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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti alla Corte di Cassazione in relazione alla questione sull’obbligo di iscrizione all’Albo nazionale gestori rifiuti per le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi. L’entrata in vigore del d.lgs. 152/2006 aveva modificato il quadro normativo, rendendo necessaria una nuova valutazione della rilevanza della questione.

Di cosa si tratta

Un imprenditore edile trasportava i materiali di demolizione (rifiuti speciali non pericolosi) prodotti dalla propria attività senza essere iscritto all’Albo nazionale gestori rifiuti. L’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 22/1997 (il cosiddetto «Decreto Ronchi») esentava dall’obbligo di iscrizione le imprese che trasportavano i propri rifiuti non pericolosi. La Corte di Cassazione riteneva che questa esenzione fosse contraria alla direttiva comunitaria 75/442/CEE, che imponeva l’iscrizione a tutti i trasportatori professionali di rifiuti.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di Cassazione ha sollevato, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità dell’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 22/1997, nella parte in cui esclude dall’obbligo di iscrizione all’Albo i produttori che svolgono attività di raccolta e trasporto dei propri rifiuti non pericolosi, in contrasto con l’art. 12 della direttiva 75/442/CEE.

La decisione della Corte

La Corte ha ordinato la restituzione degli atti alla Corte di Cassazione perché dovesse rivalutare la rilevanza della questione alla luce dello ius superveniens: il d.lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente) aveva nel frattempo abrogato il d.lgs. 22/1997 e, con l’art. 212, comma 8, aveva esteso l’obbligo di iscrizione all’Albo anche alle imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi, sia pure con un regime agevolato. La questione poteva quindi essere divenuta irrilevante.

Il principio

Quando, nel corso di un giudizio di legittimità costituzionale, sopravviene una modifica normativa che incide sulla disciplina oggetto della questione, la Corte può restituire gli atti al giudice rimettente affinché rivaluti la rilevanza della questione alla luce del nuovo quadro normativo. Questa tecnica decisoria evita pronunce su norme già superate o modificate.

Domande e risposte

Cosa è l’Albo nazionale gestori ambientali?

L’Albo (già Albo nazionale gestori rifiuti) è il registro obbligatorio a cui devono iscriversi le imprese che svolgono attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti. L’iscrizione certifica la capacità tecnica e finanziaria dell’impresa ed è presupposto per l’esercizio dell’attività. La mancata iscrizione è punita penalmente ai sensi del Codice dell’ambiente.

Cosa cambiò con il d.lgs. 152/2006?

Il Codice dell’ambiente (d.lgs. 152/2006) ha abrogato il «Decreto Ronchi» e ha introdotto, all’art. 212, un obbligo di iscrizione più ampio, esteso anche alle imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria. Per queste ultime è però previsto un regime semplificato: iscrizione su semplice richiesta scritta, senza valutazione della capacità finanziaria e senza obbligo di nomina di un responsabile tecnico.

Cosa si intende per ius superveniens?

Con ius superveniens si indica la normativa sopravvenuta nel corso del giudizio, che modifica il quadro normativo rilevante. Quando il ius superveniens modifica la norma impugnata o il contesto in cui opera, il rimettente deve rivalutare se la questione sia ancora rilevante ai fini della decisione del giudizio a quo.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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