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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara non fondata la questione di legittimità sull’art. 60, co. 1, n. 10, d.lgs. n. 267/2000 (TUEL): la causa di ineleggibilità per i dirigenti di società che hanno rapporti con l’ente locale non viola gli artt. 2, 3 e 51 Cost.

Di cosa si tratta

Il giudice rimettente dubitava della legittimità costituzionale della norma del TUEL che prevede l’ineleggibilità a consigliere comunale per i dirigenti e i rappresentanti di società che abbiano rapporti contrattuali con il Comune, sostenendo che tale preclusione ledesse il diritto di elettorato passivo (art. 51 Cost.) e il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.).

La questione di legittimità costituzionale

La questione era se la differenza di trattamento tra i dirigenti di s.p.a. con rapporti contrattuali con l’ente (ineleggibili) e i dirigenti di altre imprese (non soggetti a tale causa) fosse giustificata o costituisse una discriminazione irragionevole in violazione degli artt. 2, 3 e 51 Cost.

La decisione della Corte

La Corte ritiene la questione non fondata. L’ineleggibilità tutela l’imparzialità dell’ente locale nei confronti dei propri contraenti: chi ha interessi economici diretti con il Comune non deve poter influire sulle decisioni dell’ente stesso. La distinzione rispetto all’incompatibilità (che opera dopo l’elezione) è ragionevole e proporzionata.

Il principio

L’ineleggibilità a consigliere comunale per i dirigenti di società contraenti con l’ente è costituzionalmente legittima: tutela l’imparzialità dell’amministrazione e il buon andamento, valori che giustificano la limitazione del diritto di elettorato passivo.

Domande e risposte

Qual è la differenza tra ineleggibilità e incompatibilità?

L’ineleggibilità impedisce la candidatura; l’incompatibilità sorge dopo l’elezione e impone la scelta tra la carica e la situazione incompatibile. Entrambe tutelano l’imparzialità dell’ente.

Chi sono i soggetti colpiti dall’art. 60, co. 1, n. 10, TUEL?

I titolari, i soci illimitatamente responsabili, gli amministratori, i dirigenti e i dipendenti con funzioni di rappresentanza o coordinamento di società che abbiano con il Comune rapporti di appalto, concessione o somministrazione.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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