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Il Giudice di pace di Prato aveva sollevato questione sull’art. 201 del Codice della strada nella parte in cui non impone alla P.A. di informare il contravventore in caso di notifica a soggetto estraneo. La Corte ha dichiarato la questione manifestamente inammissibile per carenza di motivazione sulla rilevanza e non manifesta infondatezza.
Di cosa si tratta
L’art. 201 del d.lgs. 285/1992 (Codice della strada) disciplina la notifica dei verbali di contestazione delle infrazioni. In un giudizio civile tra la s.r.l. Coin Service e il Comune di Prato, il Giudice di pace aveva sollevato questione sull’assenza di un obbligo per la P.A. di informare il contravventore quando la notifica sia andata a buon fine attraverso un soggetto «estraneo» (art. 386 del regolamento C.d.S.).
La questione di legittimità costituzionale
Questione di legittimità costituzionale dell’art. 201 del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, sollevata dal Giudice di pace di Prato (ordinanza 19 luglio 2005), in riferimento agli artt. 24 e 97 della Costituzione, nella parte in cui consente alla P.A. di non informare il contravventore in caso di notifica ripetuta a soggetto estraneo.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato la questione manifestamente inammissibile. Il Giudice di pace aveva omesso di descrivere la fattispecie concreta e di motivare in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza. Tale carenza radicale impedisce alla Corte di verificare se la norma sia effettivamente applicabile nel giudizio principale.
Il principio
L’ordinanza di rimessione è manifestamente inammissibile quando il giudice a quo omette di descrivere la fattispecie e di argomentare sulla rilevanza e non manifesta infondatezza della questione: la Corte non può sopperire a tale carenza.
Domande e risposte
Cosa si intende per ‘rilevanza’ della questione di costituzionalità?
La questione è rilevante se la norma impugnata deve essere effettivamente applicata nel giudizio principale: se il giudice può decidere senza quella norma, la questione è irrilevante e quindi inammissibile.
Perché il giudice deve motivare la non manifesta infondatezza?
Serve per filtrare le questioni pretestuose: la Corte non è un organo consultivo; deve pronunciarsi solo su dubbi seri e argomentati, non su semplici affermazioni apodittiche.
Cosa succede dopo una pronuncia di manifesta inammissibilità?
Il giudizio principale riprende normalmente; il giudice a quo potrebbe eventualmente riproporre la questione con una motivazione più adeguata.
Norme collegate
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa del contravventore
- Art. 97 della Costituzione — buon andamento e imparzialità della P.A.
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