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La Corte dichiara inammissibili le questioni sul calcolo della pensione ENPALS dei lavoratori dello spettacolo: le norme impugnate (art. 12 c. 7 d.P.R. n. 1420/1971 e art. 11 c. 2 della legge collegata) sono state interessate da sopravvenienze normative che rendono necessaria una nuova valutazione da parte dei giudici rimettenti.
Di cosa si tratta
L’ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo, oggi confluito nell’INPS) gestiva la previdenza obbligatoria di artisti, tecnici e lavoratori del settore audiovisivo e dello spettacolo. Il calcolo della pensione ENPALS era basato sulla retribuzione giornaliera “convenzionale” (determinata con decreto ministeriale) e non su quella effettivamente percepita. Alcuni lavoratori avevano chiesto il ricalcolo sulla base della retribuzione reale, più elevata.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Sanremo (in funzione di giudice del lavoro) ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, settimo comma, del d.P.R. n. 1420/1971 e dell’art. 11, comma 2, della legge collegata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, per l’irragionevolezza del calcolo della pensione su base convenzionale anziché sulla retribuzione effettiva.
La decisione della Corte
La Corte, riuniti i giudizi, dichiara inammissibili le questioni. Le norme impugnate hanno subito modifiche nel corso del procedimento costituzionale: è intervenuta una disciplina di riforma del sistema previdenziale ENPALS che ha modificato i criteri di calcolo delle pensioni, rendendo necessaria una nuova valutazione da parte dei giudici rimettenti sulla rilevanza e sull’oggetto della questione alla luce del mutato quadro normativo.
Il principio
Quando le norme impugnate in via incidentale vengono significativamente modificate nel corso del giudizio costituzionale, la Corte non può pronunciarsi su questioni che potrebbero non essere più rilevanti o il cui oggetto è mutato. L’inammissibilità per sopravvenienza normativa tutela la coerenza del sistema e rinvia al giudice rimettente la valutazione del quadro normativo aggiornato.
Domande e risposte
Perché la pensione ENPALS era calcolata su retribuzioni convenzionali e non reali?
Il sistema ENPALS era strutturato per la particolare discontinuità del rapporto di lavoro nello spettacolo: un attore o un musicista può avere redditi molto variabili. Le retribuzioni giornaliere convenzionali (fissate con decreto) servivano a standardizzare la base di calcolo contributivo, a prescindere dall’entità del compenso effettivo.
Il calcolo convenzionale poteva essere più sfavorevole di quello sulla retribuzione reale?
Sì, in molti casi. I lavoratori dello spettacolo più qualificati (attori affermati, musicisti di fascia alta) percepivano compensi molto superiori ai minimi convenzionali, ma le loro pensioni erano comunque calcolate sul valore convenzionale inferiore, con un trattamento pensionistico sproporzionatamente basso rispetto ai contributi versati.
Come è ora organizzata la previdenza dei lavoratori dello spettacolo?
Con il d.lgs. n. 182/1997 e le successive riforme, l’ENPALS è stato progressivamente riformato. Dal 2012, a seguito della riforma Fornero (l. n. 214/2011), l’ENPALS è stato soppresso e le sue funzioni trasferite all’INPS, con progressiva omogeneizzazione del sistema pensionistico dei lavoratori dello spettacolo con quello degli altri lavoratori dipendenti.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza e ragionevolezza
- Art. 38 della Costituzione — Diritto alla previdenza e sicurezza sociale
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