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La Corte di cassazione dubitava della compatibilità con il diritto comunitario della norma italiana che esonerava dall’iscrizione all’Albo nazionale gestori rifiuti gli imprenditori che raccolgono e trasportano a titolo professionale rifiuti propri non pericolosi. La Corte dichiara la questione manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza.
Di cosa si tratta
Un imprenditore edile era indagato per aver trasportato nel 2005, senza iscrizione all’Albo nazionale gestori rifiuti, materiali di demolizione (rifiuti speciali non pericolosi) con un autocarro. L’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 22/1997 (“Decreto Ronchi”) esentava dall’obbligo di iscrizione all’Albo gli imprenditori che trasportano rifiuti propri non pericolosi a titolo professionale. La Cassazione dubitava che questa esenzione fosse compatibile con le direttive comunitarie sui rifiuti.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte di cassazione, con ordinanza del 21 settembre 2007, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 22/1997 (come modificato dalla legge n. 426/1998), in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione (violazione del diritto comunitario), nella parte in cui esclude l’obbligo di iscrizione all’Albo per i trasportatori professionali di rifiuti propri non pericolosi.
La decisione della Corte
La Corte costituzionale dichiara la questione manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza. Al momento della decisione, il d.lgs. n. 22/1997 era stato abrogato e sostituito dal d.lgs. n. 152/2006 (Codice dell’ambiente), che aveva introdotto una nuova disciplina. La Cassazione avrebbe dovuto applicare la norma vigente al momento del fatto (2005), ma anche verificare quale fosse la disciplina applicabile alla luce del ius superveniens.
Il principio
La questione di legittimità costituzionale è inammissibile quando la norma impugnata è stata abrogata e sostituita da nuova disciplina e il giudice rimettente non ha adeguatamente considerato quale norma debba applicare nel giudizio principale, non potendo la Corte pronunciarsi su una norma non più vigente senza chiarire la sua applicabilità al caso concreto.
Domande e risposte
Che cos’è l’Albo nazionale gestori ambientali?
È il registro in cui devono iscriversi le imprese che svolgono attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti. L’iscrizione è condizione per l’esercizio legale di queste attività ed è soggetta a requisiti tecnici e finanziari.
I produttori di rifiuti devono iscriversi all’Albo per trasportare i propri rifiuti?
Con il Codice dell’ambiente (d.lgs. n. 152/2006) e le sue modifiche successive, i produttori di rifiuti non pericolosi che li trasportano in proprio sono soggetti a obblighi semplificati (iscrizione in categoria apposita con autocertificazione), non alla procedura ordinaria. La disciplina si è evoluta più volte.
Cosa si intende per violazione degli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione?
L’art. 11 Cost. consente limitazioni di sovranità a favore delle organizzazioni internazionali (inclusa l’UE). L’art. 117, primo comma, Cost. vincola la legge italiana al rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario. Violare il diritto UE equivale a violare questi parametri costituzionali.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — vincolo del rispetto del diritto comunitario nella legislazione statale
- Art. 3 della Costituzione — principio di eguaglianza nel trattamento delle categorie imprenditoriali
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.