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La Corte ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione sollevata dal Tribunale di Padova sull’art. 630 c.p. (sequestro di persona a scopo di estorsione, pena minima 25 anni). Il rimettente chiedeva una sentenza additiva per introdurre un’attenuante per fatti di minore gravità, ma tale intervento — in malam partem per lo stesso giudice — era precluso alla Corte dalla riserva di legge in materia penale.
Di cosa si tratta
Il Tribunale di Padova giudicava tre cittadini albanesi per sequestro di persona a scopo di estorsione: avevano trattenuto un connazionale debitore per circa sedici ore in un casolare abbandonato per costringerlo a pagare la somma dovuta per una cessione di stupefacenti. La pena minima dell’art. 630 c.p. è venticinque anni di reclusione, senza attenuante speciale per fatti meno gravi.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale di Padova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 630 c.p. in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 27, primo e terzo comma, Cost., nella parte in cui stabilisce per il sequestro a scopo di estorsione la pena minima di venticinque anni senza una fattispecie attenuata speciale per i fatti di minore gravità.
La decisione della Corte
Manifesta inammissibilità. Il rimettente chiedeva alla Corte di introdurre un’attenuante ad effetto speciale per i casi meno gravi: ciò avrebbe ampliato l’ambito della fattispecie penale (in senso favorevole all’imputato), ma il petitum formulato avrebbe comportato, in via diretta, l’applicazione di un regime più favorevole senza che il Parlamento avesse operato la scelta sanzionatoria. Ciò è riservato al legislatore ai sensi dell’art. 25, secondo comma, Cost.
Il principio
La Corte non può adottare pronunce additive «in malam partem» (che estendono la punibilità) né pronunce che si sostituiscano al legislatore nel calibrare la risposta sanzionatoria, anche quando la norma appaia sproporzionata. In materia penale la riserva di legge (art. 25 Cost.) riserva al Parlamento la scelta dei valori di pena, salvo manifesta irragionevolezza accertabile con un termine di confronto omogeneo.
Domande e risposte
Perché il sequestro a scopo di estorsione ha una pena minima così alta?
La norma (art. 630 c.p.) fu inasprita con la legge n. 894/1980 in risposta all’escalation dei sequestri da parte di organizzazioni criminali negli anni ’70-’80. La pena minima di 25 anni fu pensata per quel contesto emergenziale, ma è rimasta invariata anche dopo il crollo del fenomeno.
Esistono attenuanti applicabili al reato di sequestro a scopo di estorsione?
Sì, le attenuanti comuni (art. 62, 62-bis, 114 c.p.) sono applicabili. La norma speciale di attenuazione per fatti di lieve entità, prevista per la cattura degli ostaggi dall’art. 3 della legge n. 718/1985, non è estensibile all’art. 630 c.p. per il carattere residuale di quella fattispecie.
Quando la Corte può intervenire sulle pene edittali?
Quando la sproporzione della pena è manifesta e può essere accertata tramite un tertium comparationis: cioè confrontando con una fattispecie di pari o maggiore gravità che prevede una pena significativamente inferiore. La Corte non può determinare autonomamente la pena sostitutiva: deve esistere una norma omogenea che la contenga già.
Norme collegate
- Art. 25 della Costituzione — Riserva di legge in materia penale e principio di legalità
- Art. 27 della Costituzione — Personalità della responsabilità penale e finalità rieducativa della pena
- Art. 3 della Costituzione — Principio di uguaglianza e ragionevolezza
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.