e risposte

Posso chiedere al vicino di estirpare alberi piantati troppo vicino al confine anche se hanno valore paesaggistico?

In linea di principio sì, le norme del codice civile (artt. 894 e 896) si applicano anche agli alberi di pregio. Tuttavia, se l’area è gravata da vincolo paesaggistico, l’esecuzione del provvedimento richiede il via libera dell’autorità amministrativa competente per la tutela ambientale.

La presenza di un vincolo paesaggistico blocca automaticamente l’azione di distanze?

No. Il vincolo paesaggistico non rende inapplicabili le norme codicistiche sulle distanze tra alberi e confine. Impedisce solo l’esecuzione materiale senza preventiva autorizzazione amministrativa.

Cosa succede con un albero ultracinquantenario piantato a distanza illegale?

Dopo cinquant’anni dalla piantagione sorge normalmente una servitù di mantenimento per usucapione, che può precludere l’azione di estirpazione. La questione di legittimità costituzionale non riguardava questo profilo, che rimane disciplinato dalle norme ordinarie.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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