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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sull’art. 419 comma 1 c.p.p., che non prevede l’obbligo di informare l’imputato dei riti alternativi nell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare. L’imputato è presunto conoscere la legge e i riti premiali a sua disposizione.

Di cosa si tratta

Il GUP del Tribunale di Nocera Inferiore ha sollevato questione dubitando che la mancata previsione, nell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare (art. 419 c.p.p.), dell’obbligo di informare l’imputato della possibilità di accedere ai riti alternativi (giudizio abbreviato, patteggiamento), comportasse una disparità irragionevole rispetto all’imputato a giudizio direttissimo (art. 552 c.p.p., che tale avvertimento prevede).

La questione di legittimità costituzionale

Legittimità cost. dell’art. 419 comma 1 c.p.p. nella parte in cui non prevede che l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare contenga, a pena di nullità, l’avvertimento della possibilità di richiedere riti alternativi, in riferimento all’art. 3 Cost., sollevata dal GUP di Nocera Inferiore.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta infondatezza. Il GUP rimettente stesso ha escluso nel ragionamento della propria ordinanza la violazione del diritto di difesa, affermando la presunzione di conoscenza della legge. La differenziazione rispetto all’art. 552 c.p.p. è ragionevole in quanto l’udienza preliminare è assistita dalla presenza necessaria del difensore.

Il principio

Non è costituzionalmente imposta l’inclusione nell’avviso di udienza preliminare dell’informazione sui riti alternativi: la presenza obbligatoria del difensore nell’udienza preliminare rende adeguatamente garantito il diritto dell’imputato di accedere ai riti premiali.

Domande e risposte

Cosa sono i riti alternativi nel processo penale?

Sono procedure semplificate che consentono di definire il processo prima del dibattimento: giudizio abbreviato (giudicato allo stato degli atti con riduzione di pena) e patteggiamento (accordo tra PM e imputato su pena detentiva fino a cinque anni).

Perché l’art. 552 c.p.p. prevede l’avviso e l’art. 419 no?

L’art. 552 disciplina il decreto di citazione a giudizio direttissimo, in cui l’imputato può comparire senza difensore; per questo la legge ha ritenuto opportuno inserire l’avvertimento. Nell’udienza preliminare il difensore è sempre presente, il che giustifica la diversa disciplina.

Il difensore garantisce il diritto ai riti alternativi?

Sì: il difensore ha l’obbligo professionale di informare il proprio assistito delle opzioni processuali disponibili, inclusi i riti premiali. La presenza necessaria del difensore all’udienza preliminare costituisce quindi una tutela equivalente all’avviso scritto.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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