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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale risolve il conflitto tra il Presidente della Repubblica e il Ministro della giustizia sul potere di grazia: la grazia è un atto presidenziale in senso proprio, che il Ministro deve controfirmare come atto dovuto, senza poter opporre un rifiuto basato su proprie valutazioni di merito.

Di cosa si tratta

Il caso trae origine dal diniego del Ministro della giustizia di dare corso alla determinazione presidenziale di concedere la grazia a Ovidio Bompressi, condannato per l’omicidio del commissario Calabresi. Il Ministro aveva affermato che la Costituzione poneva in capo a lui la responsabilità di formulare la proposta di grazia, senza la quale il Capo dello Stato non poteva procedere.

La questione di legittimità costituzionale

Conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato: il Presidente della Repubblica contro il Ministro della giustizia per la nota del 24 novembre 2004. Il Capo dello Stato denunciava la violazione degli artt. 87 e 89 della Costituzione, lamentando che il rifiuto ministeriale di predisporre il decreto equivalesse a una illegittima codecisione che annullava il potere presidenziale di grazia.

La decisione della Corte

La Corte accoglie il ricorso del Presidente della Repubblica: il potere di grazia è un atto presidenziale in senso sostanziale, espressione della funzione di rappresentanza dell’unità nazionale, che prescinde da valutazioni di opportunità politica. La controfirma del Ministro è atto dovuto; il Guardasigilli può segnalare ragioni ostative ma non opporsi con un diniego definitivo.

Il principio

Il potere di grazia spetta in via esclusiva al Presidente della Repubblica, quale atto presidenziale in senso proprio. Il Ministro della giustizia deve controfirmare il relativo decreto, potendo esprimere rilievi ma non esercitare un potere di veto che vanifichi la determinazione presidenziale.

Domande e risposte

Cosa è la grazia nel nostro ordinamento?

La grazia (art. 87, comma 11, Cost.) è un provvedimento di clemenza individuale con cui il Presidente della Repubblica condona in tutto o in parte la pena inflitta a un condannato, per ragioni umanitarie o equitative; si distingue dall’amnistia, che è un atto generale del Parlamento.

Cosa significa «atto presidenziale in senso proprio»?

Gli atti presidenziali in senso proprio sono quelli in cui la Costituzione attribuisce la funzione sostanziale al Capo dello Stato; la controfirma ministeriale serve ad assicurare la responsabilità del Governo ma non a condizionare nel merito la decisione presidenziale.

Quali conseguenze ha avuto questa sentenza?

Dopo questa sentenza è diventato pacifico che il Presidente della Repubblica può concedere la grazia anche in assenza di una proposta del Ministro, e che quest’ultimo non può bloccare il procedimento con un semplice diniego; restano però aperte questioni sulla procedura istruttoria.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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